Documenti relativi a Ricci Umberto

Opere principali


Corrispondenze


Sui due volumi di Umberto Ricci

Umberto Ricci, professore dell'Università di Pisa, ha raccolto i suoi scritti in due volumi: a)Politica ed economia di guerra b) Scritti sul protezionismo. Informa, infine, Giovanni Laterza che si sarebbe trasferito in Valle d'Aosta, nella residenza di Luigi Einaudi.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Einaudi Luigi


Sul secondo volume di scritti del prof.Umberto Ricci

Il prof. Ricci ha un ripensamento sul titolo del secondo volume dei suoi scritti. Ha pensato, infatti, di sostituire il vecchio titolo "Scritti sul protezionismo", con "Protezionisti e liberisti italiani", perché "si parla a lungo di Cavour, che non era un protezionista". Ricci chiede a Giovanni Laterza di poter pubblicare il volume prima delle elezioni, "perché è un tema su cui si potrebbe discutere da certi gruppi politici".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Cavour Camillo Benso di


Ripensamento sul titolo del secondo volume di scritti del prof.Ricci

Il prof. Ricci avverte Giovanni Laterza che ha avuto un ulteriore ripensamento sul titolo del secondo volume dei suoi scritti. Intende intitolarlo: "Protezionismo e protezionsiti italiani". Il volume si sarebbe poi intitolato Protezionisti e liberisti italiani (1920).
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto


Corrispondenza: Umberto Ricci a Giovanni Laterza (21-04-1920)

Umberto Ricci propone all'editore Giovanni Laterza la pubblicazione in memoria "del compianto Caroncini" di una raccolta di saggi economici e politici dal titolo "Problemi di politica nazionale". Così scrive: "Il Caroncini era uno dei migliori fra i giovani economisti italiani. Ingegno aristocratico egli non prendeva la penna se non per scrivere su argomenti importanti e dopo mature meditazioni, il frutto del suo pensiero originale merita di essere salvato (...)" Il professor Solmi, docente dell'Università di Pavia, aveva già scelto gli scritti e premesso una bellissima prefazione che, secondo Ricci, costituisce "una monografia interessante". Secondo Ricci, inoltre, "il Caroncini è anche una delle più nobili figure della nostra guerra, studente volontario, egli fu tra i primi a morire, lasciando una famiglia che adorava (...)". L'idea del volume dedicato a Caroncini è di Umberto Ricci e di Luigi Einaudi.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Caroncini Alberto
nome citato Solmi Arrigo


Correzioni al lavoro del prof. Ricci

Ricci informa Giovanni Laterza che ha corretto le bozze del suo volume "Protezionisti e liberisti italiani". Precisa che le ultime correzioni sono state apportate in conseguenza dell'inasprirsi della lotta tra agrari ed industriali negli ultimi mesi.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto


Sulla reclame del volume di Ricci "Sofismi protezionistici"

La reclame del volume di Ricci, "Protezionisti e liberisti italiani", è stata affidata al "Giornale d'Italia" di Alberto Bergamini. Il testo da inviare al Bergamini è: "Sofismi protezionistici", "dedicato all'appassionante questione del protezionismo (...) e ne è autore Umberto Ricci, il battagliero professore dell'Università di Pisa. L'ultima parte del volume è dedicata al dissidio tra agricoltori liberisti e industriali protezionisti".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Bergamini Alberto


Sul libro di Luigi Einaudi

Ricci informa Laterza di aver ricevuto il "libretto" di Luigi Einaudi ["Prediche"].
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Einaudi Luigi


Invio volume "Protezionisti e liberisti italiani"

Ricci informa Laterza di aver spedito il volume "Protezionisti e liberisti italiani". Allega alla lettera l'elenco dei destinatari delle copie omaggio dello stesso.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto


Recensioni al libro "Protezionisti e liberisti italiani"

Umberto Ricci invia a Laterza l'elenco completo dei destinatari delle copie omaggio del suo libro "Protezionisti e liberisti italiani". Informa, inoltre, di aver ricevuto molte recensioni sul libro pubblicato.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto


Sul libro "Dal protezionismo al sindacalismo"

Il professore Umberto Ricci, autore del volume "Dal protezionismo al sindacalismo", informa Giovanni Laterza, che è stato contattato dalla redazione della "Rivista Internazionale di Scienze Sociali", fondata da monsignor Talamo e passata da Torino a Milano, sotto la direzione dell'Università Cattolica, per curare le recensioni di pubblicazioni d'interesse economico-sociale.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto


Volume in memoria di Maffeo Pantaleoni

Umberto Ricci informa Giovanni Laterza che è attualmente impegnato nella correzione della bozza di un volume in cui sono raccolte alcune lezioni di Maffeo Pantaleoni. Sta anche preparando l'indice analitico dello stesso volume.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Pantaleoni Maffeo


In memoria di Maffeo Pantaleoni

Ricci informa Giovanni Laterza che ha appreso dalla figlia del senatore Pantaleoni, la contessa Marcella Tommasini, che il professore aveva lasciato l'elenco degli scritti da inserire nei due volumi degli "Erotemi di Economia": "(...) sicché la composizione di ogni volume è predeterminata e non vi è nulla da fare in proposito. Rimane soltanto da correggere le bozze". Ma Ricci comunica a Laterza di essere stato esonerato anche da quest'ultima operazione, dal momento che la contessa l'avrebbe già affidata all'avvocato di Napoli Walter Bellacasa. Per questo motivo Umberto Ricci rende le bozze da correggere alla contessa Tommasini, perché le dia all'avvocato Bellacasa.
destinatario Laterza Giovanni
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Tommasini Marcella
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Bellacasa Walter


Invio elenco nominativi per distribuzione copie del volume "Dal protezionismo al sindacalismo"

Ricci invia a Giovanni Laterza l'elenco dei nominativi cui inviare la copia gratuita del suo volume "Dal protezionismo al sindacalismo". Tra i nominativi figurano: a Roma il professor Riccardo Bachi, il marchese Antonio De Viti De Marco, il professor Carlo Grilli, il professor Felice Guarneri della Confindustria, il dottor Giuseppe Fuselli, Antonio Salandra, Carlo Spinelli; a Siena Angelo Bertolini; a Pisa il professor Gino Borgatta; a Torino Luigi Einaudi; a Napoli il professor Augusto Graziani.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Salandra Antonio
nome citato Spinelli Carlo
nome citato Bachi Riccardo
nome citato Bertolini Angelo
nome citato Borgatta Gino
nome citato de Viti de Marco Antonio
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Friselli Giuseppe
nome citato Graziani Augusto
nome citato Grilli Carlo
nome citato Guarneri Felice


Sul volume di lezioni di Maffeo Pantaleoni

Umberto Ricci, titolare, dopo la morte di Pantaleoni, della cattedra di Economia politica della Facoltà di Giurisprudenza a Roma, raccoglie in un volume alcune letture date nei recenti anni dal "Professore". Parte della lettera a Giovanni Laterza è in lingua inglese. Si tratta del testo di una lettera che Ricci intende inviare a qualche editore inglese interessato alla pubblicazione delle lezioni di Pantaleoni. Lo riportiamo per intero: "Formerly professor of political economy in the Universities of Pisa and Bologna since the death of senator Pantaleoni, his successor in the chair of political economy of the Faculty of law in Roma, collects in this book some lectures given in recent years in the over mentioned universities. He is a supporter of economic freedom and examines in this book the events of the economic life of our times. He succeeds in criticizing very brilliantly protectionism, public and private violence, gild socialism, other form of syndicalism, and last, but no least, bolshevism".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Pantaleoni Maffeo


Sui vantaggi economici della proposta di pubblicazione di Angelo Bertolini

Il lavoro che Bertolini offre a Giovanni Laterza durerà pochi mesi, ma sarà molto lauto nel compenso, che consentirebbe a Laterza di provvedere al versamento della grave imposta.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Bertolini Angelo


Volumi in onore di Maffeo Pantaleoni

Ricci informa Laterza di essere stato in casa Pantaleoni, dove si è incontrato con Giovanni Preziosi e con Walter Bellacasa, coi quali intende collaborare per la pubblicazione di nuovi volumi in memoria del suo "compianto maestro", ossia di Maffeo Pantaleoni.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Bellacasa Walter
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Preziosi Giovanni


Possibile risoluzione del caso tributario della ditta Laterza

Il ministro Ricci ha parlato con il commendatore Bertolini e lo ha informato del "caso" Giovanni Laterza, dopo averne discusso con il ministro Gentile. Bertolini ha pensato di affidare alla Laterza la pubblicazione di parecchi grossi volumi del "Bollettino della Società per Azioni". Non ha invece avuto ancora modo di parlare con Luigi Einaudi.
destinatario Laterza Giovanni
mittente Ricci Umberto
nome citato Bertolini Angelo
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Gentile Giovanni


Manoscritti


Altri documenti


Fatti e ragionamenti. Breve tragedia economica

Al di là della singolarità del genere di comunicazione scritta prescelto - una parodia tragicomica - Ricci ripropone in una sintesi d'estrema efficacia e larga risonanza popolare gli sviluppi dello spinoso problema del carovita che accompagnò la storia economica italiana nel primo dopoguerra e che avrebbe visto lo stesso Ricci nel 1923 presiedere una Commissione voluta dall'onorevole Teofilo Rossi, per contenerne gli effetti deleteri sulla vita degli italiani. Tra i personaggi si distinguono alcuni dei principali protagonisti, diretti e indiretti, del dibattito sulla questione tra la fine del 1915 e l'autunno del 1917: Maffeo Pantaloni, personaggio indicato come "Economista"; Napoleone Colajanni, indicato come "Adoratore dei fatti"; un Ministero Nazionale; un Bollettino di Statistica, indicato come "personaggio che non parla mai, ma è molto eloquente lo stesso"; S. E. Giuseppe Canepa, commissario dei consumi, indicato come "personaggio che parla (e fa decreti) anche troppo". Attraverso i loro dialoghi emerge chiaramente la collocazione di Umberto Ricci, sostenitore della posizione assunta nel dibattito da Maffeo Pantaleoni, in contrapposizione con le affermazioni, che furono poi seguite dall'azione di Governo, di Napoleone Colajanni. Il primo atto si svolge negli uffici del "Messaggero" e del "Giornale d'Italia" verso la fine del 1915. Vi si riproduce un colloquio tra Pantaleoni e Colajanni suscitato dalla pubblicazione di quest'ultimo di un articolo sul "Messaggero" del 24 dicembre 1915 in cui si affrontava il tema degli interventi statali sui prezzi delle derrate alimentari. Pantaleoni, sostenitore teorico dei danni che sull'economia nazionale erano stati provocati dai prezzi determinati dallo Stato, lanciava a Colajanni una provocazione, non sul terreno della teoria, ma dei fatti. Richiamava, pertanto, tra i tanti episodi storici, in cui la tariffazione dei prezzi ne aveva provocato il rincaro, uno in particolare, già citato in un articolo di Zolla pubblicato sulla "Revue des deux mondes" del primo dicembre 1915, relativo alle misure politiche adottate dalla Convenzione francese nel 1793. La tariffazione delle farine, la requisizione del grano, l'interdizione di negoziare fuori mercato, la caccia agli incettatori e il monopolio del commercio del grano provocarono allora un calo della produzione agricola e una maggiore dipendenza dall'estero per soddisfare il bisogno alimentare interno. Colajanni respingeva le analogie tra la situazione francese del 1793 e quella italiana del 1915-16 sostenute da Pantaleoni e Zolla e liquidava l'implicito timore di un drammatico ripetersi della riduzione della produzione agricola come "fantastica ed infantile". Il secondo atto si svolge in Piazza Montecitorio, ai principi dell'estate del 1916. Si allude alla formazione del nuovo governo, che subito emana, a partire dal 1° luglio, una serie di decreti miranti ad abbassare il prezzo della farina ed a concedere premi per i coltivatori di frumento. Il terzo atto si svolge tra i pini di villa Borghese, dove compare un grosso cartellone con la scritta: "Bollettino di Statistica dell'Istituto Internazionale di Agricoltura, agosto 1917, p.596". Sono riportati i dati relativi alla superficie coltivata a frumento in Italia, con una riduzione del 9 per cento per l'anno 1916/1917 rispetto al precedente e del 10,7 per cento rispetto al quinquennio compreso tra il 1910/11 e il 1914/15. Il quarto atto si svolge negli uffici del Corriere della Sera, il 28 agosto 1917: il commissario dei consumi Canepa annuncia che, a fronte della riduzione della produzione granaria, bisognerà ridurre del 20 per cento i consumi di farina e pane. La dichiarazione provocherà malesseri e tumulti sparsi in Italia. L'ultimo atto vede Pantaleoni impegnato a ripubblicare la sua conversazione con Colajanni e Colajanni a denunciare l'autore della tragedia in un concitato articolo. Il sipario si chiude in data 1° settembre 1917.
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Colajanni Napoleone
nome citato Canepa Giuseppe


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Lettera: 19 ottobre 1934

Saputo da Giretti che Einaudi ha avuto una buona vendemmia, De Viti comunica che la sua "è stata mediocre come qualità e come quantità". Scrive di accludere una lettera di Pietro Chimienti che rivolge una richiesta a Einaudi. Ricorda di aver ospitato per qualche settimana Morgenstern; si rammarica di aver ricevuto da Ricci non una visita, ma una richiesta di notizie e commenta: "Ma io ancora sono vivo, e non gli ho mandato nessuna notizia, che gli servirà quando dovrà fare la mia commemorazione". Gli chiede infine se Einaudi può dirgli "sinceramente se ha perduto" come editore dei suoi libri.
destinatario Einaudi Luigi
mittente de Viti de Marco Antonio
nome citato Chimienti Pietro
nome citato Giretti Edoardo
nome citato Morgenstern Oskar
nome citato Ricci Umberto


Ancora sulla polemica con il presidente della Deputazione provinciale di Basilicata

Fortunato scrive a Giovanni Laterza e continua la sua polemica contro il presidente della Deputazione Provinciale di Basilicata: "E con questa gente il Mezzogiorno vorrebbe rifarsi delle insidie e prepotere tirannico dell'Alta Italia? Ma se sono condannati a servire sempre in qualsiasi barbaro modo!". Dopo essersi espresso in questi termini sulla classe dirigente del Mezzogiorno, Fortunato si rasserena sapendo che anche il professor Umberto Ricci dell'Università di Pisa si è dichiarato entusiasta del libro "Il Mezzogiorno agrario quale è. Relazioni e scritti".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Fortunato Giustino
nome citato Ricci Umberto


Lettera di Paolo Boselli a Jacopo Virgilio

Lettera di Paolo Boselli a Jacopo Virgilio in cui richiede, da parte del deputato Ricci, di pubblicare sul "Commercio" questa notizia: "L'on. Ricci ha terminata la sua relazione sul bilancio della Marina, essa fu distribuita ai membri della Sottocommissione del Bilancio"
destinatario Virgilio Jacopo
mittente Boselli Paolo
nome citato Ricci Umberto


Partenza di Pantaleoni per Fiume e sua sostituzione all'Università di Roma

Pantaleoni invia a Salandra copia della lettera indirizzata al preside di Facoltà dell'Università di Roma nel momento in cui decide di partire per Fiume. Scrive, infatti, che, poiché ha accettato "di servire il campo di Fiume e della Dalmazia, in quel modo come meglio potrò e saprò, contro ogni eventuale decisione dell'attuale governo, e nella speranza che l'ordine, il rispetto del diritto, la difesa della proprietà e la libertà di lavoro non continueranno a essere manomessi dall'attuale governo, come lo furono del governo di Nitti, da Fiume possa venire la parola sanatrice e l'atto riparatore. Non potrò perciò riassumere la mia lezione all'università di Roma per i mesi di novembre, dicembre e gennaio. Da ciò il mio dovere di chiedere alla signoria vostra e alla Facoltà che ella presiede una qualche forma di licenza durante la quale i miei stipendi staranno interamente devoluti a chi mi sostituirà. Se mi è lecita la risposta, della quale la Facoltà e lei faranno quel conto che vorranno, amerei vedermi sostituito, tra i liberi docenti, soltanto dal collega Broglio D'Ajano, o altrimenti dal professor Enrico Barone della Reale Scuola Superiore di Commercio, o altrimenti ancora dal prof. Umberto Ricci dell'Istituto Internazionale d'Agricoltura di Roma. L'erario non soffrirebbe un centesimo di danno e l'impegno sarebbe svolto con coscienza e competenza senza aggravio di lavoro per alcun collega della sua facoltà. Sono dolente di creare questo imbarazzo alla facoltà. Se questo imbarazzo dovesse essere diminuito da una mia domanda d'aspettativa, o da altro mio procedimento, la prego di volermene suggerire ed essere certo che sarà senz'altro accettato".
destinatario Salandra Antonio
mittente Pantaleoni Maffeo
nome citato Ricci Umberto
nome citato Barone Enrico
nome citato D'Ajano Broglio


Sulla questione tributaria della Casa editrice Laterza

Fortunato fa riferimento ad inizio della lettera al "silenzio" di Giovanni Laterza, ovvero alle mancate risposte alle sue ultime lettere e mostra un atteggiamento di solidarietà nei confronti dell'editore, comprendendone le cause, che hanno a che fare con una questione tributaria che aveva coinvolto la casa editrice e a cui si fanno più o meno espliciti riferimenti anche in lettere di Luigi Einaudi e di Umberto Ricci. Questi i termini in cui Fortunato si esprime in merito alla questione: "Ha perfettamente ragione: è iniquo, tutto quello che capita a' danni suoi e del suo lavoro ed io sarei assai felice di poter contribuire a che ci sia vera giustizia. De' tre senatori, i cui nomi ella mi fa, io non ne conosco alcuno (...)". Nonostante ciò Fortunato mostra la sua disponibilità ad aiutare Laterza chiedendogli i nomi degli altri commissari che giudicheranno "il caso".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Fortunato Giustino
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Ricci Umberto


Invio libri della Collana "Storia economica e sociale della guerra mondiale"

Raffaele Gangemi, direttore della Biblioteca del Ministero delle Finanze, ha recensito il volume di Umberto Ricci, "Dal protezionismo al sindacalismo" su "Bibliografia fascista". Egli è membro del Comitato di Redazione di tale rivista e si occupa della recensione dei libri di economia e finanza. Prega Giovanni Laterza di inviargli tutti i volumi di carattere economico e finanziario editi dalla Casa editrice Laterza. Vuole dedicare una recensione anche alla collana "Storia economica e sociale della guerra mondiale".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Gangemi Raffaele
nome citato Ricci Umberto


Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (03-08-1945)

Bresciani Turroni racconta a Einaudi che la sera del 1° agosto aveva appreso dal giornale "Libertà" che la scelta per la nomina del ministro del Tesoro sarebbe caduta sul sen. Ricci o sullo stesso Bresciani Turroni. Bresciani riferisce che la nomina lo avrebbe riempito di entusiasmo, ma il mattino successivo egli seppe che era stato già nominato Ricci. Bresciani chiede a Einaudi se sia stato davvero possibile che si sia pensato a lui (in tal caso Bresciani ritiene che sia stato Einaudi a fare il suo nome) o se si sia trattato solo di una voce infondata. Bresciani raccolta inoltre che alcune settimane addietro il Comm. Mattioli gli aveva riferito che il ministro Soleri avrebbe voluto affidargli un Sottosegretariato al Tesoro per preparare insieme a Einaudi le attese misure finanziarie. Bresciani confida al suo interlocutore un altro progetto: "Il Borsa" vorrebbe inviarlo in Germania perché egli scriva una serie di articoli sulle condizioni di quel Paese. Bresciani preferirebbe quest'ultima soluzione alla proposta di Mattioli di nominarlo addetto finanziario a Londra.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Bresciani Turroni Costantino
nome citato Ricci Umberto
nome citato Mattioli Raffaele


Corrispondenza: Oskar Morgenstern a Luigi Einaudi (26-11-1946)

Morgenstern ha appreso con tristezza la notizia della morte di Ricci e ne ha letto la commemorazione scritta da Einaudi sull'"American Economic Review". Morgenstern ricorda che in occasione della morte di de Viti de Marco non fu pubblicata alcuna commemorazione e invita Einaudi scriverne una. Sarebbe apprezzata dai molti ammiratori americani di de Viti de Marco. Morgenstern si augura di incontrare Einaudi al Fondo monetario o alla Banca internazionale [Sull'argomento di vedano anche le lettere del 22 gennaio 1947, del 27 ottobre 1947 e del 24 marzo 1950, sintetizzate nel database ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Morgenstern Oskar
nome citato Ricci Umberto
nome citato de Viti de Marco Antonio


Lettera di Vilfredo Pareto a Vittore Pansini

Vilfredo Pareto parla dei trattati di pace all'indomani della fine della Prima guerra mondiale: "Che ricca serie di derivazione che abbiamo ora. La guerra doveva terminare senza che vi fossero né vinti né vincitori. I vinti ci sono, e come! Né indennità né annessioni. Si preparano queste e quelle. Ormai la diplomazia doveva essere pubblica. A Londra si adunano in gran segreto i diplomatici dell'Intesa e decidono sempre in gran segreto, gli accordi che avranno vigore tra loro. Intendiamoci bene. Non biasimo menomamente [sic] tale operato; anzi lo credo utile, forse necessario. Noto solo la differenza tra il detto e il fatto". Inoltre annuncia di spedire due articoli, censura permettendo, e prende in giro il "sor Umberto Ricci, che ha pubblicato sulla "Vita Italiana" (1) (del Pantaleoni!) una recensione della "Sociologia", la quale recensione è un modello di vanitosa sciocchezza. La raccomando a chi vuol ridere". Lettera di cui si conserva anche la busta indirizzata così: "Ill.mo signore Vittore Pansini Sostituto Procuratore del Re. Macerata (Italie)". Verificato per censura. Timbro postale di Céligny del 6-XII-918 e di Macerata 7-XII-918. Si conserva anche una fascetta al solito indirizzo, verificato per censura. Timbro postale di Céligny del 19-IX-918 e di Macerata del 21-IX-918. (1) Vedi nota bibliografica.
destinatario Pansini Vittore
mittente Pareto Vilfredo
nome citato Ricci Umberto
nome citato Pantaleoni Maffeo


Lettera di Vilfredo Pareto a Vittore Pansini

Vilfredo Pareto comunica l'invio di tre suoi articoli sulla Grande guerra (1), critica con durezza il professore Umberto Ricci per due articoli "che [...] ha creduto bene dedicare alla "Sociologia". [...] Vi è un contrasto comicissimo tra il male che dice del libro e il bene che dice dell'autore" (2), e concorda con "un bellissimo articolo di G.L. Franchi", scettico sul fatto che, a guerra finita, si restaurino le situazioni monetarie ed i rapporti di valore "quali esistevano "ante bellum", [poiché] contro questa soluzione si schierano formidabili interessi economici ed assolute insopprimibili necessità finanziarie"(3). Lettera di cui si conserva anche la busta indirizzata così: "Ill.mo signore Vittore Pansini Sostituto Procuratore del Re. Macerata (Italie)". Verificato per censura. Timbro postale di Céligny del 29-VII-918. (1) (2) (3) Vedi nota bibliografica.
destinatario Pansini Vittore
mittente Pareto Vilfredo
nome citato Ricci Umberto
nome citato Franchi G.L.