Fondi conservati presso l'Istituto:

Amari Emerico

Il Fondo Amari, che è uno dei più estesi tra quelli conservati nella sezione "manoscritti e rari" della Biblioteca Comunale di Palermo, fu donato alcuni anni dopo la morte dell'autore dai suoi discendenti. Le carte furono depositate in maniera molto disordinata e in buona parte non rispettando l'ordine con il quale pare lo stesso Emerico Amari le avesse raccolte e conservate. Notizie sull'originaria composizione del fondo dei manoscritti sono riportate nel saggio di F. Maggiore Perni "Di Emerico Amari e delle sue opere", Palermo, Tipografia Morvillo, 1871. I manoscritti, numerosi e diversi tra loro per contenuto, forma e data, coprono un arco temporale che va dagli studi universitari di Amari, sul finire degli anni 20 del XIX secolo, fino agli ultimi scritti del 1870, anno della sua morte. Il materiale, interamente accessibile e consultabile, non è in buono stato di conservazione, le carte in alcuni casi sono in vistoso deterioramento e il numero di autografi microfilmati è esiguo. I manoscritti, catalogati nello schedario della biblioteca con titolo e segnatura, non sono ordinati secondo un valido criterio e sono frequenti l'apposizione di titoli non corrispondenti al reale contenuto degli scritti, sovrapposizioni tra le segnature delle miscellanee e del loro contenuto, documenti di natura diversa mescolati a caso tra di loro. Gli autografi sono redatti da Amari con una grafia di non sempre agevole lettura su fogli per dimensioni e qualità vari e nella maggior parte dei casi sparsi e senza rilegatura. Gli scritti su quaderni e volumi sono limitati e si diversificano per consistenza dai quadernetti per semplici annotazioni a tomi di notevole spessore. Sono frequenti, tra le pagine dei manoscritti, foglietti di appunti volanti e scritti su carta di fortuna, molti dei quali spesso ricchi di preziose informazioni. Le carte conservate sono, per caratteristica e tema, varie. Sono presenti documenti e scritti personali, tracce di interventi, di discorsi e di lezioni universitarie. E' rilevante la presenza di copie autografe di testi, sia editi sia inediti, di diritto, di economia, di filosofia, di storia, di politica e più in generale di lavori scientifici. Tra questi sono stati rintracciati più di 50 manoscritti inerenti l'economica politica o comunque storiograficamente importanti per il pensiero economico. Sono particolarmente interessanti per ricostruire la riflessione economica di Amari gli interventi nelle sedute dell'Istituto d'Incoraggiamento di Palermo, gli estratti, le traduzioni e i commenti delle opere dei principali economisti studiati come A. Smith, D. Ricardo, etc..., le bozze di saggi di economia in alcuni casi inediti o pubblicati anonimi. Inoltre si segnalano come materiali di notevole utilità per la storia politica e culturale del risorgimento italiano: le lezioni universitarie di diritto penale lette a Palermo negli anni 1841-47 e raccolte in una decina di miscellanee composte da parecchie centinaia di fogli; il corso di filosofia della storia tenuto a Firenze nel 1859; gli articoli di politica e i lavori di storia e di filosofia, sia giovanili sia della maturità, conservati nelle miscellanee di argomento vario; le bozze e le parti inedite dell'opera principale di Amari, la "Critica e Storia di una Scienza delle legislazioni comparate"; le carte dell'attività politica dagli anni trenta agli anni settanta dell'800; gli appunti degli studi di lingue antiche o straniere e le traduzioni compiute; gli epistolari e i documenti personali. Tra gli scritti che per contenuto non riguardano direttamente l'economia politica sono di particolare importanza la bozza della "Storia di una Scienza delle legislazioni comparate",solo di recente trascritta e pubblicata, e il lungo e dettagliato inedito del 1855 sulle "Origini scientifiche storiche e critiche del diritto pubblico marittimo internazionale" che contiene originali spunti riguardanti la filosofia politica e del diritto di Emerico Amari. Altri autografi dello stesso autore sono conservati nell'Archivio di Stato di Palermo, considerato che Amari ricoprì numerose cariche pubbliche sotto il governo borbonico, quello rivoluzionario del'48 e nel decennio postunitario.

Paolo Balsamo

Il fondo Balsamo della Biblioteca Comunale comprende parte dei manoscritti di Paolo Balsamo (1764-1816), cattedratico di Economia ed Agricoltura alla Reale Accademia degli studi di Palermo dal 1787. Si tratta innanzitutto dei testi delle lezioni, del Corso completo degli elementi di agricoltura teorico-pratica del 1796-97 poi pubblicato postumo nel 1851, e del corso per l'anno accademico 1802-1803 dal titolo "Dell'agricoltura ovvero economia rurale con l'aggiunta di alcuni principi di legislazione e di economia relativi all'agricoltura ed alla ricchezza delle nazioni". Comprende inoltre due copie manoscritte non autografe del secolo XIX delle "Segrete memorie della istoria moderna del Regno di Sicilia", pervenute alla Comunale fra i libri di Agostino Gallo, editore palermitano. Questi, attorno al 1839, le aveva fatte copiare dal manoscritto autografo che ora è conservato presso la Biblioteca Liciniana di Termini Imerese, città natale di Balsamo. Comprende infine alcuni materiali minori, un breve saggio sull'agricoltura delle Fiandre, e due gruppi di lettere. I manoscritti sono tutti di agevole lettura perché scritti in buona grafia e ben conservati. Gli autografi relativi alle lezioni sono rilegati, ordinati e senza cancellature. Essi, quasi tutti pubblicati postumi, ebbero attorno al 1840 un'ampia diffusione (furono pubblicate con lo stesso titolo edizioni di diverso contenuto, basate cioè su manoscritti diversi) e divennero testi di riferimento non solo in ambito accademico ma anche in ambito politico. Balsamo era stato protagonista della storia siciliana nei decenni a cavallo tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo aderendo ad un progetto politico ed economico liberal-moderato. Questa posizione è espressa in diversi modi sia negli scritti a carattere storico-politico che negli scritti delle lezioni agronomiche. Egli, richiamandosi ai principi di libertà economica impliciti nel modello smithiano e all'etica del profitto, propugnò la modernizzazione dell'agricoltura e dell'economia siciliana. Essa avrebbe dovuto basarsi sulla formazione di una classe di proprietari-agricoltori in grado di realizzare livelli adeguati di investimento e quindi di produttività.