Documenti relativi a Palmieri Giuseppe

Opere principali


 Riflessioni sulla pubblica felicit? relativamente al regno di Napoli - Osservazioni sulle tariffe con applicazione al regno di Napoli

in Scrittori classici italiani di economia politica a cura di Pietro Custodi, Parte moderna, Tomo XXXVII, Milano, Stamperia e fonderia di G.G. Destefanis, 1805


 Osservazioni sul lusso

in Scrittori classici italiani di economia politica a cura di Pietro Custodi, Parte antica, Tomo XLIX, Milano, Stamperia e fonderia di G.G. Destefanis, 1806, pp. 49-63


Corrispondenze


Sulla coltivazione del riso secco

Lettera di Tommasi, inviata da Napoli, in cui scrive a Delfico di aver letto con avidità e vivo interesse la sua memoria sull'insalubrità risultante dalla coltivazione del riso secco. Animato dal desiderio di procurare un immenso bene a queste contrade, Tommasi aggiunge di aver già richiamato l'attenzione della S.A.R. su di un oggetto così interessante.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Palmieri Giuseppe


Sulla visita del re

Lettera di Palmieri a Galanti, spedita da Catanzaro, in vista della rappresentanza di marzo: "Trovando il Re opportuno di aversi l'unione di tutte le visite delle province, ha risoluto che in questa primavera si faccia la visita delle Calabrie per riconoscere il loro stato economico e politico per farne distinta relazione a Sua Maestà. Il Supremo Consiglio delle Finanze nel real nome perviene per l'adempimento avvertendo che si sono già fatti gli ordini corrispondenti per liberarsi la somma di ducati 300 per anticipazione delle spese che dovrà fare in una tal visita, ed ai presidi di Cosenza e di Catanzaro".
destinatario Galanti Giuseppe Maria
mittente Palmieri Giuseppe


Lettera

Lettera di Giuseppe Palmieri a Melchiorre Delfico, spedita da Napoli, in cui esperime stima e amicizia.
destinatario Delfico Melchiorre
mittente Palmieri Giuseppe


Relazione sulla piantagione degli ulivi nei regi stucchi

Relazione di Delfico, spedita a Giuseppe Palmieri, direttore del Supremo Consiglio delle Finanze, in cui sostiene che il piantare non è stata la causa vera della decadenza della pastorizia: difatti le piantate non sono chiuse e quindi non pregiudicano il pascolo degli animali. La vera servitù dello stucco consiste nell'uso delle erbe sulle terre a riposo. Il fisco non ha nessun diritto né originario né acquisito per contratto qualunque di poter ordinare che le terre si debbano tenere a riposo per un dato tempo per favorire l'uso agreste in pregiudizio dei prodotti dell'agricoltura. Aggiunge inoltre che il fisco fece un pessimo contratto alla compra di tale servitù rurale per rivenderla ed amministrarla, poiché a rivenderla non fece alcun guadagno effettivo e, amministrandola ad affitto rurale, ha causato un grave danno alle popolazioni e all'agricoltura.
destinatario Palmieri Giuseppe


Sulla nuova tariffa doganale

Lettera di Giuseppe Palmieri intitolata "Sulla nuova tariffa doganale" (Napoli, Porcelli, 1740).


Lettera al cav. Emerico Amari

Invito del socio anziano, il barone Giuseppe Palmeri, a prendere parte ai lavori di un comitato d'esame per una mostra nella classe "fonderie di ferro".
destinatario Amari Emerico
mittente Palmieri Giuseppe


Manoscritti


Osservazioni su vari articoli riguardanti la pubblica economia

Opera di Giuseppe Palmieri intitolata "Osservazioni su vari articoli riguardanti la pubblica economia" (Napoli, Flauto, 1790).


Pensieri economici relativi al Regno di Napoli

Opera di Giuseppe Palmieri intitolata "Pensieri economici relativi al Regno di Napoli" (Napoli, Flauto, 1789).


Altri documenti


Introduzione

Il modello di antica repubblica aristocratica e meritocratica è opportunamente rivisitato da Giuseppe Palmieri e adeguato al sistema sociale settecentesco, basato su alleanze matrimoniali tra private famiglie, che consentono l'accorpamento dei rispettivi beni, con la condivisione degli utili e dei danni, ma basato anche su lotte faziose che i legislatori dovrebbero prevenire, per i danni economici, politici e morali arrecati. In un simile contesto il sistema di premi conferiti pubblicamente a vantaggio dei "travagli" dovrebbe animare una sana competizione e un proficuo sentimento di reciproca emulazione tra gli individui. I vincoli di parentela che uniscono le famiglie permetterebbero alle stesse di condividere gli utili derivanti dai premi messi in palio sia per coloro che si fossero distinti nella "scienza", sia per coloro che si fossero procacciati la fama "per altra via, non meno utile allo Stato", con le manifatture e il commercio.


Progetti per render li titoli onorevoli e più utili a beneficio di ciascuno ed a servizio del Principe e dello Stato

Il Palmieri approfondisce la trattazione del sistema dei premi, soffermandosi sui benefici che ne trarrebbero non solo gli intellettuali, ma anche commercianti e artigiani. Essi "sarebbero aiutati dal loro Principe con far fiorire il commercio che è utile ad essi e al tempo stesso a vantaggio del Principe." I premi, conferiti pubblicamente, potevano consistere in una medaglia, una carta onorifica, qualche piccola esenzione o privilegio.


Dell'agricoltura

"L'agricoltura l'è fra le altre purtroppo necessaria allo Stato e da essa ne' ritraggono i Popoli ciò che a mantener la vita fa di mestiere e col mezzo di essa molto utile agli uomini divengono, atteso vengono prodotti dalla terra molte e molte cose utili". Per "affezionare i sudditi alla coltura delle terre con maggiore e più stabile impegno" propone il sistema adottato nell'antica Roma da Numa Pompinio: divisione dei campi in borghi, ciascuno assegnato alla supervisione di visistatori e sovrintendenti, controllati dallo stesso principe, col compito di vigilare sul lavoro nei campi e di premiare, "sollevandoli" i più laboriosi ed industriosi, o "abbassare" i pigri e i negligenti.
nome citato Pompinio Numa


Della generosità dei sovrani

Tra i benefici che un sovrano può apportare ai suoi sudditi il Palmieri annovera anche la prescrizione di severe pene per il reato d'usura, proibendo "i strabacchevoli utili che dagli avari si fanno sol per privato fine", e la tutela dei sudditi commercianti all'estero, difendendoli da eventuali "torti" (arresti, condanne) che potrebbero subire in "altra Nazione".


Progetti per rendere i monumenti e i libri utili alla società

"Il cammin del vero va' unito coll'importanza degli affari": sulla base di questa massima il Palmieri ritiene opportuno che l'attività del commercio sia accompagnata da "moderato lucro", ossia da un guadagno onesto, esente da frodi che, a lungo termine, dopo i primi consistenti guadagni, potrebbero nuocere al volume degli affari.


L'edificare città

Dopo aver precisato che è dal commercio che provengono le principali ricchezze dello Stato, Palmieri consiglia il principe d'invogliare i suoi sudditi ad applicarvisi concedendo sgravi sui dazi, migliorando le infrastrutture (porti, strade), premiando i più meritevoli, sia propri sudditi che commercianti stranieri, mantenendo in vigore privilegi concessi in passato per la fioritura del commercio.


Quel che non vuoi per te non fare ad altri

"Per mantenere la ricchezza e la sicurezza del Regno è necessario che le Camere e i Tesori siano ricchi, affinchè nei bisogni non così facile si impoveriscano li sudditi e l'aver sudditi ricchi, affinchè volentieri possino all'urgenza somministrarli denari senza che essi restino in simile guisa snervati, che non abbiano modo di poterseli rifare, anche per servizio dei Principi".


Quanto sia utile ai Principi e ai sudditi leggere le istorie dell'azioni illustri

La raccomandazione conclusiva rivolta ai principi è che" (...) la spesa dei ministri non vada in danno dei sudditi, ma li paghi il proprio erario e da questo possa dispensare li premi o quei che possiedono nelle province o regni, oppure le pene seguano."


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