Documenti relativi a Romagnosi Gian Domenico

Corrispondenze


Legislazione civile in relazione al perfezionamento umano

E' una bozza, di 44 pagine conservate in discrete condizioni, di una memoria scritta tra il 1789 e il 1790 per la Società letteraria di Piacenza e pronunciata in due occasioni poiché la lettura venne ostacolata dall'intervento del censore. Oggetto dello scritto è l'incivilimento legislativo degli europei che Romagnosi si propone di ricostruire storicamente. Lo studioso lombardo intende dimostrare che il perfezionamento umano si realizza tramite un continuo progresso della legislazione civile e che questo conduce a una sempre maggiore e diffusa felicità nella società. Una condizione di benessere sociale richiede che gli individui siano lasciati liberi di perseguire il proprio interesse in relazione a ciò che credono più utile. Il progresso della legislazione civile coincide dunque con una continua crescita della libertà, soprattutto in relazione alle attività economiche. Nello scritto viene tracciata la storia degli ordinamenti politici d'Europa dall'antichità fino all'età moderna soffermandosi sulla propagazione della civiltà tra i popoli. L'obiettivo è comprendere come le costituzioni politiche nei secoli hanno agevolato o ostacolato il progresso e l'autonomia della società civile. Particolare attenzione è riservata allo sviluppo delle attività produttive e del commercio come manifestazione immediata del perfezionamento della legislazione civile. Romagnosi conclude ribadendo che l'incivilimento produce una sempre maggiore felicità per il maggior numero di individui consentendo una più ampia libertà. L'interesse personale è infatti la base di ogni utilità e giustizia e coincide sempre con il bene dell'intera società.


Manoscritti


Esame del progetto di legge sulle dogane presentato alla Camera dei deputati francese il 3 febbraio 1834

E' una bozza di 18 fogli in buone condizioni di un articolo predisposto per essere pubblicato sugli "Annali universali di Statistica" riguardo il progetto di riforma doganale presentato in Francia da Thiersy. Lo scritto è inserito nelle opere complete curate da A. De Giorgi. Romagnosi esordisce criticando la dichiarazione del ministro francese che la libertà assoluta è un sogno. A questa affermazione lo studioso lombardo replica che se l'umanità rinunciasse a tentare di realizzare ciò che concepisce, solo perché ancora mai attuato in precedenza, cesserebbe di progredire. Prosegue definendo il concetto di libertà economica che è una condizione necessaria della proprietà privata. Oggetto di un ragionamento sulla riforma daziaria dovrebbe essere, piuttosto che la libertà, l'equità e la moderazione. Critica poi il linguaggio adoperato che con l'uso frequente del termine conquista rivela il permanere di retaggi mercantilisti. Per Romagnosi la contribuzione deve essere proporzionata ai benefici ottenuti ed equamente ripartita. Una teoria delle pubbliche imposte che prevede privilegi e protezioni a favore di interessi particolari viola i principi di giustizia. Le leggi di finanza pubblica devono essere generali e non possono perseguire interessi privati. Una riforma che riduca solo le tariffe senza correggere queste prevaricazioni non può definirsi tale. Romagnosi prosegue illustrando per linee generali il dibattito tra liberisti e protezionisti alla camera. Si sofferma sulle polemiche rivolte all'economia politica che difende dall'accusa di produrre teorie inapplicabili alla realtà. Conclude con alcune considerazioni su come elaborare un sistema di prelievo fiscale equo e che non soffochi l'attività economica. Nell'articolo è citato Mc Culloch.
nome citato Thiers Louis Adolphe
nome citato Mc Culloch John Ramsay


Del primitivo insegnamento delle matematiche

Il documento raccoglie due gruppi di manoscritti del 1821 in discreto stato di conservazione. Il primo ha per titolo "Del primitivo insegnamento delle matematiche" di 74 fogli, il secondo è costituito da appunti e abbozzi vari relativi allo stesso argomento e comprende circa 200 fogli. Come informa la nota del conservatore da quest'ultimo gruppo di carte risulta che l'opera sulle matematiche aveva ricevuto un più ampio sviluppo in una stesura precedente. In quella definitiva l'opera comprende 5 Discorsi mentre in quella precedente ne comprendeva 6. Le carte esistenti non consentono comunque di ricostruire la stesura originaria. Diversi fogli risultano infatti dispersi e alcuni paragrafi sono costituiti da frammenti fra i quali è difficile stabilire dei nessi. L'opera "Dell'insegnamento primitivo delle matematiche", scritta nei mesi di carcere a Venezia, presenta la dedica "Ai Signori della Missione. Direttori del Collegio Alberoni di Piacenza", è firmata dall'autore e porta la data del 29 settembre 1821. Lo scopo dell'opera è di fornire un buon metodo di insegnamento della Matematica, che viene definita come la logica delle quantità. In effetti l'autore non si limita a delineare il proprio metodo di insegnamento ma discute criticamente sui fondamenti di tale disciplina. I primi tre Discorsi trattano infatti dell'indole e generazione dei concetti matematici primitivi, dell'oggetto, delle parti e dello spirito delle dottrine matematiche. Appaiono interessanti, soprattutto per i possibili nessi con il discorso economico, le considerazioni riguardanti le relazioni esistenti tra calcolo matematico e calcolo generale scientifico, tra logica matematica e logica generale, come pure le considerazioni riguardanti la posizione degli enti matematici. Secondo l'autore, il calcolo matematico non consente di determinare nulla in particolare se non è preceduto da un esame concernente la sua "parte di fatto". Parimenti degna di interesse appare la critica al calcolo infinitesimale e a Leibniz. Il testo è stato pubblicato nel 1822 e ristampato nel 1859. L'opera pubblicata non coincide però perfettamente con il manoscritto.
nome citato Leibniz Gotfried Wilhelm von


Appunti, lavori e lezioni di statistica

Si tratta di un corposo manoscritto non datato di 220 pagine, fittamente scritte e relativamente leggibili, che il conservatore indica come inedito. L'incartamento, che è dedicato alla statistica, si compone di 4 parti e si sviluppa sotto forma di questionario. Le sezioni in cui si divide sono: "Proemio", "Della statistica d'Europa", "Definizioni della statistica, suoi confini, sua necessità, sua differenza dalla politica" e "Indice". Romagnosi colloca la statistica tra le scienze dello Stato e definisce la "statistica europea" come l'esposizione delle più rimarchevoli notizie riguardanti lo stato attuale economico, morale e politico del continente. Tra i fatti oggetto di studio distingue quelli fisici da quelli morali che indica rispettivamente come circostanze naturali e artificiali. Riguardo le prime Romagnosi si sofferma particolarmente sulla posizione geografica e ritiene che nella regione settentrionale, dove è situata l'Europa, sono più eminenti le qualità che conducono al perfezionamento morale e politico. In riferimento alle circostanze artificiali individua principalmente il genere di vita, la lingua, le condizioni economiche, le produzioni, la forma di governo, l'educazione nazionale. Afferma che per la statistica europea è determinante studiare l'età moderna perché ha forgiato le caratteristiche e l'identità del continente. Ragionando sulla natura e l'ordinamento della statistica come scienza lo studioso lombardo la indica come "la cognizione dei fatti primitivi ed apparenti riguardanti lo stato economico, morale e politico di un popolo". Deve quindi limitarsi a raccogliere e presentare "fatti primitivi" da ordinare in relazione a uno scopo, purché il fine dell'indagine non sia confuso con l'oggetto di osservazione. La statistica così offre dati concreti sui quali il politico, il filosofo e il commerciante possono operare calcoli di utilità. Grazie a essa si può rilevare lo stato di fatto della "cosa pubblica" di un popolo, valutarne vantaggi e svantaggi e individuare i rimedi e le risorse da impiegare. Romagnosi opera una classificazione interna alla scienza statistica distinguendo la diplomatica dalla civile. La prima si articola a sua volta in interna ed estera, la seconda in governativa e sociale. La statistica sociale deve prendere in considerazione le classi che si formano nella società. A tal fine si può distinguere in individui che operano nella "azienda sociale" e coloro che vivono all'interno di un popolo senza operare. I primi, che sono produttori di utilità, devono essere raggruppati in 6 classi: proprietari, capitalisti, dotti, intraprenditori, operai, pubblici funzionari. Queste diverse categorie di individui si scambiano differenti qualità di utilità pareggiandole tra loro. Romagnosi rifiuta le tradizionali distinzioni sociali e accetta solo quelle in funzione del tipo di utilità prodotta da ogni lavoratore. Riguardo la statistica governativa respinge l'impiego di un ordine gerarchico e preferisce che si prendano in considerazione i singoli territori in cui si compone lo Stato con le loro rispettive autorità. Conclude con considerazioni sulle tavole statistiche che non devono essere compilate piene di nomenclature e cifre che nascondono il significato complessivo. Romagnosi preferisce che i rilevamenti siano affidati ai privati ritenuti più efficienti e capaci degli impiegati comunali.


Osservazioni sull'opera di Herrenschword intitolata "De l'economie politique moderne sur la population a Paris"

Il manoscritto, che consiste di 9 fogli relativamente leggibili, è la bozza di un articolo che commenta un saggio di economia. Il testo, che probabilmente è incompleto, si apre con alcune brevi informazioni sull'opera letta e il suo autore. Si tratta di un lavoro di economia e demografia scritto dal fisiocrate svizzero Herrenschword e pubblicato anonimo a Londra nel 1786 e successivamente tradotto in francese. Romagnosi sembra che abbia letto la versione in lingua francese. Il giudizio che esprime è decisamente negativo in quanto l'opera contiene pochi principi mal compresi e di scarsa utilità per l'economia politica. Inoltre per lo studioso lombardo il principio demografico esposto è stato dimostrato più correttamente da Malthus. Romagnosi, per contraddire le tesi esposte nel libro, ripercorre il processo storico che ha condotto gli uomini fuori dallo stato ferino e, grazie a un continuo miglioramento delle condizioni di vita materiale, ha consentito la nascita della società e avviato il processo di incivilimento e perfezionamento dell'umanità.
nome citato Malthus Thomas Robert
nome citato Herrenschword Jean F. H.


Carte varie relative al Diritto naturale e politico

L'incartamento contiene appunti e bozze riguardanti il "Diritto naturale politico".


Diritto naturale

E' una bozza autografa del saggio sul "Diritto naturale politico" scritto da Romagnosi nel 1804 e inserito nei volumi delle opere complete curate da De Giorgi. L'opera si propone di rispondere ai due quesiti alla base del diritto naturale politico e che consistono nell'individuare la migliore organizzazione e legislazione naturale sociale e la migliore forma di governo per attuarla. La scienza del diritto naturale per rispondere a questi interrogativi si divide in due rami: "scienza dell'ordine pubblico sociale puro" e "scienza dell'ordine sociale governativo". Il libro I dello scritto si occupa dell'ordine sociale puro, il libro II di quello governativo. Romagnosi suddivide a sua volta il primo in "economia organica sociale" e in "ordine sociale puro relativo alla più felice conservazione ossia alla pubblica prosperità" e all'interno di quest'ultimo sviluppa la sua riflessione economica orientata soprattutto alla definizione di una configurazione sociale in grado di produrre il massimo benessere e alla compatibilità tra utilità e giustizia. Lo studioso lombardo definisce prioritariamente il concetto di ricchezze nazionali e di economia politica. Avvisa i lettori che preferisce discutere di "economia pubblica lucrativa" il cui scopo è porre i popoli nelle condizioni di procurarsi ricchezze nazionali. Per Romagnosi l'ordine economico è subordinato e condizionato alle leggi generali dell'utilità e della morale. Lo distingue inoltre in "ordine economico di fatto" e "ordine economico di ragione sociale" Il primo studia l'insieme dei fenomeni dell'economia come le leggi della produzione, della distribuzione, del consumo e dell'equilibrio tra risorse e bisogni. Il secondo tende a individuare solo le particolari condizioni che consentono l'equilibrio di conservazione e di benessere. Quest'ultimo scopo pone l'economia pubblica tra le scienze dell'ordine morale sociale e la rende "Diritto pubblico economico". Inoltre le altre scienze del diritto pubblico le sono sussidiarie perché è prioritario per l'uomo soddisfare i bisogni materiali. Riguardo il ruolo delle autorità pubbliche per conseguire il benessere sociale, questo viene limitato alla produzione di quei beni che la concorrenza non è in grado di produrre in maniera ottimale quali la giustizia, sicurezza, etc... Lo Stato inoltre deve intervenire per rimuovere gli ostacoli al libero agire degli individui. Procedendo nel ragionamento Romagnosi si chiede se è possibile un ordinamento che sia allo stesso tempo rispettoso della libertà, in grado di garantire il massimo benessere e una più equa distribuzione. Giunge alla conclusione che qualora una configurazione del genere fosse possibile rappresenterebbe un "massimo di diritto pubblico". Tuttavia prende atto che la diseguaglianza è inevitabile e la considera necessaria come stimolo al perfezionamento umano. E' però importante comprendere che per ottenere il progresso occorre mantenersi distanti sia dall'eccessiva eguaglianza sia dall'eccessiva sperequazione. Per Romagnosi il benessere non è mai stazionario ma progressivo. E'indispensabile quindi impedire l'avvento di qualche forma di stadio stazionario che arresti lo sviluppo. Il riposo è un obiettivo dell'agire economico degli individui ed è normale che il singolo pervenga a un certo punto a una condizione in cui preferisce godere maggiormente dell'utilità di cui dispone piuttosto che produrne. Questo va bene a livello individuale, l'importante è che al livello sociale si attui un ordinamento tale da non arrestare il progresso. Solo se si lascia ampia libertà e concorrenza questo potrà essere evitato. Romagnosi procede la sua analisi affrontando il tema della compatibilità tra morale ed economia. Sviluppa a tal fine il concetto di "necessità naturale" e dimostra tramite essa la perfetta coincidenza tra utilità e giustizia. Nel ragionamento porta gli esempi della proprietà privata, dell'agricoltura e del commercio. Conclude affermando che l'ordine economico di natura è "indeclinabile" e ha in se la forza e gli strumenti di imporsi. I governi che vi si oppongono, o si arrendono davanti ai mali che attirano alla nazione, o vengono distrutti.
nome citato De Giorgi Alessandro


Altri documenti


Discorso del Ministro delle Finanze Prima sul progetto della Corte dei Conti scritto da G. D. Romagnosi

E' una bozza di un discorso scritto da Romagnosi e letto dal ministro delle finanze riguardo l'opportunità di istituire una Corte dei conti.


Frammenti di economia politica

Si tratta della copia autografa di un articolo preparato per gli "Annali universali di Statistica", che si trova inserito nella raccolta delle opere complete di Romagnosi curata da De Giorgi. Oggetto dello scritto è la riforma del sistema doganale francese e gli effetti del "sistema proibitivo" sul commercio. L'articolo prende spunto da un indirizzo dei commercianti di Bordeaux che chiedeva una riduzione dei dazi doganali. Romagnosi precisa che una riforma doganale non va intesa come una riforma commerciale la cui portata è molto più estesa. Il principio che rende giusto un intervento legislativo sulle dogane è che l'erario non può pretendere imposte e contemporaneamente ostacolare le attività che possono consentire al contribuente di versarle. Inoltre non si può imporre un prelievo e poi discriminare con privilegi rendendolo ad alcuni cittadini più gravoso che ad altri. La riforma per ottenere successo deve essere coerente e completa e incontrare il favore dell'opinione pubblica. Romagnosi lamenta che non esiste una scuola di finanza pubblica in grado di divulgare i vantaggi di una riduzione dei dazi. La finanza è trascurata e le è riservata solo una parte marginale degli studi economici. I problemi quotidiani della "azienda pubblica" sollecitano oggi lo sviluppo di un sapere specifico in materia. Romagnosi procede criticando J-B. Say che ha definito la contribuzione come una inevitabile consumazione improduttiva di altri valori. Per lo studioso lombardo la giustizia, la sicurezza e le infrastrutture sono beni al pari degli altri e li definisce "valori abilitanti". La loro particolarità è che l'utilità che producono è di indefinita portata e difficilmente estimabile, mentre i beni privati, indicati come "valori soddisfacenti", offrono benefici facilmente misurabili. La scienza che studia la finanza pubblica deve impegnarsi a determinare correttamente la domanda e l'impiego del denaro pubblico per produrre un adeguato numero di "valori abilitanti". Termina con alcune considerazioni su come dovrebbe organizzarsi la scienza delle finanze. Romagnosi nello scritto cita Cesare Beccaria, Adam Smith e Pietro Verri.
nome citato Verri Pietro
nome citato Beccaria Cesare
nome citato Smith Adam
nome citato Say Jean Baptiste


Altro abbozzo del diritto naturale politico

E' un'ulteriore bozza del "Diritto naturale politico".


Abbozzi di altre parti del Diritto naturale politico

E' un'altra bozza del "Diritto naturale politico".


Della suprema economia dell'incivilimento

L'autografo, che consiste di 41 fogli non datati, contiene uno scritto ideato in 4 parti di cui ne sono presenti solo 3, a partire dalla II. L'oggetto del lavoro è presentare le norme che gli Stati devono seguire per pervenire all'incivilimento. Si divide in: "Discorso I", mancante e che dovrebbe contenere le "Posizioni essenziali di civile filosofia"; "Discorso II", dedicato alle "Massime direttive della più eminente ragion di Stato"; "Discorso III", sullo "Esame analitico delle idee della vita e della potenza degli Stati nella suprema economia dell'incivilimento"; "Discorso IV" su "Alcune guarentigie per le costituzioni monarchiche". Sia la parte II sia la III prendono in considerazione nella riflessione l'utilità individuale, l'autonomia della società civile, le esigenze materiali della società, la libertà d'industria e di commercio, la pace tra i popoli, lo sviluppo economico e il perfezionamento morale.


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Ancora del valore pratico delle dottrine economiche (la tassabilità del sopraprezzo delle azioni), Prolusione al corso di Economia politica letta nella R. Università di Siena, il 18 novembre 1909

Le osservazioni espresse contro la tassazione del sopraprezzo delle azioni, "che tanto preoccupa giuristi ed economisti, magistrati ed uomini di finanza", sono per Ghino Valenti un'occasione per ribadire con forza la necessità che gli studi economici siano associati a quelli giuridici, per evitare i rischi di quel "divorzio tra economia e diritto" che, nonostante i moniti di Gian Domenico Romagnosi, non sembravano aver prodotto alcuno "stretto e felice connubio". Ricorda che, quando ottenne la cattedra di Economia politica all'università di Padova, credeva che in tutte le università d'Italia i corsi di questa disciplina fossero organizzati come tanti laboratori di analisi di problemi economici dell'Italia e di ricerca di risoluzioni pratiche ed immediate agli stessi. Pur avendo nel tempo ridimensionato la sua concezione ambiziosa, si augurava che il corso appena inaugurato, che poteva anche "essere l'ultimo della [sua] vita universitaria", potesse essere fonte di studi utili a supportare risoluzioni legislative a problemi concreti, nel segno di una proficua collaborazione tra economisti e legislatori, tra economisti e giuristi.
autore Valenti Ghino
nome citato Romagnosi Gian Domenico


Memorie di statistica

Luca De Samuele Cagnazzi si lamenta con il Giovene per il giudizio poco lusinghiero espresso da Romagnosi sulle sue memorie statistiche ed economiche, dispiacendosene.
destinatario Giovene Giuseppe Maria
mittente Cagnazzi de Samuele Luca
nome citato Romagnosi Gian Domenico


Saggio

Saggio di Angelo Messedaglia sulla filosofia della storia. Comprende il paragone tra la scuola filosofica e la storica (sono citati, fra gli altri, Bentham, Romagnosi, Rosmini, Vico). Sulla scuola storica, osservazioni critiche: "il mondo morale non è come il fisico: vi è tutta la differenza della libertà". Sono presenti anche altri studi di filosofia del diritto.
autore Messedaglia Angelo
nome citato Bentham Jeremy
nome citato Rosmini Antonio
nome citato Vico Giambattista
nome citato Romagnosi Gian Domenico


"Romagnosi. Opuscoli di Economia Pubblica"

Note di lettura autografe di Minghetti relative ad opuscoli di economia pubblica del Romagnosi.
autore Minghetti Marco
nome citato Romagnosi Gian Domenico


Lettera di Francesco Saverio Salfi a Pietro Salfi

Lettera di Salfi, spedita da Milano a Cosenza, al fratello Pietro, con cui comunica di "esser stato promosso a una nuova cattedra di Diritto Pubblico" nelle Scuole speciali di Milano (1). I corsi delle Scuole speciali di Milano, frequentati da giovani laureati, prevedevano molte materie d'insegnamento; tra le altre, "Legislazione civile e criminale", allora affidata a G. D. Romagnosi, e un corso di "Eloquenza pratica e legale" tenuto da A. Anelli. Salfi, nel 1811 terrà anche un corso di Diritto Commerciale (vedi ms. XX 41.1). (1) Tra le numerose lezioni lette da Salfi, è stata pubblicata postuma da C. Nardi quella intitolata "Della forza dell'opinione", vedi nota bibliografica.
destinatario Salfi Pietro
mittente Salfi Francesco Saverio
nome citato Romagnosi Gian Domenico
nome citato Anelli Angelo