Documenti relativi a Beccaria Cesare

Opere principali


 Elementi di economia pubblica

in Scrittori classici italiani di economia politica a cura di Pietro Custodi, Parte moderna, Tomo XI, Milano, Stamperia e fonderia di G.G. Destefanis, 1804.


 Opere

Società Tipografica dei Classici Italiani, Volume 1, 1821


Corrispondenze


Manoscritti


Del disordine e de'rimedi delle monete nello stato di Milano

Opera di Cesare Beccaria intitolata "Del disordine e de'rimedi delle monete nello stato di Milano" (Lucca, Giuntini, 1762).


Altri documenti


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Frammenti di economia politica

Si tratta della copia autografa di un articolo preparato per gli "Annali universali di Statistica", che si trova inserito nella raccolta delle opere complete di Romagnosi curata da De Giorgi. Oggetto dello scritto è la riforma del sistema doganale francese e gli effetti del "sistema proibitivo" sul commercio. L'articolo prende spunto da un indirizzo dei commercianti di Bordeaux che chiedeva una riduzione dei dazi doganali. Romagnosi precisa che una riforma doganale non va intesa come una riforma commerciale la cui portata è molto più estesa. Il principio che rende giusto un intervento legislativo sulle dogane è che l'erario non può pretendere imposte e contemporaneamente ostacolare le attività che possono consentire al contribuente di versarle. Inoltre non si può imporre un prelievo e poi discriminare con privilegi rendendolo ad alcuni cittadini più gravoso che ad altri. La riforma per ottenere successo deve essere coerente e completa e incontrare il favore dell'opinione pubblica. Romagnosi lamenta che non esiste una scuola di finanza pubblica in grado di divulgare i vantaggi di una riduzione dei dazi. La finanza è trascurata e le è riservata solo una parte marginale degli studi economici. I problemi quotidiani della "azienda pubblica" sollecitano oggi lo sviluppo di un sapere specifico in materia. Romagnosi procede criticando J-B. Say che ha definito la contribuzione come una inevitabile consumazione improduttiva di altri valori. Per lo studioso lombardo la giustizia, la sicurezza e le infrastrutture sono beni al pari degli altri e li definisce "valori abilitanti". La loro particolarità è che l'utilità che producono è di indefinita portata e difficilmente estimabile, mentre i beni privati, indicati come "valori soddisfacenti", offrono benefici facilmente misurabili. La scienza che studia la finanza pubblica deve impegnarsi a determinare correttamente la domanda e l'impiego del denaro pubblico per produrre un adeguato numero di "valori abilitanti". Termina con alcune considerazioni su come dovrebbe organizzarsi la scienza delle finanze. Romagnosi nello scritto cita Cesare Beccaria, Adam Smith e Pietro Verri.
autore Romagnosi Gian Domenico
nome citato Beccaria Cesare
nome citato Smith Adam
nome citato Say Jean Baptiste
nome citato Verri Pietro