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Il documento è presente nel fascicolo: Corrispondenti diversi con Antonio Pesenti

Il fascicolo contiene le lettere (in ordine alfabetico per mittente) inviate ad Antonio Pesenti da diversi corrispondenti.
Scheda: E17/00001/01/00/00002/000/000
Consistenza: 60 cc. nn.
Numero del fascicolo: A
Numero della busta: 3
A cura di: Claudia Codeluppi, Manuela Mosca

Il documento si trova nella serie/sottoserie: Autobiografia

Si tratta di documentazione che già Pesenti aveva in qualche modo aggregato per il volume "La cattedra e il bugliolo".


Il fascicolo si trova nel fondo: Pesenti Antonio M.

Antonio M. Pesenti (Verona 1910 - Roma 1973), si distinse precocemente negli studi e potè aggiornare la propria formazione di economista con lunghi soggiorni di studio all'estero. A Parigi pubblicò con lo pseudonimo di Italicus il pamphlet antifascista "Antifascismo nuovo" con la collaborazione dei fuoriusciti aderenti a Giustizia e Libertà. Si avvicinò, dopo aver inizialmente professato idee repubblicane, aderendo al gruppo di B. Maffei, al Partito socialista. Collaborò così col Nuovo Avanti e con Politica socialista, pure allora pubblicati in Francia. Partecipò al congresso del partito tenuto a Parigi nel luglio del 1935 e intervenne mascherato, per ovvie ragioni di sicurezza che si dimostrarono inefficaci, al congresso di Bruxelles degli italiani antifascisti che condannarono l'attacco all'Etiopia tenuto nell'ottobre dello stesso anno. Rientrato in Italia, fu arrestato l'8 novembre 1935 e condannato al carcere, dove rimase fino al 1943. Durante la reclusione aveva aderito al Partito comunista, e come membro di questa organizzazione politica divenne, nel 1944, sottosegretario alle Finanze nel secondo governo Badoglio e, nello stesso anno, ministro nel secondo governo Bonomi. Fu direttore di Critica Economica, editore di Politica Economica, fondatore del Centro Economico della Ricostruzione (C.E.R.), professore universitario (Roma, Parma e Pisa), autore di diverse pubblicazioni di economia, riassunse le proprie vicende nell'autobiografia intitolata "La cattedra e il bugliolo". Il fondo Pesenti è costituito da 70 buste e raccoglie oltre al materiale che permette di ricostruire le vicende familiari e personali dell'uomo politico e dello studioso (bb. 1-7), documenti sul Partito Comunista Italiano (bb. 8-14), sugli incarichi di Governo e per l'Istituto per la ricostruzione industriale (bb. 15-19), sull'Indagine straordinaria sulla società per azioni svolta nel 1946 (bb. 20-26), sul Centro Economico per la Ricostruzione (bb. 27-33), sull'attività svolta da Pesenti come parlamentare e studioso (bb. 34-62). Le buste 64-70 sono costituite da una parte dell'archivio Guido Jung (che fu ministro delle Finanze durante il regime fascista) e contiene documentazione sul periodo 1929-1943.

Il fondo è conservato presso: Biblioteca Balestrazzi di Parma

Nata nel 1975 come biblioteca del PCI, creata e organizzata da Dante Salsi, la Biblioteca Umberto Balestrazzi apre al pubblico nel 1977. Dalla prima sede presso la Federazione del PCI, la Biblioteca si trasferisce insieme con l'Istituto Gramsci nell'ex convitto San Paolo, che ospita altre istituzioni culturali. E' degli anni '80 la convenzione con la Regione Emilia-Romagna, che colloca la Balestrazzi nel sistema bibliotecario locale e regionale. Dal 1995, anno della prematura scomparsa del bibliotecario fondatore Dante Salsi, la Biblioteca passa in regime di convenzione alla gestione comunale, e viene riaperta al pubblico nel giugno 1996. La Biblioteca Umberto Balestrazzi si propone come centro di documentazione e di ricerca a quanti si interessano di discipline storiche, sociali e politiche. L'indirizzo specialistico permette ricerche (a diversi livelli di approfondimento) di storia contemporanea anche a carattere locale, dove è particolarmente documentata la storia del movimento operaio. Il materiale posseduto comprende fondi bibliografici ed archivistici, nonché testate di periodici cessati e correnti; complessivamente si contano circa 23600 documenti. Di particolare rilievo sono il fondo bibliografico e archivistico Antonio M. Pesenti e il fondo Widar Cesarini Sforza, donati alla biblioteca dagli eredi del famoso economista e dell'insigne filosofo del diritto. La pubblicazione degli inventari dei due fondi è stata curata da Marzio Dall'Acqua, ed ora gli stessi sono a disposizione del pubblico presso la biblioteca. Fra i documenti dell'archivio, merita una segnalazione il carteggio di Alceste De Ambris dall'esilio ai familiari. Libri e opuscoli sono rintracciabili attraverso i cataloghi cartacei per titoli e autori (regole RICA) e per soggetti; mentre poco più di mille titoli, della recente produzione editoriale, sono inseriti nel catalogo parmense consultabile in linea. Anche i 1400 periodici sono catalogati e in parte rintracciabili nel Catalogo a stampa dei periodici correnti delle biblioteche di Parma e provincia (1988).
Indirizzo: Vicolo delle Asse, 5
Cap: 43100
Luogo: Parma
Regione: EMILIA ROMAGNA
Contatti: Tel. 0521-218881 Fax 0521-218892 e-mail balestrazzi@biblcom.unipr.it
Riferimenti per l'accesso: Orario: da lunedì a mercoledì ore 9-18, giovedì e venerdì ore 9-14, sabato ore 9-13 Condizioni di accesso e fruizione: l'accesso alla struttura è libero.