Documenti relativi a Saraceno Pasquale

Opere principali


Corrispondenze


[Minuta di lettera di Ruini a Saraceno]

Minuta di lettera di Ruini a Pasquale Saraceno (Roma, 10 luglio 1958) relativa al "rapporto redatto [da Saraceno] per la Commissione della Comunità Economica Europea...".
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Ruini Meuccio


Corrispondenza: Carey a Pasquale Saraceno (28-07-1954)

Lettera di Carey (West Port) a Saraceno con la quale chiede informazioni sulla Cassa per il Mezzogiorno, per un articolo per l'"American Political Science Review". A tale proposito allega un breve questionario. Chiede inoltre copia della relazione presentata da Saraceno al congresso di Napoli dell'anno precedente sulla industrializzazione del Sud, e copia degli Atti della Conferenza degli industriali, tenutasi nel maggio 1954 sullo stesso tema.
destinatario Saraceno Pasquale


Corrispondenza: Saraceno Pasquale a Ruffolo Giorgio (03-agosto-1966)

Lettera di Saraceno a Ruffolo relativa all'incarico che il Ministero del Bilancio ha conferito alla Svimez sullo "studio delle linee evolutive del nostro sistema economico nel corso dei prossimi 15 anni". Acclude i risultati che la Svimez, "la cui attività di ricerca si è già da qualche anno orientata su queste tematiche, ha finora conseguito". Documenti che, "nell'insieme possono considerarsi come un primo progress report". Gli allegati non sono presenti.
destinatario Ruffolo Giorgio
mittente Saraceno Pasquale


Pareri su rapporto relativo alla politica di piano

Lettera con la quale Saraceno chiede un parere, a Napoleoni e Novacco, sulle bozze di un rapporto da presentare presumibilmente in sede di partito. Dal testo della lettera emerge chiaramente che il rapporto riguarda la possibilità di avviare una politica di piano entro una economia di mercato. Napoleoni e Novacco distinguono tra una parte politica e una economica del discorso, considerando meglio definita la prima e movendo maggiori rilievi alla seconda. La critica fondamentale mossa a Saraceno è di non aver saputo definire con sufficiente chiarezza il rapporto che dovrà istituirsi tra mercato e controllo pubblico qualora la politica di piano venisse attuata. Ci sono riferimenti al tema del decentramento regionale. La parte conclusiva affronta il rapporto tra dottrina cattolica, politiche sociali, ruolo politico dei cattolici. Testo dattiloscritto su carta intestata della Svimez.
destinatario Napoleoni Claudio
destinatario Novacco Nino
mittente Saraceno Pasquale


Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Augusto Graziani (01-07-1969)

Lettera di Pasquale Saraceno in cui si affronta una questione precedentemente sollevata in sede di Consiglio Svimez da Augusto Graziani. Secondo l'opinione espressa da Graziani, così come questa è riportata da Saraceno, la Svimez sarebbe progressivamente divenuta un organo della programmazione economica nazionale, allontanandosi dal proprio ambito originale, che era inizialmente limitato al Mezzogiorno. Nel rispondere a questi rilievi, Saraceno ne fa presente l'importanza, riferendosi tra l'altro a una successiva seduta del Consiglio, che dovrà deliberare circa "la proroga della vita dell'associazione". A sostegno della sua tesi, per cui da sempre la Svimez ha affrontato il tema del Mezzogiorno entro una prospettiva nazionale, Saraceno richiama le seguenti quattro circostanze principali: a) già nel 1948 la Svimez formulò un piano di utilizzo a livello nazionale degli aiuti Marshall che teneva presenti come prioritarie le esigenze del Mezzogiorno; b) lo Schema Vanoni fu elaborato in Svimez, dove fu pensato come modello di sviluppo dell'intero paese che avesse come obiettivo principale proprio la soluzione del problema meridionale; c) analogo criterio fu seguito al momento dell'adesione al Mercato Comune, quando la Svimez fu incaricata di redigere il rapporto sullo stato dell'economia italiana al momento dell'entrata in vigore del trattato di Roma; d) anche il rapporto del Comitato Nazionale per la Programmazione Economica del 1962-63 fu redatto in Svimez sulla base del medesimo criterio. In conclusione, Saraceno ribadisce la convinzione che la Svimez debba continuare a lavorare in un'ottica nazionale e che solo in questo modo il ritardo meridionale potrà essere finalmente eliminato. Lettera dattiloscritta.
destinatario Graziani Augusto
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Vanoni Ezio
nome citato Marshall George C.


Lettera relativa al "testo per Golzio"

Lettera di Napoleoni a Saraceno in cui si fa riferimento ad un non meglio precisato "testo per Golzio", precedentemente scritto da Saraceno e sottoposto all'attenzione di Napoleoni. Gli argomenti in discussione riguardano la politica economica italiana del dopoguerra, in particolare il ruolo in essa svolto dai cattolici. Napoleoni cita una non meglio precisata "politica democratica". A giudizio di Napoleoni, costituisce esempio di politica democratica l'istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, non invece la riforma agraria, né l'adesione al Mercato Comune. Anche lo "schema Vanoni" potrebbe diventare un esempio della suddetta politica qualora venisse convertito in "piano". La lettera individua il maggior limite allo sviluppo economico italiano nella presenza di strutture produttive entro le quali le singole attività economiche sono giudicate relativamente alla convenienza del singolo produttore anziché sulla base di un criterio di economicità generale. In conclusione viene espresso un giudizio molto negativo al riguardo della cultura cattolica in campo economico e sociale. Lettera dattiloscritta su carta intestata del Centro per gli studi sullo sviluppo economico della Svimez. Sotto l'intestazione compare la sigla Np/fa.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Napoleoni Claudio
nome citato Vanoni Ezio


Bozze di una relazione sull'IRI

Nella lettera Saraceno protesta per le modalità di redazione ed i contenuti di una relazione sull'IRI da presentarsi nell'ambito dei lavori della Sottocommissione per l'Industria. Demaria è il presidente della Commissione Economica di cui anche la sottocommissione fa parte. Saraceno giudica che la relazione rappresenti un ben preciso punto di vista ideologico e chiede pertanto che le conclusioni della stessa vengano isolate dalla parte descrittiva e poste in appendice, a nome dell'autore. La lettera non riporta il nome dell'autore della relazione, ma dal resto della corrispondenza contenuta nel fascicolo sembra di poter attribuire il testo in questione a Gaetano Stammati.
destinatario Demaria Giovanni
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Stammati Gaetano


Costituzione dei gruppi di lavoro entro la Commissione

Lettera di Papi a Saraceno in cui comunica costituzione di sei gruppi di lavoro e dei rispettivi direttori, assieme ad una lista di altri nominativi che potrebbero entrare a far parte dei singoli gruppi. Lettera dattiloscritta.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Papi Giuseppe Ugo


Richiesta di esonero dalla presidenza del Sottocomitato Industria

Sulla base di esigenze personali, Saraceno chiede a Papi di essere dispensato dalla presidenza del Sottocomitato Industria, proponendo la nomina di Gasparini in sua sostituzione.
destinatario Papi Giuseppe Ugo
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Gasparini


Lettera di accompagnamento alla nota sui lavori della Commissione Papi

La lettera introduce, presumibilmente, la nota dal titolo "Osservazioni e commenti del Prof. Pasquale Saraceno sui documenti sottoposti alla 'Commissione Papi' fino all'8-11-1961". A tale nota fa riferimento anche Papi in una successiva lettera a Saraceno, spedita in data 8 gennaio 1962. Nella lettera a Pella, Ministro del Bilancio, sono contenute alcune precisazioni non presenti nella nota. In particolare, si fa presente di aver suggerito a Papi di trasmettere il materiale fin qui prodotto dalla Commissione solo qualora fosse assolutamente necessario inoltrare una qualche documentazione e solo come "contributo dato dai singoli autori". Questo per il carattere non definitivo dei dati e per non sottoporre al Governo analisi e proposte che potrebbero essere "molto controverse". Lettera dattiloscritta.
destinatario Pella Giuseppe
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Papi Giuseppe Ugo


Replica alle critiche circa il metodo adottato dalla Commissione

La lettera di Papi è una replica alle critiche mosse da Saraceno nella nota inviata in data 25 novembre 1961, dal titolo "Osservazioni e commenti del Prof. Saraceno sui documenti sottoposti alla 'Commissione Papi' fino all'8-11-1961". Quest'ultimo documento risulta tra le carte del fascicolo e, assieme alla lettera di accompagnamento del 25 novembre, in un altro fascicolo contenente "Corrispondenza con il Prof. Papi". Papi difende il lavoro svolto dalla Commissione, conferma che questo risponde alle richieste del governo e ribatte alla tesi di Saraceno secondo cui si sarebbe dovuto seguire un altro metodo, basato su una più precisa definizione preliminare degli obiettivi di politica economica da perseguire. Papi giudica semplicistico il nesso tra formazione del capitale e sviluppo stabilito da Saraceno nella sua nota. Tale impostazione sarebbe in contraddizione con l'esperienza accumulata e con le più recenti ricerche, che hanno dimostrato la particolare rilevanza del "fattore umano" come motore o freno dello sviluppo. Inoltre, Papi nega che la Commissione abbia mai deciso, come sostenuto da Saraceno, di trascurare il problema del Mezzogiorno. In proposito, si esprime anche la convinzione che tale problema non possa essere risolto con "incentivi" e "industrializzazioni più o meno forzate". In generale, si sostiene l'utilità del materiale prodotto e presentato in Commissione, ribadendone lo scopo conoscitivo, preliminare all'attività di programmazione vera e propria. Lettera dattiloscritta.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Papi Giuseppe Ugo


Polemica sui lavori della Commissione Papi

Papi scrive in risposta ad una precedente corrispondenza con la quale Saraceno, in data 7 agosto, annunciava la nomina della Commissione nazionale per la programmazione economica. Assieme agli auguri di rito, Papi formula l'auspicio che nella nuova commissione possano affermarsi quella "concordia di propositi" e "correttezza di comportamento" che avrebbero fatto difetto al precedente organismo da lui presieduto. Lettera dattiloscritta.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Papi Giuseppe Ugo


Polemica sui lavori della Commissione Papi

La lettera ritorna su una polemica riguardante il metodo di lavoro seguito dalla Commissione Papi, con particolare riferimento al modello econometrico da adottare in sede di previsioni macroeconomiche. Questioni e documenti collegati sono: il documento presentato da Saraceno in sede Svimez il 28 giugno 1961 "Sulla elaborazione di proiezioni macroeconomiche per l'Italia", la mancata osservanza dei criteri esposti in questo documento e la conseguente presa di distanza di Saraceno dai risultati dei lavori della Commissione Papi espressa nella nota "Osservazioni e commenti del Prof. Saraceno sui documenti sottoposti alla 'Commissione Papi' fino all'8-11-1961", inviata a Papi in data 25 novembre 1961. Saraceno scrive in risposta alle parole contenute nella precedente lettera di Papi del 18 agosto, nella quale si faceva riferimento a presunte scorrettezze avvenute durante i lavori della Commissione Papi. Saraceno ricostruisce la vicenda, facendo presente che, a suo avviso, il documento presentato in sede Svimez, dopo essere stato accettato durante la riunione del 28 giugno 1961, sarebbe stato disatteso nel corso dei lavori successivi. Di qui la sua nota del 25 novembre 1961.
destinatario Papi Giuseppe Ugo
mittente Saraceno Pasquale


Risposta alla lettera di Saraceno del giorno 1 luglio su compiti e ambito di competenza della Svimez

Lettera di risposta alla corrispondenza di Saraceno del primo luglio. Graziani accetta in linea generale la tesi di Saraceno, secondo cui il problema meridionale può essere risolto solo indirizzando in tal senso la politica economica nazionale, ma ribadisce la propria convinzione per cui le ricerche dell'Associazione non dovrebbero rinunciare a concentrarsi sullo specifico meridionale. Graziani denuncia pertanto come negativa la progressiva rinuncia a ricerche su problemi specifici del Mezzogiorno. La lettera inquadra l'abbandono delle ricerche specialistiche da parte della Svimez entro un indirizzo più generale, diffuso negli organi della programmazione, tendente a ricondurre le attività degli organi dedicati al Mezzogiorno entro la politica economica ordinaria. Tale tendenza avrebbe come risultato l'eliminazione delle priorità, anche di spesa, precedentemente accordate al Sud. Vengono portate ad esempio della necessità di una specializzazione della Svimez le ricerche statistiche svolte dalla Associazione, che per prime hanno fornito un quadro conoscitivo entro il quale i dati relativi al Mezzogiorno fossero scorporati da quelli aggregati per l'intero paese, e l'attività del Corso di formazione di quadri, che si è giustamente concentrato sui temi dello sviluppo economico, cioè sul problema di maggiore pertinenza relativamente alla situazione meridionale. In conclusione viene sollevata la questione del rapporto tra Svimez e Cassa per il Mezzogiorno. Nel poscritto, Graziani annuncia la propria intenzione di inoltrare copia della lettera ai consiglieri che erano presenti alla precedente seduta del Consiglio. Lettera dattiloscritta.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Graziani Augusto


Elenco dei documenti esaminati dalla Commissione Papi fino al giorno 8.11.1961

La lettera riporta l'elenco dei documenti presentati entro il giorno 8 novembre 1961, fa presente che tutti i rapporti presentati sono destinati a divenire atti della Commissione e sollecita commenti in proposito. Tra i rapporti in elenco compaiono la "Nota di presentazione dei primi lavori della commissione", le "proiezioni economiche fino al 1970" e alcuni lavori su ambiti più specifici. I documenti in elenco saranno oggetto del documento "Osservazioni e commenti del Prof. Pasquale Saraceno sui documenti sottoposti alla 'Commissione Papi' fino all'8-11-1961", inviato da Saraceno a Papi in data 25 novembre. Dattiloscritto su carta del Comitato Interministeriale per la Ricostruzione, recante la dicitura "Copia".
mittente Saraceno Pasquale
mittente Papi Giuseppe Ugo


"Tre ordini di obiettivi della politica economica italiana"

La prima parte del testo descrive lo sviluppo spontaneo dell'economia italiana verso una situazione di pieno impiego, partendo dal 1950 e proiettando i dati disponibili al 1973-'75. A questo processo spontaneo sono associati gli squilibri la cui eliminazione è l'obiettivo primario della programmazione. La seconda parte delinea tre direttrici fondamentali lungo le quali la programmazione dovrebbe svolgersi. Viene preliminarmente richiamata la necessità di un'azione di tipo congiunturale, che abbia come obiettivo di preservare le condizioni del processo spontaneo di creazione e distribuzione di nuovo reddito. In secondo luogo, e con esplicito riferimento alla "Nota Aggiuntiva" del ministro La Malfa, viene definita la necessità di un'azione di più lungo periodo. In tal senso viene posto come limite cronologico il 1973, anno in cui è previsto il raggiungimento del pieno impiego. La politica di lungo periodo deve mirare alla eliminazione degli squilibri strutturali dell'economia italiana e alla definizione del quadro economico e sociale che dovrà associarsi alla condizione di pieno impiego quando questa verrà infine raggiunta. Una terza direttrice deve essere rivolta ad obiettivi più specifici, con particolare riguardo al processo di accumulazione di capitale, che deve essere reso funzionale agli obiettivi di più lungo periodo. A questo scopo si individua la necessità di definire un primo piano quinquennale, per gli anni dal 1964 al 1968. L'attribuzione del dattiloscritto a Saraceno è possibile sulla base della documentazione contenuta nel sottofascicolo "Corrispondenza varia su programmazione", dal quale risulta anche che la discussione del documento era all'ordine del giorno della riunione del 27 settembre 1962 della Cnpe. L'ultima pagina del testo riporta la data 19 settembre 1962.
mittente Saraceno Pasquale
nome citato La Malfa Ugo


Corrispondenza: Agence Européenne de Productivité - European Productivity Agency a Pasquale Saraceno (25-05-1956)

Lettera intestata "Agence Européenne de Productivité - European Productivity Agency" rivolta a Saraceno, in cui si chiede se la Svimez sia interessata a partecipare all'E.P.A. project che prevede il finanziamento di ricerche di carattere nazionale. A matita Sebregondi.
destinatario Saraceno Pasquale
nome citato Sebregondi Ceriani Giogio


Corrispondenza: Nosengo Gesualdo a Saraceno Pasquale (30-04-1956)

Lettera, intestata Uciim, di G. Nosengo (Presidente nazionale Unione Cattolica italiana insegnanti medi) a P. Saraceno, di ringraziamento per essere stato all'Uciim a presentare il piano Vanoni. Chiede di continuare i rapporti anche con articoli nel loro mensile, per cercare di orientare la scuola verso una crescente consapevolezza dei problemi e delle ampie prospettive.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Nosengo Gesualdo


Programmazione economica

Saraceno fa il punto sulla politica di programmazione a seguito della presentazione del programma di Giolitti del 27 giugno 1964 e della crisi di governo del luglio successivo. Il bilancio tracciato da Saraceno è estremamente negativo. La lettera denuncia come errore fondamentale il non aver perseguito con sufficiente impegno una politica dei redditi, giudica disastrosa la nazionalizzazione dell'energia elettrica, lamenta la mancata realizzazione degli organi della programmazione e infine attribuisce all'atteggiamento politico della DC la maggiore responsabilità della situazione venutasi a creare. A seguito di queste considerazioni, Saraceno dichiara di non essere più disponibile per iniziative concrete legate al tema della programmazione economica. Lettera dattiloscritta.
destinatario Rumor Mariano
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Giolitti


Lavori della Commissione Papi

Di Fenizio esprime il proprio parere circa la documentazione presentata in Commissione alla fine di dicembre del 1962. Viene rilevata la profonda difformità dei documenti che concernono la stesura di una relazione finale sui lavori della Commissione. Si auspica che sia adottato l'indirizzo proposto da Saraceno, secondo cui si dovrebbero indicare alcune direttrici fondamentali di politica economica miranti alla correzione degli squilibri fondamentali. In proposito, si precisa che ciò non significa una adesione ad ogni singolo punto della linea Saraceno. Scendendo più in dettaglio, Di Fenizio dichiara il proprio dissenso relativamente a qualsiasi impostazione che possa condurre da una economia di mercato ad una economia diretta dal centro. Vengono citate in proposito la proposta avanzata da Fuà e Sylos Labini, secondo cui le imprese private dovrebbero "sottoporre i loro piani d'investimento agli organi centrali della programmazione", e quella per cui lo stato dovrebbe cercare di indirizzare le decisioni di investimento private attraverso "opportune negoziazioni". Al contrario, si esprime la convinzione che le imprese pubbliche dovrebbero essere sottoposte al controllo degli organi della programmazione. Lettera dattiloscritta.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Di Fenizio Ferdinando
nome citato Sylos Labini Paolo
nome citato Fuà Giorgio
nome citato Papi Giuseppe Ugo


Programmazione economica

Saraceno scrive a seguito di una conversazione con Colombo avvenuta in sede congressuale, declinando l'invito a far parte della lista "Impegno Democratico" per le elezioni del consiglio nazionale del partito. Nel motivare questa decisione, Saraceno esprime la propria opinione circa l'andamento della politica di programmazione economica, rilevando come questa non sia riuscita a progredire come sarebbe stato lecito attendersi dopo la presentazione, nel dicembre 1963, del rapporto della CNPE, e ipotizzando che ciò sia dipeso da fattori di ordine politico. A seguito di queste considerazione, Saraceno dichiara di ritenere chiusa la stagione che per lui si era aperta con il congresso DC tenutosi a Firenze nel 1959.
destinatario Colombo Emilio
mittente Saraceno Pasquale


"Posizione della DC rispetto alla programmazione all'atto della discussione parlamentare del primo programma nazionale (settembre 1966)"

La prima parte del testo ripercorre la storia della politica DC in tema di programmazione, a partire dal congresso di Napoli del 1954 e dalla redazione dello Schema Vanoni. La seconda parte serve a motivare il sostegno garantito dalla DC al programma nazionale sottoposto al Parlamento. Le motivazioni si basano sui seguenti elementi: il mantenimento dell'obiettivo di unificazione economica e sociale tra le diverse zone del paese come massima priorità; il mantenimento di una prospettiva di lungo periodo; l'impegno a condurre il processo di unificazione italiano entro l'ambito del processo di integrazione del paese nell'economia mondiale ed europea in particolare; l'impegno a mantenere a livelli sufficientemente alti il tasso di incremento della efficienza produttiva; il riconoscimento del sistema di mercato e del ruolo dell'impresa pubblica entro tale sistema; l'obiettivo della stabilità monetaria. Dattiloscritto con ampie correzioni e aggiunte a mano, accompagnato da una lettera di Saraceno a Mario Ferrari-Aggradi. Dalla lettera risulta che il testo è stato scritto su richiesta di Ferrari-Aggradi.
destinatario Ferrari-Aggradi Mario
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Vanoni Ezio


Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Luigi Einaudi (08-07-1948)

Saraceno invia a Einaudi il libro di Myrdal "A Survey of the Economic Situation and Prospects for Europe". Saraceno specifica che sta studiando il lavoro di Myrdal dal punto di vista dell'interesse italiano e potrà quindi presto fornire ad Einaudi dati e notizie in merito.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Saraceno Pasquale


Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Frederic Lane (18-12-1953)

In questa missiva Saraceno ritira la propria collaborazione al progetto di Vera Lutz.
destinatario Lane Frederic
mittente Saraceno Pasquale


Corrispondenza: Frederic Lane a Pasquale Saraceno (18-09-1953)

Questa lettera del 18 settembre 1953 inviata a Pasquale Saraceno (in risposta alla missiva inviata da quest'ultimo il 10 agosto 1953). Lane conferma la disponibilità da parte della Rockefeller Foundation ad assegnare borse di studio per alcuni giovani ricercatori esperti in materie economiche e sociologiche. I candidati, dotati dei requisiti richiesti, potranno quindi passare un certo periodo negli Stati Uniti - a spese della RF - per poter apprendere le più moderne tecniche di ricerca.
destinatario Saraceno Pasquale
mittente Lane Frederic


Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Frederic Lane (21-09-1953)

In questa missiva Saraceno scrive a Lane circa la bozza di progetto di ricerca ricevuta da Vera Lutz e riguardante la possibilità di creare gruppi di discussione formati da studiosi europei e statunitensi che avrebbero dovuto concentrarsi sull'analisi comparativa dei molteplici aspetti legati allo studio delle aree sottosviluppate. Saraceno accoglie il progetto promosso dalla Lutz con grande entusiasmo, dichiarandolo prioritario rispetto agli altri progetti di Svimez.
destinatario Lane Frederic
mittente Saraceno Pasquale
nome citato Lutz Vera


Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Frederic Lane (10-08-1953)

In questa missiva Saraceno riprende il discorso avviato a maggio con lo stesso Lane, in occasione dell'incontro tenutosi a Roma, e ribadisce la necessità da parte di Svimez di ottenere un aiuto finanziario per poter continuare nell'attività di ricerca avviata dall'Istituto ("Assistance from the Rockefeller Foundation would be used for the following project") e soprattutto per permettere ad alcuni studiosi dell'Istituto di recarsi negli Stati Uniti per specializzarsi.
destinatario Lane Frederic
mittente Saraceno Pasquale


Manoscritti


Bozza discorso Saraceno: "La funzione della Cassa e la rinascita del Mezzogiorno"

Appunti sulle conversazioni alla Rai sul tema: "la Cassa per il Mezzogiorno a metà strada". Bozza della conversazione del prof. Saraceno sul tema "La funzione della Cassa nella rinascita del Sud".


"Relazione del Vice Presidente Prof. Saraceno"

Dattiloscritto della relazione dal titolo "Contenuto, obiettivi e linee di azione di un programma di sviluppo economico (Rapporto del Vice Presidente)". La data del 12 dicembre 1962 è riportata sulla prima pagina del documento.


Altri documenti


"Osservazioni e commenti del Prof. Pasquale Saraceno sui documenti sottoposti alla 'Commissione Papi' fino all'8-11-1961"

Documento in cui Saraceno esprime una forte critica al lavoro svolto dalla Commissione. Premettendo al proprio commento alcune considerazioni su ciò che si sarebbe dovuto fare a suo avviso, Saraceno espone, nel primo paragrafo, un ipotetico schema di lavoro in tre passaggi che sarebbe stato necessario seguire: 1. si sarebbe dovuto in primo luogo stabilire, attraverso un'analisi approfondita dello sviluppo economico italiano, quali sono gli aspetti ed i luoghi che richiedono un intervento esterno ai meccanismi di mercato; 2. sulla base dei risultati delle ricerche svolte nella prima fase, si sarebbe potuto stabilire la quantità e la qualità delle necessarie modifiche al meccanismo di mercato, in particolare nella formazione del capitale; 3. si sarebbero poi definiti sia gli incentivi da offrire al mercato, sia gli interventi diretti da effettuare al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Sulla base dello schema appena delineato, Saraceno passa poi ad un vero e proprio commento sul lavoro svolto. Vengono presi in esame la "Nota di presentazione", le "previsioni macroeconomiche" ed alcuni documenti su argomenti specifici. In mancanza di una preliminare definizione degli obiettivi da raggiungere, osserva Saraceno, la "Nota di presentazione" altro non poteva essere che una descrizione di ciò che potrà avvenire in futuro. Saraceno lamenta la mancata inclusione del problema del Mezzogiorno tra gli obiettivi della prima fase. Volendo perseguire uno sviluppo basato anche sull'aumento degli investimenti nelle aree meno industrializzate, e non solo sull'aumento dei consumi privati, la questione del Mezzogiorno è infatti definita imprescindibile. D'altra parte, questa non esaurisce il più generale problema individuato da Saraceno in una insoddisfacente formazione di capitale. A proposito delle "previsioni macroeconomiche" prodotte dalla Commissione, Saraceno contesta i criteri del modello econometrico utilizzato, che a suo dire è eccessivamente aggregato. In proposito, il testo rimanda alle osservazioni già svolte in un documento presentato alla riunione della Svimez del 28 giugno 1961 (questo documento risulta conservato in un altro fascicolo contenente "Corrispondenza con il Prof. Papi"). Anche il carattere eccessivamente aggregato del modello econometrico utilizzato viene ricondotto da Saraceno alla mancanza di scelte politiche preliminari. Un modello meno aggregato avrebbe infatti imposto, secondo Saraceno, la scelta delle variabili da considerare più o meno rilevanti. In proposito viene riportato un passo del documento presentato alla Svimez nel quale si definiscono le cosiddette "variabili strumentali", la cui selezione traduce nel modello il tipo di politica economica che si intende perseguire. Infine, anche i documenti a carattere monografico vengono giudicati in modo negativo perché non collegati ad un progetto organico. La conclusione del commento è che i documenti sin qui prodotti non possano essere utilizzati nella formulazione di una politica di programmazione economica. Il dattiloscritto riporta nella sua ultima pagina la data del 25 novembre 1961.
nome citato Papi Giuseppe Ugo


"Sulla elaborazione di proiezioni macroeconomiche per l'Italia. Appunto redatto dalla SVIMEZ in occasione della riunione ristretta della 'Commissione Papi' del 28 giugno 1961"

Il documento è classificato nel fascicolo come "appunto presentato dal Prof. Saraceno il 28 giugno 1961". Nel documento si fa presente la necessità di adottare un modello disaggregato per regioni o settori. Viene suggerito come esempio il modello a lungo termine elaborato da Chenery e Goldeberger per l'Olanda. Si afferma il principio per cui la formulazione del modello non è indipendente dal tipo di politica economica che si intende perseguire. La disaggregazione suggerita si articola in tre regioni geografiche (meridione, triangolo industriale e zona centro-orientale), mentre viene giudicata insufficiente una suddivisione per settori che non tenga conto del diverso grado di sviluppo di agricoltura, industria e servizi nelle diverse zone della nazione. Data la complessità dei problemi legati alla formulazione di un simile modello, si indica in un periodo di 1-2 anni il tempo necessario alla realizzazione del progetto. Si suggerisce inoltre di adottare un modello provvisorio più aggregato come studio intermedio (in proposito viene portato ad esempio il metodo delle approssimazioni successive suggerito da Tinbergen in una conferenza presso la Svimez e lo stesso metodo seguito nella formulazione dello Schema Vanoni). Infine vengono segnalate le necessarie modalità di lavoro da adottarsi qualora l'intero progetto venisse affidato alla SVIMEZ. Ciascuna pagina del documento riporta in basso a sinistra la dicitura "SVIMEZ - D.I.L. 'Commissione Papi', 2 27-6-61".
nome citato Vanoni Ezio
nome citato Tinbergen Jan
nome citato Chenery
nome citato Goldeberger


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Appunto su "Necessità e problemi dell'industrializzazione nel Mezzogiorno"

Appunto su "Necessità e problemi dell'industrializzazione nel Mezzogiorno" relativo alle ragioni che rendono oggi "più urgente un'iniziativa diretta alla industrializzazione del Sud", al grado di avanzamento raggiunto dall'opera così detta di "pre-industrializzazione" realizzata in questi anni (es. la creazione di infrastrutture, la trasformazione fondiaria ...), alla favorevole congiuntura economica nazionale, alla questione della industrializzazione al sud in relazione agli investimenti industriali ritenuti necessari dallo schema decennale di sviluppo; alla direzione da dare alla industrializzazione meridionale. "Nel Mezzogiorno, dunque, dovrebbero localizzarsi le industrie destinate a soddisfare necessità di ampliamento delle capacità produttive esistenti, nonché le industrie capaci di introdurre nuovi tipi di produzione e nuove tecniche industriali...si deve riconoscere che pur senza giungere ad una politica di controllo dei nuovi impianti, la concezione delle agevolazioni e dei crediti di favore o degli apporti pubblici di capitale, dovrebbero svolgersi tenendo conto delle prospettive di effettivo sviluppo che... possono riscontrarsi per le nuove unità da installare al Sud". "Il problema più arduo, senza dubbio, e nel quale si addensano le maggiori incognite, è quello del modo in cui si possa giungere ad armonizzare l'azione pubblica e l'azione privata per l'industrializzazione del Mezzogiorno". A matita: Sebregondi, bozza articolo per Saraceno.
nome citato Saraceno Pasquale
nome citato Sebregondi Giorgio Ceriani


Verbale della seduta della Commissione "Economica" tenuta il 26 luglio 1946 a Roma, in via Palestro 68, presso il Centro Economico per la Ricostruzione

In apertura viene riportato un elenco dei presenti alla riunione. I principali interventi che risultano a verbale sono quelli di Pesenti, Saraceno, Friggeri, Menichella e Del Vecchio, Rossi, Ragazzi. Interventi minori da parte di Foscolo, Luzzatto, Longo. La discussione viene introdotta da una relazione di Saraceno e riguarda l'utilizzazione a scopi produttivi degli aiuti U.N.R.R.A. per il secondo semestre 1946.
nome citato Menichella Donato
nome citato Pesenti Antonio M.
nome citato Saraceno Pasquale
nome citato del Vecchio Gustavo
nome citato Luzzatto Gino
nome citato Rossi Ragazzi Bruno
nome citato Longo Alfonso
nome citato Friggeri
nome citato Foscolo


Verbale del dibattito organizzato dal CER., Centro Economico per la Ricostruzione, in data 25 gennaio 1947

Il documento è costituito dal verbale dattiloscritto della riunione del 25 gennaio 1947 e da un altro dattiloscritto di 2 pagine recante la notazione a penna "Sunto conferenza". Si tratta quasi certamente di un sunto della conferenza tenuta da Saraceno in apertura della riunione del 25 gennaio. Il "sunto" esprime una diagnosi circa le reali motivazioni della scarsa produzione industriale italiana ad un anno e mezzo dalla fine della guerra. Saraceno attribuisce il problema alla scarsità internazionale di materie prime e alla mancanza di adeguati mezzi di pagamento da parte dell'Italia, ritenendo invece di minore importanza le difficoltà imposte dalle distruzioni belliche. Saraceno fa quindi riferimento alla necessità di ristabilire nel più breve tempo possibile le relazioni economiche internazionali dell'Italia, tenendo presente che queste non potranno riprodurre fedelmente le correnti di scambio prebelliche. Il dibattito si apre con alcune considerazioni circa le diverse opzioni che si possono seguire nella ricerca di fonti di approvvigionamento estero, allargandosi successivamente ad altri temi, tra i quali la questione meridionale. In tal senso, rispondendo alle domande che gli vengono poste, Saraceno collega il problema della disoccupazione nel Mezzogiorno alla necessità di incrementare la capacità di esportazione del paese, a fronte delle ingenti necessità di materie prime da importare. Saraceno sostiene che la localizzazione al sud di nuove produzioni industriali, per il momento difficili da identificare, ma con ogni probabilità diverse da quelle già presenti al nord, dovrebbe consentire di assorbire almeno in parte la disoccupazione agricola del Mezzogiorno e contemporaneamente di aumentare la produzione industriale italiana, anche a scopi di esportazione.
nome citato Saraceno Pasquale


Corrispondenza Rappresentanza italiana presso l'OECE a Nino Novacco (22-09-1956)

Lettera a N. Novacco, intestata "Rappresentanza italiana presso l'OECE", già inviata a Saraceno agli inizi di settembre, in cui si acclude il questionario della Ford Foundation, chiedendo di fare il possibile per fornire le informazioni richieste, e sollecitare la risposta di Saraceno.
destinatario Novacco Nino
nome citato Saraceno Pasquale


Corrispondenza: Vera Lutz a Frederic Lane (20-05-1953)

In questa missiva del 20 maggio 1953, Vera Lutz risponde all'interrogativo circa la qualifica di Pasquale Saraceno con estrema decisione. Secondo la Lutz Saraceno è indubbiamente un "operator", nonostante i suoi rapporti con l'Iri e la sua cattedra presso l'Università Cattolica.
destinatario Lane Frederic
mittente Lutz Vera
nome citato Saraceno Pasquale


Diario di Frederic Lane - Lutz Project (22-11-1953)

In questa pagina del suo diario, Lane racconta di come egli abbia aspettato a dare risposta a Saraceno circa il "Lutz project", poichè non aveva ancora avuto modo di sottoporlo allo staff di Rockefeller Foundation.
autore Lane Frederic
nome citato Saraceno Pasquale


Diario di Frederic Lane - Sull'attività di Svimez (06-05-1953)

Stralcio dal Diario di Frederic Lane in cui ricorda la descrizione dell'attività di Svimez fattagli da Saraceno; rammenta le pubblicazioni statistiche sul Mezzogiorno edite dall'Istituto; parla dell'esistenza di una sezione tecnica, legislativa ed economica in seno a Svimez. Le proposte di collaborazione e di aiuto teorizzate da Saraceno alla Rockefeller Foundation riguardano da un lato la stesura di studi economici su aree sottosviluppate; dall'altro lo studio approfondito di tematiche inerenti la sociologia rurale.
autore Lane Frederic
nome citato Saraceno Pasquale


Diario di Frederic Lane - Viaggio a Roma (06-05-1953)

Nel suo Diario, Frederic Lane annota di un suo viaggio a Roma dove ha incontrato Pasquale Saraceno, Alessandro Molinari e Marsan. Con la sua visita viene siglato un nuovo accordo quinquennale con lo Svimez. Fra le pagine del suo diario Lane annota il resconto della giornata passata con Saraceno e come quest'ultimo abbia descritto l'attività dello'Istituto (in particolar modo attraverso i suoi quaderni di ricerca). Saraceno ha evidenziato in che modo la RF potesse essere d'aiuto allo Svimez, in particolar modo come: "1) Some economic study which wouldhave general interest in connection with under-developed areas; 2) Some development in rural sociology, perhaps the raccomandation of one of theri stff, already trained in economici or geography, fo a fellowship to study rural sociology or culturalanthropology in the US. I was responsiblefor suggestions that put this idea in his head"
nome citato Saraceno Pasquale
nome citato Molinari Alessandro
nome citato Marian Aimone
nome citato Lane Frederic


Diario di Frederic Lane - Incontro con Pasquale Saraceno (20-05-1953)

Lane si chiede, riferendosi al suo incontro con Pasquale Saraceno del 6-5-1953: "There is one question about Italian economists I cannot bottle up until we have a chance to talk: is Professor Saraceno a "researcher man" or an "operator"?
autore Lane Frederic
nome citato Saraceno Pasquale