Documenti relativi a Smith Adam

Opere principali


 An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations

Charles J. Bullok, New York, 1776


Corrispondenze


Manoscritti


Analysis of "Wealth of Nations" arranget on a new easy method by rev. F.A. Basford de Whilson

Opera di Adam Smith intitolata "Analysis of "Wealth of Nations" arranget on a new easy method by rev. F.A. Basford de Whilson (Oxford, Thimpthon, 1887).
nome citato Basford de Whilson F.A.


Altri documenti


Documenti di soggetti terzi che menzionano l'Autore


Su diverse scuole di pensiero

Scrive Torrigiani: "M'accennavate del modo in cui parecchi scienziati della Germania trattano dell'economia. Quelli che vogliono abbattere la scuola di Smith cercando di collocare l'etica a guida superiore dell'economia politica dimenticano la distinzione vera e proficua che merita la scuola italiana sin dal secolo scorso per armonizzare i principi della nostra con la scienza della filosofia morale". Propone un articolo sull'argomento.
destinatario Protonotari Francesco
mittente Torrigiani Pietro
nome citato Smith Adam


Temi economici

Baer scrive a proposito del giudizio di Luzzatti sui socialisti della cattedra critica Vito Cusumano. Elogia Smith e Ricardo riferendosi al III volume, "La proprietà", del Lampertico.
destinatario Protonotari Francesco
mittente Baer Costantino
nome citato Cusumano Vito
nome citato Lampertico Fedele
nome citato Luzzatti Luigi
nome citato Ricardo David
nome citato Smith Adam


Frammenti di economia politica

Si tratta della copia autografa di un articolo preparato per gli "Annali universali di Statistica", che si trova inserito nella raccolta delle opere complete di Romagnosi curata da De Giorgi. Oggetto dello scritto è la riforma del sistema doganale francese e gli effetti del "sistema proibitivo" sul commercio. L'articolo prende spunto da un indirizzo dei commercianti di Bordeaux che chiedeva una riduzione dei dazi doganali. Romagnosi precisa che una riforma doganale non va intesa come una riforma commerciale la cui portata è molto più estesa. Il principio che rende giusto un intervento legislativo sulle dogane è che l'erario non può pretendere imposte e contemporaneamente ostacolare le attività che possono consentire al contribuente di versarle. Inoltre non si può imporre un prelievo e poi discriminare con privilegi rendendolo ad alcuni cittadini più gravoso che ad altri. La riforma per ottenere successo deve essere coerente e completa e incontrare il favore dell'opinione pubblica. Romagnosi lamenta che non esiste una scuola di finanza pubblica in grado di divulgare i vantaggi di una riduzione dei dazi. La finanza è trascurata e le è riservata solo una parte marginale degli studi economici. I problemi quotidiani della "azienda pubblica" sollecitano oggi lo sviluppo di un sapere specifico in materia. Romagnosi procede criticando J-B. Say che ha definito la contribuzione come una inevitabile consumazione improduttiva di altri valori. Per lo studioso lombardo la giustizia, la sicurezza e le infrastrutture sono beni al pari degli altri e li definisce "valori abilitanti". La loro particolarità è che l'utilità che producono è di indefinita portata e difficilmente estimabile, mentre i beni privati, indicati come "valori soddisfacenti", offrono benefici facilmente misurabili. La scienza che studia la finanza pubblica deve impegnarsi a determinare correttamente la domanda e l'impiego del denaro pubblico per produrre un adeguato numero di "valori abilitanti". Termina con alcune considerazioni su come dovrebbe organizzarsi la scienza delle finanze. Romagnosi nello scritto cita Cesare Beccaria, Adam Smith e Pietro Verri.
autore Romagnosi Gian Domenico
nome citato Beccaria Cesare
nome citato Smith Adam
nome citato Say Jean Baptiste
nome citato Verri Pietro


Ricerca di un'edizione rara di "Smith Adam Recherches traduction par Garnier"

Einaudi richiede a Laterza un'edizione rara di Adam Smith, Recherches traduction par Garnier. Einaudi sa che esiste una prima edizione, che varie fonti fanno risalire al 1800 o al 1805 e non al 1802 ed è esattamente quella che lui sta cercando. L'edizione è in cinque volumi e non in sei come lo è, invece, quella del 1822 che già possiede. Offre 30 lire, diritti e spese non compresi, pur consapevole che "dovrebbe valer meno, dato che le traduzioni di Smith sono innumerevoli e di Garnier furono pubblicate due edizioni dopo la prima".
destinatario Laterza Giovanni
mittente Einaudi Luigi
nome citato Garnier Germain
nome citato Smith Adam


Senza titolo [Sistemi delle tariffe]

Si esaminano i sistemi delle tariffe, in particolare quello della tariffa duplice, "a due colonne di dazi", i minimi e i massimi, e quello attualmente in vigore in Italia della "tariffa generale". In linea di principio, comunque, per Bertolini tutti "i trattati di commercio o sono una burla o cercano trarre in inganno; infatti essi hanno il difetto fondamentale di dover essere una concessione reciproca [...], un do ut des infine". Esaminando gli effetti della politica doganale, Bertolini dimostra come la crescita o il declino dei vari settori produttivi dell'economia nazionale si siano compiuti indipendentemente da essa, confermando la teoria liberista di Adam Smith. In alcuni casi, come per l'importante settore della cerealicoltura, gli effetti erano stati a suo avviso deleteri ed opposti a quelli sperati, tanto che la recente sospensione del sistema doganale per i cereali era stata accompagnata da una sensibile ripresa produttiva, soprattutto in Puglia. "Il Minghetti diceva datemi un bilancio ed io vi saprò dire di quale paese si tratti. Se questo si può dire del bilancio, a maggior ragione si dovrebbe dire della tariffa doganale, che dovrebbe essere indice delle tendenze, delle aspirazioni di un paese, delle sue condizioni economiche". Applicando questo concetto alla tariffa del 1887, Bertolini ne denunciava, però, l'alterazione rispetto alla "struttura economica del nostro Paese". Il dazio poteva essere in effetti strumento di "tutela economica", ma anche di "guerra economica". E la tariffa del 1887 rinviava alla seconda funzione. Ad uno ad uno Bertolini svela tutti gli interessi di parte che si celavano dietro una politica commerciale protezionistica, ammantata di una patina ingannevole ed apparente di tutela del benessere collettivo di una nazione. "La barriera è una cosa artificiale, la cui soppressione ridonderebbe a beneficio quando fu unificata all'Italia e furono tolte di mezzo le barriere, e certo non è detto che l'artificio, che sussisteva per gli Stati che insieme formarono l'Italia, non sussista anche tra Stato e Stato attualmente". I casi degli Stati Uniti d'America e di alcuni cantoni della Confederazione svizzera, paesi non protezionisti, confermerebbero l'artificiosità delle barriere doganali. Così, allo stato attuale, il protezionismo "si è chiuso nella difesa ed alcuni sono giunti a dire che riconoscono che la condizione generale delle cose è il liberismo, ma che nelle contingenze attuali occorre il protezionismo". In questa schiera di economisti Bertolini colloca Cognetti de Martiis, che, curatore della quarta serie della "Biblioteca degli Economisti", nella prefazione ad un volume distinse tra libero Stato, come "meta", e Stato protezionista come realtà attuale "in continua evoluzione verso lo Stato libero". Ad essere sbagliato in una simile concezione, secondo Bertolini, è il presupposto che scaturisce dall'indirizzo della scuola storica, in base al quale "il nocciolo dell'economia" sarebbe "nella correlazione con l'organismo umano" e nelle sue trasformazioni nel tempo. Quando lo sviluppo industriale è agli esordi l'economia di un Paese sarebbe così paragonabile ad un bambino, che ha bisogno di essere difeso dai genitori. Lo Stato, pertanto, deve intervenire con una politica protezionistica, fintanto che l'industria non sia sufficientemente solida da poter tener testa alla concorrenza straniera. L'obiezione che Bertolini muove a questa concezione di Cognetti de Martiis è che nessuna inchiesta, condotta sullo stato dell'economia italiana, aveva affermato il raggiungimento di livelli minimi di sviluppo per l'industria che supportassero un superamento della politica protezionistica. In questo Bertolini condivide le posizioni di Bastiat, secondo cui "la protezione è un cuscino comodo, su cui l'industria s'addormenta". L'Italia aveva a sue spese subìto gli effetti deleteri della politica protezionistica sostenuta in favore dell'industria pesante (navale, siderurgica e metallurgica) durante e dopo il periodo bellico. Il coinvolgimento in tale sistema di protezione degli istituti bancari avrebbe portato ad una sicura bancarotta, se "per fortuna dell'Italia Bonaldo Stringher non avesse saputo far andare a mare la troppo confidente Banca di Sconto". Tra i seguaci del libero scambio, che ebbe origine dalla battaglia contro la tariffa sul grano condotta vittoriosamente da Riccardo Cobden, "economista insigne della prima metà del XIX secolo", simbolo stesso del liberismo, in Italia è ricordato Luigi Einaudi, accanto ovviamente allo stesso Angelo Bertolini e al suo maestro, Francesco Ferrara. Bertolini confessa che le lezioni di quest'ultimo del 1857-58-59 "sono veramente ammirabili e si sta cercando di pubblicarle". Unico attuale rimedio contro il protezionismo è la sua moderazione, attraverso il ricorso alle statistiche commerciali.
autore Bertolini Angelo
nome citato Smith Adam
nome citato Stringher Bonaldo
nome citato Bastiat Frédéric
nome citato Cobden Riccardo
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Minghetti Marco
nome citato Ferrara Francesco
nome citato Cognetti De Martiis Salvatore


Del pauperismo e delle libertà economiche

Appunti di Dragonetti su Adamo Smith fondatore della Scienza economica sulla base esclusiva della teoria dei valori: e benché innanzitutto egli si lasciasse assorbire dallo studio della ricchezza, tuttavia è stato il meno assoluto degli economisti della sua scuola. La sua vasta mente non si è limitata all'esame dei fenomeni materiali della produzione, ma si è occupata delle più elevate questioni della filosofia sociale. Ma una tale tendenza a poco a poco si dileguò per coloro che professavano le sue dottrine ed il loro materialismo andò crescendo con i commenti con cui le teorie furono svolte ed allargate. Le loro più esagerate espressioni si trovano nei volumi dell'ebreo Ricardo, il sottile metafisico della rendita territoriale. Per lui le nazioni non sono che opifici di produzione, l'uomo altro non è che una macchina che produce e consuma e la vita umana niente di meglio che un capitale. Sostiene inoltre che la teoria della ricchezze non potrà mai da sé sola costituire una scienza. Say sentiva vagamente questa verità quando nel suo corso di economia politico-pratica dava a quella disciplina il nome di sociale. Non ci si può limitare all'osservazione dei fenomeni della produzione e della ricchezza perché facendo astrazione dai valori delle popolazioni che le producono e le consumano si fa ritorno a quella povera scienza tutta fiscale ed antisociale per i suoi disastrosi effetti.
autore Dragonetti Luigi
nome citato Smith Adam
nome citato Ricardo David
nome citato Say Jean Baptiste


Dispensa intitolata "Economia nazionale"

Dispensa di Angelo Messedaglia intitolata "Economia nazionale". Comprende: nozione, partizione, scopo in corrispondenza all'ufficio. Parte prima: "produzione della ricchezza", sua natura economica, sua forma (bisogni, valore, utilità); sui fattori della produzione: natura, lavoro, (produttività e lavoro, elemento fisico, elemento intellettuale, elemento morale), capitale (il capitale quale fattore riproduttivo, sua essenza, relatività del concetto, capitale immateriale). Cenni di storia del pensiero economico: sulla fisiocrazia e sul concetto di "reddito o prodotto netto"; sul "sistema industriale o del lavoro, sull'economia inglese: A. Smith, sistema industriale, suoi lineamenti ecc. La dispensa presenta numerose correzioni di Messedaglia.
autore Messedaglia Angelo
nome citato Smith Adam


Opinioni sulla riforma delle finanze

Sella trasmette un bilancio preventivo per il 1969 in lingua tedesca dove ha trovato quanto interessava a Messedaglia. Discute della riforma, che avrebbe voluto lasciasse alle Finanze la direzione delle gabelle, e sul fatto che il capo del distretto possa dirigere le Finanze, la polizia e i comuni: "Adam Smith [aveva] torto" sulla divisione del lavoro. Stabilisce un confronto tra l'imposta diretta nel Lombardo Veneto ed il Regno d'Italia. Lamenta infine la mancanza di uomini geniali come Messedaglia e Giorgini.
destinatario Messedaglia Angelo
mittente Sella Quintino
nome citato Smith Adam
nome citato Giorgini Giovan Battista


Lettera di Jean Baptiste Say Francesco Saverio Salfi

Lettera, scritta in francese, in cui il Say risponde alle critiche espresse da Nicola Porcinari nelle "Riflessioni sul Trattato di Economia politica del sig Say" (1), opera nella quale l'autore lo aveva attaccato pesantemente accusandolo di aver plagiato Smith: "Cet anonyme A est bien maladroit de faire le procès à toute l'Europe qui a traduit mon Traité dans toutes les langues et qui y a trouvé la mieux distribuée et la plus complette exposition des principies de l'economie politique. Quiconque écrit sur les sciences et se cache, a la convinction qu'il a tort. (1) Lo scontro Say-Porcinari è parte di una polemica con gli economisti italiani, Gioja in testa, che si trascinerà per anni. Una dettagliata ricostruzione della polemica è stata fatta da F. Di Battista, vedi nota bibliografica. Una traccia della polemica tra Gioja e Say è riscontrabile anche nella lettera di Poggi a Salfi del 24 aprile 1828, ms. XX 77.1.3.
destinatario Salfi Francesco Saverio
mittente Say Jean Baptiste
nome citato Gioja Melchiorre
nome citato Smith Adam
nome citato Poggi Giuseppe
nome citato Di Battista Francesco
nome citato Porcinari Nicola


Lettera di Carlo Uhr a Francesco Saverio Salfi

Il documento, datato Parigi, 9 giugno 1829, è una lettera con cui il mittente chiede al Salfi di poterlo incontrare per consegnarli "una lettera dell'Avvocato, Signor Bianchini e alcune copie in istampa delle sue Riflessioni sulla pubblica economia". Il 28 marzo dello stesso anno, Bianchini aveva inviato a Salfi, sempre tramite Carlo Uhr, le copie dell'opuscolo "Dell'influenza della pubblica amministrazione sulle industrie nazionali e sulla circolazione della ricchezza", stampato a Napoli nel 1828, in cui l'autore continuava la polemica dell'economista "pratico" contro i teorici, rappresentati da J. B. Say, teorico della libertà commerciale, e in Sismondi, sostenitore della coincidenza fra interesse privato e pubblico sostenuta da Smith. Cfr. F. Di Battista, vedi nota bibliografica.
destinatario Salfi Francesco Saverio
mittente Uhr Carlo
nome citato Sismondi Jean Charles Léonard Simonde de
nome citato Di Battista Francesco
nome citato Bianchini Lodovico
nome citato Smith Adam
nome citato Say Jean Baptiste


[Scritto su Adam Smith]

Scritto di Ruini (autografo e in parte dattiloscritto) su Adam Smith: "Vita di Smith, Adamo Smith e il cosmopolitismo economico, Il moralista e l'economista, Lavoro e scambi: fondazione dell'economia politica, La storia e 'l'invisibile Mano', Interessi generali ed interventi dello Stato".
autore Ruini Meuccio
nome citato Smith Adam


"Miscellanee Economiche"

Appunti ed estratti autografi del Minghetti, più precisamente: "Rosmini-Il Comunismo ed il socialismo, I fondamenti dell'Economia nazionale-manuale elementare degli uomini d'affari e degli studiosi (1854), Note allo Smith, Storia della ricchezza delle nazioni, Trattato di Economia pubblica, Del metodo nell'economia pubblica, Rossi Gabriello, Mali effetti attribuiti alla concorrenza".
autore Minghetti Marco
nome citato Smith Adam
nome citato Rosmini Antonio
nome citato Rossi Gabriello


Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giulio Andreotti (14-03-1958)

Einaudi scrive a Andreotti, Ministro delle Finanze, per ricordargli gli insegnamenti di Adam Smith riguardo alle imposte: esse devono essere esatte con il minimo costo di denaro e di tempo per il contribuente e quando non c'è chiarezza "mezzani e azzeccagarbugli si intrufolano a riscuotere taglie private". Sembra invece che l'Amministrazione insista nel "farsi mandare con tanti accidenti all'inferno" senza alcun vantaggio per il fisco.
destinatario Andreotti Giulio
mittente Einaudi Luigi
nome citato Smith Adam