Documenti relativi a Delfico Melchiorre

Opere principali


 Memoria sulla liberta' del commercio: diretta a risolvere il problema proposto dall'Accademia di Padova sullo stesso argomento

in Scrittori classici italiani di economia politica, a cura di Pietro Custodi, Parte moderna, Tomo XXIX, Milano, Stamperia e fonderia di G.G. Destefanis, 1805, pp. 1-76


Corrispondenze


Su alcune proposte avanzate all'amministrazione

Lettera di Nicola Santangelo, spedita da Foggia, in cui, in qualità di amministratore del Tavoliere di Puglia, desidera che Delfico, esperto di Economia Pubblica, pastorizia e agricoltura, sia a conoscenza di alcune proposte avanzate all'Amministrazione. Santangelo ha proposto l'abbassamento dei canoni molto gravosi, ha liquidato un arretrato prodotto da obblighi troppo forti imposti ai censuari e dall'infedeltà degli agenti fiscali, accordando non lievi dilazioni e molte considerazioni per il pagamento dell'effettivo debito; dopo aver fatto assegnare della terra a molti che effettivamente possono utilizzarla, Santangelo ha inoltre proposto: 1. che si stabilisse a Foggia una Cassa di Sovvenzioni che potesse impedire ai censuari agricoltori e pastori di rimanere vittime dell'usura e di barattare il prodotto del loro lavoro; 2. una riforma sul sistema delle voci che si fissano sui formaggi e sui cereali; 3. un nuovo metodo di percezione delle vendite di questo cespite fiscale la di cui amministrazione è riposta nel modo in cui si esige ciò che i censuari pagano al fisco. Per la sovvenzione della Cassa, Santangelo ha proposto che fosse formata con le somme arretrate che il sovrano avrà voluto che fossero liquidate e dilazionate. Le sue proposte non sono state accolte.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui riferisce a Delfico notizie sulla salute del padre e sulla propria. Afferma che la vita pubblica comincia a pesargli, vorrebbe dare le dimissioni se il Sovrano non glielo impedisse. Commenta amaramente di essere Intendente da venti anni e bersaglio della disgrazia che accompagna questa carica; scrive di non desiderare altro che la vita tranquilla. D'altronde aggiunge che un'esperienza di ventiquattro anni lo ha convinto che è difficile fare il bene.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie su documenti

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui assicura di parlare al Sovrano del progetto di Delfico di scrivere intorno ai confini territoriali del Regno, promette di fornire notizie e copie di documenti che potrebbero essergli utili. Aggiunge che le carte più importanti si trovano nell'Archivio del Regio Palazzo.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Progettazione dell'opera sui confini territoriali del Regno

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui informa Delfico che il Sovrano è a conoscenza del suo progetto di scrivere intorno ai confini territoriali del Regno. Aggiunge che l'Archivio di Napoli è a sua disposizione per la consultazione. Santangelo si propone inoltre di aiutare l'orfanotrofio di cui Delfico gli ha parlato.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Ringraziamenti

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui ringrazia Delfico di avergli raccontato del suo incontro con il Sovrano. Afferma che il Re è contento di aver fatto la sua conoscenza. Santangelo augura lunga vita al principe.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Comunicazioni al sovrano

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui informa Delfico di aver presentato al Sovrano le lettera da lui scritta; il Sovrano comunica il proprio gradimento.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Matrimonio del Sovrano

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui parla a Delfico del matrimonio del Sovrano; aggiunge di attendere con ansia la sua opera sui confini del Regno.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Su un lavoro storico-critico-diplomatico

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di attendere con impazienza il suo lavoro storico-critico-diplomatico che presenterà al Sovrano; assicura inoltre Delfico che il Re lo stima molto e lo accoglierà con piacere.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Lettura delle ricerche storiche

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di aver ricevuto le ricerche storiche da lui inviate al Gabinetto particolare di Sua Maestà. Aggiunge che ne darà comunicazione al Re alla prima conferenza; è certo che il Re ne resterà compiaciuto e gli ordinerà di manifestare a Delfico il suo gradimento.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


L'opera di Delfico non può essere stampata

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico che l'opera non può mandarsi alle stampe e perciò ne farà copia e la invierà al Re perché il manoscritto di Delfico è stato confuso con altre carte.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Sua Maestà conferisce a Delfico la Croce di Commendatore del Regio ordine di Francesco I

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico che la copia del manoscritto è stata completata e consegnata al Re che manifesta la sua soddisfazione. Come segno di gradimento Sua Maestà conferisce a Delfico la Croce di Commendatore del Regio ordine di Francesco I. Santangelo solleciterà il Decreto del Ministro degli Ordini Cavallereschi. Aggiunge che Delfico è il primo a cui questo titolo si conferisce non per carica ma per merito letterario.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Auguri

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui si congratula con Delfico per il compimento del suo novantesimo anno. Aggiunge che Delfico troverà il suo articolo nel III fascicolo degli Annali Civili.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Scuse per mancate comunicazioni

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui si scusa con Delfico di non avergli dato le notizie circa le stipulazioni diplomatiche riguardanti i confini.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui condivide con Delfico la sua preoccupazione di doversi nuovamente operare alle tonsille. Aggiunge inoltre che la moglie ha abortito.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Considerazioni sulla vita

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico di non avere altra consolazione che non sia la tranquillità della coscienza e del piacere di servire un ottimo sovrano.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Su un articolo da inserire negli Annali Civili

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di aver accolto favorevolmente il suo progetto di scrivere un articolo da inserire nel Giornale degli Annali Civili. Aggiunge che i compilatori lo attendono con premura.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Lettera ufficiale

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico che la sua opera verrà inserita nel terzo fascicolo degli Annali del Regno. Si differenzia dalle altre epistole perché questa missiva ha l'aspetto di una lettera ufficiale.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Apprezzamento delle occupazioni in cui Delfico è versato

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui loda le occupazioni di Delfico nella lettura di opere classiche e si lamenta di non poter leggere che carte dalle quali piuttosto si disimpara.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Errori tipografici

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui risponde alle lamentele di Delfico sugli errori tipografici comparsi nell'articolo impresso negli Annali Civili.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui informa Delfico sulla saluta propria e della famiglia.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Auguri di buon anno

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui invia a Delfico gli auguri di buon anno e comunica di essere preoccupato per una malattia che ha colpito il suo primogenito.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui riferisce a Delfico che il figlio malato ora è salvo; si scusa per aver tardato nella risposta alla missiva ricevuta.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico la nascita di una nuova figlia e parla della cattiva salute del proprio padre.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Sul Tavoliere di Puglia

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico di non condividere le idee di coloro che sedotti dalle teorie della scienza vorrebbero che il Tavoliere di Puglia potesse affrancarsi e dissodarsi nella parte ancora salda a volontà dei vecchi e dei nuovi padroni. Per simili operazioni ci vuole più accortezza. Aggiunge di aver palesato la propria opinione sul danno che ne risentirà la pastorizia dell'Abruzzo Chietino, Aquilano e del Molise. Ammette che prima di andare alla direzione degli Affari del Tavoliere anche lui pensava come coloro che sostengono la necessità dell'affrancazione e della libertà piena di coltivare come meglio piaccia quel territorio. Conclude dicendo che il sistema proposto deve essere adattato alle circostanze dei luoghi.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di essersi ripreso dalla lunga malattia.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Sul Tavoliere di Puglia

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico che tutto ciò che oggi può farsi per il Tavoliere di Puglia deve essere esaminato più sui dati di fatto che sulle vuote teorie che tanti economisti scrivono sulla Puglia senza conoscerne le vicende. Aggiunge sarcasticamente che l'esagerato Signor Giacinto Dragonetti presenta progetti al Governo asserendo che il Tavoliere abbia un arretrato di un milione e centinaia di migliaia di Ducati, mentre la Cassa di Ammortizzazione e il Ministro delle Finanze fanno conoscere che l'arretrato corrente sia di poco più di 40 mila Ducati. Così c'è chi sostiene che sulle masserie manchino i pozzi e le fabbriche necessarie per le industrie ed i ricoveri per gli animali. Secondo Santangelo non è così.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola
nome citato Dragonetti Giacinto


Sulle proprietà demaniali

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui parla a Delfico della volontà di molti che il Governo si disfaccia interamente della sua proprietà e ne permetta la dilapidazione. Secondo Santangelo l'operazione deve essere preparata e regolata, altrimenti sarà fatale alla pastorizia che in questo momento richiede grandi cure da parte del Governo.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico di avere problemi di salute.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico di avere problemi di salute.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Morte del padre

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico che il proprio padre è morto, ed ha perso uno dei migliori amici che avesse.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Auguri per l'anno nuovo

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui augura a Delfico buon anno nuovo.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla salute

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico che le sue condizioni di salute migliorano ed ha il piacere di servire un ottimo sovrano.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Notizie sulla Provincia

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico che nella Provincia mancano fondi provinciali. Tuttavia le strade che si fanno ad Avellino, Salerno, Bari, Terra d'Otranto, Capitanata, Terra di Lavoro faranno il bene del commercio interno e delle attività del territorio. Aggiunge che quattro sono le opere più grandiose che richiamano tutte le sue cure: la strada che unirà gli Abruzzi alle Puglie, che partendo da Isernia unirà quella delle Puglie alla Sannitica arrivando a Lucera; la strada che porta da Castellammare a Sorrento già aperta e che sta per terminare; la strada della costiera che partendo da Amalfi porterà a Vietri e finalmente la grandiosa opera del porto di Nisida che avendo fatto risorgere un antico porto romano farà conoscere che i napoletani per primi hanno conosciuto i metodi che gli antichi usavano per impedire l'ostruzione e l'interramento dei porti. E' molto orgoglioso del fatto che sia già stato costruito un nuovo ponte a catene di ferro, il secondo in Italia, costruito a spese della provincia di Molise e di Terra di Lavoro. Aggiunge che secondo la sua opinione il Ministro degli Affari Interni non può che operare sulle opere pubbliche di cui si ha tanto bisogno.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Auguri di buona Pasqua

Lettera di Santangelo, spedita da Napoli, in cui augura a Delfico buona Pasqua.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Santangelo Nicola


Dividendo della Compagnia Sebezia

Lettera di Winspeare, spedita da Napoli, in cui, oltre ad augurare a Delfico una buona Pasqua, informa che la Compagnia Sebezia di cui Delfico possiede le azioni è in attesa della prossima riunione generale per partecipare il risultamento del dividendo che sarà di circa quattro Ducati ad azione, vale a dire qualcosa in più dell'otto per cento.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Winspeare Davide


Sulla Compagnia Sebezia

Lettera di Winspeare, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di aver versato alla Compagnia Sebezia la quota di 2009,69 ducati. Aggiunge di aver fatto approvare il moltiplicamento delle 60 azioni di proprietà di Delfico così come si potrà rilevare dall'estratto del Consiglio di Amministrazione.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Winspeare Davide


Compagnia Sebezia

Cedola n. 305 della Compagnia Sebezia per il dividendo, spedita, da Napoli, da Winspeare a Delfico.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Winspeare Davide


Apprezzamenti

Lettera di Bianchini, spedita da Napoli, in cui comunica il proprio dispiacere per il fatto che Delfico non aveva ancora ricevuto la Croce dell'Ordine Regio. Aggiunge di rallegrarsi perché ora l'onoreficenza gli è stata concessa. E' orgoglioso di cominciare la propria carriera in Economia Politica nel momento in cui Delfico si ritira dopo averla compiuta con tanto plauso.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Bianchini Ludovico


Notizie sulla storia delle Finanze del Regno

Lettera di Bianchini, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico che gli farà pervenire la Croce d'Oro, dal momento che ha presentato la lettera di Delfico al Presidente del Consiglio dei Ministri. Aggiunge che in giugno comincerà a stampare la storia delle Finanze del Regno. In questo settore il lavoro di Scolti gli ha in parte giovato.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Bianchini Ludovico
nome citato Scolti


Ringraziamenti

Lettera di Bianchini, spedita da Napoli, in cui comunica di essere lusingato per la disamina della sua opera svolta da Delfico. Invia un opuscolo che con la massima fretta ha scritto per il progetto di un porto franco.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Bianchini Ludovico


Ringraziamenti

Lettera di Ceva Grimaldi, spedita da Napoli, in cui ringrazia Delfico per la lettera ricevuta. Invia alcuni poemetti e l'"Itinerario nelle Puglie".
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Sull'"Itinerario nelle Puglie"

Lettera di Ceva Grimaldi in cui confida a Delfico che nell'"Itinerario nelle Puglie" ha cercato di combattere il pregiudizio che nel resto del Regno ci siano comportamenti barbari. Si augura di fare altrettanto anche nella descrizione degli Abruzzi. Ringrazia Delfico per l'opuscolo sulla preferenza dei sessi.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Notizie sulla salute

Lettera di Ceva Grimaldi, spedita da Napoli, in cui porge a Delfico gli auguri di buon anno e lo informa della sua mediocre salute.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Auguri di buona Pasqua

Lettera di Ceva Grimaldi a Delfico in cui gli porge gli auguri di Pasqua e buona salute.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Rallegramenti

Lettera di Ceva Grimaldi, spedita da Napoli, in cui porge a Delfico i propri rallegramenti per la Croce d'oro ricevuta dal Re.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Ringraziamenti

Lettera di Ceva Grimaldi in cui ringrazia Delfico per il ritratto litografico ricevuto.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Sull'amicizia

Lettera di Ceva Grimaldi in cui ringrazia Delfico per la sua amicizia: "dalla compassione nasce il sentimento e la virtù".
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Leggi pontificie e civile potestà

Lettera di Ceva Grimaldi, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico di avere problemi di salute; aggiunge di attendere l'invio dell' "Istoria della Repubblica di San Marino". Esprime il suo punto di vista sul fatto che quando le leggi pontificie sono dirette a regolare puramente affari temporali della Chiesa e degli uomini di Chiesa debbono prima essere esaminati dalla civile potestà, dal momento che la Chiesa è nata nel Regno e non il Regno nella Chiesa.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Notizie sulla salute

Lettera di Ceva Grimaldi, spedita da Napoli, in cui confida a Delfico che la moglie è malata, ha la febbre da 70 giorni. Promette una ricerca in Archivio; invia gli auguri di buona Pasqua.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Ceva Grimaldi Giuseppe


Considerazioni varie

Lettera di Luigi Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui manifesta a Delfico la gioia nel saperlo tornato in Abruzzo, anche se Delfico ha già manifestato la sua volontà di allontanarsene. Confida che nonostante legga giornali letterari, lettere italiane e articoli di giurisprudenza francese, tuttavia sente un vuoto; commenta sarcasticamente che la professione di "savant" è pressoché abolita.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Sulle "Origini italiche"

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui loda il libro di Delfico sulle "Origini Italiche": ritiene che l'autore abbia fatto crollare gli errori sulla storia italiana ante-romana, ed abbia ispirato l'orgoglio nell'animo degli italiani ricordando che un tempo furono i primi. Nello stesso tempo li ha fatti vergognare, poiché nel tempo presente sono gli ultimi.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Sulla fiera franca di Pescara

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui comunica a Delfico di aver desiderato molto la sua Memoria sulla fiera franca di Pescara. Aggiunge che il Consiglio di Provincia non ha voluto affrontare la questione senza avere presenti gli argomenti affrontati in proposito. Informa Delfico che il Consiglio ha fatto una petizione perché si venga a riferire sull'argomento.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Su un Giornale di Scienze Morali e la Banca di Commercio

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui trasmette a Delfico il prospetto di un "Giornale di Scienze Morali" che si era proposto di pubblicare in Napoli, ma che ha incontrato molte difficoltà. La meta di questo Giornale era far germogliare nuovamente le antiche virtù. Comunica inoltre di aver ideato la Banca di Commercio al fine di far rivivere ogni tipo di industria nel meridione d'Italia e di emanciparla dalla dura dominazione di pochi ma potenti ed astuti monopolisti; invia a Delfico il manifesto di questa Banca. Aggiunge che da questa iniziativa dipendono i progressi della civiltà e dell'educazione politica.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Pubblicazione di inediti

Lettera di Dragonetti, spedita da l'Aquila, in cui confida a Delfico di augurarsi che si pubblichino presto le sue opere.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedite da l'Aquila, in cui trasmette a Delfico di avere cento liti accese e due di grande importanza a Roma e a Napoli per le quali ha scritto volumi di lettere. Si lamenta del fatto che chiamano dottori quei soggetti che citano leggi greche o romane ma che non fanno mai riferimento ai principii della ragione civile e non hanno il minimo sospetto che nella nuova scienza dell'Economia Politica si trovino i temi fondamentali del diritto.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da l'Aquila, in cui comunica a Delfico di avergli inviato le tavole sinottiche sulla critica dei giudici competenti e vorrebbe avere la sua opinione in tale proposito. Aggiunge di aver ricevuto l'opera intitolata "Pensieri sulla storia" e di averla molto gradita.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Sui manoscritti di Delfico

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui ricorda a Delfico della promessa di renderlo erede fiduciario di un manoscritto dell'abruzzese col quale chiarisce (con i documenti della storia considerati alla maniera di Vico) il grande problema dell'umana perfettibilità. Aggiunge di aver ricevuto l'incarico dal Governo per le tre Province di Abruzzo.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi
nome citato Vico Giambattista


Visita del Sovrano

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui confida a Delfico di avere in comune il desiderio di far trovare le grate accoglienze agli illustri viaggiatori che vengono da lontano a visitare le sue terre (probabilmente si tratta di una visita del Sovrano).
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Su un imminente viaggio a Teramo

Lettera di Dragonetti, spedita da Chieti, in cui comunica a Delfico che presto sarà a Teramo.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui comunica a Delfico di aver ottenuto risposta dal Ministro delle Reali Finanze che lo autorizza a restituire alle proprie famiglie coloro che sono rinchiusi nelle prigioni dei Tre Abruzzi per piccoli contrabbandi di sale. Ringrazia Delfico per i manoscritti.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Considerazioni sulla guerra

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui si scusa con Delfico per il lungo silenzio a causa della malattia della propria madre. Commenta di temere che ci sarà la guerra; tuttavia se la guerra ci sarà, servirà ad aggregare l'Asia e l'Africa alla civiltà europea.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Considerazioni

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui si scusa con Delfico per il ritardo nella corrispondenza. Commenta che la soluzione di tanti problemi dei giorni a loro contemporanei è stata generata dalla filosofia, dalla letteratura e dalla morale del dubbio.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Su alcuni scritti di Delfico

Dragonetti comunica a Delfico di apprezzare il lavoro sugli antichi confini del Reame. Discute con Melchiorre sul fatto che abbia messo da parte lo scritto sulle aberrazioni della medicina. Aggiunge che vorrebbe poter fare l'analisi ragionata di alcuni manoscritti di Delfico. In particolare ritiene che siano di grande importanza le "Giunte alle Considerazioni sopra Machiavelli".
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi
nome citato Machiavelli Niccolò


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, ringrazia Delfico per aver letto il suo discorso sull'industria e di averlo apprezzato. Nel prossimo mese si occuperà della seconda parte. Aggiunge di essere preso a scrivere sulle macchine d'immersione perché bisogna estrarre oggetti preziosi dal fondo del Tevere a Roma. Confida a Delfico di aver pianto per la perdita del nipote, Berardo Coletti.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi
nome citato Coletti Berardo


Notizie sulla salute

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui informa Delfico sulla propria salute e raccomanda sulle correzioni alle operette sugli antichi confini del Regno.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie sulla salute

Lettera di Dragonetti, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di rallegrarsi di aver appreso del miglioramento delle sue condizioni di salute. La lettera giungerà nelle mani del destinatario dal dott. Rozzi che vuole dare all'Italia una traduzione del Gran Dizionario delle scienze mediche fatto a Parigi.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da Napoli, in cui porge a Delfico gli auguri di buon anno, si scusa per il ritardo nella risposta e dice di essere impegnato dalle cause e dalle cure della Compagnia di Industria e Commercio di cui fa parte. Vuole mettere in atto ciò che ha detto nei due discorsi sull'industria che sono stati stampati nel "Progresso".
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Provvedimenti per il Tavoliere

Lettera di Dragonetti, spedita da Napoli, in cui chiede a Delfico di riscrivere a Santangelo poiché al ritorno di Sua Maestà sarà deciso in Consiglio di Stato se debba o no valere il parere della Consulta di Stato. Il Ministro delle Finanze, che non vuole nel regno moneta straniera nonostante ne prenda ogni giorno da Rotschild, si mostrerà sicuramente contrario. Il voto di Santangelo è fondamentale. Aggiunge di aver concluso il prestito di 2 milioni di Ducati così che tra un mese potrà cominciare a rigenerare la Puglia e le vicine province, eliminando in questo modo il monopolio genovese che le divora. Attende di avere ancora otto milioni di Ducati per affrancare i canoni del Tavoliere e dare trenta anni di tempo ai censuari, per emanciparli da ogni prestazione e sciogliere da ogni restrizione la coltura dei loro campi. In proposito Dragonetti si riserva di non dire nulla a Santangelo che combatte la misura dell'affrancazione. Tra i suoi progetti c'è anche l'offerta delle Fiandre di un gregge di 6000 pecore che basterebbero a migliorare le razze di tutti gli armenti della Puglia. Inoltre ha disposto un vivaio di gelsi peregrini per popolare tutta quella regione povera di alberi che una volta produceva le migliori sete dell'antichità.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi
nome citato Rotschild
nome citato Santangelo Nicola


Sull'amministrazione

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui racconta a Delfico che l'affare del Tavoliere per cui si è battuto undici mesi contro i vampiri del monopolio lo richiamerà a Napoli. Aggiunge di essere demoralizzato per le manovre messe in atto dal Ministero delle Finanze per abbattere il parere favorevole della Consulta di Stato; tuttavia spera in breve di migliorare l'economia della Puglia e di rialzare l'avvilito commercio dei grani.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie sulla salute

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui comunica a Delfico di non riuscire a trovare a chi consegnare il suo scritto. Sono diversi giorni che soffre di dolori viscerali.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Notizie varie

Lettera di Dragonetti, spedita da L'Aquila, in cui comunica a Delfico di attendere alcune idee intorno alla bonificazione del Tavoliere per il quale pare che Sua Maestà non voglia sentir parlare di affrancazione, poiché ne cancellò anche l'ipotetica menzione che se ne faceva nello Statuto della Banca del Tavoliere delle Puglie. Si accenna alla lettura di un manoscritto di Delfico sulla Civil Società consegnato ad Ignazio Rozzi presidente della Società Economica. Dragonetti spedisce anche un piccolo catechismo religioso-politico- sociale del cav. Sanseverino da consegnare successivamente al rettore del collegio. Chiede se sono stati terminati gli studi sui confini del Regno.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi
nome citato Rozzi Ignazio
nome citato Sanseverino


Sulla Banca del Tavoliere di Puglia

Lettera di Dragonetti, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico di essere impegnato nel cercare di mettere in opera la Banca del Tavoliere di Puglia, ma si incontrano difficoltà per formarne il capitale. Ci prova con tutte le forze trattandosi di rigenerare ben sette province, ma se le difficoltà saranno insuperabili rimanderà l'attuazione del progetto a momenti migliori.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Dragonetti Luigi


Alcune considerazioni

Minuta di lettera di Delfico, spedita da Teramo, a Dragonetti, in cui si lamenta per la presenza di uomini che nel silenzio e nell'inattività della forza pubblica mettono in opera la forza privata. E' evidente che Delfico si senta minacciato personalmente da questo tipo di persone.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulle monete Atriane

Delfico invia a Dragonetti, appassionato di Archeologia e Numismatica, una sua recente produzione sull'argomento. Chiede inoltre a Dragonetti delucidazioni e maggiori informazioni sulle monete Atriane, che sono il soggetto principale del lavoro.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Su una fiera franca a Pescara

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui accoglie i suggerimenti ricevuti da Dragonetti sulla sua pubblicazione di monetazione romana. Inoltre comunica a Dragonetti di volerlo come coautore di un altro suo lavoro. Il progetto riguarda lo stabilimento di una fiera franca a Pescara.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute propria

Minuta di lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Sulla nascita di una Società commerciale

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, al sig. Roberto Betti in cui comunica la notizia di un progetto per la nascita di una Società commerciale di tutto il Regno. Vorrebbe che Nolli e Dragonetti fossero nel numero dei promotori ed azionari di questa iniziativa. Il bisogno di rianimare la circolazione è ben noto, come la mancanza di ogni commercio. Se si fosse dato ascolto alla sua proposta della Fiera di Pescara sarebbe stata la salvezza delle Province abruzzesi. Delfico aggiunge di aver ritenuto accettabile la proposta di un prestito proposto dai negozianti, o piuttosto capitalisti forestieri, ma non avendone visto nessun risultato, pensa che sia stato escluso.
destinatario Betti Roberto
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Dragonetti Luigi
nome citato Nolli


Su un nuovo lavoro

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di aver mandato già da qualche tempo a Napoli un secondo lavoro, successivo alle "Origini Italiche", ma ancora non ne è stata cominciata la stampa.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Sul Giornale di Scienze Morali. Sulla Banca di Commercio

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ringrazia Dragonetti di avergli inviato il prospetto del "Giornale di scienze morali" che Dragonetti aveva in mente di pubblicare a Napoli. Esprime le sue idee sulla Morale, dicendo che per lui l'origine sta nell'Organizzazione mentre il principio sta nella Giustizia. Per quanto riguarda la Banca di Commercio, il progetto gli sta a cuore, ma consiglia a Dragonetti di cominciare con delle dimensioni più ristrette, che poi col tempo si amplierebbero.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Invio di un esemplare di "Numismatica Atriana"

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui invia a Dragonetti il suo esemplare di "Numismatica Atriana".
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui, oltre ad elogiare il servizio postale che gli permette di sentirsi vicino agli amici, dà notizie della propria salute a Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Argomenti diversi

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui approva che Dragonetti stia lavorando al "Gran Dizionario della lingua italiana". Dice di aver scritto da tempo qualcosa su "Origini e progressi della società civile", destinato ad essere pubblicato postumo. Dice inoltre di aver cominciato ad occuparsi di Medicina. Si lamenta del fatto che persone impiegate a mantenere la tranquillità ne siano stati i turbatori, e che della loro infamia debbano restare impuniti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie su una nuova pubblicazione

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui dà notizia a Dragonetti di avergli inviato un suo scritto, cioè una lettera che ha inviato a una donna senese e che è stata stampata a Siena.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Su una circolare ministeriale

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ritiene inconcepibile la notizia di una circolare Ministeriale. Aggiunge di essersi creduto sempre esente da tali indagini e di non aver mai avuto il minimo sospetto. Aggiunge che la sua corrispondenza è assai ristretta e scarsa.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Argomenti vari

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui affida le sue carte inedite a Dragonetti. Lo incita inoltre a trattare i principi dell'educazione relativi al sesso; aggiunge di attendere i riscontri di Dragonetti su una certa notizia che ritiene essere di invenzione. Confida nel fatto che tutto si andrà rischiarando. La causa di Stato, che ha causato tanto disturbo alla città di Teramo e alla Provincia, è finita con il dichiarare tutti innocenti, e solo con una condanna correzionale. Tutti sperano di vedere altri rischiaramenti dalla procedura che ha gettato calunnia su coloro che vi sono stati coinvolti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Su alcune tavole sinottiche

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti che da qualche giorno ha ricevuto le tavole sinottiche del signor De Pamphilis, anche se non può neppure apprezzarle, a causa della debolezza della testa che non può mantenere l'attenzione (per l'età avanzata).
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato De Pamphilis


Sulla coltivazione del riso

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti che sta perdendo le forze dell'intelletto. Si consola di aver potuto salvare questa provincia per la seconda volta e dopo quarant'anni dalla infausta coltivazione del riso. È molto orgoglioso di aver fatto ciò dal momento che a suo parere tutte le migliori terre di quelle contrade si sarebbero trasformate in una putrida palude, con grande gioia di proprietari interessati ed ingordi. È felice che fra i maliziosi dibattimenti finalmente il vero sia stato riconosciuto e sia stato assoggettato per sempre alla legge del divieto. Tuttavia nel lungo dibattimento durato per sette mesi è stato molto inquieto. Per quanto riguarda i suoi pensieri anti-storici accoglie favorevolmente i giudizi di Dragonetti, ma si schernisce dicendo che i suoi "poco elevati talenti" gli hanno permesso di scrivere come dilettante e non come professore. Confessa di provare un odio innato per l'aristocrazia.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Apprezzamenti per il lavoro svolto da Dragonetti

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di aver perso un caro amico, Gian Giacomo Trivalgio. Dice di apprezzare i progressi fatti dalle ricerche archeologiche svolte da Dragonetti per l'Italia e spera che i risultati siano positivo non solo per le origini della nostra lingua ma anche per i progressi civili.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Trivalgio Gian Giacomo


Notizie su una visita

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie su un'imminente visita presso di lui.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Lettera di Delfico a Dragonetti

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di interpretare come un progresso alla civilizzazione il veder viaggiatori colti e costumati.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie su una visita imminente

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ironizza sulla consegna di un autografo probabilmente poco leggibile. Annuncia che presto visiterà Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Sull'importazione del sale

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti che nel momento in cui il bisogno è stato maggiore non sono giunte le parole del Ministro. L'intero distretto è restato inondato di sale straniero ed i soci sono stati rovinati. Questa potrebbe essere l'occasione di richiamare l'attenzione del governo su questo articolo. Aggiunge di sentire di aver trovato un figlio in Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di voler avere presto notizie sulla sua buona salute.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Su una visita

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di essere molto felice che il giudice Ferranelli e la sua eccellente compagna, Giuseppa Frangipani, visiteranno Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Ferranelli
nome citato Frangipani Giuseppa


Corrispondenza: Melchiorre Delfico a Luigi Dragonetti (07-04-1832)

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui incita Dragonetti a proseguire i suoi lavori perché c'è ancora molto da fare.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Su un incontro con il sovrano

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui racconta a Dragonetti del suo incontro con il sovrano. Aspetta con ansia sue notizie.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Argomenti vari

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in parla delle sue note ai "Discorsi" di Machiavelli e conferma la sua volontà di lasciare a Dragonetti le sue carte. Lo esorta ad occuparsi del fatto che non c'è più istruzione per le idee politiche. Secondo Delfico difatti ciò che si teme sono le rivoluzioni. La Politica è una scienza che si propone il bene di tutti, di chi comanda e di chi obbedisce. Al contrario, ritiene che ai suoi tempi ciascuno decide a suo modo e sempre con la petizione dei principi. La politica non può progredire che col sapere e con la verità.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Machiavelli Niccolò


Sulla pubblicazione degli inediti

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ringrazia Dragonetti del quadro teorico sullo stato politico dell'Europa. Lo esorta a scrivere riflessioni politiche. Per il momento non vuole che si pubblichi il suo scritto su Machiavelli.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Machiavelli Niccolò


Elogio di uno scritto di Dragonetti

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui informa Dragonetti del suo dolore per la morte del nipote. Elogia lo scritto di Dragonetti sull'industria, apparso sul "Giornale di Napoli". L'industria è, nel passaggio allo stato civile, ciò che caratterizza e qualifica l'uomo nei suoi graduali progressi. Lo stato sociale è il vero stato di natura dell'uomo, perché dalla natura è formato per questo progressivo miglioramento.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute; dice di essersi associato al "Progresso" di Napoli per leggere la seconda parte della "Memoria" scritta da Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti notizie sulla propria salute. Spera di poter completare uno scritto su cui è al lavoro.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie su una prossima partenza per Napoli

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di prepararsi ad una partenza per Napoli.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Morte di due amici

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti di dolersi per la morte di due amici, Coletti e Michitelli.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Coletti
nome citato Michitelli


Sul'amministrazione del Tavoliere

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ringrazia Dragonetti di aver ricevuto la stampa del "Monte Flumentario". Aggiunge che secondo lui Dragonetti ha risolto il problema più importante dell'Economia politica meridionale che da tanto tempo teneva in agitazione coloro che si occupano del bene pubblico. In proposito Delfico aggiunge di esser sempre stato convinto che bisognasse indagare lo stato fisico del Tavoliere e le attuali posizioni economiche. Successivamente alla raccolta di questi dati bisogna passare alla bonifica del territorio. È d'accordo con Dragonetti che nel suo lavoro si è occupato della parte economico-amministrativa per poter rimettere in corrente l'amministrazione e saldare i problemi dell'Erario. Dichiara che sarà nel numero dei Soci ammiratori per la Presidenza di Dragonetti. Aggiunge di non aver preso parte alle decisioni prese sul Tavoliere dal momento del cambio della dinastia, fino alla rumorosa questione sull'affrancazione.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Commenti su "Origini e progressi della società civile"

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica di voler rivedere le carte sulle "Origini e progressi della società civile" che ha depositato nelle mani di Dragonetti.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Sulla bonifica del Tavoliere

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui ricorda a Dragonetti di aver scritto nel 1788 un opuscolo dal titolo "Discorso sul Tavoliere di Puglia", in cui parlava della necessità di abolire il sistema doganale precedente e di non dare luogo ad alcuna temporanea riforma. Commenta con dolore che in un'opera del 1833 si sostiene, contro il suo parere, che la bonifica del Tavoliere si può fare ugualmente con buon effetto, sia prima che dopo una qualunque operazione economica.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Sulla bonifica del Tavoliere

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui insiste affinché Dragonetti includa nelle sue opere per il Tavoliere il lavoro di bonifica per il beneficio della popolazione che vi abita.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Corrispondenza: Melchiorre Delfico a Luigi Dragonetti (senza data)

Frammento di lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui partecipa al dolore di Dragonetti per la malattia del figlio.
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Delfico Melchiorre


Notizie Varie

Lettera di Galanti, spedita da Catanzaro, in cui comunica a Delfico che si è fatta la relazione dell'Abruzzo Chietino e si è preparata quella del Teramano. Aggiunge di essersi riservato di parlare degli stucchi dell'intero Abruzzo marittimo. Acclude la copia in cui si esplicita il motivo per cui Galanti si trovi a Catanzaro: è stato inviato in Calabria per conoscere lo stato economico e politico e farne una distinta relazione.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Galanti Giuseppe Maria


Sulla coltivazione del riso secco

Lettera di Tommasi, inviata da Napoli, in cui scrive che per quanto riguarda la coltivazione del riso Delfico può star sicuro del fatto che egli soddisferà i suoi desideri. Aggiunge di attendere con sommo piacere al suo lavoro che si occupa di un argomento della massima importanza per il regno e per il regio erario.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Tommasi Donati


Sulla coltivazione del riso secco

Lettera di Tommasi, inviata da Napoli, in cui scrive a Delfico di aver letto con avidità e vivo interesse la sua memoria sull'insalubrità risultante dalla coltivazione del riso secco. Animato dal desiderio di procurare un immenso bene a queste contrade, Tommasi aggiunge di aver già richiamato l'attenzione della S.A.R. su di un oggetto così interessante.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Palmieri Giuseppe


Corrispondenza: Giuseppe Zurlo a Melchiorre Delfico (07-08-1822)

Lettera di Zurlo, inviata da Napoli, in cui si scusa con Delfico per non aver risposto immediatamente ad una sua lettera; aggiunge di avere molto a cuore la salute di Delfico. Lettera in risposta ad una precedente di Zurlo nella quale si accenna ad un progetto inviato precedentemente da Melchiorre. Zurlo si rammarica di avere avuto a disposizione poco tempo da dedicare al progetto che presumibilmente nel futuro si intende sottoporre al Re.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Zurlo Giuseppe


Su un progetto

Lettera di Zurlo, spedita da Napoli, in cui accenna ad un progetto inviato precedentemente da Delfico e si rammarica di avere avuto a disposizione poco tempo da dedicare al progetto che presumibilmente nel futuro si intende sottoporre al Re. Non può essere sicuro dell'esito che si avrà, ma auspica che il progetto vada in porto.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Zurlo Giuseppe


Sul "Progresso"

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a De Filippis le notizie sulla sua salute. Aggiunge di aver apprezzato molto l'ultimo quaderno del "Progresso" che è sempre più soddisfacente. Spera di ricevere presto una sua visita.
destinatario De Filippis Gregorio
mittente Delfico Melchiorre


Argomenti diversi

Lettera di Delfico, spedita da Teramo, in cui comunica a De Filippis di essere compiaciuto che il quaderno [del "Progresso"] sia gradito in tutta Italia. Chiede notizie sulla pubblicazione e sulla rappresentazione della sua tragedia. Ringrazia per la notizia della ristampa della sua lettera, aggiunge di non essere stato lui a volerla pubblicare, ma la donna a cui era stata diretta.
destinatario De Filippis Gregorio
mittente Delfico Melchiorre


Sull'affare delle doganelle

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino di attendere per gli stucchi gli effetti della sua condotta; vorrebbe preparare un progetto sul quale le università potessero regolare le loro risoluzioni. Aggiunge che l'affare delle doganelle pare perduto e senza risorse; per questo motivo Delfico non vorrebbe più andare avanti. Ha davanti a sé solo disposizioni contrarie. Il Consiglio non vuole sanzionare l'affare delle doganelle.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Sulla monarchia

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovan Bernardino che dalla Francia non giungono nuove notizie relative al Re. Le opinioni sembrano divise, le province vorrebbero cambiare la costituzione ed erigersi in forma repubblicana. L'assemblea pensa di sostenere la costituzione già stabilita ed il problema è se si debba deporre il Re o assegnare un consiglio permanente. Secondo Delfico questa sarebbe la soluzione migliore. Egli è stato sempre monarchico e la vera monarchia è per lui quella che permette diverse libertà.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Notizie sulla salute

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino buone nuove relative alla sua salute. Aggiunge la notizia sulla morte del Presidente del Commercio, Spinelli.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Spinelli


Notizie sulla disfatta dei tedeschi

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino di essere appena arrivato a Napoli; ed aggiunge in un foglietto una notizia sulla disfatta dei tedeschi: l'esercito tedesco è stato disperso e si assiste all'avviamento dei francesi verso Torino.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Su prestiti e investimenti

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino di essere sempre più contento della cordialità e bontà della famiglia di cui è ospite. Dissuade il fratello dalla firma di un contratto per il quale non potrà trovare finanziamenti. C'è la massima scarsezza di numerario tanto più che i banchi danno carta per carta. Chi vuole investire trova il più pronto e facile impiego nel tabacco che dà il 4 con la massima sicurezza. I banchi dai quali Delfico avrebbe avuto qualche favore sono da tempo interdetti a fare qualunque prestito poiché i denari devono servire ad altro.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Pagamenti alla camera allodiale

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino, di aver risposto pienamente al Consigliere. Aggiunge di aver consegnato per spese acconto la nota datagli per 39 Carlini. Invia la copia della fede di credito di 650 Carlini pagati alla camera allodiale.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Sul rinnovo di due bandi

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino che si è rinnovato sia il bando proibitivo dei giochi, sia il bando che chiede di portare l'argento delle chiese e delle province nei banchi e alla zecca. Pianifica il viaggio per Sulmona.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Scuse per le spese sostenute

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, in cui si scusa con il fratello Giovanni Bernardino per le spese sostenute e crede che l'affare non sarà fatto perché gli ordini e i desideri del Re sono poco efficaci sui suoi ministri.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Partenza per Pisa

Lettera di Delfico, spedita da Firenze, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino di subire grandi torti e per molte ragioni ha deciso di tacere. Pianifica una partenza per Pisa.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Notizie su un viaggio

Lettera di Delfico, spedita da Longone Sabino, in cui scrive al fratello Giovanni Bernardino di aver fatto un ottimo viaggio da Livorno a Salerno; manda i saluti.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Racconto di un viaggio

Lettera di Delfico, spedita da Livorno, al fratello Giovanni Bernardino in cui racconta del viaggio per Livorno e del felice soggiorno a Firenze.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Corrispondenza: Melchiorre Delfico a Giovanni Bernardino Delfico (19-06-1796)

Lettera di Delfico al fratello Giovanni Bernardino in cui gli da ragione sul fatto che qualche economia potrebbe non esserci; ma questo è l'effetto del sistema e si potrà riparare in parte con un po' più di attenzione.
destinatario Delfico Giovanni Bernardino
mittente Delfico Melchiorre


Su una traduzione di Anacreonte

Lettera di Liberatore, spedita da Napoli, in cui scrive a Delfico che severità la nuova traduzione di Anacreonte stampata in Venezia. L'introduzione è di Davide Winspeare, che per Liberatore è un ottimo giureconsulto ed un eccellente amministratore; tuttavia, Liberatore conduce un'aspra critica dell'introduzione e traduzione del testo svolta dal padre di Winspeare.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Liberatore Raffaele
nome citato Winspeare Davide
nome citato Anacreonte


Su una traduzione di Anacreonte

Lettera di Liberatore, spedita da Napoli, in cui scrive a Delfico di non sapere con quale animo sia stata accolta la prima parte della sua analisi della nuova edizione di Anacreonte. Chiede a Delfico sostegno per scrivere la seconda parte per non lasciare a mezzo il lavoro. Liberatore fa riferimenti ad una serie di poesie e risposte alle poesie stesse ironizzando sugli autori.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Liberatore Raffaele
nome citato Anacreonte


Notizie sulla salute

Lettera di Liberatore, spedita da Napoli, in cui comunica a Delfico notizie sulla sua salute e promette una visita a breve.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Liberatore Raffaele


Melchiorre Delfico sui regi stucchi. Lettera firmata da Melchiorre Delfico con l'elenco dei paesi soggetti ai regi stucchi - "Memoriale per libertà di piantare gli olivi nei Regi Stucchi di Apruzzo" supplemento alla memoria contro i regi stucchi

Lettera di Defico, spedita da Teramo: "La provincia di Abruzzo Citeriore è divisa in quella di Teramo e di Chieti. Nella parte più fertile e coltivabile le terre sono addette ad un'antica servitù, conosciuta con il nome di stucchi, che si sostiene ancora sotto il titolo di pubblica utilità e del vantaggio reale. Ciascuno sa che questi stucchi altro non sono che terre addette al pascolo invernale delle piccole greggi. Le conseguenze della massiccia presenza degli stucchi sono molteplici: innanzitutto l'aumento della pastorizia obbliga i padroni delle terre a lasciarle incolte un tempo determinato per servire di pascolo ai greggi durante l'inverno. Lo stabilimento degli stucchi ha fatto nascere e fondare il divieto assoluto della piantagione degli alberi e quei campi coltivabili che sono destinati simultaneamente alla pastorizia e all'agricoltura. Nessuna legge dispone ciò, ma il comportamento è fortemente radicato. Debbono essere piantati in quei luoghi gli ulivi ad una distanza di 5 canne da un albero all'altro senza che nel tempo del pascolo sia rotto il terreno e possa pregiudicare il pascolo".
mittente Delfico Melchiorre


Per l'istituzione di una Università di Studi in Teramo

Copia di una lettera di Delfico in cui spera che la Real Camera tenga presente la lontananza della Capitale, l'incremento della sussistenza dei pericoli della gioventù in Roma e nello Stato Pontificio e vorrà adempiere alle richieste di istituzione di una Università.
mittente Delfico Melchiorre


Progetto sull'istruzione pubblica

Progetto di Delfico, datato 1810, sull'istruzione pubblica costituito da sette titoli e 101 articoli nei quali si descrivono i grandi benefici di cui godranno i sudditi grazie all'istruzione pubblica. Gli articoli descrivono le disposizioni preliminari relative alla vigilanza ed alla protezione affidata al governo. Si propone la divisione dell'istruzione in tre livelli: elementare, media, sublime. Alla prima apparterranno le scuole dei comuni ordinate dal decreto e quelle altre stabilite dai privati; alla seconda, le scuole secondarie (quattro classi), i collegi reali e le tre accademie. L'istruzione sublime sarà affidata all'Università di Napoli e divisa in cinque facoltà: letteratura, filosofia, medicina, giurisprudenza, ideologia. Vengono poi descritte per ciascuna le cattedre, i limiti ed i metodi di insegnamento e si definiscono inoltre le funzioni del rettore. Infine, nel progetto si illustrano le scuole speciali per tematiche, quali lingue orientali e diplomazia.


Bozza sul progetto della Pubblica Istruzione

Bozza del progetto di Delfico sulla progetto della Pubblica Istruzione, datata 1809, accompagnato da una lettera al Re nella quale si ravvisano le necessità di procedere alla redazione di una legge che attraverso la Pubblica Istruzione possa mostrare la grandezza e la gloria della Nazione.


Nuovo piano per la ricostruzione della Pubblica Istruzione

Lettera di Delfico al Re, sul nuovo piano per la ricostruzione della Pubblica Istruzione. Delfico scrive che la commissione destinata a fornire il nuovo piano per la ricostruzione della Pubblica Istruzione ha considerato un onore la fiducia per essere stata incaricata di stabilire e presentare le pubbliche regole per le Scuole di diritto del Regno insieme al Ministro di Giustizia.
mittente Delfico Melchiorre


Sul nuovo progetto per l'Istruzione Pubblica

Lettera di Delfico al Re in cui scrive che la Sezione dell'Interno ha discusso il nuovo progetto per l'Istruzione Pubblica redatto dalla commissione. In quanto all'organizzazione delle scuole, sembrerebbe opportuno che si formassero oltre alle scuole primarie comunali due gradi sotto i Licei. Per quanto riguarda i Licei, invece Delfico sostiene che tutti debbano avere le stesse sezioni di base. Ciascuna delle quattro tipologie di Licei avrà delle lezioni specifiche alle diverse facoltà: un liceo sarà specifico per le belle lettere ed avrà un professore di antichità greca e latina ed un altro di storia e geografia; un altro sarà specifico per le scienze ed avrà un professore di matematica sublime, uno di fisica sperimentale e chimica ed uno di storia naturale; quello qualificato per la medicina avrà un professore di anatomia e fisiologia, un secondo di patologia, un terzo di chirurgia teorica e pratica, un quarto di clinica, un quinto di storia naturale e chimica. Invece, nel Liceo destinato alla giurisprudenza ci saranno un professore di diritto romano, uno del codice napoleonico ed un terzo di procedura civile e criminale. Per stimolare e favorire la gioventù allo studio saranno istituite delle piazze e mezze piazze gratuite per frequentare Collegi e Licei. Inoltre, la capitale conserverà l'Università oltre ai suoi Collegi e Licei.
mittente Delfico Melchiorre


Sul nuovo progetto per l'Istruzione Pubblica

Lettera di Delfico al Re in cui scrive che la Sezione dell'Interno ha discusso il nuovo progetto per l'Istruzione Pubblica redatto dalla commissione. In quanto all'organizzazione delle scuole, sembrerebbe opportuno che si formassero oltre alle scuole primarie comunali due gradi sotto i Licei. Per quanto riguarda i Licei, invece Delfico sostiene che tutti debbano avere le stesse sezioni di base. Ciascuna delle quattro tipologie di Licei avrà delle lezioni specifiche alle diverse facoltà: un liceo sarà specifico per le belle lettere ed avrà un professore di antichità greca e latina ed un altro di storia e geografia; un altro sarà specifico per le scienze ed avrà un professore di matematica sublime, uno di fisica sperimentale e chimica ed uno di storia naturale; quello qualificato per la medicina avrà un professore di anatomia e fisiologia, un secondo di patologia, un terzo di chirurgia teorica e pratica, un quarto di clinica, un quinto di storia naturale e chimica. Invece, nel Liceo destinato alla giurisprudenza ci saranno un professore di diritto romano, uno del codice napoleonico ed un terzo di procedura civile e criminale. Per stimolare e favorire la gioventù allo studio saranno istituite delle piazze e mezze piazze gratuite per frequentare Collegi e Licei. Inoltre, la capitale conserverà l'Università oltre ai suoi Collegi e Licei.
mittente Delfico Melchiorre


Sui bisogni dell'uomo

Minuta poco leggibile e senza il nome del destinatario di una lettera spedita da Delfico, in cui si accenna ai bisogni dell'uomo che dovrebbero essere valutati tenendo conto sia dei suoi rapporti con la fisica, quanto di quelli che si definiscono morali e propri dello stato civile.
mittente Delfico Melchiorre


Sulla perfettibilità dell'uomo

Minuta poco leggibile e senza il nome del destinatario di una lettera spedita da Delfico, in cui si fa riferimento alla perfettibilità dell'uomo che non ha ostacoli fisici né generali, né permanenti. Inoltre si accenna alle cagioni e agli errori che ritardano i progressi dell'umano sapere.
mittente Delfico Melchiorre


Sull'albo delle Università

Appunti di Delfico in cui esprime l'opinione che l'Università potrebbe essere vista come albero scientifico dal quale è possibile vedere facilmente come i difetti dei prodotti dipendano e siano strettamente corrispondenti a quelli della cultura.
mittente Delfico Melchiorre


Legge sui boschi

Lettera di Delfico in cui scrive che la legislazione sui boschi è la causa principale degli abusi che hanno determinato la progressiva distruzione dei boschi stessi. Secondo Delfico, la distruzione dei boschi dipende dal fatto che l'attuale legislazione non distingue i differenti diritti dei possessori e dei padroni. Attualmente, la proprietà dei boschi è divisa fra il Sovrano, i Comuni ed i Particolari. Di conseguenza c'è bisogno di una legge sui boschi che merita le più vigili cure e le più energiche determinazioni del Governo. Delfico suggerisce una serie di articoli che vietino di distruggere i boschi o con taglio o con fuoco. Nel caso di distruzione, la parte di bosco distrutta cadrà in beneficio del fisco. Sarà punita come mancanza d'ufficio la trascuratezza degli Amministratori comunali e dei Funzionari di Governo. Sarà permesso ai proprietari dei boschi di tagliare gli alberi che non siano stati bollati per l'uso dello Stato; il taglio permesso si intende per uso proprio e per commercio, tanto per l'uso del combustibile che per lavoro, e mai per dissodare o per mettere a coltura i boschi. Per i boschi appartenenti ai Comuni, i cittadini potranno, secondo particolari regolamenti, far uso liberamente di legna morta, ma per gli altri alberi non potranno effettuarsi tagli se non in certe proporzioni e con Licenza e responsabilità del Sindaco. Nei boschi comunali il Governo potrà far bollare tutti gli alberi che sono necessari per la marina oppure per le opere pubbliche. Le boscaglie ed i luoghi ingombri di cespugli, spine e arboscelli selvaggi potranno essere disboscati previa licenza dell'Intendente dopo un legale riconoscimento. Nei boschi dei Particolari, il Governo potrà far marcare o bollare gli alberi che potranno servire per la marina. Inoltre, se nelle vicinanze non ci sono altri boschi della Corte o dei Comuni, il Governo potrà bollare anche quegli alberi che serviranno per uso pubblico.
mittente Delfico Melchiorre


Sulla devastazione dei boschi

Lettera di Delfico al Sovrano, in cui scrive che relativamente alla devastazione dei boschi, ogni giorno giungono continui reclami al Ministro. Tali reclami e insofferenze dipendono, secondo Delfico, dal non aver avuto accuratezza nella formulazione dell'art. 10 della Legge del 1806.
mittente Delfico Melchiorre


Lettera al Ministro delle Finanze

Lettera di Delfico a Giovanni Agar, Ministro delle Finanze. Oggetto: "Il Consigliere di Stato Delfico a sua eccellenza il sig. conte di Mosbourg Ministro delle Finanze, ad oggetto la Cassa". La Commissione nominata alla verifica della Cassa della rendita e dell'ammortizzazione è in grado di presentare il lavoro relativo alla Cassa dell'ammortizzazione. Delfico evidenzia la presenza di un problema: il pubblico, che non conosce le operazioni ammortizzative della Cassa, ha dei dubbi sulla natura di tali operazioni, dal momento che vede che il debito, estinto con l'acquisto delle cedole, viene rivivificato nel Gran Libro. In realtà la Cassa impiega sul Gran Libro il prodotto delle sue rendite e i suoi benefici, cioè l'eccedente dell'impiego di capitali e delle negoziazioni. Questa operazione non viene interpretata dal pubblico come un atto distruttivo del debito, ma come un trasferimento effettivo del credito di particolari fatto al Governo, trasformato sotto il nome di Cassa. Così si crede che il debito diventi inestinguibile e che il Decimo in questo modo diventi eterno e passi indirettamente all'erario.
destinatario Agar Giovanni
mittente Delfico Melchiorre


Ringraziamenti

Lettera di Liberatore, spedita da Napoli, in cui ringrazia Delfico per l'accoglienza della sua raccolta di poesie ed lo esorta a leggere la traduzione di Anacreonte.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Liberatore Raffaele
nome citato Anacreonte


Sul contenuto di una lettera ricevuta

Lettera di Liberatore, spedita da Napoli, in cui ironizza sul fatto che nella lettera ricevuta, Delfico abbia parlato in gran parte di "una cattiva produzione di un eccellente uomo".
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Liberatore Raffaele


Su un colloquio con Sua Maestà

Lettera di Sancio, spedita da Napoli, in cui rassicura Delfico del fatto che al ritorno di Sua Maestà non si lascerà sfuggire qualche favorevole momento per parlare di Delfico. Assicura che il re gradirà e aggiunge che appoggerà con tutte le forze il suo ricorso, ma non nasconde di non avere nessuna influenza col Ministro dell'Interno.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Sancio Antonio


Sul restauro del collegio

Lettera di Melchiorre Delfico, spedita da Teramo, in cui scrive al Ministro dell'Istruzione, Colangelo, di aver fatto dono di un gran numero di libri destinati a formare il fondo di una biblioteca. Auspica che ci sia il restauro del collegio e della chiesa del collegio, entrambi un grandissimo vantaggio per la cittadinanza. Lamenta la mancanza di cattedre, scrive che manca del tutto l'insegnamento della lingua greca. Così la fama del collegio resta molto bassa, manca il concorso di alunni interni ed esterni. Ritiene che questo fenomeno si sia accresciuto col venir meno della cattedra di giurisprudenza.
destinatario Colangelo
mittente Delfico Melchiorre


Lettera del Ministro delle Finanze

Lettera, scritta in francese, a Melchiorre da parte del Ministero delle Finanze francesi, sul tema della divisione del debito pubblico e della banca.
destinatario Delfico Melchiorre


Il consigliere di Stato Delfico a sua eccellenza il Ministro delle Finanze

Lettera di Delfico, spedita da Napoli, al Ministro delle Finanze in cui propone la stesura di due decreti invece che uno affinché l'adempimento del progetto di decreto per lo scioglimento del debito pubblico si svolga con maggiore facilità.


Beneficenza

Serie di sette gruppi di documenti di Delfico, relativi alla beneficenza ed in particolare circa: 1) la giustizia per le ritenzioni sui soldi; 2) mezzi per la beneficenza, 3) rapporti vari, 4) creditori di loghi pii, 5) conservatori e ritiri, 6) lettera in francese, datata Napoli 23 gennaio 1809, contenente il rapporto del Ministro dell'Interno sullo stabilimento di beneficenza e di industria pubblica nelle Calabrie.


Sugli stucchi

Copia di due dispacci spediti da Ferdinando Corradini, dal Supremo Consiglio delle Finanze, a Melchiorre Delfico per l'affare dei regi stucchi. Relativamente al progetto per la piantagione degli ulivi nei regi stucchi, il Comune di Teramo ha manifestato con un foglio del 27 marzo scorso (1788) il suo sentimento uniforme a quanto riferì il preside di Chieti. Il Supremo Consiglio respinge tutte queste carte.
destinatario Delfico Melchiorre


Relazione sulla piantagione degli ulivi nei regi stucchi

Relazione di Delfico, spedita a Giuseppe Palmieri, direttore del Supremo Consiglio delle Finanze, in cui sostiene che il piantare non è stata la causa vera della decadenza della pastorizia: difatti le piantate non sono chiuse e quindi non pregiudicano il pascolo degli animali. La vera servitù dello stucco consiste nell'uso delle erbe sulle terre a riposo. Il fisco non ha nessun diritto né originario né acquisito per contratto qualunque di poter ordinare che le terre si debbano tenere a riposo per un dato tempo per favorire l'uso agreste in pregiudizio dei prodotti dell'agricoltura. Aggiunge inoltre che il fisco fece un pessimo contratto alla compra di tale servitù rurale per rivenderla ed amministrarla, poiché a rivenderla non fece alcun guadagno effettivo e, amministrandola ad affitto rurale, ha causato un grave danno alle popolazioni e all'agricoltura.
destinatario Palmieri Giuseppe


Collezione di libri

Lettera del duca di San Severino a Melchiorre Delfico in cui si complimenta per la sua collezione di libri.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente San Severino [ ] di


Lettera

Lettera di Giuseppe Palmieri a Melchiorre Delfico, spedita da Napoli, in cui esperime stima e amicizia.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Palmieri Giuseppe


Sui brefotrofi

Lettera di Melchiorre a Tracy sulla fondazione degli stabilimenti di beneficenza. I brefotrofi occupano il primo posto tra le opere di beneficenza e la vicenda storica delle cause di questo bisogno occupa la prima parte della storia dell'uomo nello stato sociale. Si lamenta del fatto che in Europa ci si vanti dell'incivilimento; in realtà i rimedi alla povertà sono soltanto dei palliativi ed anche scarsi per soccorrere a tanto bisogno.
destinatario Tracy Federico
mittente Delfico Melchiorre


Sull'abolizione della giurisdizione feudale

Lettera di Delfico alla Regina, in cui sostiene che abolire la giurisdizione feudale è una operazione salutare che ristabilisce la giustizia sulla sua sede, che restituisce pienamente e che non può offendere la proprietà di alcuno. Si tratta di liberare il Regno da un male interno che attacca indistintamente le qualità politiche e morali dello Stato.
mittente Delfico Melchiorre


Contribuzioni dirette

Lettera di Mele a Delfico, spedita da Napoli, in cui lo informa che avendo manifestato al sig. amministratore delle contribuzioni dirette il desiderio di conoscere la rendita netta delle province accatastate, Delfico con un biglietto dovrà farne domanda al Ministro.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Mele Francesco


Sulla contribuzione fondiaria

Lettera del Ministro delle Finanze al consigliere Delfico, spedita da Napoli, in cui si comunicano le notizie da lui richieste sulla contribuzione fondiaria. Aggiunge di attendere con premura le osservazioni che Delfico vorrà fornirgli.
destinatario Delfico Melchiorre


Sulla fondiaria

Lettera di mittente non decifrabile, spedita da Monteleone a Delfico in cui si comunica che la fondiaria è alla metà delle operazioni; nella Provincia è comunissima la promiscuità tra Unità e Unità, tra Unità e villaggi ossia casali. Gli agenti della legge fondiaria, obbligati a dividere in sezioni l'agro che descrivono, segnano delle linee di demarcazione arbitrarie che danno e tolgono le proprietà confondendo ogni diritto. Le Unità non vorranno sottostare a queste divisioni arbitrarie perché, sebbene non abbiano interesse alcuno a pretendere che un proprietario paghi le imposte regie più in un comune che in un altro, risentono di gravi perdite sia per gli usi civici che per le spese comunali.
destinatario Delfico Melchiorre


Sull'esazione della contribuzione fondiaria

Lettera dell'Intendente della provincia di Teramo a Delfico in cui lo informa di aver ricevuto due dispacci del 20 e del 23 del mese di aprile, con i quali viene edotto in merito all'esazione della contribuzione fondiaria e all'espediente provvisoriamente preso di accordare una dilazione sull'ammontare, facendo pagare due mesi su tre. Inoltre comunica che la ripartizione dell'imposizione fondiaria e degli agenti immediati della medesima ha provocato presso i cittadini la nascita di numerose rimostranze.
destinatario Delfico Melchiorre


Osservazioni sulla valutazione dell'uso civico nella ripartizione della contribuzione diretta

Lettera dell'Intendente della provincia di Teramo a Delfico, avente ad oggetto la valutazione dell'uso civico nella ripartizione della contribuzione diretta. L'Intendente dice di aver parlato, fin dal 29 aprile, con l'economo per informarlo del fatto che nell'esecuzione della ripartizione della tassa fondiaria, la provincia di Teramo era gravata di un terzo al di sopra di quello che poteva sopportare. Uno degli errori della direzione nella valutazione è stato quello di considerare i terreni della Provincia come produttivi in ogni anno, al contrario non lo sono e in più vi è l'anno di riposo. Ciò nonostante, il proprietario paga anche per l'anno in cui le terre sono a riposo. Si è presupposto dagli agenti della contribuzione che questo riposo fosse per usare le terre medesime per pascolo e quindi si è stabilita la teoria che gli animali che pascolano queste erbe devono pagare.
destinatario Delfico Melchiorre


Sugli stabilimenti di beneficenza

Lettera di Tracy a Delfico in cui dice di aver considerato gli stabilimenti di beneficenza, dalla nascita fino all'ultimo periodo dell'esistenza, come il fenomeno più importante dell'amministrazione civile.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Tracy Federico


Sull'elezione del Consigliere di Stato

Lettera di Francesco [?] a Delfico in cui esprime stima per le ottime qualità di cui è dotato il presidente Biagio Michitelli. Inoltra lo informa che non mancherà di tener presente allorché verranno proposte le nuove terne per le scelte dei Consiglieri di Stato. Non si capisce il cognome della firma, ma solo il nome Francesco.
destinatario Delfico Melchiorre
nome citato Michitelli Biagio


Osservazioni sulle contribuzioni dirette stabilite sulla proprietà fondiaria

Lettera del Sottintendente del distretto di Sora a Delfico in cui si avanzano alcune osservazioni sulle contribuzioni dirette stabilite sulla proprietà fondiaria. Si accoglie con favore l'aver tolto le distinzioni tra beni dei laici e degli ecclesiastici, tra i pubblici ed i privati, tra beni dei cittadini e dei forestieri, tra beni dei comuni dell'erario regio e dei particolari, tra quelli del Tavoliere di Puglie addetti alla pastorizia e gli altri dei massari di Campo addetti alla semina e alla coltura, tra demaniali e patrimoniali.
destinatario Delfico Melchiorre


Classificazione dei Comuni

Lettera di delfico sulla classificazione dei comuni: di prima classe sono quelli che hanno la residenza dall'intendente o una popolazione non minore di 6000; di seconda classe sono i comuni quelli che hanno una popolazione dai 6000 ai 3000; di quarta classe tutti gli altri. Le spese devono essere classificate in personali e reali, ma si deve fare una sola cassa, dal momento che non vi è altro fondo positivo per le spese reali ordinarie. Per le spese straordinarie, se queste sono previste, si faranno dai fondi propri nei budget, se sono impreviste saranno supplite dal proprio titolo nei budget oppure vi provvederà l'intendente con i mezzi proposti dai decurionati riconoscendone la necessità.
mittente Delfico Melchiorre


Sull'imposizione fondiaria

Lettera, spedita da Teramo, dell'Intendente della prima provincia di Abruzzo Ulteriore al Consigliere di Stato e Ministro delle Finanze, Delfico, riguardo all'imposizione fondiaria. Il mittente scrive di essersi accorto che il direttore M. Thomas ha dato qualche volta una valutazione maggiore ai terreni nudi che non avevano piantagioni di alberi e di vigne ed una minore a quei terreni che sono cosiddetti "vestiti" per essere oliveti o vigneti. L'ingiustizia di questo sistema salta agli occhi ed è contraddetta da tutte le tariffe fatte dagli agenti comunali. Vi è di più: l'estensione dei terreni "vestiti" è stata fatta in tal modo non per estensione di suolo, ma per la linea delle piantagioni; inoltre su queste è stata fatta un'arbitraria riduzione per motivi che si ignorano.
destinatario Delfico Melchiorre
nome citato Thomas M.


Difetti della ripartizione della contribuzione fondiaria

Lettera dell'Intendente della provincia di Teramo al Consigliere di Stato e Ministro delle Finanze, Delfico, sulla contribuzione fondiaria. Si presentano in un solo prospetto i principali difetti della ripartizione della contribuzione fondiaria nella Provincia e se ne mostra la gravezza e la necessità di una dequotizzazione. Il sistema delle tariffe, per quanto sembri facile ed esatto, non ha dato la valutazione esatta del prodotto imponibile e la contribuzione è risultata ineguale e gravosa. Non meno incerto e di non differente effetto è stato l'altro sistema della classificazione dei fondi.
destinatario Delfico Melchiorre


Difetti della fondiaria

Lettera, spedita da l'Aquila, del Direttore delle Contribuzioni Dirette al Consigliere di Stato Delfico in cui si annuncia che sarà inviata una copia di una rappresentanza mostrata al Sovrano sui difetti della fondiaria e sulle istruzioni fatte per gli esattori.
destinatario Delfico Melchiorre


Lettera a Delfico

Lettera del Segretario di Stato in cui comunica a Delfico la nomina a barone, datata 28 marzo 1815.
destinatario Delfico Melchiorre


Lettera dell'Accademia Truentina a Melchiorre Delfico

Lettera di accompagnamento al diploma di socio corrispondente all'Accademia Truentina a Melchiorre Delfico, datata Ascoli, 4 giugno 1820.
destinatario Delfico Melchiorre


Nomina di Melchiorre Delfico a socio corrispondente dell'Accademia Truentina

Lettera di ringraziamento a Melchiorre Delfico da parte del presidente dell'Accademia Truentina per l'invio di uno scritto sull'antica numismatica della città di atri e sulle origini italiche, datata Ascoli febbraio 1825.
destinatario Delfico Melchiorre


Lettera di Melchiorre Delfico al segretario del Consiglio di Stato

Lettera di Melchiorre Delfico in cui ritiene che il Ministro abbia apprezzato la regola ed il decreto proposto per confermare ai comuni la ragione delle ammende o multe rurali e municipali. Aggiunge che chi è al governo attua le sue intenzioni e ne trae qualche vantaggio specialmente se ciò proviene da comune contravvenzione. La polizia è parte integrante dell'amministrazione comunale e le ammende devono far parte delle entrate dei comuni.


Minuta di lettera

Minuta di lettera che probabilmente Melchiorre Delfico invia al Ministro delle Finanze. Contiene considerazioni sull'imposta fondiaria. Delfico rimprovera al Ministro delle Finanze di aver proposto un bene dettato dalla necessità. I principali elementi delle imposte fondiarie a suo parere sono: 1) la contribuzione personale, cioè l'imposta pro-capite; 2) l'imposta personale, come in Francia. Secondo Delfico tale imposta è la più ragionevole nel regno italico poiché esclude le donne, i maggiori di anni 60 e i minori di 14. Propone la tassa sull'industria che tutti potrebbero pagare tranquillamente con il libretto chiamato "catastuolo".


Lettera di Giuseppe Falconieri a Melchiorre Delfico

Lettera di Giuseppe Falconieri, presidente della Accademia Peloritana di Messina, a Melchiorre Delfico, datata 17 ottobre 1929.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Falconieri Giuseppe


Lettera del Segretario generale dell'Accademia Peloritana a Delfico, datata 17 ottobre 1829

Lettera del 17 ottobre 1829 a firma del segretario generale della Accademia Peloritana di Messina.
destinatario Delfico Melchiorre


Lettera confidenziale

Lettera confidenziale di Giuseppe Napoleone a Melchiorre Delfico, spedita da Napoli, in cui lo informa di aver ricevuto con piacere le sue opere. Aggiunge di ammirare il lavoro di Delfico, che ha sempre avuto a cuore tutto ciò che può accrescere la prosperità della Patria. Proprio questo zelo ha spinto Giuseppe Napoleone a chiamare Delfico nel Consiglio di Stato, in cui la sua esperienza può essere più utilmente applicata al bene dell'amministrazione. Desidera inoltre venire a conoscenza delle idee di Delfico sui regi stucchi.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Bonaparte Giuseppe Napoleone


Sulla feudalità

Delfico fa riferimento ad una discussione avuta con Ciro Saverio Minervini, uomo di scienze pugliese, sulla feudalità, ossia su una questione che aveva animato un dibattito particolarmente vivace nel Regno di Napoli a partire dalla seconda metà del XVIII secolo e che si era andato inasprendo nei toni sul finire del secolo, dividendo quanti erano favorevoli ad una sua eversione, attraverso la pratica della devoluzione, quanti ad una conversione dei feudi in fondi privi di diritti giurisdizionali, e quanti pressavano per una conservazione dello status quo. Melchiorre Delfico era schierato coi primi.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Minervini Ciro Saverio


Memoria sulla Libertà di commercio

Delfico torna a commentare la Memoria "Sulla Libertà di commercio" con cui aveva partecipato al concorso indetto a Padova nel 1791. Dichiara di non aver voluto mai attaccare la magistratura e i legali, ma solo la legislazione e la politica arbitraria. Si consola pensando al sostegno degli amici: "E' un piacere di più il raccogliere i fiori che i buoni amici spargono su le mie fatiche. Questa volta forse li merito, se non per le idee, per l'intenzione, almeno per il coraggio di asserire delle verità politiche in tempi poco prosperi, ne' quali i tristi hanno amplissimo campo per malignare".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Riforme in materia economica nel Regno di Napoli

Delfico invia a Giovene 23 copie del suo opuscolo recentemente pubblicato e da lui considerato come "breviario di congedo dalla Capitale". Si dichiara consapevole che il suo programma di riforme sarebbe apparso troppo "inoltrato", rispetto all'atteggiamento moderato dello stesso Giovene. Eppure giustifica la sua audacia come conseguenza necessaria del "disordine in cui viviamo, (...)non suscettibile di una riforma particolare". Interessante il riferimento ad un premio indetto a Padova per il concorso di Memorie sul programma "Libertà di commercio", a cui il Delfico avrebbe partecipato con una memoria che, a suo dire, fu "molto considerata (...) e stimata quella di un grand'uomo, ma vi si trovano le basi dell'Assemblea Nazionale, divenute scoverte ai governi". In altri termini il Delfico giustifica la sua mancata vittoria del concorso con l'eccessiva audacia sottesa nel progetto presentato, in cui la Commissione esaminatrice avrebbe ravvisato una chiara volontà rivoluzionaria.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sul sistema feudale

Dopo qualche accenno alla fuga del re di Francia Luigi XVI, Delfico discute col Giovene del suo recente opuscolo sulla feudalità, che "ha fatto molto rumore". Nelle parole conclusive della lettera si evince tutta la fiducia che il Delfico, come tutti gli altri uomini di scienze che collaboravano con il governo borbonico per approvare un efficace piano di riforme per la promozione del benessere nazionale, riponeva nel potere della parola scritta: diceva infatti che "qualora il mio libro non avesse fatto altro effetto che impedire l'abuso di un gran feudo nazionale, anzi il prostituirlo inutilmente e maleficamente, non è poco per ora. Il resto lo farà il tempo".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Progresso economico nel Regno di Napoli

"Se il governo non vi prende attenzione, noi non miglioreremo mai l'agricoltura, avendone le migliori condizioni. E' nelle leggi relative alla proprietà, sia civile, che feudale ed in quelle dell'amministrazione economica che sono nascoste le cagioni del nostro intorpidimento. I lumi sono per lo più poco attivi, quando non sono le facilitazioni necessarie ai molti corrispondenti". In altri termini le cause dello stato di "intorpedimento" in cui, secondo le più lucide analisi degli uomini di scienza napoletani della stagione riformistica, versavano le province del Regno di Napoli, erano ravvisate dal Delfico nella mancanza di un sistematico intervento sul piano legislativo da parte del governo, condizione necessaria per scongiurare il rischio di ridurre l'impegno scientifico ad uno sterile esercizio intellettuale. Di ciò dà comunicazione al Giovene.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Ostacoli al progresso economico nel Regno di Napoli

Delfico si lamenta col Giovene della situazione presente nel Regno di Napoli, "questo maledetto paese dove tutto va al rovescio della ragione e della giustizia".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulla libertà di commercio

Delfico mostra al Giovene tutto il suo entusiasmo per il nuovo regime napoleonico, che ha permesso al Regno di Napoli di poter essere annoverato tra gli Stati in cui vige piena libertà nelle relazioni commerciali con il resto d'Italia.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulla Geografia fisica di Kant

Delfico si mostra particolarmente incuriosito e affascinato dalla Geografia fisica del filosofo Immanuel Kant, tradotta e pubblicata in Milano. Sebbene dichiari al Giovene apertamente di non considerarsi un "kantiano pel sistema", apprezza la sistematicità e l'utilità pratica delle applicazioni geografiche di Kant, definendole "sistematiche" e "non visionarie".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre
nome citato Kant Immanuel


Sulla tassa fondiaria

In questa lettera Delfico esprimeva tutto il suo disappunto sulla tassa fondiaria introdotta dal governo napoleonico anche nel Regno di Napoli: "Oh! La fondiaria! Se me ne sono occupato anche in particolari dibattimenti col primo autore di questi mali! Mal concepita, mal nata, mal allevata, mal cresciuta, non ci sarebbe che una distruzione rigeneratrice per uscire da tanti mali!"
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sui "censuari" di Puglia

Il 1807 era stata una pessima annata per il raccolto nelle campagne pugliesi. Delfico esprime al Giovene la sua speranza che i censuari fossero sgravati del censo dovuto "in ragione delle perdite" da essi subite.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulle Società patriottiche

Delfico chiede espressamente il sostegno di Giovene affinchè siano ristabilite nel Regno di Napoli le Società patriottiche, in quanto associazioni culturali volte alla promozione del progresso delle scienze e dell'economia nelle province.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Accademia Reale di Scienze e Belle Lettere

Delfico esprime tutte le sue perplessità circa il decreto regio sull'istituzione dell'Accademia o Società Reale, che teme possa costituire una concreta minaccia per la sopravvivenza delle altre istituzioni accademiche provinciali. Incisivo, sebbene sintetico, il suo giudizio sul limite dell'attività scientifica a Napoli come veicolo di progresso economico: "ma non so per qual fatalità noi [napoletani] copiamo o facciamo traduzioni dove potremmo fare meglio da noi; e vogliamo essere originali, dove dovremmo essere copisti". Nella lettera sono contenuti anche cenni sull'attività svolta dal Delfico e dal Giovene entro le Società Agrarie, rispettivamente abruzzese e leccese, delle quali nel 1808 erano presidenti. Questo il commento conclusivo del Delfico: "Beato voi che sapete occuparvi tanto bene sul libro della Natura. Io non manco di soddisfare i nostri soci a far qualche cosa, ma l'apatia che nasce dall'incertezza si diffonde su tutte le idee".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Ruolo di Delfico nell'Accademia Reale di Scienze e Belle Lettere

Delfico rivela a Giovene tutto il suo scetticismo sui vantaggi che alle scienze sarebbero potuti scaturire dall'Accademia Reale: "le speranze sono buone e ragionevoli per i giovani, ma per me sono errori di falso calcolo"(1). Rammaricato dell'esclusione dall'istituzione di alcuni nomi che godevano della sua stima, commenta con sarcasmo la sua inclusione nella stessa: "sono passato dalla filosofia alle scienze nella nuova formazione dell'Accademia. In quella avrei potuto dire ciarle, in queste nulla" (1) Nel 1808, anno di composizione della lettera, Delfico aveva ormai sessantadue anni.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Riforma del catasto

Delfico torna in questa lettera ad esprimere a Giovene il suo parere sulla fondiaria. A suo avviso sarebbe stato necessario introdurre un "catasto regolare", basato sulla "stima particolare de' fondi", come presupposto indispensabile per un'equa ripartizione dell'imposta fondiaria. Non si esime, anche in questa lettera, come già in altre precedenti, dall'accennare con disappunto a "tutti gli errori ed orrori della fondiaria", come vero ostacolo allo slancio dell'economia agricola nel Regno.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Ancora sull'imposta fondiaria

Anche in questa lettera a Giovene, Delfico critica i criteri su cui si basava la ripartizione dell'imposta fondiaria: "Oh, è impossibile che finchè sussisterà la cosiddetta fondiaria, la ragion dell'imposta possa essere eseguita nelle preservazioni della Giustizia: certo ed arbitrario non possono coesistere. Disgravio di Provincia significa caricarne un'altra, dunque sconvolgimenti, disordini, cioè pasto per i bricconi."
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sull'imposta fondiaria

In questa lettera Delfico esprime a Giovene tutto il rammarico per l'inefficacia del suo impegno "intellettuale" volto alla correzione dell'iniqua ripartizione dell'imposta fondiaria: "Alla fondiaria io fo' la guerra aperta e continua, ma solo, come lottar contro l'inerzia personificata?".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulle cause e i rimedi dell'arretratezza nel Regno di Napoli

Prendendo spunto dallo sfogo cui si abbandonava il Giovene nell'ultima lettera speditagli sullo stato di miseria della provincia di Lecce, il Delfico si apre ad una riflessione più generale sulle condizioni d'arretratezza economica dell'intero Regno e si pone il problema di "come rimontar i costumi sul trono, non dico della Natura, ma della Ragione?". La conclusione disillusa cui giunge rinvia al senso d'impotenza avvertito da un'intera generazione di uomini di scienze che avevano vissuto la florida stagione riformistica della seconda metà del Settecento, l'esperienza breve e drammatica del '99, l'inserimento a diverso titolo nella compagine statale del governo murattiano: "Sarebbe l'opera del tempo, non dirò di secoli, se si potessero disporre le impulsioni per modo da dover produrre tale effetto sicuro. Codesti mezzi non sono però nelle nostre mani; se sono nelle nostre teste io trovo difficilissimo il farle passare le idee nelle teste altrui. Vedo pure che più crescerà questa specie di coercizione quanto più si multiplicano i consumatori alle spese de' proprietari e de' produttori". Il male più profondo era ravvisato, dunque, "nella multiplicazione degli impieghi e degli impiegati", per cui "soffre la Politica, la Morale, l'Economia".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulla bontà fisica e morale dei contadini

Delfico a Giovene: "Oh mio caro, io mi sono un poco disingannato sulla bontà dei contadini. Non è vera bontà fisica o morale, sono abitudini di debolezza, portati ad abbondanarle alle prime occasioni che si credessero forti o che vedessero un interesse contrario. Giudicava anche io così i contadini degli Abbruzzi, quando ad un tempo si trasformarono in traditori e feroci. La moltiplicazione degli impieghi, strappando braccia alla terra, va contro la morale; i lavoratori della terra sono però malvagi. Sempre più mi confermo nell'idea che l'uomo sia la più cattiva bestia ed imperfetta ed in questo non credo scostarmi dalla sana teologia, se essa la chiama verme schifoso, potrebbe dir anche serpe velenoso".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sul Denaro

Delfico fa riferimento ad un "affare" riguardante il Giovene che egli si sarebbe preso la briga di porre all'attenzione di un ministro non bene identificato. A proposito della faccenda si lascia andare ad una considerazione interessante sulla condanna morale che ancora gravava sul denaro in quanto tale nella mentalità dell'epoca: " e bench'egli [il ministro] sia pieno di buona volontà, al solito vede purtroppo che nel Regno filosofico la parola denari è un'eresia, ma credo non aveva ancora letto il vostro rapporto"(1). Interessante, nella parte conclusiva della lettera, il progetto di un lavoro scritto sui "veri principi della civilizzazione", nato da alcune sue osservazioni sugli uomini e sulla società. Si tirava subito dopo indietro, dichiarandosi privo di forze, sia fisiche sia morali, necessarie per portare a compimento un'opera che "lungi dall'essere una memoria diverrebbe un volume". (1) Nella lettera autografa del Delfico le parole "denari" e "eresia" sono sottolineate per dare ad esse maggiore enfasi all'interno del discorso.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Sulla sorte dei creditori dello Stato

Delfico a Giovene: "La sorte de' creditori dello Stato va ad essere migliorata col poter impiegar le cedole in compra de' beni al due e mezzo per cento senza cautela ed in ricompre e compre di censi e canoni appartenuti allo Stato o agli stabilimenti di sua dipendenza".
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Delfico Melchiorre


Manoscritti


Sull'istruzione pubblica

Appunti di Delfico, senza data, in cui afferma che, dovendo creare l'istruzione pubblica nelle Province del Regno, i nuovi stabilimenti devono tenere in considerazione il bisogno della generalità, che si debba provvedere all'istruzione elementare e che il più importante frutto dell'istruzione generale deve essere considerato il progresso nelle cognizioni. Per quanto riguarda l'istruzione media nelle Province, al piano della Commissione suddivisa in Ginnasio, Collegi e Licei, Delfico propone un piano di scuole secondarie di quattro classi che dagli studi di lettere umane conducano gradualmente i giovani ai primi studi di ragione e a quella parte delle scienze che servono necessariamente come preparazione all'istruzione pubblica. Per quanto riguarda il problema dei fondi per le scuole secondarie, il finanziamento da parte dei privati non deve essere trascurato allo scopo di diffondere il più possibile l'istruzione pubblica. Inoltre bisogna dare tutti gli incoraggiamenti per moltiplicare gli esempi delle istituzioni private, allo stesso tempo è necessario non illudersi sulle possibilità dei mezzi attuali. Attualmente i collegi in attività sono pochi, non ci sono i fondi per pagare i docenti e poche famiglie possono pagare le pensioni fissate, quelle che invece le potrebbero pagare, non acconsentono facilmente che i loro figli vadano in luoghi molto lontani. Anche se tutti questi problemi non ci fossero, il progetto per l'istruzione pubblica avanzato dalla Commissione non basterebbe ad istruire tutta la gioventù di un paese di cinque milioni di persone. Delfico sostiene la necessità di tenere in piedi, nonostante l'abolizione degli ordini religiosi, i seminari, che sono luoghi di istruzione ed educazione che rappresentano le più antiche istituzioni per l'istruzione da sempre governate dagli ordini religiosi e dai vescovi. È necessario inoltre conservare gli ecclesiastici che saranno ritenuti utili all'istruzione pubblica. Delfico propone l'istituzione di tre accademie a Bari, a Catanzaro e a Chieti, ravvisa inoltre la necessità di formare una Scuola di Diritto ad Altamura. Gli allievi delle scuole secondarie dei collegi potranno così continuare in queste accademie i loro studi sino al grado che si richiede per l'esercizio delle professioni. Inoltre, per la formazione del corpo docente, propone l'istituzione del pensionato normale.


Sull'Istruzione media

Appunti di Delfico in cui sostiene che così come le istituzioni comunali sono a carico del comune, così dovrebbe essere delle Scuole Primarie. A parte che per le Province più popolate potrebbe esserci un Liceo per ogni Provincia. Vengono poi indicate le materie da studiare fino a dodici anni: lingua italiana e latina, prime linee di storia naturale, aritmetica e geometria, geografia e storia.


Osservazioni su alcuni articoli del progetto per la Pubblica Istruzione

Appunti di Delfico sul problema dell'Istruzione Pubblica che, per lui, si riduce ad esaminare l'utilità dei Collegi. Nello specifico ci si chiede se debbano sussistere nelle forme ed ordini attuali a carico dello Stato, oppure se debbano essere di istituzione privata o comunale. Per quanto attiene lo scopo sociale dell'educazione del cittadino, Delfico sostiene che non è necessario né opportuno che esistano i Collegi secondo l'antico stile. Allo stesso modo, neanche i Seminari Ecclesiastici e le Scuole Militari sono utili allo scopo che si prefigge l'Istruzione Pubblica: dare un'istruzione ed un'educazione liberale. Dimostrata la dubbia relatività di questi stabilimenti, Delfico vorrebbe che i mezzi assegnati ad essi dal Governo potessero essere investiti in modo migliore per la Pubblica Istruzione, ad esempio per il mantenimento dei Licei. Il fine del progetto è la realizzazione di una Istruzione Universale pubblica ed uniforme. Delfico propone l'introduzione di un grado intermedio fra la Scuola Primaria ed i Licei, e cioè una Secondaria che potrebbe essere collocata in ciascun Circondario del Giudice di Pace. Se nelle Scuole Primarie non si può apprendere altro che a leggere e a scrivere, abaco e catechismo morale, pare che vi debba essere un altro grado di cultura che renda i cittadini sufficientemente istruiti e civilizzati senza aver l'obbligo di inoltrarsi nello studio positivo delle scienze che è rivolto ad un minor numero di persone. In questo modo le materie che dovrebbero essere insegnate in questa scuola sono: la lingua italiana, quella latina e francese, i primi elementi delle belle lettere, aritmetica e geometria piana, prime linee della storia naturale, geografia, saggio di storia e principi di morale. Stabilite così le Scuole Primarie, fondate le Secondarie e completati i Licei, potranno nascere le Università.


Appunti circa le questioni da proporsi e discutersi con la commissione per l' Istruzione Pubblica

Appunti di Delfico in cui propone otto punti di analisi da sottomettere alla commissione: A) la determinazione del numero di Seminari necessari per poter stabilire il numero dei Ginnasi e delle Scuole di Istruzione Media di I grado; B) la possibilità di lasciare in libertà i comuni, ricchi di rendite patrimoniali, e la possibilità di sfruttare le Fondazioni per l'istituzione di un Ginnasio per ogni Distretto; C) se i ginnasi debbano essere gratuiti o a pagamento; D) la determinazione delle materie nei Licei; E) se nei Licei convenga ripetere un corso di grammatica superiore per fare poi in due anni quello di umanità; F) le condizioni per le piazze franche allo scopo di evitarne gli abusi, per fare economia e rendere utili questo tipo di sovrane beneficenze, si specifica inoltre che non pare accettabile l'istituto delle mezze piazze; G) se possano essere necessarie ed utili le tre scuole speciali; H) se oltre alle arti e professioni ci sia il bisogno di istituire scuole speciali per gli ecclesiastici; I) se debbano permanere i seminari vescovili; L) in quali scuole non è necessario apprendere particolari abitudini ed in quali è necessario apprendere particolari educazioni proprie dello stato.


Sulla Pubblica Istruzione

Appunti di Delfico in cui annota di aver letto e riletto il progetto, e che tutti ammettono la divisione dell'Istruzione Pubblica in Primaria, Media e Sublime. Tutti convengono che si debba cominciare dalle parole per poter proseguire con le vicende dell'uomo ed in particolare con l'ideologia, la metafisica e l'etica. Ad ogni modo, sembra ci siano molti dubbi sull'applicabilità degli articoli 26, 37, 53, 62 e 76 sull'organizzazione dei Collegi in Seminari, Ginnasi e Licei. Inoltre, per quanto riguarda le Università e le cattedre di eloquenza, sorgono dei dubbi sulla necessità dell'insegnamento di alcune materie matematiche e fisiche ed in particolare sulle ore di insegnamento da assegnare loro.


Sul progetto della pubblica istruzione

Appunti di Delfico in cui spiega come il progetto per l'istituzione delle cattedre e delle lezioni di diritto non susciti alcun dubbio circa la loro importanza e la loro necessità, ma che non si è giunti ancora a soluzioni definitive circa i modi di esecuzione e sulla competenza di tale iniziativa. Infatti, proprio perché i rapporti amministrativi dell'attuale Governo sono divisi sotto vari rami e limitano le attribuzioni dei vari Ministri, potrebbe sorgere il dubbio se l'Istruzione Pubblica debba essere dichiarata di pertinenza dell'Interno o possa, per qualche parte, essere rapportata ad altri Ministeri.


Sull'istituzione di cattedre universitarie

Appunti di Delfico in cui scrive che avrebbero dovuto sorgere scienze nuove ma, al contrario, nelle Università il numero delle cattedre è diminuito. Delfico propone l'istituzione di una cattedra di fisiologia vegetale, di una cattedra di fisica animale, una di fisiologia morale e comparata ed un'altra di medicina morale. Inoltre si dovrebbe insegnare anche storia e filologia che dovrebbero ispirarsi alla cognizione delle origini, dei rapporti di differenza e delle somiglianze dei popoli. In questo modo, conoscendo i rapporti di dipendenza tra i popoli, si potrebbe studiare l'influenza delle lingue sulle idee e sulla filosofia degli stessi.


Sull'istruzione pubblica

Appunti di Delfico in cui individua quattro possibili gradi di istruzione e per ciascuno descrive ed elenca le materie che dovrebbero essere studiate nei corsi. In particolare, l'Istruzione Pubblica potrebbe essere suddivisa in Scuole Comunali, Scuole di Circondario, Scuole di Provincia o Licei e Scuole di Divisione.


Sui seminari e i collegi

Appunti di Delfico, su un foglio singolo sganciato da altri discorsi, in cui figurano quattro punti di osservazione: 1) I Seminari: Cosa sono i Seminari? Sono la vera Scuola dei direttori dei popoli, della pubblica opinione e del progresso dei lumi; 2) I Collegi: I Collegi sono in realtà poco utili ed inoltre comportano un'elevata spesa pubblica; 3) misure generali: quali riforme devono apportarsi alla Pubblica Istruzione?; 4) Storia Civile e del Diritto Pubblico. La restante parte non è leggibile.


Argomenti vari

Ritagli di biglietti ed appunti di Delfico. Tra questi si legge: "con i Seminari si devono determinare le idee".


Sugli studi di Logica

Appunti di Delfico in cui sostiene che i nuovi studi, quelli che vanno sotto il nome di Logica, pur avendo come scopo principale l'eliminazione degli errori, l'apertura mentale e l'obiettivo di impedire la riproduzione degli errori stessi, non hanno fatto altro che occultare maggiormente la verità. Delfico scrive che l'Istruzione Pubblica deve essere considerata come un'istituzione sociale, la quale deve tener conto ed essere al livello delle idee del secolo considerate sotto vari aspetti e rapporti. In particolare, dal punto di vista del rapporto intellettuale, essa rappresenta la serie delle verità coordinate allo scopo di ottenere la felicità ed un maggiore perfezionamento. L'uniformità della ragione porta, di conseguenza, quella delle idee morali e politiche, quindi questo determina l'uniformità delle opinioni e la cessazione degli eccessi di ogni sorta.


Sulla Pubblica Istruzione

Appunti di Delfico in cui sostiene che il disprezzo della Pubblica Istruzione deriva dal pubblico scandalo rappresentato dalla diversità degli insegnamenti che sono stati istituiti nelle Scuole e soprattutto nelle Università.


Sui progressi naturali della società

Appunti di Delfico in cui sostiene che i progressi naturali della società comportano necessariamente la progressiva evoluzione della specie. Se per tanti secoli le facoltà e le forze umane ebbero dei limiti causati dalle specifiche circostanze, la scarsezza nei mezzi ha impedito le ulteriori evoluzioni. Di conseguenza Delfico afferma che qualunque sia il corso dell'umana natura non è detto che debba esserci necessariamente un progresso continuo e indeterminato.


Sull'importanza della Pubblica Istruzione

Appunti di Delfico in cui si dichiara convinto che l'importanza della Pubblica Istruzione sia da riconoscere nella possibilità di attribuire e insegnare nuovi valori agli individui; in tal modo qualunque operazione o attività sarà più facile ed economica. La normale conseguenza di tutto questo è che la selezione e la scelta degli individui cadrà ovviamente sulle persone più abili.


Principi generali

Appunti di Delfico in cui enuncia una serie di Principi Generali con i quali è possibile rimediare alle imperfezioni relative della specie. Secondo Delfico, nell'istruzione progressiva e nella scelta dei metodi di insegnamento si deve tener conto di una doppia indicazione: innanzitutto deve essere considerato lo sviluppo degli organi, ed in secondo luogo dei rapporti necessari delle idee. Allo scopo di realizzare un'istruzione progressiva, gli allievi devono aver imparato a leggere, a scrivere e a numerare con quel metodo che sarà stato prescelto come più opportuno. Successivamente è possibile passare alla grammatica, meglio se con un metodo analitico, cominciando poi ad imparare i primi principi e facendo conoscere le parti del discorso, ossia del parlare.


Sui Seminari

Appunti di Delfico in cui scrive che, per quanto attiene alla disciplina, i Seminari devono dipendere dai Vescovi. Al contrario per quanto concerne l'istruzione, in particolare per un principio fondamentale di uniformità e unità, i Seminari devono essere parte integrante del sistema. Di conseguenza sarebbe opportuno che questi luoghi fossero immediatamente posti sotto l'istruzione del governo.


Quesiti sull'uso dei boschi

Appunti di Delfico in cui sono annotati una serie di quesiti ai quali sarebbe opportuno rispondere per poter disciplinare correttamente l'uso dei boschi. Tra i quesiti figurano in particolare: 1) quanti boschi ci sono nel Regno? 2) Quanto suolo occupano? 3) Quanti appartengono allo Stato, quanti ai Comuni, quanti agli ex baroni, quanti agli ecclesiastici e quanti ai privati? 4) Quale estensione rappresenta bosco e quale terreno? 5) Quale prodotto possono rendere i boschi del Regno? - quanta parte può essere adibita alla produzione del legno, quanta al pascolo e quanto a frutto? 6) Quanta parte è coltivata e quanta incolta? 7) Quali Province ne scarseggiano? 8) Quali sono i luoghi per i quali si conosce lo sboscamento? 9) Dove è necessario ripristinare i boschi? Inoltre ai primi quattro quesiti Delfico appone la seguente nota: "la risposta a questi quesiti è necessaria perché venga assicurata la tranquillità pubblica nella pubblicazione della legge".


Sul Consiglio di Commercio, il Consiglio di Pesi e Misure ed il Consiglio di Edifici Civili

Appunti di Delfico in cui descrive i membri costituenti alcune istituzioni, tra le principali figurano: il Consiglio di Commercio, il Consiglio di Pesi e Misure ed il Consiglio di Edifici Civili. I membri del Consiglio di Commercio potrebbero essere rappresentati dai negozianti in attività di commercio che vengono nominati sulla base della presentazione di due candidati fatta da ciascuna Camera di Commercio. Il Consiglio di Pesi e Misure dovrebbe essere costituito da tre membri. Il Consiglio di Edifici Civili, che esamina i progetti ed i piani relativi alle costruzioni civili, fa parte del Ministro dell'Interno presso la III Divisione.


Sul progetto di legge sui boschi

Appunti di Delfico in cui sono presenti altri articoli (vedi documento con segnatura II/42.28) sul progetto di "Legge sui boschi". Ai 13 articoli precedenti ne appone uno ulteriore (art. 14) che specifica che "il General Divieto del taglio debba intendersi solo per i boschi e non, in generale, per gli alberi di qualunque specie".


Commenti agli articoli della Legge

Appunti di Delfico secondo cui l'art. 2 della "Legge sui boschi" non è sufficientemente chiaro: ci si potrebbe domandare infatti, chi è o cosa rappresenti l'amministrazione pubblica citata nell'articolo. In più nel successivo art. 5, tra le amministrazioni pubbliche non viene nominato il Governo.


Nome, numero ed estensione territoriale delle province con boschi e selve cedue del Regno di Napoli

Appunti di Delfico sulla tabella in cui si riepiloga il nome, il numero e l'estensione territoriale delle province con boschi e selve cedue del Regno di Napoli. In particolare figurano un totale di 1819 boschi e 1.259.671 piante adibite a maggiatico. Si dà inoltre nota della Calabria Citeriore con 550 boschi e dell'assenza della Calabria Ulteriore e del Principato Citeriore, entrambe rappresentano le due Province del Regno più boscose con 500.000 per maggia. Quindi in totale il Regno dispone di una superficie di circa 2 milioni di maggia. Tabella.


Sulla conservazione di alberi e legni

Appunti di Delfico in cui si legge che la conservazione di alberi e legni a sufficienza è una condizione necessaria per lo Stato. L'Editto del 31 gennaio 1759, con cui si proibiva il taglio delle macchie e di alcune specie di alberi, era stato costituito in base a tale principio. Il legname è infatti indispensabile alla sussistenza e all'industria comune, perciò, nel momento in cui non è stato più sufficiente, ha causato desolazione e miseria allo Stato. Da questo è poi scaturito lo scatenato e incalcolabile consumo di castagni che non furono compresi nell'Editto. Al contrario, scrive Delfico, la legna grossa da fuoco è salita di prezzo, causando uno sbilanciamento dell'economia. L'alto prezzo permetteva infatti agli stranieri di approfittare del divieto in vigore all'interno del Regno.


Osservazioni generali

Appunti di Delfico in cui annota una serie di osservazioni generali relative al progetto di "Legge per i boschi". In particolare, Delfico si riferisce al carattere della generalità cui il progetto stesso dovrebbe ispirarsi e alle cause che la sua assenza potrebbe causare. Se infatti il Governo toglie al progetto il carattere della generalità, principio che non risulta affatto contrario a quello del bisogno, in breve tempo si solleveranno gli animi.


Sulla pubblica economia e sui rapporti commerciali

Appunti di Delfico in cui sostiene che tutti gli oggetti più importanti della civile amministrazione dovrebbero essere regolati con lo stesso zelo. Il primo esempio del civilizzazione dei popoli ha, per qualità intrinseca, un'influenza particolare sulla pubblica economia e sui rapporti commerciali. Secondo Delfico è inutile commentare il grado lacrimevole in cui è stato ridotto il Regno a causa della privazione della comunicazione marittima determinata dallo stato di guerra. Un governo dovrebbe invece rallegrarsi se può agevolare in altro modo lo smaltimento all'estero dei propri prodotti e derrate.


Sulla nuova organizzazione amministrativa dei Comuni

Appunti di Delfico in cui scrive che bisognerebbe essere contenti dell'importante operazione che sarà compiuta in breve termine. L'operazione di cui parla è relativa alla nuova organizzazione amministrativa dei Comuni. Infatti sia in Francia, che nel Regno italico, i Comuni rappresentano il ramo amministrativo più lento ad organizzarsi. Il cambiamento del sistema, la successiva suddivisione delle leggi, la molteplicità degli oggetti e la successione dei Ministri sono state le ragioni per le quali l'economia comunale non ha potuto ancora raggiungere quella regolarità che Sua Maestà ha tanto a cuore.


Sulla comunicazione interna del Paese

Appunti di Delfico in cui annota che il Regno Italico è il paese in Europa più frastagliato da fiumi, torrenti, fossi e burroni; soprattutto per questo è necessario garantire la comunicazione interna. In particolare Delfico suggerisce che la polizia diventerà garante della giustizia.


Sulla malaria che imperversa nel Paese

Appunti di Delfico in cui esprime preoccupazione per la malaria che imperversa nel Paese. Suggerisce che gli ospedali non dovrebbero operare che per i mali ed i disagi dovuti all'epidemia. In particolare è auspicabile la costituzione di una commissione di economia e di sanità che stabilisca le basi generali su come procedere alla liberazione dello Stato dalla malaria che produce l'inabitabilità di tanti luoghi.


Osservazioni per i budget

Appunti di Delfico in cui sostiene che per problemi di tempo non si è potuto fare in modo che le rettifiche della Sezione avessero luogo nell'anno corrente; ritiene necessario che queste operazioni vengano rimandate all'anno successivo. Difatti, se le rettifiche venissero applicate nell'anno corrente, si causerebbero disordini di contabilità, e non si arrecherebbe nessun vantaggio ai contribuenti. La Sezione, nei suoi lavori per i budget, si rivolge al Sovrano affinché disponga che per l'economia municipale vengano fissate basi e regole stabili.


Enregistrement. Sul registro

Appunti di Delfico in cui mette in discussione un progetto di legge che si proponeva di istituire un pubblico stabilimento per la sicurezza dei contratti, per la conservazione dei documenti, per impedire gli errori e le frodi sulle ipoteche. Delfico si oppone al fatto che lo stabilimento fonda una tassa distinta in fissa e proporzionale su quasi tutte le carte prodotte negli affari civili e giudiziari. La domanda è se questa tassa sia un mezzo di indennizzo al governo per le spese necessarie allo stabilimento o sia un'imposta o pubblico contributo. Con un'efficace argomentazione Delfico dimostra che essa non può e non deve essere una tassa, perché l'iniziativa non è stata presa dalla Finanza né tanto meno dal Sovrano. Il modo in cui la tassa è costituita ha il carattere dell'imposta: una tassa qualunque cade sui valori ed è determinata nelle sue proporzioni. Delfico passa quindi a ricordare che già in passato si era parlato dell'imposta del registramento, e che in quella sede si era preferito procedere all'aumento della carta bollata, del diritto del bollo proporzionale e delle patenti. Conclude proponendo che, se il registramento non deve comparire al momento un'imposizione, bisogna fare in modo che le spese per tale stabilimento, non dovendo essere al carico del Governo, siano versate da coloro che ne ritraggono vantaggio nell'atto medesimo in cui accade. È necessario predisporre a questo scopo un quadro dal quale risulti pressappoco la spesa preventiva per calcolare la tassa dei diritti fissi, che potranno sicuramente supplire al bisogno. Inoltre una volta aboliti i diritti proporzionali non ci sarà bisogno di mantenere un gran numero di agenti fiscali; al contrario, lo stabilimento per l'imposta del registramento, più che un'istituzione per pubblica utilità e beneficenza, sembra destinato a modificare gli agenti e gli atti inutili e superflui a danno dello Stato e dei cittadini.


Rettifica sulla fondiaria

Appunti di Delfico in cui propone una rettifica della fondiaria che proceda nel suo ordine naturale, partendo dalla Provincia e passando poi ai Distretti, ai Comuni e ai particolari. La rettifica consiste nel dividere la tassa di industria dalla tassa diretta e farne un ramo particolare di economia; inoltre, facendo passare qualche dazio di consumo a generalità, la contribuzione diretta potrebbe essere aumentata di un quarto ed anche di più.


Critiche sulla fondiaria

Appunti di Delfico in cui critica la troppa fretta con cui è stata emanata la Fondiaria: a suo parere ciò ha causato gravi disordini, che continueranno fino a quando il sovrano non ristabilirà con la ragione e la giustizia l'ordine nel settore economico del Regno. Delfico dimostra che ci sono alcuni articoli della legge Fondiaria che sono in contraddizione con la legge medesima. Negli artt. 5 e 7 è stato stabilito che i debitori di annualità nei confronti dei proprietari di fondi trattengano la decima: ciò vuol dire che l'imposta che gravava su quella parte della rendita che si doveva ad un terzo, invece di esser pagata interamente da quelli che percepivano tal rendita, verrà pagata per metà, mentre l'altra metà sarà a carico del debitore.


Esclusione di alcune spese dai budget

Appunti di Delfico in cui, dopo aver fissato le spese e le proporzioni relative per le classi, la Sezione allega i motivi di esclusione di alcune spese delle quali spesso i budget dei comuni si trovano gravati, non essendo stati interdetti da alcune leggi: queste spese che nel budget si trovano escluse sono i salari dei medici e degli avvocati. Spesso inoltre nei budget si trovano delle spese per feste sacre molto sproporzionate che la ragione e la convenienza devono ridurre nei giusti limiti.


Sul metodo di esazione della Fondiaria

Appunti di Delfico in cui sostiene che sotto vari titoli e denominazioni si paga al Regno un'imposta che grava sulle case, sulle industrie e sulle persone. Da tempo i cittadini chiedevano una maggiore semplicità. Tutti gli errori e tutte le frodi che si sono originate da questo erroneo sistema sono stati riversati sugli agenti comunali, per il loro ruolo all'interno della Fondiaria e per essere stati spesso impediti ad esercitarla; qualche agente fiscale della Fondiaria è stato tradotto in giudizio e qualche altro allontanato. Aggiunge che è ingiusto dare il torto ai popoli ed in generale ancora ai loro amministratori o rappresentanti: i torti possono essere da entrambe le parti. Il problema è dovuto al fatto che il metodo di esazione della Fondiaria dava luogo alla sottrazione, da parte dei cittadini, all'arbitrio e all'esorbitanza da parte degli amministratori. In conclusione, mancano sette milioni del debito pubblico: Delfico chiede provocatoriamente se per questo ammanco bisogna gravarne le Province.


Sulla Fondiaria

Appunti in cui Delfico sostiene che le migliori leggi se sono male eseguite perdono la loro bontà. Così è avvenuto per la Fondiaria del 1806: difatti, benché questa legge contenesse tutti i principi della giustizia costituzionale dell'imposta, gli errori, nati forse dalla troppa sollecitudine, hanno prodotto degli eccessi. Per dimostrare ciò, Delfico indica l'eccesso avvenuto nella provincia di Teramo, e lo mostra in due modi comparativi: mette a paragone Teramo con se stessa, ponendo attenzione al suo contributo rispetto all'anno precedente; confronta poi Teramo con la provincia di Chieti.


Osservazioni sul progetto di ribassare gli interessi dei creditori dello Stato inseriti nel Gran Libro

Appunti di Delfico in cui mette in luce il fatto che il progetto fiscale comprende due articoli: la possibilità per i creditori dello Stato di ribassare l'interesse al 3 per 100.


Sull'abolizione della quota in contante

Appunti di Delfico in cui sostiene che la condizione della quota in contante non è stata utile ai bisogni dell'erario ed è stata a danno degli interessi dei creditori dello Stato: per questi motivi bisogna esaminare il metodo migliore per abolirla. L'alienazione dei beni dello Stato ai creditori è l'unico mezzo che si ha per far fronte all'immensa mole del debito pubblico. Il Governo, che per i suoi bisogni assorbe ora tutte le rendite dello Stato, per soddisfare le annualità ai suoi creditori potrebbe passare al Gran Libro, aumentando a dismisura le imposte e le contribuzioni e creandone nuove, mentre attualmente non è possibile sostenere le presenti. Gran Libro infatti significa imposte nuove, e senza di esse lo Stato non potrebbe soddisfare i suoi creditori. Senza dubbio però questa soluzione non può essere il desiderio dei sudditi e dei cittadini: l'unica soluzione è l'alienazione dei beni dello Stato, che presenterebbe il doppio vantaggio di mettere in maggior valore i fondi e di dismettere in gran parte il debito pubblico senza quindi aggravare la situazione del popolo.


Sul conto della Cassa di Amministrazione

Rapporto di Delfico della Commissione del Consiglio di Stato incaricata di ricavare e regolare il conto della Cassa di Amministrazione, ha verificato la situazione della Cassa e del Portafoglio, ricavato il bilancio e provata la concordanza dei registri con i conti aperti al Gran Libro. Dopo questa prima operazione ha esaminato le scritture ed ha proceduto alla liquidazione delle spese. Con tale lavoro si è potuta verificare l'esattezza dei pagamenti nel corso dell'anno e conoscere il totale, scrutinare i dettagli di amministrazione controllandone la situazione sotto tutti i rapporti.


Sulla soppressione del quinto in denaro

Appunti di Delfico in cui sostiene che la soppressione del Quinto in denaro farà vendere subito a carissimo prezzo i pubblici beni. Il primo ed il più grave dei mali temuti, è che messi alla subasta diventino il patrimonio di pochi: Delfico cerca di dimostrare la possibilità che questo evento si verifichi. Dice che quando nella vendita dei fondi pubblici sarà tolto l'obbligo del quinto in contanti, le cedole diventate unico mezzo per l'acquisto di essi diventeranno oggetto di speculazione per i possessori di denaro: le cedole saranno avidamente cercate, provocando un aumento del prezzo, e tolte dalle mani di chi le possiede attualmente. I possessori infatti si affretteranno a vendere le cedole allo speculatore, perché saranno attratti dal primo rincaramento. In questo modo lo speculatore diventerà il compratore esclusivo delle proprietà nazionali.


Sul Gran Libro

Appunti di Delfico sul "Gran Libro" che deve essere riservato alla necessità e non alla volontà libera dei creditori dello Stato: le iscrizioni dei loro nomi devono farsi in supplemento, nel caso in cui gli altri beni demaniali, posti in vendita per soddisfare i creditori, siano stati già esauriti e consumati. In realtà per la legge del quarto avviene tutto il contrario.


Sui creditori dello Stato

Appunti di Delfico in cui sostiene che non potrà essere ammesso alla licitazione chi non sarà munito di un certificato fornito dalla Commissione di Liquidazione in cui sia dichiarato creditore dello Stato per le ragioni espresse nell'art 3, o che non abbia presenti una porzione di cedole non minore della sesta parte dell'apprezzo. Il Ministro delle Finanze non potrà vendere o negoziare per contante o in contanti di cedole dello Stato, ma potrà darle a quei creditori per i quali con precedente decreto è stato ordinato che debbano conseguire in cedole i loro pagamenti.


Sulle controversie della politica amministrativa

Appunti di Delfico in cui sostiene che le controversie dell'alta politica amministrativa sono state riservate al sovrano, che è interprete e rischiaratore delle leggi e delle questioni che possono insorgere e specialmente per ciò che costituisce l'ordine pubblico e per le diverse attribuzioni dei Ministeri.


Sul contenzioso amministrativo

Appunti di Delfico in cui sostiene che se si conviene che tutti gli atti dell'amministrazione riguardano l'interesse pubblico, sarà chiara la ragione per cui nel contezioso amministrativo, cioè nella contesa tra l'amministrazione e l'amministrato, sia competente il tribunale amministrativo. Si tratta infatti di decidere della validità del contratto o delle condizioni apposte o dell'integrità di esso.


Sui regi stucchi

Relazione di Delfico in cui sostiene che tutto quello che si sa di più antico intorno ai Regi Stucchi di Abruzzo è che diverse comunità ed alcuni baroni avevano il diritto di pascolo pubblico promiscuamente coi cittadini sui territori aperti dei particolari e che poi lo cedettero alla Regia corte per l'annuo canone o prestazione per un valore di circa tremila ducati. Le Università presero questo diritto sui fondi dei proprietari per poterle in qualche modo rendere di più ampia estensione.


Sui regi stucchi

Appunti di Delfico su alcune proposizioni di un anonimo. Nel documento si trovano la prima carta intitolata "Memorie su di un nuovo sistema per i regi stucchi"; per correggere gli inconvenienti e gli abusi rilevati dal sig. Rivera sull'attuale sistema dei regi stucchi si propongono sette espedienti tra i quali in particolare si segnalano: 1) che la rendita fiscale fino ad oggi esatta in ragione del numero delle pecore debba esigersi in ragione e misura della quantità del terreno; 2) che il terreno debba ripartirsi in porzioni e che queste porzioni vengano affittate ai pastori in proporzione ai loro bisogni. Nella seconda carta relativa alle riflessioni delle Società Patriottiche di Chieti e Teramo vengono esaminati i seguenti punti: 1) i diritti del fisco sugli stucchi, 2) la distinzione tra stucchi chiusi ed aperti, 3) le pecore della doganella negli stucchi, 4) per le piantagioni negli stucchi, 5) l'esame degli abusi e dei disordini rilevati dal sig. Rivera, specificando quelli relativi agli affitti, ai pascoli senza custodia degli erbaggi.
nome citato Rivera Lelio


Confinazione e reintegro dello stucco

Appunti di Delfico in cui si legge che fin dal 1788 fu sollecitata dal Fisco la confinazione ed il reintegro dello stucco, che era cominciato nella provincia di Teramo dalla parte del confine del Regno con lo Stato della Chiesa per portarlo poi a compimento nelle provincia di Chieti. Ma l'Università ed i proprietari, vedendo che i loro diritti venivano in qualche modo pregiudicati, portarono i loro reclami al sovrano ed in vista delle loro ragioni il Supremo Consiglio delle Finanze ne ordinò la sospensione. Ora, siccome potrebbe accadere altrettanto poiché sussistono gli stessi motivi, il sovrano deve conoscere le ragioni per cui la confinazione e la reintegra non possono aver luogo e sospenderla quindi come un'operazione superflua sempre dannosa negli affari di pubblica amministrazione.


Mercanzie pervenute a Livorno

Appunti di Delfico sulle mercanzie pervenute a Livorno. Spoglio delle mercanzie provenienti dal Regno di Napoli e di Sicilia giunte e scaricate nel porto di Livorno dal dì 1 gennaio a tutto dicembre 1794.


Modifica del sistema delle doganelle

Appunti di Delfico in cui propone la modifica del sistema delle doganelle (in attesa di abolizione) mediante il versamento delle quote delle singole Università al Fisco. Il sistema delle doganelle negli Abruzzi ha sin ora impedito l'aumento e la prosperità della pastorizia, con danno particolare di quelle province ed in generale della Nazione. L'idea di far crescere il fruttato fiscale con mezzi disadatti è stata male concepita ed è diventata pretesto ed occasione alle vessazioni. Non era questo il settore fiscale in cui si dovesse cercare l'aumento del fruttato.


Sui terreni da concedere ai pastori in luogo degli stucchi

Relazione di Delfico in cui scrive che si era incaricato Rivera di reperire altri terreni da concedere ai pastori in luogo degli stucchi: questi territori non sono stati reperiti e perciò si devono conservare questi stabilimenti. I ricorsi inoltrati dai possessori dei terreni sottoposti allo stabilimento degli stucchi per renderli liberi dalla servitù che impedisce la piantagione degli ulivi e l'offerta di pagare in altro modo l'equivalente rendita al fisco, hanno spinto il Consiglio ad incaricare Lelio Rivera di rinvenire altri terreni incolti e meno utili per sostituirli al bisogno dei pastori e di convenire con i proprietari per abolire l'equivalente rendita al fisco. Non si è potuto rinvenire altro terreno che possa essere sostituito per il bisogno dei pastori; conviene quindi che resti lo stesso stabilimento a sistema, ma almeno sia corretto e libero da quei disordini.
nome citato Rivera Lelio


Relazioni pro e contro le piantagioni

Relazione di Delfico in cui sostiene, principalmente, che è necessario piantare gli olivi nei territori dei regi stucchi. Ciò è possibile perché la pastorizia non sarebbe danneggiata, in quanto dai regi stucchi la regia corte non ritrae che 5000 ducati netti; vale a dire che quando anche ci fosse una perdita della ventesima parte di questa somma, questa perdita sarebbe così piccola in paragone del vantaggio dello Stato e del conseguente vantaggio dell'erario che non vi sarebbe nessuna necessità di predisporre un bilanciamento.


Sull'esazione dei regi stucchi

Appunti di Delfico sui regi stucchi, in cui si legge che la Corte dei Conti, interpretando la legge del 21 maggio 1806 per la censuazione del Tavoliere delle Puglie, ritiene che l'esazione sui regi stucchi debba essere segmentata nelle poste d'Atri e non sulla doganella, che è la tassa per le pecore che non scendevano in Puglia.


Sull'esazione della fida

Appunti di Delfico in cui si legge che esistono dei terreni sotto la denominazione di poste d'Atri e regi stucchi, l'insieme dei quali formava un piccolo Tavoliere ad uso dei pastori abruzzesi; la loro amministrazione era tutta a parte ed il fisco esigeva una fida a prezzo fisso, corrisposta per un anno a prestazione agli antichi possessori di tali terre. Per una scorretta interpretazione della legge del 21 maggio 1806 circa la censuazione del Tavoliere delle Puglie, l'esazione della fida sulle terre degli Abruzzi è stata arrestata ed i loro antichi possessori ne ripresero l'uso.


Sugli stucchi

Appunti di Delfico sulla memoria che riguarda il nuovo piano degli stucchi: "sembra necessario premettere poche nozioni, che essendo state dimenticate da alcuni hanno causato lo sviluppo di idee vaghe. In questo modo la questione è stata affrontata soltanto da un punto di vista, fornendo dunque false deduzioni. Lo stucco è il diritto di pascere le erbe invernali sui campi anche incolti nei luoghi a questa virtù soggetti, e di cui la libera proprietà appartiene ai particolari possessori. Questo diritto ha inizio il dì 29 settembre e finisce del tutto l'8 maggio quando le greggi sono obbligate ad uscire dagli stucchi. Si esercita dal fisco come cessionario delle comunità, pagandone il prezzo per il ramo degli erbaggi di Foggia, secondo l'antico stabilimento. È noto che ad altri si fanno i pagamenti per queste erbe, e questi diritti sono stati spesso usurpati dai Baroni".


Demanio di Lucera

Appunti di Delfico per riportare alle vere condizioni di utilità e di giustizia il gran demanio di Lucera: "La Sezione dopo un attento esame conferma quasi del tutto le idee proposte dal Ministro ed aggiunge ancora nuove ragioni a dimostrazione della vera beneficenza che ricaveranno le popolazioni".


Piano per l'abolizione della servitù del pascolo invernale nelle province marittime dell'Abruzzo. Certificato di T. Vandus 1794

Appunti di Delfico che "dimostra con cifre estratte dal conto del "Ragionale VANDUS" del 1792 come il fisco guadagni con l'abolizione delle servitù del pascolo invernale nelle province marittime dell'Abruzzo".
nome citato Vanduz Tommaso


Certificato a nome Melchiorre Delfico, regio Portolano di Teramo

Melchiorre Delfico certifica di aver operato alla ricostruzione delle strade interne della città e specialmente della gran piazza.


Sulle donazioni

Appunti di Delfico costituiti da foglietti sparsi, molti in latino. Si segnalano in particolare quelli sulle donazioni. Delfico sostiene che le massime generali della materia non sono applicabili alle pretenzioni dell'erede: poiché il legato è una donazione, si intende che le donazioni non siano fatte con l'animo di compensare, ma solo con intenzione di liberalità e magnificenza; così il legato lasciato al creditore non si intende fatto con l'animo di compensare il debito. Vero è che dalla più parte è stata seguita quella sentenza in cui si distingueva in merito alle compensazioni i debiti necessari da quelli altri che fossero volontari, ammettendo la compensazione nei debiti necessari, ma non in quelli che fossero volontari.


Sulla dote

Appunti di Delfico, costituiti da foglietti sparsi, molti in latino. Si segnalano in particolare quelli sulla dote. Delfico sostiene che il patto che sussiste con la sola volontà del dotante non ha bisogno di consenso. Quanto al tacito consenso della donna, questa cognizione dipende dal giudice, potendo facilmente le donne indursi ad apporvelo per amor del matrimonio quantunque siano avarissime.


Rimedi proposti per riparare agli inconvenienti determinati dalla fondiaria

Appunti di Delfico in cui sostiene che nel Regno si sentiva il bisogno di riformare il sistema economico, soprattutto per la parte riguardante le imposte dirette; per questo motivo tra i metodi proposti è stata adottata la Cassa fondiaria. Questo metodo consiste nel fare le valutazioni delle terre per classi, ma è evidente che per la natura stessa dell'operazione, esse debbano riuscire incerte, indefinite e facilmente diventare arbitrarie. Mancano quindi della prima base necessaria agli estimi, cioè di essere valutazioni certe e vere. In questo modo le quote delle contribuzioni, e per conseguenza la tassa, dovendo corrispondere agli estimi, che sono poggiati sul falso, dovranno risultare fuori di proporzione, cioè ingiusti.


Sulla fondiaria

Appunti di Delfico sulla fondiaria. Le migliori leggi se sono male eseguite perdono la loro bontà: così è avvenuto per la fondiaria del 1806. Benché essa contenesse tutti i principi della giustizia costituzionale dell'imposta, gli errori nati forse dalla troppa sollecitudine hanno prodotto degli eccessi. Delfico sostiene di voler indicare l'eccesso avvenuto nella provincia di Teramo. L'eccesso si può mostrare in due modi comparativi: 1) con se stessa vedendo quale è stato il suo contributo rispetto allo scorso anno, 2) con il paragone rispetto alla vicina provincia di Chieti. La legge ha due basi fondamentali cioè: 1) la somma totale dell'imposta in 7 milioni; 2) non poter essere più del quinto della rendita netta. Infine non tralascia l'ultimo argomento relativo alla tassa generale. Nella mappa non sono comprese ancora 4 province che sono tra le più estese del Regno e di maggiore popolazione e ricchezza. Aggiungendo dunque questi altri articoli si vede che la tassa va al di là di nove o dieci milioni.


Sull'applicazione della tassa fondiaria

Appunti di Delfico sulla tassa fondiaria in cui dichiara che avrebbe preferito l'applicazione della tassa provvisoriamente sulla base della decima che soddisfaceva già l'imposta nel suo totale di 7 milioni. Difatti l'operazione della nuova tassa non era né generalmente compiuta in tutto il regno né tutte le condizioni della legge erano state particolarmente adempiute nelle sette province. Prima dell'introduzione della nuova legge avrebbero dovute essere definitivamente fissate le quote dell'imposta e poi si sarebbe potuto cominciare con l'esazione della tassa. L'operazione è avvenuta in modo del tutto inverso, cioè prima si deve pagare e poi sapere la quantità del debito. Intanto, consultate le mappe di alcune province si è osservato che per l'eccesso delle valutazioni e quindi della rendita netta, l'imposta invece di non oltrepassare il quinto va al di là del terzo con grave danno o terrore dei contribuenti.


Sull'amministrazione dei comuni

Appunti di Delfico su stralci di decreto o proposta di decreto sull'amministrazione dei comuni organizzata in 5 titoli, tra cui si rilevano: a) titolo III - sulle entrate e sulle rendite - con cui all'art. 3 si parla di rendite ordinarie provenienti dai prodotti dei fondi patrimoniali o comunali dei comuni siano essi terre, edifici rurali o civili; b) titolo IV - i dazi di consumo e altri modi suppletori per le spese comunali - art. 1 si rileva, i dazi di consumo saranno accordati solo dal ministero o con una contribuzione ripartita per fuochi e proporzionata strettamente al bisogno del comune oppure con un dazio di consumo per transazione oppure infine, con qualche privativa; c) articolo successivo senza numerazione che descrive la privativa da accordare solo a condizione di non essere di impedimento alla libertà del commercio; sarà anche permesso ad altri di vendere al minuto purché si accordino con gli affittatori e si assoggettino alle condizioni dell'affitto.


Sulla contribuzione

Appunti di Delfico sulla contribuzione: "Per quanto sia necessaria l'imposizione in ogni governo per il mantenimento dei pesi dello Stato, altrettanto è necessario che tale imposizione sia ben diretta e ripartita per non farne sentire il peso ai contribuenti. Ognuno sa che il tributo è dovuto a Cesare ma desidera soddisfarlo con geometrica proporzione al fine di non sentirsi gravato più di un altro". Vengono inoltre espressi i dubbi relativi alla legge fondiaria, al modo di eseguire i nuovi stabilimenti fondiari riguardo alla maniera di produrre i reclami e quella di eseguirne l'esazione. Tra gli espedienti che si propongono per togliere i dubbi e gli inconvenienti, si cita: "il modo migliore per regolare la contribuzione fondiaria è quella di premettere ad essa una misura ed un apprezzo generale".


Per l'istituzione di una Università degli Studi in Teramo

Appunti di Delfico sostiene la necessità dell'istituzione di una Università a Teramo in quanto, essendo una delle province più lontane dalla capitale, risulta sempre più difficile poter permettere ai giovani di istruirsi. In questo modo viene a mancare alla provincia quel compimento di istruzione tanto necessario all'educazione civile.


Dell'uguaglianza dei diritti delle donne considerati specialmente nelle successioni

Appunti di Delfico "Sull'uguaglianza dei diritti delle donne considerati specialmente nelle successioni". A proposito dell'articolo "Dell'uguaglianza nelle successioni", Delfico sostiene che questa legge non è distruttrice della famiglia, al contrario contribuisce a ristabilire nella sua integrità la facoltà di testare tutti i vincoli nelle successioni. Rendere divisibile la famiglia non vuol dire distruggerla giacché la possibilità della divisione non porta necessariamente all'esecuzione; al contrario l'uguaglianza nelle successioni può essere un principio di sincera e vera unione.


Idee economiche, tasse e bisogni dello Stato

Appunti di Delfico su "Idee economiche, tasse e bisogni dello Stato". Le diversificazioni della proprietà devono cadere su tutti. Quelle sulle persone si possono distinguere o sulle opere o sul consumo e si stabiliscono prima col dare un valore assoluto all'uomo in proporzione al suo valore per dare poi un valore relativo alla sua industria o lavoro. Sul consumo, poi, sono le gabelle di dogana, per le quali il valore delle derrate si accresce con la quota di prezzo pagato da ciascuno in proporzione al consumo e beneficio dello Stato. L'imposizione personale può sembrare preferibile perché più proporzionabile e più facile a soddisfare, sembrando anche la più proporzionata alle ricchezze o mezzi individuali di sussistenza poiché se non cade su quello che ciascuno ha, cade su quello che ciascuno spende, cioè relativamente ai piaceri che la società fornisce. Spesso è anche la più giusta perché la tassazione dei mestieri sarebbe difficilmente proporzionabile per se stessa e ne sarebbero esclusi i proprietari perché sono quelli che non esercitano alcun mestiere e che pure devono più alla società poiché più godono dei vantaggi che da essa derivano.


Fogli di quaderno relativi al "Rapporto sul progetto di una nuova imposta per i projetti"

Rapporto di Melchiorre Delfico sul decreto del Ministero dell'Interno e delle Finanze per supplire all'infelice stato dei progetti che giornalmente periscono in tutto il regno. Delfico avanza una proposta: prende in considerazione lo stato delle vittime della miseria negli ultimi anni del passato governo. Scrive che al popolo fu imposta una tassa generale in tutto il regno di 20 Ducati per ogni mille anime per supplire al bisogno pubblico. Aggiunge che tuttavia, il rinnovamento troppo sollecito del sistema delle Finanze fatto nel 1806 fece sì che questa tassa fosse indistintamente compresa ed incorporata nella Fondiaria sotto il nome di abolizione. A suo avviso, questa operazione ha fatto in modo che la tassa si appoggiasse al Reale Tesoro, invece che restarne separata, e ha portato con sé la conseguenza di far mancare l'alimento a tanti infanti e di aumentarne la mortalità. Il Ministro dell'Interno propose di rinnovare l'antica tassa, cioè di creare una nuova imposta oltre la fondiaria, ma che questa disposizione non fu attata per fatti inevitabili. Conclude dicendo che il bisogno è della massima urgenza.


Pareri di Delfico intorno alla "Storia degli abusi feudali" di Winspeare

Pareri di Delfico intorno all'opera di Winspeare "Storia degli abusi feudali", opera che ha la ragione ed il merito di esistere perché la feudalità non è stata del tutto abolita, difatti si è cercato di abolirla con la nuova legislazione come se fosse una mostruosità politica. Dopo una legge generale che gettò a terra la pianta fu necessario ancora estirparne le radici a causa della forte presenza di elementi feudali.
nome citato Winspeare Davide


Memorie sulla necessità di rendere uniformi i pesi e le misure del Regno

Opera di Melchiorre Delfico intitolata "Memorie sulla necessità di rendere uniformi i pesi e le misure del Regno" (Napoli, Porcelli, 1787).


Altri documenti


Sull'istruzione pubblica

Atto del Ministro dell'Interno relativo all'ordinamento della Pubblica Istruzione con il quale vengono adottati i suggerimenti del progetto di Delfico, in particolare: l'Istruzione Elementare, nella quale si insegna a leggere e a scrivere ed i primi elementi di calcolo. Per la Scuola Media, dove si insegnano la lingua propria, quella latina e greca, la storia e la geografia, si distinguono i Licei che sono destinati ad un più specifico insegnamento delle lettere, della matematica e della logica. Nell'atto si parla anche della Scuola Sublime alla quale appartengono le facoltà dell'Università di Napoli destinate agli studi delle licenze di professione e alla collazione dei grandi.


Sui boschi

Minuta di Delfico in cui propone di considerare i boschi sotto due aspetti: da un lato come produttivi di frutto, e dall'altro come somministratori di legname; in generale poi, si dovrebbe distinguere tra due classi: boschi naturali e boschi artificiali. Secondo Delfico, i primi disboscamenti delle terre rappresentarono i primi passi della coltura sociale. Inoltre, non si può negare che l'elevato numero dei disboscamenti fu dovuto a calcoli sbagliati, all'ignoranza e all'interesse. Ora, scrive Delfico, i popoli ed i governi hanno riconosciuto l'eccesso a cui si è arrivati.


Rapporto per l'abolizione del Quinto in contante nella compra dei beni della corona

Rapporto di Delfico in cui sostiene che l'abolizione del Quinto in contante nella compra dei beni della corona è utile tanto allo Stato quanto alla classe dei creditori dello Stato. Il primo perché con una data quantità di fondi può liberarsi da una doppia somma di debito: difatti da un lato cessano le spese di amministrazione e di liquidazione, e cessa anche il progressivo deperimento dei fondi. Ai creditori giova perché possono assicurarsi i mezzi di sussistenza e si costituiscono in uno stato di libertà tra il negoziare le cedole, impiegarle in compra o farsi scrivere nel Gran Libro.


Regi stucchi e doganelle

Memorie di Delfico su un nuovo sistema per le doganelle. Si propone la seguente riforma: "facendo rimanere intatta la differenza tra pecore di diversa qualità di lana e di vario numero e l'immunità accordata alle pecore sotto numero, che debba liquidarsi l'attuale rendita netta o secondo la coacerbazione di più anni o secondo la rendita dell'ultimo e dividerla per il numero delle pecore".


Dispaccio per la reintegra degli stucchi

Dispaccio di Delfico, a nome del Supremo Consiglio delle Finanze, riguardante la presentazione al Re dei motivi della decadenza dell'industria degli animali da pascolo nei regi stucchi e poste di Atri, causate dalla restrizione del pascolo provocate dalle continue usurpazioni e piantagioni. Il Sovrano ha risoluto e comanda che il fiscale di Teramo Rinaldi e l'editore di quella di Chieti si rechino sui luoghi del rispettivo dipartimento e verifichino le usurpazioni effettuate sia in vantaggio dei baroni, sia dei Comuni o di altri privati, distinguendo le più antiche dalle più recenti.
nome citato Rinaldi


Chiarimenti chiesti dal Preside di Chieti

Memoria di Delfico presentata su richiesta del Preside di Chieti, Carlo Rustici, per chiarire ulteriormente il punto di vista di Delfico sulle piantagioni degli ulivi nei regi stucchi. Delfico spiega che alcune difficoltà relative alle piantagioni degli ulivi non sono in reltà tali, e discute su alcune di esse: ad esempio a proposito delle fosse o buche che devono essere fatte per piantare gli ulivi, e sulla diminuzione del pascolo nel periodo della raccolta degli ulivi.
nome citato Rustici Carlo


Dispacci e Relazione sulle piantagioni nei regi stucchi

Dispacci e relazioni di Delfico in cui si rileva che, per non pregiudicare i pretesi diritti del fisco e le ragioni allegate dai proprietari, si stabilì di non doversi piantare nei luoghi ritenuti stucchi piantagioni chiuse che escludevano totalmente l'uso del pascolo, e nel caso qualche particolare potesse aver tale bisogno ne dovrebbe chiedere il sovrano permesso. Riguardo alla piantata che non ha bisogno di essere chiusa, come quelle di ulivo e gelsi nelle quali il pascolo non resta pregiudicato e la piccola diminuzione apparente del pascolo resta compensata dalla fronda degli ulivi che costituisce il pascolo sussidiario alle pecore durante l'inverno, e dal miglioramento del pascolo medesimo, si può accordare la libertà di piantare per una porzione dei territori dello stucco pari alla metà dei possessi di ciascun proprietario.


Sulla contribuzione fondiaria

Memorie di Delfico sulla contribuzione fondiaria. Ordinata con legge dell'8 novembre 1806, ha per oggetto di sottoporre ad una tassa uguale tutti i fondi dello Stato; di distribuire a questi la somma di sette milioni, eliminando i tanti nomi di tasse che rendevano confuso l'antico sistema di finanza. È necessario però dare il giusto valore alle terre per la proprietà produttiva; valutare i prodotti secondo i risultati di una coacerbazione decennale; fare sui prodotti delle terre tutte quelle deduzioni che le anticipazioni fondiarie, l'impiego dei capitali, la manutenzione delle fabbriche e degli strumenti dell'agricoltura, le spese dei necessari trasporti possono esigere prima che la rendita sia netta e disponibile per il proprietario.


Memoria sulle irregolarità commesse da M. Thomas nel fissare la tassa fondiaria

Memoria di Delfico sulle irregolarità commesse da M. Thomas nel fissare la tassa fondiaria e sulla gravezza di questa nella prima provincia di Abruzzo ulteriore. Thomas, a dispetto delle barriere poste dalla legge, è stato l'unico dispotico arbitro della ripartizione e dell'imposta totale. Il sistema di valutare la rendita dei terreni in ragione della somma che è costata il comprarli o della corrispondente somma di affitto adottata da Thomas è assolutamente erronea. Sono state commesse irregolarità nella valutazione delle case di abitazione e delle case rurali, nonché irregolarità sui capitali di industria.
nome citato Thomas M.


Istruzioni sulla contribuzione fondiaria

Copia del documento a stampa delle istruzioni agli ispettori e direttori della contribuzione fondiaria dal Ministro delle Finanze, Delfico. Il documento è organizzato in XVI titoli ed una appendice, con tabelle sulle tariffe.


Disposizioni sulla pulizia delle strade della città

Ordinanza di Delfico composta da 22 articoli. In particolare si segnalano l'articolo 1, "che... ognuno debba scopare davanti alla propria casa o bottega ogni sabato dopo mezzogiorno", l'articolo 2, "nessuno può avere animali neri, ossia maiali, nella pubbliche strade"; l'articolo 3, "nessuno può gettare acque sporche dalle finestre o dalle porte", l'articolo 11, "non si possono fabbricare case senza il disegno di qualche architetto, per i cittadini più poveri Eugenio Michitelli e Giovanni Francesco Thaulero faranno gratuitamente i disegni".
nome citato Thaulero Giovanni Francesco
nome citato Michitelli Eugenio


Manoscritto senza data e senza firma in cui si scrive di conti, di pareggio fra il dare e l'avere, di introiti dello Stato

Melchiorre Delfico scrive che le somme comparative del dare e dell'avere devono riflettere tutte le quantità date e ricevute. Ciò costituisce la ragione dei fatti dall'una e dall'altra parte ed il materiale di ogni conteggio. I conti di uno Stato devono costituire una serie di fatti di introito, di costo e di spesa.


Fogli sciolti scritti a mano relativi al completamento della legge 16 ottobre 1809 sull'economia comunale

Delfico scrive al Re che la sezione dell'Interno ha avuto spesso da riflettere su quanta difficoltà ci sia nel fare un piano generale di economia che fosse applicabile a tutti i comuni e quali modificazioni della regola si dovessero ancora determinare per poter renderne utile l'applicazione. Inoltre aggiunge che la legge, sebbene fosse diretta a produrre qualche risparmio sull'economia comunale, produceva al contrario dei deficit. Infatti, il Ministro ha ritenuto di dover applicare nuovamente la legge eliminando l'articolo che ne rendeva imbarazzante l'esecuzione.


Foglio manoscritto contenente la lettera al Re, in cui si fa menzione del Regolamento comunale di Economia emanato con la legge del 26 ottobre 1809

Delfico scrive al Re che le sezioni riunite hanno letto con vero piacere il rapporto per completare la legge del 26 ottobre 1809 relativa al buon regolamento della comune economica.


Appunti manoscritti di economia e di legislazione

Delfico ritiene che il debito pubblico sia cresciuto in Europa a causa di spese pubbliche non corrispondenti a veri bisogni riconosciuti dalla nazione stessa. Aggiunge che gli abusi governativi hanno fatto nascere bisogni fittizi, quindi deficit, debiti, ed imposte per soddisfarli. Egli denuncia il fatto che benché tale malcostume sia così evidente si vuole far credere che il debito pubblico sia vantaggioso ai governi.


Manoscritto senza data nè firma, in forma di "frammento volante", attribuito a Melchiorre Delfico

Melchiorre Delfico scrive che finché la giurisprudenza sarà difficile, finché la procedura sarà complicata, i corpi sociali non avranno tutto quell'avanzamento morale cui sono dirette le mire del legislatore. Nella lusinga che un tale desiderio non sia vano, Delfico osserva che non può sembrar giusto cassare gli atti e le vertenze riconosciute nulle. Ciò che è nullo o non esistente non è soggetto a cassazione, ma a dichiararsi tale, cioè di nessun effetto. Infatti, nei casi di nullità egli ritiene che sia migliore la formula di dichiarare tali giudizi come non emanati o avvenuti.


Appunti manoscritti di economia contenenti forse menzione dei discorsi dell'economista inglese Federico Tracy

Delfico scrive che la mobilità degli interessi e della proprietà è forse il primo elemento di libertà e civilizzazione. Egli ritiene che qualunque impedimento sia fatale poichè il popolo resta diviso in caste, classi, ordini, non distinto da qualità personali. Delfico spiega che tutte le antiche forme di governo chiuse nei loro ordini, furono nemiche di ogni novità. Inoltre, fa l'esempio dell'oriente antico che fu in questo stato morboso.
nome citato Tracy Frederick


Appunti manoscritti di economia contenenti forse menzione dei discorsi dell'economista inglese Federico Tracy

Delfico ritiene che le imposte debbano cadere sia sulla ricchezza, sia sulla proprietà di qualunque specie essa sia, dunque sulle ricchezze fondiarie e sulle industriali. Spiega che la vera industria consiste nel trasformare, il vero consumo (o commercio) nel trasporto: chi compra il grano per venderlo lo sottrae alla circolazione indicata dalla natura. Scrive inoltre che la carestia (o carità) in parte la fa la natura, in parte l'errore, in parte la malizia o l'avidità umana.
nome citato Tracy Frederick


Manoscritto autografo di Melchiorre Delfico contenente appunti sulla "Contabilità comunale"

Delfico scrive che la premessa della Contabilità Comunale non può nascere che dagli Interessi Ducali, o da tenerezza per le Comunità. Spiega che la Contabilità si deve stabilire: 1° tra il governo e i raccoglitori delle rendite dello Stato; 2° fra il Governo e coloro cui affida la sua spesa. La grande importanza della contabilità è a suo avviso in questi articoli: introito primario; passaggio all'Erario; da questo ai Ministri; da questi per tutti i rami delle spese. La vigilanza secondo Delfico consiste nel far rientrare tutto nelle regole: questa è la gran difficoltà, come si vede nell'armata e nelle marine.


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Sul progetto della rivista "Spettatore"

Lettera di Antinori in cui discute con Dragonetti circa la fondazione di un periodico dal titolo "Spettatore" che era nel progetto, ma che poi si stava abbandonando per alcuni motivi avanzati da Dragonetti. Innanzitutto la difficoltà di mettere in atto l'impresa in una città sprovvista dei mezzi che abbondano nella metropoli. Antinori ribatte che in Toscana, Pisa ha un periodico letterario e a Foggia si pubblica un giornale di fisico-agraria per la capitanata. Il secondo problema riguarda la mancanza di collaboratori, ma Antinori fa notare che l'Abruzzo ha Angelo Maria Ricci, Melchiorre Delfico, Pasquale Borelli, Giovan Battista Micheletti, Bonanno De Sanctis, Giuseppe Liberatore, Ignazio Rozzi, Niccolò Palma ed altri ancora. Antinori spinge Dragonetti a realizzare l'impresa per la quale l'Abruzzo gli sarà debitore perché farà progredire le scienze
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Antinori Antonio
nome citato Borelli Pasquale
nome citato De Sanctis Bonanno
nome citato Delfico Melchiorre
nome citato Liberatore Giuseppe
nome citato Micheletti Giovan Battista
nome citato Palma Niccolò
nome citato Ricci Angelo Maria
nome citato Rozzi Ignazio


Argomenti vari

Lettera di Rozzi, spedita da Teramo, in cui comunica a Dragonetti che una persona a lui amica sarà incaricata di recarsi in L'Aquila per trattare l'affare Perraci. Quanto a Delfico, fortunatamente Rozzi ha potuto trovare una copia della rara opera intitolata "Storia".
destinatario Dragonetti Luigi
mittente Rozzi Ignazio
nome citato Perraci
nome citato Delfico Melchiorre


Decreto organico n. 1146 del 29 novembre 1811, per l'Istruzione Pubblica

Decreto attuativo della riforma dell'Istruzione Pubblica proposta da Delfico, recante norme sull'organizzazione dei Collegi. Il Decreto stabilisce che dovranno essere convertiti in Licei tutti i Collegi precedentemente istituiti con la Legge del 30 maggio 1807; tali Licei saranno costituiti con professori di specifiche materie. Il Decreto istituisce inoltre il premio per gli studenti dei Licei o dei Collegi che saranno più meritevoli nelle materie solenni; tali studenti potranno essere premiati con piazze o mezze piazze gratuite. Per le Università di Napoli si descrivono i professori che garantiranno l'insegnamento di specifiche materie in base alla facoltà ed ai regolamenti che una volta approvati disciplineranno i requisiti, il modo di conferimento, i gradi, e le professioni. Infine, si descrivono i gradi delle facoltà: 1) l'approvazione, 2) la licenza e 3) la laurea.
nome citato Delfico Melchiorre


Regolamentazione sul demanio dello Stato

Copia, presente nelle carte di Delfico, del documento del probabile Statuto con il quale si disciplina la regolamentazione sul demanio dello Stato: gli articoli da I a X stabiliscono in particolare che il pagamento del quinto nelle compravendite dello Stato è abolito, e non è permesso concorrere nelle compravendite con le cedole; i creditori dello Stato possono concorrere a meno che non vengano pagati per i loro crediti; il Ministro delle Finanze è incaricato dell'attuazione del decreto.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina ad assessore militare della provincia di Teramo

Documento contenente la nomina di Delfico ad assessore militare della provincia di Teramo.
nome citato Delfico Melchiorre


Medaglia d'onore

Certificato di conferimento a Delfico della medaglia d'onore in considerazione delle fedeltà dimostrata "in difficili circostanze dello Stato".
nome citato Delfico Melchiorre


Conferma a socio ordinario della reale Accademia delle Scienze

Certificato di conferma a socio ordinario di Delfico della Reale Accademia delle Scienze.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina a socio corrispondente della Società Economica della provincia di Capitanata

Nomina di Delfico a socio corrispondente della Società Economica della provincia di Capitanata.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina

Nomina di Delfico a socio corrispondente nazionale dell'Accademia Simezia di scienze e belle lettere. Napoli, 1 febbraio 1821.
nome citato Delfico Melchiorre


Decreto in sei articoli sulla contribuzione fondiaria

Copia del decreto del Ministero delle Finanze sulla contribuzione fondiaria, presente nelle carte Delfico. In particolare: art. 1, la contribuzione fondiaria è fissata in 7 milioni di ducati per l'anno 1808; art. 2, per fondi di non valore sarà percepita inoltre una tassa addizionale di 5 grana a ducato; per spese di percezione nelle comunità grana 5; per trattamenti di ricevitori di provincia e distretto grana 2; per direzioni reali grana 1,5; per la cassa delle rendite dovute dallo stato grana 10.
nome citato Delfico Melchiorre


Decreto di nomina

Decreto di nomina di Delfico a membro ordinario della classe di Economia Pubblica, Statistica e Politica dell'Accademia italiana di scienze, lettere ed arti.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina a cavaliere dell'Ordine reale delle Due Sicilie e commendatore

Nomina di Delfico a cavaliere dell'Ordine reale delle Due Sicilie e commendatore.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina a socio corrispondente dell'Istituto Cosentino di scienze, lettere ed arti

Nomina di Delfico a socio corrispondente dell'Istituto Cosentino di scienze, lettere ed arti.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina a socio ordinario dell'Accademia cosentina

Nomina di Delfico a socio ordinario dell'Accademia cosentina.
nome citato Delfico Melchiorre


Socio corrispondente dell'Istituto di corrispondenza archeologica di Roma

Nomina di Delfico a socio corrispondente dell'Istituto di corrispondenza archeologica di Roma.
nome citato Delfico Melchiorre


Lettera di nomina a socio corrispondente della Società Economica della provincia di Molise

Lettera di nomina di Delfico a socio corrispondente della Società Economica della provincia di Molise.
nome citato Delfico Melchiorre


Decreto

Decreto originale di Giuseppe Napoleone del 22 novembre 1807 con il quale viene conferita a Melchiorre Delfico la nomina a Consigliere di Stato.
autore Bonaparte Giuseppe Napoleone
nome citato Delfico Melchiorre


Diploma di socio corrispondente dell'accademia Truentina a Melchiorre Delfico

Diploma di socio corrispondente dell'accademia Truentina a Melchiorre Delfico, datato Ascoli 4 giugno 1820.
nome citato Delfico Melchiorre


Nomina di Delfico a Socio della Reale Accademia Peloritana di Messina

Atto di nomina di Delfico a Socio della Reale Accademia Peloritana di Messina.
nome citato Delfico Melchiorre


Decreto di nomina a barone

Decreto di nomina a barone di Melchiorre Delfico, datato 25 marzo 1815, da parte di Gioacchino Napoleone.
autore Napoleone Gioacchino
nome citato Delfico Melchiorre