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Fascicoli presenti nel Fondo:

1945

Il fascicolo raccoglie la corrispondenza varia relativa all'anno 1945. Di particolare interesse la corrispondenza con Sergio Steve relativa alle aliquote delle tassazioni dirette.

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Sergio Steve (23-06-1945)

La lettera di Einaudi riguarda una memoria inviatagli da Sergio Steve sulle aliquote delle tassazioni dirette. Einaudi ha l'impressione che il carico delle imposte sui terreni sia notevolmente superiore al 24,5 per cento calcolato da Steve e chiede quindi alcuni chiarimenti sulla metodologia di calcolo dell'imposizione reale sui terreni e fabbricati e sulla costruzione delle tabelle presenti a pag. 18 e 23 dell'opuscolo. Einaudi conclude esprimendo alcune considerazioni sulla Commissione parlamentare incaricata di studiare l'imposta straordinaria sui patrimoni: se la Commissione non riesce a trovare un accordo, Einaudi ritiene che sarebbe utile che essa si scindesse in diverse sottocommissioni, e che ciascuna sottocommissione presentasse un proprio progetto di legge. Infatti in assenza di un documento (o di più documenti) è impossibile una vera discussione [La risposta di Steve è sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR]. In allegato la memoria di Steve.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Steve Sergio

Corrispondenza: Sergio Steve a Luigi Einaudi (04-07-1945)

Steve ringrazia Einaudi delle sue osservazioni [lettera del 23.06.1945 di Einaudi a Steve, riportata in questo fascicolo ASE NDR], e chiarisce la metodologia di calcolo dell'imposta reale sui terreni e sui fabbricati. Steve afferma che terrà conto delle osservazioni di Einaudi nella prossima stesura della memoria. Riguardo i lavori della Commissione parlamentare incaricata di studiare l'imposta straordinaria sui patrimoni, Steve invia ad Einaudi una nota preparata nel 1944 per l'Istituto di Finanza sui precedenti italiani sull'imposizione straordinaria sul patrimonio, nota che può suggerire le questioni da affrontare nella istituzione della nuova imposta straordinaria.
mittente Einaudi Luigi
mittente Steve Sergio




1947

Oltre alle lettere presenti nella sezione "Documenti", il fascicolo contiene corrispondenza di cortesia con De Gasperi; una lettera di Einaudi a De Gasperi sulla possibilità di avvalersi della consulenza della società T&T per l'ammodernamento della rete telegrafica e telefonica dello Stato; una lettera del 22 luglio 1947 a Gustavo Del Vecchio, in cui Einaudi chiede, in vista della seconda riunione annua del Consiglio dei governatori del FMI e BIRS, il nome del funzionario del Ministero del Tesoro che Del Vecchio intende nominare; una lettera del 9 giugno 1947 (e un'ulteriore copia del 7 luglio 1947) con cui il Presidente del Biographical Encyclopedia of the World, A.S. Kaye, informa Einaudi che il suo nome è stato proposto da Costantino Bresciani Turroni per l'inclusione nella 4° edizione della Biographical Encyclopedia. Tale enciclopedia, spiega Kaye, indica, per ciascun Paese, le persone il cui operato è massimamente degno di riconoscimento.

Corrispondenza: Altiero Spinelli a Giuseppe Saragat (20-10-1947)

Lettera di Altiero Spinelli a Saragat. Spinelli concorda con Saragat sulla necessità di creare una forza socialista che governi insieme alla Democrazia Cristiana, staccando quest'ultima dalla destra reazionaria. Il primo passo in politica economica interna deve essere quello di sanare l'economia tramite il controllo dell'inflazione. Einaudi, specifica Spinelli, è deciso a farlo ma è ostacolato da un "gruppo inflazionista" formato da una coalizione di industriali e operai. Anche all'interno del Governo, sono note le tensioni esistenti con il Ministro dell'industria e del Commercio, tanto che Einaudi è costretto a cercare uomini di fiducia tra i socialisti autonomisti ed ha nominato Tremelloni presidente del FIM. Spinelli afferma che è preciso dovere del PSLI difendere la politica anti-inflazionista di Einaudi, che peraltro attua la stessa politica che i "compagni" francesi stanno appoggiando a Parigi. In tema di politica estera, Spinelli auspica maggiore chiarezza da parte del PSLI per dare il necessario appoggio alla costituzione di una Federazione Europea.
nome citato Einaudi Luigi
destinatario Saragat
mittente Spinelli Altiero
nome citato Tremelloni Marco

Corrispondenza: ARAR a Luigi Einaudi (23-08-1947)

Si comunica che il prof. Rossi, Presidente dell'ARAR, ha telefonato perché venga segnalato al Governatore l'articolo pubblicato sul "Giornale del Mezzogiorno", sul noto contratto ARAR-UNAM. Il prof. Rossi ha voluto sottolineare che si tratta di un giornale di "loschi speculatori e ricattatori" che ha oltre un miliardo di deficit. Il prof. Rossi ha aggiunto che i tre onorevoli citati nell'articolo non meritano alcuna considerazione, essendosi prestati ad una volgare campagna giornalistica. Il Pres. dell'ARAR esprime la sua indignazione nel vedere il nome del Governatore (in un altro articolo dello stesso giornale) tra quelli che avrebbero aderito ad una inchiesta sull'argomento promossa dal giornale.
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Rossi

Corrispondenza: Giovanni Demaria al dott. Roffi (Segretario particolare di Einaudi) (30-07-1947)

De Maria scrive al dott. Roffi (Segretario particolare di Einaudi) riguardo l'intenzione di un suo studente, Tullio Bagiotti, di pubblicare la traduzione dell'opera di Gossen. Bagiotti si era rivolto al prof. Jannaccone per pubblicare la traduzione nella collezione UTET. Jannaccone aveva fatto rilevare che Einaudi aveva già incaricato altre persone di questa traduzione. De Maria si rivolge quindi a Roffi chiedendogli di informarsi se Einaudi intende procedere alla pubblicazione o se lascia l'allievo di De Maria libero di pubblicare la propria [Sull'argomento si veda anche la lettera del 18.07.1947 di Jannaccone, sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR].
destinatario Bagiotti Tullio
mittente De Maria Giovanni
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Gossen Hermann Heinrich
nome citato Jannaccone Pasquale
destinatario Roffi

Corrispondenza: Pasquale Jannaccone a Tullio Bagiotti (18-07-1947)

Lettera di Pasquale Jannaccone a Tullio Bagiotti, allievo di De Maria, riguardo la pubblicazione nella collezione UTET di una traduzione dell'opera di Gossen. Jannaccone comunica a Bagiotti che Einaudi aveva intrapreso qualche anno prima la traduzione dell'opera di Gossen per pubblicarla nella "Collezione di scritti inediti o rari di Economisti" [Sull'argomento si veda anche la lettera del 30.07.1947 di De Maria, sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR].
destinatario Bagiotti Tullio
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Gossen Hermann Heinrich
mittente Jannaccone Pasquale




1950

Fascicolo di corrispondenza varia relativa all'anno 1950. Si segnala la corrispondenza relativa ad una sottoscrizione per creare una istituzione o una fondazione oppure per finanziare una pubblicazione dedicata a Einaudi e uno scambio di lettere tra Rossi e Bresciani Turroni in merito al progetto di Rossi di creare una collana con lo scopo di diffondere le dottrine economiche tra gli uomini di affari.

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Ernesto Rossi (28-08-1950)

Costantino Bresciani Turroni scrive a Ernesto Rossi in merito al progetto da questi formulato di creare una collana con lo scopo di diffondere tra gli uomini di affari le dottrine economiche ed i retti principi di politica economica. Secondo Bresciani Turroni non si possono utilizzare traduzioni di opere già pubblicate in inglese o in tedesco. Ciò avrebbe il merito di contribuire a temperare l'infatuazione per Keynes, mettendo in rilievo alcuni principi fondamentali dell'economia classica. Tuttavia è difficile che uomini di affari siano disposti a seguire sottili disquisizioni. Ad esempio il libro di Haberler è magnifico ma astratto e difficile per chi non ha già una preparazione ad hoc. Bresciani Turroni afferma che sarebbe anche difficile raggiungere lo scopo raccogliendo articoli pubblicati nell'ultimo decennio in riviste internazionali: pur scegliendo gli articoli di più facile comprensione e senza formule matematiche, bisognerebbe che gli articoli non fossero slegati tra loro, ma che fossero raccolti intorno a determinati problemi. La soluzione migliore, afferma Bresciani Turroni, potrebbe consistere nel pubblicare opere originali di economisti italiani e stranieri, redatti tenendo conto della finalità dell'opera. Bresciani consiglia a Rossi di contattare tra gli economisti italiani, Fanno, Papi, Amoroso, De Maria, Jannaccone, Vinci e Vito. C'è però il problema del costo della collana, che Bresciani, in qualità di Presidente del Banco di Roma ritiene eccessivo e non finanziabile dal Banco. Quanto alle onoranze Einaudi, Bresciani ritiene, in base ad una precedente conversazione con Einaudi, che questi tenesse molto alla ristampa di "Ephemerides". In alternativa l'idea di ristampare l'opera di Ferrara gli sembra ottima [Si veda anche la lettera del 14 marzo 1950 di Jannaccone a Einaudi, e la lettera di Rossi del 1° settembre 1950, entrambe sintetizzate in questo fascicolo ASE].
nome citato Amoroso Luigi
mittente Bresciani Turroni Costantino
nome citato De Maria Giovanni
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Fanno Marco
nome citato Haberler
nome citato Jannaccone Pasquale
nome citato Keynes John Maynard
nome citato Papi Giuseppe Ugo
destinatario Rossi
nome citato Vinci
nome citato Vito Francesco

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Costantino Bresciani Turroni (01-09-1950)

Ernesto Rossi comunica a Costantino Bresciani Turroni che a seguito della lettera dello stesso Bresciani [lettera 28 agosto 1950, sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR] e a quella ricevuta da Robbins, gli pare opportuno abbandonare l'idea di creare una collana di opere originali destinata a uomini d'affari. Quanto alla ristampa delle opere di Ferrara, il dott. Siglienti prenderà accordi con Bresciani Turroni il giorno 6 a Milano [Si veda anche la lettera del 14 marzo 1950 di Jannaccone a Einaudi, sintetizzata in questo fascicolo ASE].
destinatario Bresciani Turroni Costantino
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Ferrara Francesco
nome citato Robbins Lionel
mittente Rossi Ernesto
nome citato Siglienti

Corrispondenza: Pasquale Jannaccone a Luigi Einaudi (14-03-1950)

Pasquale Jannaccone comunica ad Einaudi di aver fatto presente all'Avv. Siglienti le ragioni per cui non sarebbe opportuna la pubblicazione di una raccolta di scritti di Einaudi. Jannaccone invece suggerisce di non dare preventivamente alcuna destinazione alla somma da raccogliere tra gli Istituti affiliati all'Associazione bancaria, ma di stabilire solo che tale somma servirà a creare una istituzione o una fondazione oppure a finanziare una pubblicazione dedicata a Einaudi, da concordarsi con Einaudi stesso. Chiedendo a ciascun Istituto una somma pari a qualche frazione di millesimo dell'ammontare dei rispettivi capitali o dei depositi si metterebbe insieme una somma considerevole, a cui non sarebbe difficile trovare una destinazione gradita a Einaudi. Jannaccone riferisce che l'avv. Siglienti ha trovato opportuna la proposta e che si è riservato di parlarne con Bresciani Turroni [Sull'argomento si vedano anche la lettera del 28 agosto 1950 di Bresciani Turroni, e la lettera del 1° settembre 1950 di Rossi, il cui contenuto è sintetizzato in ASE in questo fascicolo, NDR].
nome citato Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi
mittente Jannaccone Pasquale
nome citato Siglienti




1952

Fascicolo di corrispondenza varia relativa all'anno 1952. Si segnala la lettera di Libero Lenti a Einaudi del 16 maggio 1952, [risposta alla lettera di Einaudi del 9 maggio 1952, sintetizzata in ASE nel fascicolo N. 26 di questa serie, intitolato a Libero Lenti, NDR] sulla composizione delle Commissioni giudicatrici dei concorsi universitari.

Corrispondenza: Libero Lenti a Luigi Einaudi (16-05-1952)

Lenti scrive ad Einaudi in merito alla composizione delle Commissioni giudicatrici dei concorsi universitari. Lenti ricorda che nella precedente lettera del 9 maggio 1952, Einaudi si è detto favorevole all'introduzione parziale di un sistema di estrazione a sorte [la lettera è sintetizzata in ASE nel fascicolo N. 26 di questa serie, intestato a Libero Lenti NDR]. A giudizio di Lenti il confluire di voti sui primi due membri da eleggere non configura un maggiore consenso, ma è frutto delle pressioni del professore locale sui colleghi. In questo modo il sistema rischia di peggiorare favorendo sempre le università più numerose. Lenti propone invece di restringere i collegi elettorali ai soli professori della materia: data la litigiosità dei professori universitari, sarebbe così più difficile influenzarne l'operato.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Lenti Libero




1954

Fascicolo di corrispondenza varia relativa all'anno 1954. Si segnala la lettera con cui Roffi, Segretario di Einaudi, comunica a Griziotti che Einaudi accetta di far comparire il suo nome nella direzione della rivista di Griziotti [si tratta della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" NDR]. Il nome di Einaudi dovrà però comparire senza la qualifica di "Presidente della Repubblica", ma con quella di "professore". [Sulla partecipazione di Einaudi alla direzione della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" si veda la lettera di Griziotti a Einaudi datata 2 dicembre 1948 in questo fascicolo e sintetizzata di seguito; si vedano anche le lettere del 23 novembre e 26 novembre 1948 nel fascicolo Corrispondenza Varia Corda 33 fasc. 2 (II semestre 1948); in ASE le lettere sono presenti in sintesi nel fascicolo 44 di questa serie] .

Corrispondenza: Benvenuto Griziotti a Luigi Einaudi (02-12-1948)

Benvenuto Griziotti è grato a Einaudi per aver accettato di offrire il suo nome di studioso per la direzione della rivista [si tratta della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" NDR]. Griziotti vorrebbe nel primo numero ricordare grandi figure di economisti scomparsi: Antonio de Viti de Marco, Renzo Fubini e Mario Pugliese. Griziotti pensa di affidare il necrologio di de Viti a Einaudi, quello di Fubini a Gustavo Del Vecchio [il necrologio fu poi scritto da Ernesto d'Albergo, NDR] e quello di Mario Pugliese a Ezio Vanoni. [Sulla partecipazione di Einaudi alla direzione della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" si veda la lettera di Roffi a Griziotti del 2 dicembre 1948 in questo fascicolo; si vedano anche le lettere del 23 novembre e 26 novembre 1948 nel fascicolo Corrispondenza Varia Corda 33 fasc. 2 (II semestre 1948); in ASE le lettere sono presenti in sintesi nel fascicolo 44 di questa serie]
nome citato de Viti de Marco Antonio
nome citato del Vecchio Gustavo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Fubini Renzo
mittente Griziotti Benvenuto
nome citato Pugliese Mario
nome citato Vanoni Ezio




1955

Fascicolo di corrispondenza varia relativa all'anno 1955. Il fascicolo contiene molta corrispondenza di cortesia tra cui lettere di Ferdinando Di Fenizio, Benvenuto Griziotti, Giulio Andreotti e Vincenzo Arangio Ruiz. I mittenti si congratulano con Einaudi per la fine del settennato di Presidenza della Repubblica, lodandone i risultati. Il fascicolo contiene inoltre alcune lettere di Ernesto Rossi, Benvenuto Griziotti e Libero Lenti, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (08-09-1955)

Rossi riferisce di aver perso fiducia nella "Commissione Sturzo" e riferisce ad Einaudi dell'inefficienza della Commissione e dei dissapori con Sturzo. Rossi riferisce inoltre che Benedetti e Scalfari hanno intenzione di lanciare, con l'aiuto finanziario di Olivetti, un rotocalco più popolare del "Mondo" che si chiamerà "L'Espresso" e somiglierà a quello francese.
nome citato Benedetti Arrigo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Olivetti Adriano
nome citato Scalfari Eugenio
nome citato Sturzo Luigi

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (15-05-1955)

Rossi chiede a Einaudi di scrivere una lettera di presentazione per Altiero Spinelli, da indirizzare a qualche "pezzo grosso" degli Stati Uniti per aiutarlo nella propaganda federalista. Spinelli, ricorda Rossi, è stato sempre antifascista ed ha scontato 10 anni di carcere e 6 di confino, è attualmente Presidente del Comitato esecutivo dell'Union Européenne des Fédéralistes (UEF), organizzazione che coordina le associazioni europee (Inghilterra inclusa) che hanno come scopo la propaganda per la Federazione Europea.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Rossi Ernesto
nome citato Spinelli Altiero

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (18-1955)

Rossi scrive a Einaudi che dal colloquio con l'avv. Picella, gli è sembrato di capire che Einaudi avesse cambiato idea sulla partecipazione alla rivista "il Mondo" e che volesse ulteriori informazioni. Rossi gli invia quindi una copia del programma scritto l'anno precedente. Rossi specifica di non aver più lavorato al progetto, ritenendo la partecipazione di Einaudi una condizione indispensabile di successo. Il nome di Einaudi aiuterebbe anche nella raccolta di fondi, da effettuarsi tramite l'istituzione di una società per azioni e lanciando la sottoscrizione attraverso gli sportelli bancari. La soluzione di massima partecipazione vedrebbe Einaudi direttore; quella di partecipazione minima, una lettera di augurio da pubblicare sul foglio per il lancio delle sottoscrizioni. La garanzia di indipendenza sarebbe affidata ad un "Comitato dei Garanti", come proposto da Einaudi. Come primo direttore Rossi propone Arrigo Benedetti, giornalista e tecnico di valore, che crede negli ideali liberali e di democrazia. In allegato il programma : 1) Politica estera: unificazione federale dell'Europa democratica e partecipazione in condizione di eguaglianza con gli Stati Uniti ed il Commonwealth al Patto Atlantico; 2) Politica interna: ricostruzione dello Stato liberale, alleanza con le forze democratiche laiche, opposizione a tutte le forme di confessionalismo, alla partitocrazia, alla corruzione nella vita pubblica, rafforzamento dell'istruzione pubblica per la formazione dei cittadini, stabilità monetaria, perequazione tributaria, smantellamento delle condizioni di monopolio.
nome citato Benedetti Arrigo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Picella
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (22-05-1955)

Rossi scrive ad Einaudi di essere scoraggiato: sul fronte della politica internazionale, la federazione europea sembra un'idea generosa, ma fuori da ogni possibilità concreta di realizzazione. In politica interna i contrasti interni alla Democrazia cristiana rendono il Paese ingovernabile. Rossi informa inoltre Einaudi che l'editore Neri Pozza ha promesso di inviare a Rossi le bozze del libro di Wicksteed tradotto da Vigorelli entro la fine di giugno. Rossi promette appena le riceverà, invierà le bozze a Einaudi, in modo che questi possa scriverne l'introduzione. Rossi ricorda a Einaudi che non sarà pubblicata l'introduzione del Robbins del 1932. Se Einaudi racconterà l'impressione che gli fece la prima lettura del "Common Sense" e quale importanza questo libro abbia avuto nella formazione del suo pensiero e quanto esso sia ancora attuale, il libro avrà il successo che merita [La traduzione di Vigorelli del libro di Wicksteed non fu poi pubblicata, mentre la prefazione Einaudi fu pubblicata postuma su "Il Mondo" del 28 novembre 1961 con il titolo "I consigli del buon senso"; il testo della prefazione è preceduto da un'introduzione di Ernesto Rossi].
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Robbins Lionel
mittente Rossi Ernesto
nome citato Wicksteed Philip

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (27-09-1955)

Rossi ringrazia Einaudi per la prefazione al libro di Wicksteed. Gliene saranno grati anche i lettori indotti a leggere il libro dalla partecipazione di Einaudi all'iniziativa. Rossi scrive che tra tutti i libri di economia, "Common Sense" è quello che ha lasciato la traccia più profonda nel suo pensiero. Rossi ricorda che fu Einaudi a consigliargli di leggere quel libro mentre era in carcere. Rossi ne tradusse anche il primo volume, ma la traduzione si è persa insieme agli altri quaderni del carcere e del confino. Rossi approva la decisione di Einaudi di non accettare presidenze e patronati e ne comprende le remore nel riprendere la collaborazione con i giornali. Anche Rossi peraltro ha cessato la collaborazione con "la Stampa" perché anche sulla "Stampa" "molti argomenti non si possono toccare". Infine Rossi esorta Einaudi a prendere parte ai lavori della Commissione finanze e tesoro del Senato, dal momento che la partecipazione di Einaudi scongiurerebbe molte "bestialità". [Sulla traduzione di Vigorelli del libro di Wicksteed anche la lettera del 22.05.1955, nel database ASE in questo fascicolo. La traduzione non fu poi pubblicata, mentre la prefazione Einaudi fu pubblicata postuma su "Il Mondo" del 28 novembre 1961 con il titolo "I consigli del buon senso"; il testo della prefazione è preceduto da un'introduzione di Ernesto Rossi].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Libero Lenti a Luigi Einaudi (25-10-1955)

Libero Lenti scrive a Einaudi in merito a questioni terminologiche, in particolare sull'uso delle parole "statunitense" e "automazione".
destinatario Einaudi Luigi
mittente Lenti Libero




1956

Fascicolo di corrispondenza varia relativa all'anno 1956. Si segnalano due lettere di Ernesto Rossi, una lettera di Giovanni Demaria del 4 maggio 1956 e una della Sig. Filomena Bovet Nitti, figlia di Francesco Saverio Nitti, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (12-05-1956)

Rossi invia ad Einaudi i due disegni di legge contro i monopoli, stesi dal prof. Ciscarelli. I documenti, precisa Rossi, sono stati modificati per tener conto delle osservazioni di Einaudi e di Menichella.
mittente Einaudi Luigi
nome citato Menichella Donato
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (14-05-1956)

Ernesto Rossi riferisce a Einaudi di aver letto con dolore l'articolo apparso su "Oggi", intitolato "Einaudi appoggia Malagodi". Rossi sottolinea che ciò è molto rischioso per Einaudi: anche se questi non intendeva realmente appoggiare Malagodi, ciò che conta è l'uso che Malagodi può fare delle parole di Einaudi ,il quale si trasformerebbe così da maestro del liberalismo a teorico della destra più reazionaria. Rossi scrive di aver più volte invitato alla prudenza anche Parri, Calamandrei e Levi. Infatti, a dispetto del reale contenuto del loro messaggio, ciò che conta alla fine è il modo in cui tale pensiero viene presentato al pubblico. Rossi si scusa per la sincerità con la quale ha parlato e spera che Einaudi continui a volergli bene.
nome citato Calamandrei Piero
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Malagodi
nome citato Parri Ferruccio
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Filomena Bovet Nitti a Luigi Einaudi (09-05-1956)

La Sig.ra Filomena Bovet Nitti invia a Einaudi il programma di pubblicazione delle Opere complete di Francesco Saverio Nitti, tracciato da Gustavo Del Vecchio, con l'indicazione degli eventuali collaboratori. In allegato il programma: "I volume: "Il socialismo cattolico" e "La popolazione ed il sistema sociale" collaboratore Luigi Del Pane; II volume: La misura del valore della moneta", "L'economia degli alti salari", Il saggio sullo sconto" e "Il lavoro" - Collaboratore Federico Caffè; III volume: "La conquista della forza" e "Il capitale straniero in Italia" - Collaboratore: De Marco; IV volume: Scienza delle finanze - Collaboratore: Sergio Steve, Repaci o Parravicini; V volume: Saggi e scritti vari di economia. Iniziative economiche. Documenti - Collaboratore De Maria"; [Il piano dell'opera dell'Edizione nazionale delle opere di Francesco Saverio Nitti, presenta delle differenze significative rispetto all'idea di Del Vecchio. Tra i possibili collaboratori identificati da Del Vecchio, solo Federico Caffè e Domenico De Marco collaborarono effettivamente all'opera, curando rispettivamente il vol. II ed il vol. III degli "Scritti di economia e finanza". Sergio Steve, Repaci, Parravicini e De Maria non presero parte al progetto. Inoltre l' "Edizione nazionale" risulta più articolata di quanto previsto originariamente, e comprende anche gli scritti politici di Nitti, NDR].
nome citato del Vecchio Gustavo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Nitti Francesco Saverio
nome citato Nitti Bovet Filomena




BAF,G,I", sf."Baffi Paolo

Il fascicolo contiene solo la lettera del 14 marzo 1945, sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Paolo Baffi a Luigi Einaudi (14-3-1945)

Baffi scrive a Einaudi di essere stato invitato dal promotore Sabatini a partecipare alla visita dei bocconiani di Roma a Einaudi, prevista per il giorno seguente. La visita, ricorda Baffi, era stata guidata fino al 1938 dall'ebreo Vittorio Del Vecchio. Con la campagna razzista il dott. Sabatini invitò "in malo modo" Del Vecchio a ritirarsi e diramò elenchi di bocconiani nei quali gli ebrei "non figuravano più" [sottolineato nell'originale, NDR]. Baffi scrive che a lui, come ad altri colleghi (Gustavo Del Vecchio, Molinari) sembra che non spetti al dott. Sabatini presentare a Einaudi i bocconiani di Roma.
mittente Baffi Paolo
nome citato del Vecchio Gustavo
nome citato Del Vecchio Vittorio
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Molinari
nome citato Sabatini




Ben"; sottofascicolo "Benini Rodolfo

Oltre all'invio di pubblicazioni (Lettere del 4.4.1947 e del 29.11.1948), il fascicolo è interessante per le lettere dell' 8 febbraio 1945 e del 29 novembre 1946, che riguardano questioni di politica monetaria, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Rodolfo Benini (08-02-1945)

Einaudi restituisce a Rodolfo Benini la memoria che questi gli aveva presentato. Einaudi si chiede in base a quali considerazioni si possa ricavare il dato relativo alla riduzione ad un terzo, forse anche ad un quinto, del numero delle contrattazioni a pronti in confronto a quelle di 6 anni prima. Egli ritiene che la sostituzione quasi assoluta degli acquisti in contanti sul mercato nero in luogo dei pagamenti a termine con assegno o giroconti in banca costituisca invece un dato contrario a tale stima. Einaudi ha qualche dubbio anche sull'obbligatorietà del prestito: già nel 1919 si era discusso di questo argomento, arrivando alla conclusione che è meglio scindere le due operazioni: lasciare il prestito volontario e congegnare in modo autonomo una imposta patrimoniale. Per quanto riguarda il lungo tempo concesso per il cambio dei biglietti, Einaudi è perplesso perché c'è da temere l'afflusso di biglietti da parte di chi potrebbe continuare a fabbricarli o da parte di detentori residenti all'estero.
destinatario Benini Rodolfo
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Rodolfo Benini a Luigi Einaudi (17-02-1949)

Rodolfo Benini ringrazia Einaudi per l'invito al Quirinale e annuncia che presto invierà in omaggio il suo articolo sulla "Superiorità ed inferiorità delle parti nei contratti"
mittente Benini Rodolfo
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Rodolfo Benini a Luigi Einaudi (29-11-1946)

Rodolfo Benini riferisce a Einaudi che riguardo la raccolta dei dati relativi alla sottoscrizione del prestito, Costantino Bresciani Turroni gli ha detto di non avere difficoltà a raccogliere tali dati, sempre che facciano altrettanto gli altri istituti consorziati. Benini constata che Einaudi ha accolto l'idea di proporre metodi uniformi per gli istituti che hanno filiali o agenzie che non sono nella città in cui l'ente ha sede. Benini ritiene questa scelta errata in quanto non ci sarà modo di conoscere la graduatoria di importanza delle sottoscrizioni. Benini chiede notizie di un suo articolo inviato al Corriere della Sera, ma non ancora pubblicato; se l'articolo non piace, Benini è pronto a ritirarlo.
mittente Benini Rodolfo
nome citato Bresciani Turroni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Rodolfo Benini a Luigi Einaudi (29-11-1948)

Rodolfo Benini ringrazia Einaudi per l'invio del libro "La guerra e l'unità europea"
mittente Benini Rodolfo
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Rodolfo Benini a Luigi Einaudi (29-12-1949)

Rodolfo Benini scrive ad Einaudi di non averlo potuto incontrare perché la sua anticamera era affollatissma, ed egli non ha voluto far valere i suoi titoli per avere la precedenza. Tuttavia Benini avrebbe voluto mostrargli alcune tavole statistiche che formano una "storia in cifre" della Banca d'Italia da quando essa è diventata un unico istituto di emissione. Benini si riserva di riparlare dell'argomento con Einaudi nei giorni successivi
mittente Benini Rodolfo
destinatario Einaudi Luigi




CAB, AC, AE, AF, AI" Sottofascicolo"Caffè Federico

Oltre ad una lettera del 17.1.1945 inviata a Einaudi per porgergli il benvenuto alla Banca d'Italia, il fascicolo contiene una breve lettera di Caffè del 22 dicembre 1953 indirizzata a Antonio D'Aroma (Segretario particolare di Einaudi, NDR), sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Federico Caffè a Antonio D'Aroma (22-12-1953)

Federico Caffè scrive a D'Aroma di essere restato "lietamente stupito" nell'apprendere che Einaudi ha trovato il tempo di leggere la sua breve nota bibliografica sul problema della disoccupazione nella letteratura straniera. Caffè invia due sue pubblicazioni a D'Aroma, pregandolo di valutare se sia o meno il caso di farne avere una copia a Einaudi.
mittente Caffè Federico
destinatario D'Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi




CIP, CIR, CIS, CIU, CIV"; sottofascicolo "Cipolla

Il fascicolo contiene due lettere di Einaudi a Carlo Cipolla. La prima lettera tratta di uno studio di Cipolla sulla decadenza ecclesiastica nell'Italia del Nord. La lettera è sintetizzata nella sezione "Documenti". La seconda lettera, datata 11 ottobre 1956, riguarda l'invio di pubblicazioni: Einaudi ringrazia Cipolla per l'invio della raccolta delle lezioni tenute a Cincinnati su "Money, Prices, and Civilization of the Mediterranean World. Fifth to seventeeth Century.

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Carlo Maria Cipolla (1951-01-29)

Einaudi ringrazia Cipolla per l'invio dei suoi lavori. Non avendo avuto il tempo di leggere tutto, Einaudi ha prestato attenzione soprattutto allo scritto che riguarda la decadenza della proprietà ecclesiastica nell'Italia del Nord. Qualche curiosità gli è però rimasta: di che tipo ed intensità è la svalutazione monetaria di cui parla Cipolla? Sembra che la svalutazione abbia costituito un processo continuo tra l'anno 1000 e l'anno 1200, che si è accentuata con la fine del secolo XIII con un fortissimo aumento dei prezzi. Questa svalutazione è stata causata dall'afflusso di uno dei due metalli preziosi (pag. 322 dello scritto di Cipolla)? Quale sarebbe l'origine dell'afflusso? Oppure si tratta di altro tipo di svalutazione? Un altro punto su cui Einaudi rimane "incerto" è il rapporto tra rovina morale del clero e crisi economica. Dal lavoro di Cipolla sembra che i due fenomeni siano contemporanei e che, se esiste una precedenza, questa è attribuibile alla crisi economica, a cui è seguita la rovina morale del clero. Einaudi giudica quest'analisi "romanzesca". Il fattore morale secondo Einaudi è stato originato dalla pigrizia degli ecclesiastici, pigrizia che ha favorito il fiorire di una classe di agricoltori intraprendenti e laboriosi e ciò è stata la fortuna della Lombardia.
mittente Einaudi Luigi




COR"; sottofascicolo "Corbino

Il fascicolo contiene corrispondenza tra Einaudi e Corbino intercorsa tra il 1944 ed il 1954. Il fascicolo contiene alcune interessanti lettere sintetizzate nella sezione "Documenti". Sono presenti nel fascicolo anche alcune lettere relative all'invio di pubblicazioni (lettera del 11.02.1954 relativa all'invio da parte di Corbino di "Elementi di economia politica"; lettera del 14.02.52 in cui Einaudi ringrazia Corbino per l'invio di "Il crepuscolo del liberismo"; lettera del 1.12.49 relativa all'invio degli "Annali dell'economia italiana") e corrispondenza di cortesia.

Corrispondenza: Epicarmo Corbino a Luigi Einaudi (06-04-1944)

Corbino si scusa di non poter accettare l'invito di Einaudi alla Conferenza sull'organizzazione dei partiti politici in Gran Bretagna per impegni presi in precedenza.
mittente Corbino Epicarmo
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Epicarmo Corbino (02-08-946)

Einaudi si complimenta con Corbino per la nomina alla Conferenza di Parigi. In precedenza egli aveva designato come delegato alla Conferenza il Direttore Generale della Banca d'Italia, dott. Menichella. Tuttavia, in assenza della nomina da parte del Governo italiano di un membro cui spettasse il coordinamento e la direzione della delegazione a Parigi, questo ruolo non poteva, a parere di Einaudi, essere svolto da Menichella. Infatti la materia trattata va oltre le specifiche funzioni finanziarie della Banca d'Italia. Avendo appreso che il Governo ha designato Corbino quale autorevole membro che guiderà la delegazione italiana, Einaudi assicura che lui stesso, il Direttore Generale e tutta la Banca, saranno lieti di collaborare con Corbino per la difesa degli interessi economici italiani.
destinatario Corbino Epicarmo
mittente Einaudi Luigi
nome citato Menichella Donato

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Epicarmo Corbino (07-01-1946)

Einaudi invia a Corbino due modifiche da apportare al disegno di legge relativo all'istituzione del Ministero per il commercio con l'estero. Einaudi propone di eliminare termini come "controllare" e "disciplinare" troppo generici (e molto utilizzati durante il regime fascista), e di scrivere esattamente ciò che si voglia attribuire al nuovo Ministero ed entro quali limiti l' azione di tale Ministero è libera e legittima. Il secondo punto riguarda il premio di esportazione e la sovrattassa di importazione.
destinatario Corbino Epicarmo
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Epicarmo Corbino (22-10-1946)

Einaudi comunica a Corbino di aver votato contro la confisca dei beni per alcune categorie di persone. Einaudi non riesce a capire come alcune persone possano essere condannate ad una vera e propria pena, come la confisca, non per un fatto personale di cui abbia giudicato un Tribunale, ma per la semplice appartenenza ad una categoria di persone.
destinatario Corbino Epicarmo
mittente Einaudi Luigi




Corrispondenza varia 1958-1960

Oltre a corrispondenza di cortesia, il fascicolo contiene una lettera di Einaudi a Giulio Andreotti, Ministro delle finanze, sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giulio Andreotti (14-03-1958)

Einaudi scrive a Andreotti, Ministro delle Finanze, per ricordargli gli insegnamenti di Adam Smith riguardo alle imposte: esse devono essere esatte con il minimo costo di denaro e di tempo per il contribuente e quando non c'è chiarezza "mezzani e azzeccagarbugli si intrufolano a riscuotere taglie private". Sembra invece che l'Amministrazione insista nel "farsi mandare con tanti accidenti all'inferno" senza alcun vantaggio per il fisco.
destinatario Andreotti Giulio
mittente Einaudi Luigi
nome citato Smith Adam




Cos, Cot"; sottofascicolo "Cosciani

Il fascicolo contiene corrispondenza intercorsa tra Einaudi e Cesare Cosciani tra il 1954 e il 1956. Oltre alla corrispondenza di cortesia, si segnalano due lettere di Einaudi del 1° luglio 1954 e del 6 maggio 1956, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Cesare Cosciani (01-07-1954)

Einaudi ritiene che non si debba badare troppo alle giustificazioni di carattere dottrinale in merito all'imposta sulle società, in quanto essa è semplicemente un mezzo per accentuare la progressività delle imposte. Indipendentemente dalle applicazioni legislative, si può però cercare di riflettere su questo istituto finanziario. La lettera di Cosciani del 3 giugno ha portato Einaudi a riflettere su tre punti. In primo luogo egli non capisce come il trasferimento di un intero pacchetto azionario di una società anonima immobiliare urbana o rurale possa costituire un mezzo per evitare l'imposta di registro. Si evita, osserva Einaudi, ciò che si deve pagare, e non ciò che non si è tenuti a pagare. Inoltre la dottrina è concorde nel ritenere preferibili le imposte annue rispetto a quelle saltuarie (come l'imposta di registro). L'imposta saltuaria, a parere di Einaudi, può avere l'effetto di indurre le parti ad astenersi dal trasferimento, il quale costituisce un atto che nell'interesse generale non dovrebbe essere mai scoraggiato. L'imposta annua invece lascia indifferenti compratore e venditore ed è quindi conforme all'interesse pubblico. Einaudi è convinto che l'abolizione assoluta e totale dell'imposta di registro a titolo oneroso costituirebbe una benefica riforma fondiaria ed agraria. In secondo luogo egli ritiene che l'osservazione di Cosciani relativa alla circostanza che l'imposta di successione si possa evadere mediante una girata in bianco del "de cuius", non si limiti alle società di comodo, immobiliari o meno, ma valga per tutte le tipologie di patrimoni azionari. La terza osservazione riguarda la disparità di trattamento ai fini dell'imposta complementare progressiva tra un proprietario immobiliare (tassato sull'intero reddito) e l'azionista della società proprietaria del medesimo patrimonio (tassato solo sul dividendo ed esonerato per le somme messe a riserva) solleva nuovamente il problema della tassazione delle somme messe a riserva. Einaudi ricorda che si tratta di un problema già discusso in passato, allorché si era arrivati alla conclusione che l'imposta sulla ricchezza mobile dovesse colpire solo i dividendi distribuiti e non il reddito prodotto, esentando cioè le somme messe a riserva ed evitando così la doppia tassazione del risparmio. L'esenzione è nata per incoraggiare le società a reinvestire parte dei propri redditi: in mancanza di tale possibilitàsi sarebbero dovuti distribuire tutti gli utili e poi ricorrere al mercato per finanziare gli investimenti. In quarto luogo Einaudi non vede perché sia importante far figurare nel bilancio delle società immobiliari titoli ad un prezzo più o meno alto, dal momento che la tassazione in sede di imposta fondiaria avviene sui valori catastali moltiplicati per i coefficienti stabiliti dalla legge.
destinatario Cosciani Cesare
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Cesare Cosciani (06-05-1956)

Einaudi scrive a Cosciani in relazione al maggior peso, lamentato dai giornali, delle imposte indirette rispetto a quelle dirette. Einaudi osserva che allo stato attuale delle statistiche non è lecito giungere a qualsiasi conclusione sul rapporto tra imposte diretti ed indirette, né sul confronto tra la situazione italiana e quella registrata in altri Paesi e neanche sul confronto tra la situazione italiana attuale e quella verificatasi in passato. Volendo contribuire a chiarire i fatti, Einaudi propone a Cosciani di stilare un elenco dei titoli di tutte le varie specie di entrate dello Stato, senza alcun raggruppamento e segnalando per ciascuna entrata i proventi per lo Stato negli anni 1913-14, 1938-39 e 1952-53. A questo catalogo dovrebbe accompagnarsi un elenco delle entrate degli enti locali e degli altri enti territoriali aventi diritto di imposta. Una volta raccolti tutti dati, si potrà passare alla loro classificazione. Einaudi si riserva di discutere con Cosciani delle possibili fasi successive di questa indagine.
destinatario Cosciani Cesare
mittente Einaudi Luigi




Del"; sottofascicolo "Del Vecchio

Il fascicolo contiene corrispondenza di cortesia intercorsa tra Luigi Einaudi e Gustavo Del Vecchio tra il 1950 e il 1956. Tra la corrispondenza di cortesia, un biglietto del 11 ottobre 1956 con cui Einaudi, dispiaciuto di non aver incontrato Del Vecchio a Venezia, ringrazia il suo interlocutore per l'invio della nuova edizione di "Vecchie e nuove teorie economiche". Si segnala anche la lettera del 27 marzo 1954, sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza Antonio D'Aroma a Gustavo Del Vecchio (27-03-1954)

Lettera del 27 marzo 1954 di Antonio D'Aroma a Gustavo Del Vecchio. Alla lettera è allegato un appunto di Einaudi in cui egli concorda con Del Vecchio sul giudizio positivo da questi espresso sul prof. Luigi Amoroso per l'assegnazione di un premio all'Accademia del Lincei.
nome citato Amoroso Luigi
mittente D'Aroma Antonio
destinatario del Vecchio Gustavo




DEM; DEN"; sottofascicolo "Demaria

Il fascicolo raccoglie la corposa corrispondenza tra Giovanni Demaria e Luigi Einaudi tra il 1945 e il 1956. Particolarmente interessante sono le lettere relative alla partecipazione di Einaudi agli interrogatori della Commissione economica della Costituente e quella relativa ad uno studio di Demaria su Pareto.

Corrispondenza: Antonio Rainoni (Segretario di L. Eianaudi) a Giovanni Demaria (15-04-946)

Lettera di accompagnamento degli ultimi scritti di Achille Loria, che Antonio Rainoni invia a Demaria su incarico di Einaudi per verificare la possibilità di una pubblicazione sul "Giornale degli economisti" [la lettera fa seguito alla lettera dell'Ing. Loria, figlio di Achille, a Einaudi per chiedere l'invio di quegli scritti a Demaria. La lettera si trova in ASBI, nello stesso fascicolo ed una sintesi è presente nel database ASE, in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Loria Achille
mittente Rainoni Antonio

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (01-03-1948)

Giovanni Demaria giudica la nuova composizione del Consiglio dell'IRI quanto di più svantaggioso si potesse fare per il Paese [Si veda la risposta di Einaudi del 06.03.1948, sintetizzata nel database ASE, in questo fascicolo, NDR].
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (02-01-1945)

Demaria chiede a Einaudi di collaborare al "Giornale degli economisti", sia attraverso la pubblicazione di articoli, sia per la parte bibliografica.
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (04-02-1951)

Demaria invia i chiarimenti richiesti da Einaudi [nella lettera del 29 gennaio 1951, NDR]. Sul rapporto tra storia e scienza, Demaria chiarisce che per Pareto l'ufficio della storia è quello di fornire esperimenti da laboratorio, esperimenti che gli economisti non possono intraprendere a loro piacimento. Dallo studio storico si possono trarre le prove (o lo spunto per la formulazione) di certe teorie che altrimenti non si sarebbero potute provare o scoprire. Riguardo l'equilibrio come complesso di relazioni necessariamente individuali, Demaria afferma che nella definizione dell'equilibrio, Pareto si riferisce a tutti i singoli membri di una comunità e non a masse organiche o a valori medi di somme di individui. Per gli storici l'equilibrio si ha quando la società nei suoi vari settori presenta certi rapporti per cui essa può progredire o mantenersi in vita senza particolari scosse. L'opinione contraria a quella di Pareto è rappresentata dalle teorie di Keynes, Kalecki e Klein, i quali si avvalgono di concetti (quali il moltiplicatore) non riferiti a singoli individui ma che riguardano ampie categorie di individui. [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 09.01.1951, del 15.01.1951 e del 29.01.1951, tutte conservate nello stesso fascicolo dell'Archivio Storico della Banca d'Italia e tute sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Kalecki Michal
nome citato Keynes John Maynard
nome citato Klein
nome citato Pareto Vilfredo

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (09-02-945)

Demaria chiede a Einaudi se ritiene che la Banca d'Italia verrà riorganizzata. In tal caso Demaria vorrebbe ricevere una copia dei progetti di riforma, dal momento che sta preparando un libro sulla riorganizzazione della struttura amministrativa dello Stato e dovrà trattare anche dell'organizzazione della Banca d'Italia e degli istituti ad essa collegati.
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (10-05-1955)

Demaria chiede ad Einaudi di aiutarlo per ottenere un visto per gli Stati Uniti. Il console americano a Milano infatti ha difficoltà a rilasciare il visto poiché Demaria è considerato un comunista, avendo anche lavorato con Pietro Nenni alla Costituente. Demaria giudica ciò ridicolo, anche alla luce delle sue battaglie liberali.
mittente De Maria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
destinatario Nenni Pietro

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (15-01-1951)

Demaria risponde alle richieste di chiarimento rivoltegli da Einaudi [Lettera di Einaudi del 9 gennaio 1951, sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR]. Quanto viene sostenuto a pag. 527 sull'equilibrio e sulle relazioni individuali non è un suo costrutto, ma un costrutto di Pareto. Demaria ha insistito su questo punto spinto da due ragioni. La prima è patriottica: l'idea e lo sviluppo matematico dell'equilibrio generale non sono tutti in Walras. Il carattere individuale dell'equilibrio è una affermazione esclusiva di Pareto, quando si noti che Walras talvolta imposta l'equilibrio come categoria sintetica. La seconda motivazione deriva dall'avversione di Demaria alle teorie keynesiane che, in quanto sintetiche, peccano in "superficialità". Demaria conclude affermando che in effetti Pareto non sempre risulta chiaro, e in alcune parti è poco comprensibile [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 09.01.1951, del 29.01.1951 e del 4.02.151, tutte conservate nello stesso fascicolo dell'Archivio Storico della Banca d'Italia e tute sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Pareto Vilfredo
nome citato Walras Leone

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (18-02-1951)

Demaria ringrazia Einaudi per essersi ricordato di lui in "Cinquanta anni di Scienza economica". Demaria ritiene che il pregio maggiore di tutto il saggio, dal punto di vista scientifico, sia nel continuo insistere (anche con le parole di Croce), a non fare i superbi, a chinar la testa, a evitare generalizzazioni. Ciò servirà a Demaria nel suo saggio su Schumpeter e ricorderà questa opinione di Einaudi, riportando quasi per intero la pagina dell'estratto di Einaudi (che nell'edizione in possesso di Demaria non ha numero, ma è la terza pagina del testo). Demaria scrive di essere riuscito a leggere l'opuscolo di Antonelli (Pisa, 1886) e di averlo trovato molto interessante. Ne farà una recensione sul "Giornale degli economisti". E' stranissimo, commenta Demaria, che Pareto abbia ignorato l'Antonelli, eppure matematicamente parlando, fu il suo solo antesignano italiano.
nome citato Croce Benedetto
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Pareto Vilfredo
nome citato Schumpeter Joseph

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (22-05-1950)

Demaria scrive ad Einaudi di essere preoccupato dal fatto che gli indici di andamento della produzione sono inferiori a quelli registrati nel 1938, mentre negli altri Paesi questi stessi indici registrano un miglioramento. Demaria suggerisce di abbandonare l'uso di fissare il saggio di interesse in base agli oneri dei servizi bancari e di ribassare il costo del denaro. Egli osserva inoltre che in Italia in questo momento si stanno privilegiando gli investimenti a breve e medio termine, in luogo di quelli a lungo termine, che sarebbero invece più produttivi. Demaria auspica un allargamento del credito, senza timore di un pericoloso accrescimento del livello dei prezzi. Altro provvedimento importante sarebbe la riforma agraria, a favore della quale il Governo dovrebbe, a parere di Demaria, imporsi.
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (27-02-1946)

Demaria aveva attribuito in precedenza il rifiuto di Einaudi di farsi intervistare alla mancanza di tempo, ed aveva perciò prospettato di restringere l'interrogatorio a solo pochi punti. Si è reso conto invece che Einaudi vede nell'interrogazione "un ostacolo di carattere pregiudiziale insormontabile", perchè contrario a norme di qualsiasi genere, giudicate pericolose per la stabilità pacifica del regime. A Demaria sembra invece che proprio l'esigenza di organizzarsi con relativa rapidità in modo moderno abbia dato vita alla Commissione, la quale andrà preparando elementi di studio sulla base della chiarezza e della ragionevolezza. Demaria invita Einaudi a ripensarci, in quanto il suo rifiuto potrebbe svalutare il valore dei lavori della Commissione [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 23.02.1946 e del 04.03.1946, sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (28-09-1949)

Cartolina inviata da Chicago da Demaria a Einaudi. De Maria riferisce di aver tenuto una Conferenza alla Stanford University sul Piano Marshall e di aver intervistato i maggiori esponenti del modo bancario americano e molti professori universitari. Da questo lavoro Demaria deduce che non c'è da prevedere una crisi dell'economia americana, ma che i privati cominciano a stancarsi del peso costituito dal Piano Marshall.
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Loria [?] a Luigi Einaudi (09-04-1946)

Il figlio di Achille Loria chiede a Einaudi di far recapitare a Giovanni Demaria gli ultimi scritti di economia lasciati dal padre. L'ing. Loria chiarisce che Demaria glieli aveva chiesti per pubblicarli eventualmente sul "Giornale degli economisti". Egli tuttavia non ne ha altra copia se non quella già consegnata a Einaudi [Sull'argomento si veda anche la lettera del dott. Rainoni a Demaria del 15.04.1946 conservata nello stesso fascicolo, e sintetizzata di seguito].
nome citato Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
mittente Loria

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (04-03-1946)

Einaudi ha ricevuto la lettera di Demaria del 27 febbraio, e si sente obbligato a confermare il contenuto della precedente lettera del 23 febbraio [le due lettere si trovano in questo fascicolo]. Einaudi non ritiene opportuno intervenire alla Commissione economica a nome della Banca d'Italia; ma ciò non toglie che altri dipendenti della Banca potranno rispondere ai quesiti posti da Demaria ed essere interrogati dalla Commissione. Naturalmente però le risposte di ciascuno rispecchieranno le opinioni personali del singolo, e la Commissione le valuterà in ragione della persona e dell'esperienza dell'interrogato [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 23.02.1946 e del 27.02.1946, sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (06-03-1948)

In relazione alla lettera del 1° marzo 1948, in cui Demaria aveva espresso un giudizio negativo sulla composizione del Consiglio dell'IRI, Einaudi rimprovera a Demaria di non avergli fatto conoscere in precedenza i suoi suggerimenti e gli sarebbe grato se, per ricordo storico, gli accennasse alle persone che secondo lui sarebbe stato preferibile scegliere [La lettera di Demaria del 01.03.1948, è sintetizzata nel database ASE, in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (09-01-1951)

Einaudi chiede spiegazioni in merito ad una frase presente alla pag. 527 del saggio di Demaria su Pareto. La frase è "l'equilibrio è sempre un complesso di relazioni necessariamente individuali" e ancora "solo gli economisti che comprendono l'insegnamento di questa conquista sapranno tirarne il frutto". Einaudi si dichiara un ammiratore di Wicksteed: ogni parola deve essere spiegata in modo che tutti coloro che hanno una cultura media siano in grado di capire. I principi di Pantaleoni sono informati a questo criterio. Se Keynes si fosse attenuto a questo metodo, forse ci sarebbe nel mondo economico meno confusione [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 15.01.1951, del 29.01.1951 e del 4.02.151, tutte conservate nello stesso fascicolo dell'Archivio Storico della Banca d'Italia e tute sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi
nome citato Keynes John Maynard
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Pareto Vilfredo
nome citato Wicksteed Philip

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (10-08-1951)

Einaudi ringrazia Demaria del commento alla sua recensione al saggio di Rostovtzeff e gli chiede alcune precisazioni a riguardo. In particolare Einaudi chiede spiegazioni sulla parte relativa al declino del mondo fenicio, e sul termine "bizantinismo spirituale". Einaudi critica l'utilizzo da parte di Demaria del termine "panfleto". In compenso invia a Demaria il testo della recensione sull'edizione delle opere di Ricardo a cura di Sraffa da pubblicare sul "Giornale degli economisti". Einaudi scrive che il trascorrere degli anni dalla notizia dell'incarico affidato a Sraffa dalla Reale Società Economica di Londra di curare una nuova edizione dell'opera di Ricardo ha avuto l'effetto di trasformare la notizia in leggenda, provocando peraltro insinuazioni maliziose sull'impegno di Sraffa. In allegato copia dell'articolo di Luigi Einaudi, "Dalla leggenda al monumento", apparso sul "Giornale degli economisti" del 1951.
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi
nome citato Sraffa Piero

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (23-02-1946)

Einaudi rifiuta l'invito di Demaria a rispondere ai questionari preparati dalla Commissione economica della Costituente. Egli ritiene di essere di fronte ad un "ostacolo di carattere pregiudiziale insormontabile". La Costituzione, afferma Einaudi, deve obbedire ad un imperativo fondamentale: essere flessibile ed adattabile alle esigenze che man mano si presenteranno. Introdurre formule che intendono regolare problemi economici che appaiono nella situazione attuale importanti, sarebbe un errore. Egli ritiene che ciò possa essere pericoloso per la stabilità pacifica del regime che l'Italia vorrà darsi. Se è ragionevole che nel Preambolo siano elencati i diritti fondamentali della persona umana, è assurdo, a parere di Einaudi, che si dettino nella Costituzione norme che sarebbero vincolanti, salvo maggioranze e procedure speciali, sulla soluzione di qualunque problema economico. Verrebbe meno infatti una valvola di sicurezza contro moti rivoluzionari e sopraffazioni dittatoriali. Solo l'emanazione di pochi principi generalissimi è necessaria, sarebbe fatale andare al di là [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 27.02.1946 e del 04.03.1946, sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (29-01-1951)

Einaudi chiede nuovamente chiarimenti su alcuni punti del saggio di Demaria su Pareto. Innanzitutto Einaudi si interroga sul rapporto tra storia e scienza, chiedendo a Demaria in che cosa esso consista. Poi Einaudi cita un brano del saggio di Demaria nel quale si afferma che per Pareto "l'equilibrio è sempre un complesso di relazioni necessariamente individuali". Einaudi continua a non capire cosa voglia dire questa frase e prega Demaria di inviargli una risposta in termini semplici, con qualche esemplificazione come quelle che si trovano nei trattati elementari [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 09.01.1951, del 15.01.1951 e del 4.02.151, tutte conservate nello stesso fascicolo dell'Archivio Storico della Banca d'Italia e tute sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi
nome citato Pareto Vilfredo

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Demaria (31-01-1946)

Einaudi scrive a Demaria in risposta all'articolo di questi apparso sulla Stampa di Torino e relativo a questioni monetarie. Einaudi assicura che la situazione della Banca d'Italia ricomincerà ad essere resa pubblica non appena possibile. L'impossibilità di rendere pubblica tale situazione è stata causata dalla mancanza di dati completi, ossia unificati, relativi ai due tronconi in cui l'Italia è stata divisa. Inoltre Einaudi chiarisce che tra i governi stranieri citati da Demaria, nessuno (né la Gran Bretagna, né gli Stati Uniti) ha stabilito imposte patrimoniali, e che la scelta del governo francese di istituire nuove imposte straordinarie non si può dire che sia stata coronata da successo. Quanto all'inaudita impresa di stampare tonnellate di biglietti senza necessità, Einaudi osserva che non sarebbe stato possibile effettuare il cambio dei vecchi biglietti senza tener pronti quelli nuovi e che la quantità stampata era la minima possibile.
destinatario Demaria Giovanni
mittente Einaudi Luigi




E. Vanoni

Il fascicolo contiene due interessanti lettere sull'imposta complementare e sulle sovvenzioni agli editori, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Ezio Vanoni (08-12-1951)

Einaudi invia a Vanoni un confronto tra dati risultanti dalle denunce per l'imposta complementare in Italia ed mi corrispondenti dati inglesi. Il confronto, precisa Einaudi, è solo una esercitazione dal momento che, come affermato dal prof. Cosciani sulla Stampa del 5 dicembre, si tratta di dati parziali. Tuttavia quest'esercizio potrebbe stimolare più approfondite indagini dell'Ufficio Studi del Ministero, e essere da esempio per l'applicazione di metodi statistici allo studio di problemi fondamentali per la politica e l'economia italiana.
nome citato Cosciani Cesare
mittente Einaudi Luigi
destinatario Vanoni Ezio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Pietro Campilli (18-05-1952)

Lettera di Einaudi indirizzata al Ministro per l'Industria Pietro Campilli e per conoscenza al Ministro delle finanze Ezio Vanoni. La lettera riguarda le richieste di intervento da parte degli editori dei giornali. Tali richieste, ricorda Einaudi, sono basate sulla considerazione che, in assenza di aiuti da parte dello Stato, gli editori dovrebbero far aumentare il prezzo dei giornali, a causa del costo troppo alto della carta. Einaudi è fortemente contrario all'erogazione di aiuti, che sarebbero concessi solo per soddisfare interessi puramente privati. Einaudi contesta sia la circostanza che l'aiuto venga invocato sulla base del costo medio di produzione (che, sostiene Einaudi, è una entità che non esiste, in quanto ogni impresa sostiene un suo costo specifico), sia il principio di servizio pubblico a cui i giornali adempiono. Einaudi sostiene infatti che i giornali che forniscono notizie vere e commenti liberi vengono alla lunga apprezzati dal pubblico e quindi acquistati. Essi non hanno bisogno degli aiuti statali, che andrebbero solo a generare profitti illeciti o a tenere in vita i giornali che nessuno legge. Il sussidio sotto forma di contributo pubblico per l'acquisto di carta è quindi un'opera antisociale e antieducativa, tanto più che essa grava sugli industriali che producono pubblicazioni senza macchine rotative (ad esempio libri e riviste).
destinatario Campilli Pietro
mittente Einaudi Luigi
destinatario Vanoni Ezio




Fan"; sottofascicolo "Fanfani

Il fascicolo contiene l'invito di Amintore Fanfani, declinato da Einaudi, a partecipare alla cerimonia in memoria di Alcide De Gasperi, prevista per il 14 ottobre 1956. Le due lettere sono sintetizzate nella sezione "Documenti" di questo fascicolo.

Corrispondenza: Amintore Fanfani a Luigi Einaudi

Fanfani invita, a nome personale e della Democrazia Cristiana, Einaudi a partecipare alla cerimonia prevista per il 14 ottobre di inaugurazione di un monumento in memoria di Alcide De Gasperi a Trento.
nome citato De Gasperi Alcide
destinatario Einaudi Luigi
mittente Fanfani Amintore

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Amintore Fanfani (06-10-1946)

Einaudi ringrazia Fanfani per l'invio alla cerimonia prevista per il 14 ottobre di inaugurazione di un monumento in memoria di De Gasperi a Trento e plaude con tutto il cuore l'iniziativa per onorare la memoria di "un grande italiano, indimenticabile amico e collega di lavoro". Einaudi è però rammaricato di non poter partecipare alla cerimonia.
nome citato De Gasperi Alcide
mittente Einaudi Luigi
destinatario Fanfani Amintore




FAS, FAU, FAZ"; sottofascicolo "Fasiani

Oltre alle espressioni di cordoglio espresse da Einaudi alla famiglia in occasione della morte di Mauro Fasiani ed ad altra corrispondenza di cortesia, il fascicolo contiene una lettera di Einaudi del 25 giugno 1949, relativo ad un articolo di Fasiani apparso sul "Giornale degli economisti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Mauro Fasiani (25-06-1949)

Einaudi esprime il suo apprezzamento per l'articolo di Fasiani apparso sul "Giornale degli economisti". Einaudi consiglia a Fasiani di eseguire con l'aiuto di qualche bravo studente uno spoglio completo di tutte le circostanze in cui Pareto fa cenno agli "economisti letterari", con l'annotazione del periodo e del contesto in cui l'accenno è stato fatto. Ciò consentirebbe di stabilire in modo sicuro quali siano stati l'indole ed i limiti del disprezzo che si ha l'impressione che Pareto provasse per tanti economisti.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Fasiani Mauro
nome citato Pareto Vilfredo




Fasc. "AM", Sottofascicolo "Amoroso Luigi

Oltre a corrispondenza di cortesia, il fascicolo contiene una lettera del 29 gennaio 1947 che riguarda il Congresso della Società di Econometria. La lettera è sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Amoroso a Luigi Einaudi (29-01-1947)

Amoroso invita Einaudi a partecipare come delegato al Congresso della Società di Econometria in programma nel settembre 1947 a Washington. La società, spiega Amoroso, richiede sì persone con conoscenze matematiche, ma anche economisti teorici, che affianchino alla teoria l'esperienza pratica.
mittente Amoroso Luigi
destinatario Einaudi Luigi




Fasc. "Bra, re, ri"; sottofascicolo "Bresciani Turroni

Il fascicolo custodisce la corrispondenza intercorsa tra Luigi Einaudi e Costantino Bresciani Turroni tra il 1945 e il 1951.

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (03-08-1945)

Bresciani Turroni racconta a Einaudi che la sera del 1° agosto aveva appreso dal giornale "Libertà" che la scelta per la nomina del ministro del Tesoro sarebbe caduta sul sen. Ricci o sullo stesso Bresciani Turroni. Bresciani riferisce che la nomina lo avrebbe riempito di entusiasmo, ma il mattino successivo egli seppe che era stato già nominato Ricci. Bresciani chiede a Einaudi se sia stato davvero possibile che si sia pensato a lui (in tal caso Bresciani ritiene che sia stato Einaudi a fare il suo nome) o se si sia trattato solo di una voce infondata. Bresciani raccolta inoltre che alcune settimane addietro il Comm. Mattioli gli aveva riferito che il ministro Soleri avrebbe voluto affidargli un Sottosegretariato al Tesoro per preparare insieme a Einaudi le attese misure finanziarie. Bresciani confida al suo interlocutore un altro progetto: "Il Borsa" vorrebbe inviarlo in Germania perché egli scriva una serie di articoli sulle condizioni di quel Paese. Bresciani preferirebbe quest'ultima soluzione alla proposta di Mattioli di nominarlo addetto finanziario a Londra.
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Mattioli Raffaele
nome citato Ricci Umberto

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (09-05-1949)

Bresciani Turroni scrive ad Einaudi ringraziandolo per la sua lettera: essa è stata di stimolo per continuare a lavorare al secondo volume del suo "Corso". Bresciani Turroni ha meditato a lungo sulle parole di Einaudi a proposito della sua missione a Washington e ne ha parlato anche con il dott. Menichella. Egli non può ripartire subito per Washington, ma sarebbe molto dispiaciuto se tutto ciò fosse di qualche danno agli interessi dell'Italia. Bresciani ha perciò pregato Menichella di prendere le decisioni che ritiene più convenienti e ricorda che, secondo lo statuto e la pratica della Banca internazionale, se un direttore esecutivo è sostituito prima del termine, il posto non è perduto per il Paese che lo aveva fatto eleggere.
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Menichella Donato

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (28-05-1945)

Costantino Bresciani Turroni chiede a Einaudi se sia possibile fargli avere un incarico a Berlino. In tal modo egli potrà svolgere ricerche sulla famiglia della moglie, che si trovava lì quando Berlino fu bombardata dai russi. Bresciani ricorda a Einaudi di aver lavorato come rappresentate per l'Italia presso l'ufficio berlinese delle Commissioni delle Riparazioni tra il 1920 ed il 1924, con le funzioni di controllore generale delle esportazioni tedesche. [Si vedano sull'argomento anche le lettere dell'8 e del 26 giugno in questo fascicolo, NDR].
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (28-05-1951)

Bresciani Turroni, apprezzando i nobili fini del movimento federalista, informa Einaudi di aver disposto che il Banco di Roma dia un suo contributo finanziario, emettendo un assegno di 2 milioni.
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Costantino Bresciani Turroni a Luigi Einaudi (29-06-1945)

In risposta alla lettera di Einaudi del 26 giugno, Bresciani Turroni spiega il grave motivo per cui non si è potuto recare a Roma: il "profondo turbamento psichico" che affligge la moglie gli impedisce di lasciarla sola. [La lettera di Einaudi del 26 giugno 1945 sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Costantino Bresciani Turroni (08-06-1945)

Einaudi è dispiaciuto di non aver potuto incontrare Bresciani Turroni a Milano. Pur comprendendo l'ansia di Bresciani Turroni sulla sorte della famiglia della moglie, Einaudi non ritiene opportuno che Bresciani si rechi in Germania: il modo più facile di ottenere notizie è forse andare a Roma. [Si vedano anche le lettere del 28 maggio e del 26 giugno in questo fascicolo, NDR].
destinatario Bresciani Turroni Costantino
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Costantino Bresciani Turroni (26-05-1951)

Einaudi scrive a Bresciani per parlargli di un argomento che gli sta molto a cuore. Egli è sempre più persuaso della necessità che l'Europa si unisca ma "la fase dell'idea federativa oggi è quella degli inglesi quando sentono parlare di una novità: è assurdo!". Einaudi informa Bresciani che altre banche, la Banca d'Italia in testa, ma anche Comit, Credit, Banca del lavoro, Banco di Napoli, Banco di Sicilia hanno aiutato, con 2 milioni ciascuno, il movimento federalista. Si attende l'aiuto del Banco di Roma per non interrompere il lavoro.
destinatario Bresciani Turroni Costantino
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Costantino Bresciani Turroni (26-06-1945)

Einaudi rimprovera Bresciani Turroni di non essersi recato a Roma. In questo modo è infatti sfumata l'opportunità di ottenere una nomina in una commissione governativa, composta di funzionari del Ministero degli Esteri, del Tesoro e dell'Industria, commissione che tratterà i rapporti tra l'Italia e la Svizzera. Bresciani potrebbe essere di grande aiuto al Paese; restando lontano da Roma gli incarichi potrebbero essere invece assegnati a persone la cui statura è sicuramente inferiore a quella di Bresciani. [La risposta di Bresciani Turroni del 29 giugno 1945 è sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Bresciani Turroni Costantino
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Costantino Bresciani Turroni (29-07-1950)

Einaudi scrive a Bresciani Turroni di aver letto con vivo interesse il suo articolo "Giudizi discutibili". L'unico appunto che Einaudi vuol muovere all'articolo riguarda il titolo: invece di discutibili, osserva Einaudi, sarebbe necessario scrivere stupidi. La leggerezza di alcune persone di parlare di cose che non conoscono deve suscitare qualcosa di più della critica.
destinatario Bresciani Turroni Costantino
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Costantino Bresciani Turroni (30-05-1951)

Einaudi plaude la lettera del 28 maggio 1951 di Bresciani Turroni [sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR] "e al generoso atto per una causa buona".
destinatario Bresciani Turroni Costantino
mittente Einaudi Luigi




Fasc. "Bro, ru"; sottofascicolo "Bruguier Pacini Giuseppe

Il fascicolo contiene corrispondenza intercorsa tra Einaudi e Giuseppe Bruguier Pacini tra il 1945 ed il 1955. Interessanti le lettere relative all'idea di Bruguier Pacini di sottoscrivere i Buoni del Tesoro americani e la corrispondenza relativa allo studio di Brugier Pacini sullo sviluppo della scienza economica nel cinquantennio 1895-1945, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (04-12-1945)

Bruguier Pacini informa Einaudi che, non avendo più avuto sue notizie ed avendo saputo che erano sorti problemi per la stampa, aveva rallentato il lavoro. Lo ha ripreso con lena, sperando di poter inviare il testo a breve. Per la nota bibliografica Bruguier Pacini ritiene che sarebbe più opportuno farla sulla base del testo di Einaudi. [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 27 e del 29 agosto 1945, dell'8 ottobre 1945, del 30 dicembre 1945, tutte sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (07-02-1946)

Bruguier Pacini invita Einaudi a tenere una lezione presso il nuovo Istituto di studi per la riforma sociale. Bruguier Pacini informa Einaudi che sarebbe un onore ospitarlo in casa propria.
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (08-10-1945)

Bruguier Pacini invia a Einaudi una bozza del lavoro sullo sviluppo della scienza economica nel cinquantennio 1895-1945. Bruguier Pagini sottolinea che si tratta di una bozza: mentre i paragrafi relativi a Pareto e Pantaleoni sono definitivi, la parte su Loria è "scarsa" (e chiede in proposito a Einaudi l'anno di pubblicazione della bibliografia Loriana), ma gli darà lo spunto per parlare di Croce. Bruguier Pagini avverte Einaudi di non conoscere bene l'argomento e soprattutto di sapere pochissimo dello sviluppo del marxismo in Italia. Anche i paragrafi sugli scrittori monetari (Papi, Fanno, Bresciani Turroni, Supino) è "pasticciato" in quanto egli è un "po' confuso sulle teorie monetarie e sulle teorie dei cicli". [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 27 e del 29 agosto 1945, del 4 e del 30 dicembre 1945, tutte sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
nome citato Bresciani Turroni Costantino
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
nome citato Croce Benedetto
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Fanno Marco
nome citato Loria Achille
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Pareto Vilfredo
nome citato Supino Camillo

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (10-05-1950)

Bruguier Pacini sottopone il suo lavoro a Einaudi. Bruguier lo pubblicherà solo se l'articolo piacerà a Einaudi e con le modifiche che egli suggerirà. Bruguier chiede inoltre di essere ricevuto per salutare Einaudi di persona. [Si tratta presumibilmente dell'articolo "Luigi Einaudi moralista" pubblicato sulla "Nuova rivista di diritto commerciale, diritto dell'economia, diritto sociale, anno 3 (1950); si veda anche la lettera di Einaudi del 21 maggio 1950, in questo fascicolo, sintetizzata di seguito, NDR].
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (18-01-1945)

Bruguier Pacini si congratula con Einaudi per la nomina a Governatore della Banca d'Italia e afferma che sarebbe molto conveniente se l'America consentisse all'Italia di "sottoscrivere ai suoi buoni del Tesoro": in Italia c'è tanto denaro che cerca impiego in beni reali e che in questo modo si collocherebbe in una valuta sicura come il dollaro e non premerebbe ulteriormente sui prezzi. Nonostante le pessime condizioni in cui si trova l'Università di Pisa, Bruguier Pacini terrà comunque il corso di economia politica e quello di politica economica, che comprenderà una parte sulle prefazioni di Ferrara. [La risposta di Einaudi a questa lettera si trova sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Ferrara Francesco

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (27-09-1945)

Nonostante i numerosi impegni al Comitato per la ricostruzione, al Consiglio direttivo del Partito liberale e gli impegni accademici, Bruguier Pacini accetta, in nome dell'affetto per Einaudi e la "venerazione" per Croce, di scrivere l'articolo che Einaudi gli ha chiesto ed invia subito lo schema che intende seguire: 1) la polemica Croce-Pareto (ed il riconoscimento della scienza economica come scienza pura); 2) la polemica tra Croce e Loria (Bruguier Pacini vorrebbe scrivere anche sul materialismo storico, ma putroppo è "poco informato" sull'argomento); 3) la posizione sui generis di Pantaleoni, "l'ingarbugliamento" derivante dai tentativi di costruire un'economia secondo schemi idealistici e reazione di Croce. [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 29 agosto 1945, dell'8 ottobre 1945, del 4 dicembre 1945, del 30 dicembre 1945, tutte sintetizzate in questo fascicolo, NDR].
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
nome citato Croce Benedetto
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Loria Achille
nome citato Pantaleoni Maffeo
nome citato Pareto Vilfredo

Corrispondenza: Giuseppe Bruguier Pacini a Luigi Einaudi (30-12-1945)

Bruguier Pacini invia il lavoro completo ad Einaudi. Manca solo la parte bibliografica, a cui Bruguier si ripromette di lavorare nei giorni successivi. Bruguier ha intenzione di andare a Roma nel prossimo gennaio e vorrebbe incontrare Einaudi anche per discutere sulla possibilità di curare una nuova edizione dell'opera di Ferrara. [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 27 e del 29 agosto 1945, dell'8 ottobre 1945, del 4 dicembre 1945, tutte sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Bruguier Pacini Giuseppe
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Ferrara Francesco

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giuseppe Bruguier Pacini (03-02-1945)

Einaudi risponde alla lettera di Bruguier Pagini del 18 gennaio 1945 [sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR]. In merito all'idea di chiedere all'America la facoltà di "sottoscrivere ai suoi buoni del Tesoro", Einaudi ritiene che gli americani non accetterebbero certo la carta italiana, e che quindi vorrebbero l'equivalente in beni reali. L'operazione si risolverebbe quindi in un'esportazione di merci italiane negli Stati Uniti, pagate con buoni del Tesoro americani, divenuti di proprietà di cittadini italiani. Ma come si può immaginare che l'Italia in questo momento diventi esportatrice di capitali all'estero? E' purtroppo l'inverso, commenta Einaudi, che dovrebbe accadere.
destinatario Bruguier Pacini Giuseppe
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giuseppe Bruguier Pacini (21-05-1950)

Einaudi ringrazia Bruguier del suo scritto, che egli giudica "troppo benevolo" nei propri confronti " nel non mettere in luce, se non le contraddizioni, le incertezze nell'esame di quei problemi su cui lei [Bruguier Pacini, NDR] ha rivolto la sua attenzione". Einaudi potrebbe incontrare Bruguier tra il 23 ed il 26 del mese. [Si tratta presumibilmente dell'articolo di Bruguier Pacini "Luigi Einaudi moralista" pubblicato sulla "Nuova rivista di diritto commerciale, diritto dell'economia, diritto sociale, anno 3 (1950); si veda anche la lettera di Bruguier Pacini del 10 maggio 1950, sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giuseppe Bruguier Pacini (25-03-1946)

Einaudi spiega a Bruguier Pacini che, ricevuta la bozza dell'articolo, voleva premettere alle cartelle redatte da Bruguier un ricordo della prima conoscenza che egli fece con il nome di Benedetto Croce. Poi, spiega Einaudi, i ricordi continuavano a venir fuori ed egli finì per scrivere un altro gruppo di cartelle, che ricalcavano quelle del Bruguier, ma sotto forma di reminescenze. Preso da "scrupoli di pirateria", Einaudi giunse alla nota che si trova in prima pagina, riconoscendo tuttavia di non aver reso piena giustizia alla collaborazione di Bruguier Pacini. Einaudi consiglia al suo interlocutore di rivedere il manoscriotto per dargli gli ultimi ritocchi, e gli propone di inviarlo a suo nome al "Giornale degli economisti" o alla rivista di Gangemi [si tratta della rivista "Studi economici", NDR] per pubblicarlo.
destinatario Bruguier Pacini Giuseppe
nome citato Croce Benedetto
mittente Einaudi Luigi
nome citato Gangemi Raffaele

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giuseppe Bruguier Pacini (29-09-1945)

Einaudi ringrazia Bruguier Pacini per aver accettato di compilare la memoria di cui egli aveva scritto in precedenza. Einaudi vuole specificare però che si dovrebbe trattare di un lavoro sullo sviluppo della scienza economica nel cinquantennio 1895-1945. Il rapporto tra tale sviluppo ed il pensiero di Croce potrebbe rappresentare solo uno dei punti di vista da esporre. L'accento dovrebbe cadere invece sullo sviluppo della scienza economica sia come scienza teorica, sia come scienza applicata [Sull'argomento si vedano anche le lettere del 27 agosto 1945, dell'8 ottobre 1945, del 4 dicembre 1945, del 30 dicembre 1945, tutte in questo fascicolo e sintetizzate nelle sezione "Documenti", NDR].
destinatario Bruguier Pacini Giuseppe
nome citato Croce Benedetto
mittente Einaudi Luigi




Fascicolo "Bab, Bac, Bad"; Sottofascicolo "Bachi Riccardo

Il fascicolo contiene corrispondenza intercorsa tra il 1944 ed il 1950 tra Einaudi e Riccardo Bachi. Si segnalano le lettere relative alla ri-edizione a cura di Bachi di un libro pubblicato nel 1638 dal rabbino veneziano Simone Luzzatto, e due lettere inviate da Bachi da Gerusalemme, tutte sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Riccardo Bachi (10-04-1945)

Einaudi riferisce a Bachi di aver ricevuto con enorme ritardo le lettere del 28 settembre e del 7 gennaio [sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR]. Einaudi racconta al suo corrispondente dei mesi trascorsi in Svizzera e del suo rientro in Italia. Riguardo la pubblicazione del libro di Luzzatto, lo studio su Botero che Bachi cerca non è stato scritto da suo figlio ma da Mario De Bernardi, e Einaudi si augura che la dott.ssa Ratti ne trovi una copia.
destinatario Bachi Riccardo
nome citato De Bernardi Mario
nome citato Einaudi Giulio
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Ratti

Corrispondenza: Riccardo Bachi a Luigi Einaudi (10-07-1945)

Bachi informa Einaudi sulla triste sorte toccata al collega Renzo Fubini. Arrestato a Torino nel 1943, fu deportato in Germania, e "da allora non se ne è più saputo nulla. come è accaduto a milioni di povere persone". Bachi aveva tentato invano di salvarlo, procurandogli un permesso di immigrazione in Palestina. Nel prosieguo della lettera Bachi riferisce a Einaudi di aver scritto alla Direzione dell'Istruzione Pubblica, chiedendo di essere richiamato in servizio l'anno successivo (a.a. 1945-46), ma le difficoltà, aggiunge Bachi, sono molte.
mittente Bachi Riccardo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Fubini Renzo

Corrispondenza: Riccardo Bachi a Luigi Einaudi (28-09-1944)

Bachi ringrazia Einaudi della lettera del 23 luglio. Egli ha appreso con soddisfazione che Einaudi ha potuto continuare l'attività universitaria in un luogo dove trova cospicuo materiale di studio, perfettamente aggiornato. Egli al contrario confessa di avere a sua disposizione solo tre riviste inglesi, e di aver potuto seguire le pubblicazioni di Einaudi acquistando "The Economist" di seconda mano. Bachi trova interessante l'idea suggerita da Einaudi di serbare sistematica memoria dei dati relativi all'azienda agricola che suo figlio conduce con altri tre compagni: Bachi conserverà i dati, ma teme che la monografia che se ne potrebbe redigere non possa avere un "significato rappresentativo generale" perché l'azienda è piccola e le condizioni organizzative sono molto particolari. Bachi ha potuto constatare come sia veritiera l'affermazione di Galiani, secondo cui l'agricoltura è la più aleatoria delle produzioni. Tra le altre esperienze che Bachi sta osservando, quella che lo colpisce di più è la mobilità ed imprevedibilità dei prezzi. Per quanto riguarda i suoi progetti per il futuro, Bachi ha intenzione di pubblicare insieme al figlio uno studio sull'economia, sociologia, politica ed altri aspetti della vita in Palestina, studio che sarà pubblicato anche in francese. Bachi pubblicherà anche un altro libro: una riedizione di un libro ispirato alla dottrina mercantilistica, scritto da un rabbino veneziano, Simone Luzzatto, nel 1638, di cui curerà l'edizione ed il commento scientifico [Sull'argomento si veda anche la lettera del 7 gennaio 1945 e quella del 10 aprile 1945, sintetizzate in questo fascicolo, NDR].
mittente Bachi Riccardo
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Galiani Ferdinando

Corrispondenza: Riccardo Bachi a Luigi Einaudi (7-01-1945)

Bachi scrive a Einaudi sulla riedizione del libro di Simone Luzzatto, scritto nel 1638. Bachi avrebbe bisogno di molti libri, che in Palestina non si trovano, tra cui i "Principi di economia finanziaria" di de Viti de Marco, "Discorso sulla grandezza della città" di Giovanni Botero e "Studio su Botero" di Mario Einaudi, edito da Giulio Einaudi. Bachi ha dato incarico alla dott.ssa Ratti di procuragli copia di questi libri, e, nel caso non li trovasse, le ha consigliato di rivolgersi a Einaudi [Sull'argomento si veda anche la lettera del 28 settembre 1944 e quella del 10 aprile 1945, sintetizzate in questo fascicolo, NDR].
mittente Bachi Riccardo
nome citato Botero Giovanni
nome citato de Viti de Marco Antonio
nome citato Einaudi Giulio
destinatario Einaudi Luigi




FIO, FL"; sottofascicolo "Flora

Il fascicolo contiene corrispondenza di cortesia tra Einaudi e Federico Flora e uno scambio di lettere riguardo la 14ma Relazione della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, sintetizzato nella sezione "Documenti" di questo fascicolo.

Corrispondenza Federico Flora a Luigi Einaudi (21-01-1946)

Flora chiede a Einaudi se sia possibile avere una copia della 14ma Relazione della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea.[La risposta di Einaudi è sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Flora Federico

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Federico Flora (14-02-1946)

Einaudi risponde alla lettera del 21 gennaio 1946 [presente in questo fascicolo ASE, NDR] e riferisce a Flora di essersi informato presso l'Ufficio Studi: la Relazione non è ancora arrivata; probabilmente la pubblicazione ritarda per la difficoltà di reperire i dati, come già accaduto l'anno precedente. Einaudi si impegna ad inviare copia della Relazione a Flora, se ne arriveranno molte in Banca d'Italia.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Flora Federico




GAM, GAN"; sottofascicolo "Gangemi

Nel fascicolo si segnalano le lettere del 13 febbraio 1950 e quella del 4 giugno 1954 sintetizzate nella sezione "Documenti". Il fascicolo contiene inoltre corrispondenza di cortesia tra Gangemi ed Einaudi ed uno scambio di lettere tra Gangemi e Antonio D'Aroma, Segretario particolare di Einaudi, relativo alla possibilità che "Studi economici", la rivista diretta da Gangemi, pubblicasse un discorso tenuto da Einaudi alla Camera dei deputati nel 1946.

Corrispondenza: Raffaele Gangemi a Luigi Einaudi (04-06-1957)

Gangemi si augura che Einaudi riceva con regolarità la rivista da lui diretta ["Studi economici", NDR] e gli invia i primi tre Quaderni della rivista, sperando che Einaudi li apprezzi. Gangemi scrive anche di aver intenzione di preparare un volume che, continuando quello classico di Giuseppe Ricca Salerno, esponga il pensiero finanziario fino ai giorni recenti. I suggerimenti di Einaudi sarebbero preziosissimi.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Gangemi Raffaele
nome citato Ricca Salerno Giuseppe

Corrispondenza: Raffaele Gangemi a Luigi Einaudi (13-02-1950)

Gangemi chiede a Einaudi di intervenire presso l'addetto culturale dell'Ambasciata americana affinché questi prenda in considerazione anche la sua domanda per una borsa di studio per gli Stati Uniti destinata a professori universitari. Gangemi spera così di perfezionare i suoi studi sulla finanza pubblica, sulla storia del pensiero economico e sul problema delle aree depresse.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Gangemi Raffaele




GIL-GIN", sottofascicolo "Gini

Il fascicolo contiene una richiesta del 28 luglio 1949 formulata da Corrado Gini di incontrare Einaudi per illustrargli il progetto di istituire un Centro Internazionale per l'insegnamento della statistica presso la Facoltà di Scienze statistiche, demografiche ed attuariali dell'Università di Roma, e una lettera relativa alla circolare dell'Istituto Internazionale di Statistica del 15 settembre 1951, sintetizzata nella sezione "Documenti"

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Corrado Gini (14-01-1952)

Einaudi scrive in merito alle riflessioni di Corrado Gini e altri statistici sulla circolare dell'Istituto Internazionale di Statistica datata 15 settembre 1951. La circolare invitava i membri effettivi a non raccomandare o presentare i propri candidati. Einaudi concorda con Gini sul fatto che i soli titoli degli scritti non bastano a dare notizie sui contributi scientifici dei candidati e che bisognerebbe invece conoscerne il contenuto. Dal momento che i soci difficilmente leggono lavori scritti in altre lingue, risultano avvantaggiati i candidati che scrivono in inglese. A Einaudi sembra meritevole di considerazione il concetto che i soci possano integrare la comunicazione dell'Ufficio con notizie relative al contenuto dei lavori dei candidati. Non si tratta di un mezzo di pressione, commenta Einaudi, ma di un modo per consentire ai soci di decidere sulla base di maggiori informazioni.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Gini Corrado




GRI"; sottofascicolo "Griziotti

Il fascicolo contiene corrispondenza intercorsa tra Einaudi e Benvenuto Griziotti tra il 1946 e il 1956. Alcune lettere sono sintetizzate alla sezione "Documenti". Si segnala inoltre tra la corrispondenza di cortesia quella relativa all'invio di pubblicazioni (lettere inviate da D'Aroma a Griziotti l'8.08.1953 per ringraziarlo a nome di Einaudi dell'invio dei "Saggi sul ritrovamento dello studio di scienze delle finanze e del diritto finanziario", e il 27.02.1956 sull'invio dei due voll. di "Scienza delle finanze e diritto finanziario"), e la lettera del 27.12.1947, con la quale Griziotti si congratula con Einaudi per il conferimento della Laurea honoris causa alla Sorbona.

Corrispondenza: Antonio D'Aroma a Benedetto Griziotti (08-02-1951)

D'Aroma declina a nome di Einaudi l'invito di Griziotti di scrivere una prefazione al libro di Pomini "Le cause imposizionis nello svolgimento storico della dottrina finanziaria". Il Presidente, riferisce D'Aroma, è impressionato dalla cura con cui l'autore si è dedicato all'argomento e gli invia le espressioni del suo compiacimento, ma teme di non trovare il tempo necessario per leggere attentamente l'opera e scriverne la prefazione da pubblicare sulla Rivista di Scienza delle finanze e diritto finanziario. [Si veda la lettera di Griziotti del 29.01.1951, sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR].
mittente D'Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi
destinatario Griziotti Benvenuto
nome citato Pomini Renzo

Corrispondenza: Benedetto Griziotti a Luigi Einaudi (03-09-1955)

Griziotti scrive riguardo ai metodi utilizzati nella redazione del bilancio italiano. In particolare Griziotti ritiene che la prassi di introdurre generici stanziamenti passivi, atti ad accogliere eventuali nuove maggiori spese sia scorretta e contraria all'art. 81 della Costituzione.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Griziotti Benvenuto

Corrispondenza: Benedetto Griziotti a Luigi Einaudi (09-01-1951)

Griziotti invia ad Einaudi un saggio scritto dal suo assistente Renzo Pomini, pregandolo di scriverne qualche pagina di introduzione, come ha già fatto per il saggio del compianto Luigi Berliri "La giusta imposta". Le pagine di Einaudi potrebbero essere pubblicate nel primo fascicolo del 1951 della Rivista [Si tratta della rivista "Scienza delle finanze e diritto finanziario", NDR]. [Si veda anche la lettera di D'Aroma a Griziotti dell'8.02.1951, in questo fascicolo, e sintetizzata di seguito, NDR].
nome citato Berliri Luigi Vittorio
destinatario Einaudi Luigi
mittente Griziotti Benvenuto
nome citato Pomini Renzo

Corrispondenza: Benedetto Griziotti a Luigi Einaudi (10-03-1951)

Griziotti ringrazia Einaudi per l'invio del saggio "Galiani economista". Griziotti ringrazia Einaudi anche di aver accennato in "Scienza economica" al suo lavoro sul sovrapprezzo, anche se egli ritiene che si sarebbe potuto citare anche il suo scritto sugli effetti economici della conversione della rendita. In ogni modo, Griziotti ricorda che lo studio sul sovrapprezzo gli fu suggerito da Pantaleoni e che da esso stimolò idee di nuove investigazioni da seguire in due diverse direzioni: 1) riempire la lacuna della dottrina sulle rendite "unearned" ossia sui sovraredditi e sugli incrementi di valore; 2) sulla necessità di studiare unitariamente diritto e finanziario e scienza delle finanze. I risultati felici di questo lavoro hanno portato la laurea ad honorem a Griziotti, il quale si rammarica tuttavia delle critiche mossegli da Einaudi.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Griziotti Benvenuto
nome citato Pantaleoni Maffeo

Corrispondenza: Benedetto Griziotti a Luigi Einaudi (27-02-1956)

Griziotti chiede a Einaudi di scrivere alcune pagine per la sua Rivista "Scienza delle finanze e diritto finanziario" in memoria del compianto Ezio Vanoni.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Griziotti Benvenuto
nome citato Vanoni Ezio




HEF, HEI, HER, HOE, HOL, HON, HU"; Sottofascicolo "Hicks

Il fascicolo contiene una lettera di ringraziamento inviata da D'Aroma a Hicks nel 1954 per l'invio dell'articolo "An Inaugural Lecture" ed una lettera (sintetizzata nella sezione "Documenti") inviata da Einaudi a Hicks interessante per il commento a "The Problem of Budgetary Reform".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Hicks (31-12-1948)

Einaudi ringrazia Hicks per avergli inviato "The Problem of Budgetary Reform", un "libro piccolo ma pieno di utili suggerimenti". Einaudi illustra a Hicks lo schema del bilancio dello Stato in Italia, la differenza tra le entrate ed uscite effettive ed i movimenti di capitale e tra poste reali e le partite di giro. Questo schema afferma Einaudi è superato, e l'ampliarsi dei compiti dello Stato comporta il sorgere di nuovi problemi di contabilità nazionale. Einaudi si augura che anche in Italia si trovi uno studioso che sia un teorico, ma che conosca il lato pratico dei problemi di contabilità nazionale e che questo studioso scriva sui problemi di bilancio pubblico, come quello che Hicks ha scritto per la Gran Bretagna. Ma dove trovare un Hicks italiano?
mittente Einaudi Luigi
destinatario Hicks




I semestre 1948

Il fascicolo raccoglie la corrispondenza relativa al primo semestre del 1948. Si segnalano una lettera di Lenti e Boldrini a Einaudi sulla riforma dell'Istituto Centrale di Statistica, le lettere di Einaudi a Di Fenizio, al Ministro dell'Industria e del Commercio Tremelloni, ad Azzolini (ex Governatore della Banca d'Italia), ed uno scambio epistolare con Benini e con il Presidente della Enciclopedia italiana, prof. Gaetano De Sanctis, sulla collaborazione di Einaudi all'enciclopedia, tutte sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Gaetano De Sanctis a Luigi Einaudi (06-02-1948)

Il Pres. della Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, prof. Gaetano De Sanctis, chiede a Einaudi, Ministro del bilancio, di collaborare ai volumi di aggiornamento in preparazione. De Sanctis spera che Einaudi voglia scrivere delle pagine che traccino succintamente la storia finanziaria degli ultimi dieci o quindici anni. L'articolo occorrerebbe a De Sanctis per la metà di aprile. [Sull'argomento si veda anche la lettera del 17 febbraio 1948, la cui sintesi si trova in ASE in questo stesso fascicolo, NDR].
mittente De Sanctis Gaetano
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Libero Lenti e Marcello Boldrini a Luigi Einaudi (21-01-1948)

Libero Lenti e Marcello Boldrini scrivono ad Einaudi in merito al riordino dell'Istituto Centrale di Statistica. Essi ritengono che la soluzione più opportuna sarebbe di quella di non accentrare tutti i servizi statistici presso l'Istituto, ma creare un sistema più snello che si appoggi agli organi distaccati già esistenti. L'Istituto dovrebbe avere una funzione di coordinamento del lavoro autonomo dei direttori dei servizi statistici ministeriali, secondo lo schema adottato anche dalla Ragioneria dello Stato. Sarebbe opportuno affidare la gestione transitoria ad una persona di alta responsabilità e di grande capacità e prestigio, quale Giorgio Mortara. Boldrini e Lenti ricordano che Mortara ha lavorato per 10 anni all'Istituto brasiliano di statistica, il quale è organizzato secondo lo schema di decentramento descritto e che funziona in modo egregio. Lenti e Boldrini sottolineano di non avere nessun interesse personale "né prossimo, né remoto", e di essere mossi esclusivamente dal desiderio di veder la Statistica italiana riacquistare l'antico splendore.
mittente Boldrini Marcello
destinatario Einaudi Luigi
mittente Lenti Libero
nome citato Mortara Giorgio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Ferdinando Di Fenizio (15-01-1948)

Einaudi riferisce a Ferdinando Di Fenizio di aver letto l'ultimo numero di "L'industria" e di averne apprezzato sia i testi sia le abbondanti rubriche bibliografiche. Einaudi trova però che il bellissimo articolo di Eucken non sia presentato adeguatamente. L'articolo verte su un tema affrontato da molti studiosi, Einaudi incluso: affidare il governo economico dei popoli ai dotti significa distruggere ogni libertà di pensiero e di ricerca scientifica. Nessuno però ha trattato l'argomento con tanto vigore e chiarezza; l'articolo è ben pensato e ben scritto. Di contro l'introduzione non dà tanto rilievo alla qualità del lavoro. Einaudi ha riscontrato numerosi errori di stampa ed anche di traduzione e conclude affermando che a suo parere la tendenza di non tradurre alcuni termini non risponda ad alcun criterio scientifico (a meno che vi sia una differenza tra "trend" e "tendenza", differenza che Einaudi ignora).
destinatario Di Fenizio Ferdinando
mittente Einaudi Luigi
nome citato Eucken

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Gaetano De Sanctis

Einaudi ringrazia dell'invito rivoltogli da De Sanctis, Presidente della Enciclopedia italiana [lettera del 6 febbraio 1948, la cui sintesi si trova in ASE, in questo stesso fascicolo], ma è sicuro di non poter adempiere all'impegno e propone una "via di mezzo": De Sanctis potrebbe assegnare il compito al dott. Baffi, Capo del Servizio studi della Banca d'Italia. Paolo Baffi, con i suoi collaboratori, potrebbe fare uno studio degno dell'Enciclopedia. Einaudi, dal canto suo, potrebbe dare qualche consiglio sui manoscritti preparati. Einaudi avvisa De Sanctis che però l'Ufficio Studi è al momento impegnato alla preparazione della Relazione annuale, da presentare il 31 marzo, e vi potrebbe essere quindi qualche "indugio".
nome citato Baffi Paolo
destinatario De Sanctis Gaetano
mittente Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Marco Tremelloni (23-04-1948)

Einaudi esprime a Marco Tremelloni, Ministro per l'Industria ed il Commercio, i suoi dubbi riguardo i nuovi impianti industriali per la lavorazione dei diamanti. Innanzitutto Einaudi afferma che bisognerebbe parlare chiaro: dal momento che si vuole concedere un privilegio ad un gruppo, è meglio dirlo apertamente. Inoltre egli non vede la necessità a che lo Stato partecipi agli utili di una industria che si vuole incoraggiare. Einaudi si augura che prima di presentare il disegno di legge, la materia sia pubblicamente discussa con l'intervento di tutti gli interessati. Si tratta di un provvedimento che non è urgente e quindi c'è tutto il tempo di discutere nei mesi in cui il Parlamento dovrà occuparsi di questioni più importanti.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Tremelloni Marco

Corrispondenza: Luigi Einaudi e Donato Menichella all'ex Governatore della Banca d'Italia V. Azzolini (15-02-1948)

Lettera a firma di Einaudi e Menichella indirizzata all'ex Governatore della Banca d'Italia Vincenzo Azzolini, in occasione della sua assoluzione. Einaudi e Menichella si dichiarano lieti che la più alta Magistratura del Paese abbia reso definitiva giustizia ad Azzolini. E' così terminato un calvario che Azzolini ha sopportato con dignitosa fermezza. Einaudi e Menichella inviano quindi i loro migliori auguri.
nome citato Azzolini Vincenzo
mittente Einaudi Luigi
mittente Menichella Donato

Corrispondenza: Rodolfo Benini a Luigi Einaudi (26-02-1948)

Rodolfo Benini invita Einaudi a collaborare con la Treccani [Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti, NDR], anche per mezzo dei suoi collaboratori, purché alla voce "Finanza" compaia la firma di Einaudi. Il rapido aggiornamento dell'Enciclopedia risponde ad un interesse pubblico, al quale Einaudi non può sottrarsi. [Sulla collaborazione di Einaudi alla Enciclopedia si vedano anche le lettere del 6 e 17 febbraio 1948, sintetizzate in ASE in questo fascicolo, NDR]
mittente Benini Rodolfo
destinatario Einaudi Luigi




IA-IL"; sottofascicolo "Jannaccone

Il fascicolo contiene la corposa corrispondenza tra Einaudi e Jannaccone intercorsa tra il 1946 ed il 1951.

Corrispondenza: Antonio D'Aroma a Pasquale Jannaccone (12-12-1949)

D'Aroma invia a Jannaccone da parte del Pres. Einaudi la traduzione dell'articolo di Clare Griffin "The Future of Great Britain" apparso sul "Michigan Business Review".
mittente Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi
destinatario Jannaccone Pasquale

Corrispondenza: Ferretti [?] a Luigi Einaudi (28-02-1946)

Ferretti, Direttore generale dell'istruzione elementare al Ministero della Pubblica Istruzione, risponde ad Einaudi che il volume su Sismondi è quasi pronto e che quindi non è possibile far pervenire le bozze a Jannaccone per includere elementi aggiuntivi al suo saggio [si veda anche la lettera del 23 febbraio 1946, in questo fascicolo, NDR] .
destinatario Einaudi Luigi
mittente Ferretti -
nome citato Jannaccone Pasquale
nome citato Sismondi Jean CharlesLéonard Simonde de

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Pasquale Jannaccone (02-12-1946)

Einaudi ha saputo che Jannaccone è nel Comitato scientifico per l'organizzazione di un convegno di economisti previsto per gennaio a Firenze. Einaudi ritiene che sarebbe una buona occasione per vedersi, e chiede a Jannaccone quali siano le sue intenzioni a riguardo.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Jannaccone Pasquale

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Pasquale Jannaccone (17-10-1946)

Einaudi ringrazia Jannaccone per il volume che questi gli ha inviato e per le affettuose parole della dedica e della lettera accompagnatoria. Einaudi rimpiange di non aver il tempo di leggerlo "tutto di un fiato", come vorrebbe. La fusione tra indagine storica ed erudizione raffinatissima, che colpisce subito nel volume, è una cosa rarissima nella letteratura economica contemporanea e non ha paragoni se non in Cannan e Viner, dai cui libri si può trarre analogo godimento. Dal momento che Jannaccone non ha ancora trovato un alloggio a Torino, Einaudi gli comunica di aver intenzione di ristrutturare la palazzina che si trova in Via Marmora 80 e propone a Jannaccone di prenderne in fitto uno o entrambi i piani. Quanto alla "fastidiosa" questione del canone di affitto Einaudi pensava ad una cifra non troppo inferiore a 10.000 Lire al mese.
nome citato Cannan Edwin
mittente Einaudi Luigi
destinatario Jannaccone Pasquale
nome citato Viner Jacob

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Pasquale Jannaccone (23-02-1946)

Einaudi ringrazia Pasquale Jannaccone della dedica che questi vuole premettere al saggio "Moneta e lavoro". Einaudi gli chiede di modificare però il terzo rigo, in quanto si tratta di un semplice adempimento di un dovere e quindi non vi possono essere debiti da parte di Jannaccone di qualunque sorta. Quanto all'articolo su Sismondi, Einaudi chiederà al dott. Ferretti, Direttore generale dell'istruzione elementare al Ministero della Pubblica Istruzione, se Jannaccone è ancora in tempo per una modifica alle bozze dell'articolo.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Jannaccone Pasquale
nome citato Sismondi Jean CharlesLéonard Simonde de

Corrispondenza: Pasquale Jannaccone a Luigi Einaudi (05-04-1948)

Jannaccone ringrazia Einaudi in quanto ha saputo che la sua nomina a membro del consiglio Superiore della Pubblica Istruzione è stata caldeggiata anche da questi.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Jannaccone Pasquale

Corrispondenza: Pasquale Jannaccone a Luigi Einaudi (17-05-1949)

Jannaccone chiede ad Einaudi se l'invio dell'opuscolo inglese dal titolo "National income and expenditure in the United Kingdom- 1938 to 1946", sia dovuto a semplice informazione o sottenda un rinnovato invito a scrivere una memoria sull'argomento, invito che Einaudi aveva già formulato a Jannaccone tempo prima.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Jannaccone Pasquale

Discorso di Pasquale Jannaccone al Convegno dell'unificazione e mobilitazione liberale (7-12-1951)

Testo del discorso di Jannaccone al Convegno dell'unificazione e mobilitazione liberale del 7/8 dicembre1951. Il discorso delinea la politica che, a parere di Jannaccone il partito liberale dovrà seguire sia in politica estera (ostilità alla costituzione di una entità sopranazionale in Europa e alla già costituita CECA) che in politica interna (necessità di liberare il mercato dal controllo governativo e ostilità alla proliferazione di enti statali e parastatali).
destinatario Einaudi Luigi
mittente Jannaccone Pasquale




II semestre 1948

Il fascicolo raccoglie corrispondenza relativa al secondo semestre del 1948. In particolare si segnala corrispondenza tra Rossi e Robbins, corrispondenza tra Einaudi e Griziotti riguardo la partecipazione di Einaudi alla "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze", ed una lettera di Demaria, sulla possibilità, poi sfumata, di entrare in Banca d'Italia.

Corrispondenza: Benedetto Griziotti a Luigi Einaudi (26-11-1948)

In risposta alla lettera del 23 novembre 1948 [in ASE una sintesi della lettera è in questo stesso fascicolo] Griziotti spiega ad Einaudi che la Rivista [si tratta della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" NDR] è il risultato di una fusione e che il nome di Einaudi servirebbe a ristabilire un equilibrato rapporto tra economisti e giuristi nella sua Direzione. Griziotti sarà comunque lieto di lasciare che un numero della Rivista sia diretto e formato esclusivamente da Einaudi, quando Einaudi lo voglia. [Sulla partecipazione di Einaudi alla direzione della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" si vedano anche le lettere del 23 novembre in questo fascicolo e le lettere di Roffi a Griziotti del 1° dicembre 1948 e di Griziotti a Einaudi del 2 dicembre 1948, nel fascicolo 48 di questa serie, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Griziotti Benvenuto

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Lionel Robbins (senza data)

Rossi è molto dispiaciuto che Robbins non possa intervenire al Congresso federalista perché desidererebbe sapere se Robbins ha modificato il suo modo di intendere i problemi dell'organizzazione internazionale rispetto alle idee espresse tra il 1938 ed il 1942. Forse, scrive Rossi, Robbins ha perso la speranza che si possa concludere qualcosa di buono camminando in quella direzione. Da parte sua, Rossi continuerà a fare propaganda alle idee sostenute insieme a Robbins in quel periodo. Rossi scrive di non aver inviato il libro "La guerra e l'unità europea", perché Einaudi desidera inviargliene copia personalmente. [Si vedano anche la lettera di Robbins a Rossi del 1° ottobre 1948, e la lettera di Rossi a Einaudi dell'8 ottobre 1948, entrambe sintetizzate in questo fascicolo ASE, NDR]
destinatario Robbins Lionel
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Ernesto Rossi a Luigi Einaudi (08-10-1948)

Rossi scrive a Einaudi di non aver inviato a Robbins una copia di "La guerra e l'unità europea" perché era convinto che l'avesse già fatto Einaudi, e quindi lo invita ad inviare subito una copia del libro a Robbins [Si vedano anche la lettera di Robbins a Rossi del 1° ottobre 1948, e la lettera di Rossi a Robbins, senza data, entrambe sintetizzate in questo fascicolo ASE, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Robbins Lionel
mittente Rossi Ernesto

Corrispondenza: Giovanni Demaria a Luigi Einaudi (06-08-1948)

Giovanni Demaria ringrazia Einaudi per il contributo alla sua nomina all'Accademia dei Lincei. Egli riferisce inoltre che a causa della malattia della moglie non si è potuto recare a Roma per incontrare Pella circa il Governatorato della Banca d'Italia. De Maria aveva accolto la proposta dapprima con pochissimo entusiasmo, parendogli necessaria un'assoluta indipendenza di quella istituzione. Poi riconsiderata la cosa con minore avversione, egli chiede un parere di Einaudi, prima di avventurarsi in una strada difficilissima, ma tanto importante. De Maria non vorrebbe trovarsi nel giro di pochi anni ancora una volta in una "impasse di miseria, di ignavia e di faciloneria". Ma comunque i dadi sembrano tratti diversamente. De Maria considera che così potrà portare a termine i suoi lavori scientifici, già in corso da qualche anno.
mittente Demaria Giovanni
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Pella

Corrispondenza: Lionel Robbins a Ernesto Rossi (01-10-1948)

Robbins scrive a Rossi di non poter partecipare al Congresso federalista per impegni accademici. Il messaggio che Einaudi gli ha inviato lo ha commosso: Einaudi rappresenta un nobile esempio a cui Robbins ricorre nei momenti di sconforto. Robbins ringrazia Rossi dei libri che gli ha inviato e invia a sua volta una piccola monografia su alcuni problemi che Robbins ebbe modo di osservare quando era un "public servant" [Si veda anche la lettera di Rossi a Robbins, senza data, sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR].
nome citato Einaudi Luigi
mittente Robbins Lionel
destinatario Rossi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Benedetto Griziotti (23-11-1948)

Einaudi consiglia a Griziotti di non apporre alla sua Rivista [si tratta della "Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze" NDR] il nome di tante persone, tra cui lo stesso Einaudi, persone che in realtà non contribuiscono alla Rivista. Einaudi ritiene che una rivista acquisti autorità se indica solo il nome di colui che la dirige sul serio. Un esempio è costituito dalla rivista "Critica" che per anni ha riportato in copertina solo il nome di Croce. [La risposta a questa lettera si trova in questo fascicolo; si veda anche la lettera di Roffi a Griziotti del 1° dicembre 1948 e la lettera di Griziotti a Einaudi datata 2 dicembre 1948, nel fascicolo 48 di questa serie, NDR].
nome citato Croce Benedetto
mittente Einaudi Luigi
destinatario Griziotti Benvenuto




La scienza economica

Il fascicolo contiene le lettere inviate da alcuni economisti italiani a Einaudi per ringraziarlo dell'invio dell'opuscolo "Scienza economica ed economisti nel momento presente". Tra i mittenti Luzzatto, Luigi Amoroso, Francesco Saverio Nitti, Epicarmo Corbino, Marco Fanno, Rodolfo Benini, Gustavo Del Vecchio. Si segnalano le lettere di Giorgio Mortara e Costantino Bresciani Turroni sintetizzate nella sezione "Documenti". Il fascicolo contiene inoltre la lista dei 26 nomi a cui Einaudi decise di inviare l'articolo.

Lettera

Giorgio Mortara ringrazia Einaudi per l'invio dell'articolo "Scienza economica. Reminiscenze" e propone a Einaudi di compilare un'antologia di scritti dei maggiori economisti italiani, scegliendo per ciascuno le pagine più significative.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mortara Giorgio

Lettera

Costantino Bresciani Turroni ringrazia Einaudi per l'invio dell'articolo "Scienza economica. Reminiscenze". Egli ritiene che sarebbe molto utile scrivere una storia della scienza economica in Italia e tradurla in inglese in modo tale che anche gli studiosi stranieri possano conoscere il valido contributo degli economisti italiani a questa scienza.
mittente Bresciani Turroni Costantino
destinatario Einaudi Luigi




LAM-LAN"; sottofascicolo "La Malfa

Il fascicolo contiene una lettera del 12 gennaio 1946 sul tasso di cambio, sintetizzata nella sezione "Documenti" e altra corrispondenza relativa ai compensi spettanti a La Malfa per attività di consulenza svolta presso la Banca d'Italia

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Ugo La Malfa (12-01-1946)

Einaudi concorda con La Malfa sulle opinioni espresse durante la seduta del Comitato per la Ricostruzione riguardo gli adeguamenti del cambio. Einaudi teme che il 125 per cento non solo sia insufficiente, ma costringa, visti i risultati negativi, ad andare presto "all'insù" con sgradevoli conseguenze psicologiche sul mercato. La scelta migliore sarebbe un punto intermedio tra il cambio 300 e quello 400.
mittente Einaudi Luigi
destinatario La Malfa Ugo




LEN- LEO- ER-ES-ET"; sottofascicolo "Lenti

Il fascicolo è interessante perché contiene considerazioni di Einaudi sulla rivalutazione dei beni immobili posseduti da enti pubblici (lettera di Einaudi a Lenti del 12.08.1951), su proposte di riforma per la formazione delle Commissioni per i concorsi universitari (lettera di Einaudi a Lenti del 9 maggio 1952) ed uno scambio di opinioni tra Lenti ed Einaudi riguardo l'articolo di Lenti "Il bilancio umano" (lettere del 1° e del 10 marzo 1954). Le lettere sono sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Libero Lenti a Luigi Einaudi (10-03-1954)

Lenti ringrazia Einaudi per le osservazioni sul suo articolo "Bilancio Umano" [lettera del 1° marzo 1954, in questo fascicolo, NDR] e conviene che la tradizionale classifica per classi di età non è più attuale. I giovani si presentano sul mercato del lavoro in età media più avanzata ed i vecchi ne escono ad una età che è superiore ai 65 anni. A tal proposito Lenti osserva che la Banca popolare di Milano prevede la messa a riposo per i direttori ed i vice direttori al 60° anno di età. Considerando che si arriva a queste posizioni intorno al cinquantesimo o al 55° anno, i direttori hanno appena il tempo di ambientarsi prima di andare in pensione. Ciò è un danno anche per la banca visto che i direttori estromessi, essendo di fatto ancora giovani, vanno a lavorare per la concorrenza. Lenti conosce gli articoli di Beveridge e si rende conto che le leggi che fossilizzano situazioni passate comporteranno in futuro un maggior onere per il mantenimento dei giovani e soprattutto degli anziani. Lenti nell'articolo intendeva sottolineare che dati gli attuali saggi di natalità e mortalità e la ripartizione per età della popolazione attuale, la generazione presente ne produce un'altra di entità pressappoco pari. Per confermare questi dati bisognerà comunque attendere i risultati del censimento del 1951.
nome citato Beveridge William
destinatario Einaudi Luigi
mittente Lenti Libero

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Libero Lenti (01-03-1954)

Einaudi non è d'accordo con Lenti sulla classificazione della popolazione per classi di età adottata in un suo recente articolo: infatti non solo l'età lavorativa inizia in tutti i Paesi civili ben oltre i 15 anni, ma soprattutto è antiquato considerare anziane le persone che hanno più di 64 anni . Innanzitutto il pensionamento inizia a 65 anni, e inoltre il prolungamento della vita è un fatto così evidente che gli studiosi dovrebbero accorgersene da sé e modificare i loro ragionamenti. Einaudi cita gli studi di Beveridge: il ceto produttivo dovrà sopportare un onere crescente per il mantenimento sia dei giovani che dei vecchi (che non sono vecchi). Einaudi non trova sorprendente che i politici chiudano gli occhi, ma così non devono fare gli studiosi. Da parte sua Einaudi ha innalzato a 70 anni l'età pensionabile per i dipendenti della Presidenza della Repubblica.
nome citato Beveridge William
mittente Einaudi Luigi
destinatario Lenti Libero

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Libero Lenti (09-05-1952)

Einaudi non è d'accordo con l'avversione manifestata da Lenti riguardo il metodo dell'estrazione a sorte nella formazione delle commissioni universitarie. Einaudi osserva che le elezioni delle Commissioni lasciano molto a desiderare e spesso si trovano concorrenti e commissari impegnati gli uni con gli altri. I rimedi proposti da Lenti aggraverebbero la situazione. In particolare la riduzione dei votanti ai professori della materia ridurrebbe il numero di coloro sui quali si dovrebbe agire per ottenere un determinato risultato. Al contrario, Einaudi considera ottimo il metodo dell'estrazione. Secondo tale metodo si eleggerebbero i due professori che abbiano ottenuto il maggior numero dei voti (perché a fronte di tale consenso è evidente che debbano essere nominati in Commisione). I restanti 3 membri dovrebbero essere sorteggiati tra i 6 che abbiano avuto un numero di voti inferiore ai primi due professori classificati. La sorte quindi sarebbe bilanciata dai risultati della votazione. Non si nega, chiarisce Einaudi, la capacità dei professori universitari di eleggere i propri deputati, ma si tratta di disperdere gli accordi tra professori mirati ad escludere concorrenti che non fanno parte dello propria scuola. Einaudi consiglia a Lenti di far eseguire ad uno studente bravo uno studio sul problema della sorte nelle elezioni e ricorda l'importanza della sorte nella composizione delle magistrature governanti nella Repubblica di Venezia [La risposta di Lenti del 16 maggio 1952 si trova nel fascicolo "Corrispondenza Varia" del 1952, cart. 34 e sintetizato in ASE, NDR].
mittente Einaudi Luigi
destinatario Lenti Libero

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Libero Lenti (12-08-1951)

Einaudi ricorda a Lenti un disegno di legge presentato dal Ministro Lombardo che autorizzava l'INA a rivalutare i beni immobili posseduti. Tale disegno di legge prevedeva che il maggior valore derivante dalla rivalutazione avrebbe potuto coprire perdite contingenti. Einaudi non aveva firmato il decreto in quanto non gli era parso (ed è ancora dello stesso avviso) che i lucri da rivalutazione possano coprire spese correnti; in tal modo gli enti consumano il loro patrimonio per provvedere a spese ordinarie, ed un ente pubblico non può provvedere in questo modo al suo bilancio. Einaudi invita Lenti a raccogliere informazioni più esatte sullo stato finanziario degli enti assicurativi pubblici e sul loro eventuale risanamento tramite rivalutazione.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Lenti Libero




LUS-LUR-LUT-LUZ"; sottofascicolo "Luzzatto

Oltre a corrispondenza di cortesia, e alla richiesta di udienza del 28 marzo 1947, il fascicolo contiene una interessante lettera di Luzzatto riguardo la pubblicazione di uno scritto postumo di Riccardo Bachi.

Corrispondenza: Gino Luzzatto a Luigi Einaudi (10-11-1951)

Luzzatto conviene con il giudizio espresso dal prof. Bobbio sul manoscritto del volume postumo di Riccardo Bachi, "Israele disperso e ricomposto". Esso non sembra adatto ad essere pubblicato nella Collezione storica iniziata da Giulio Einaudi. Lo scritto infatti presenta carattere poco organico e le ripetizioni sono frequenti. Tuttavia il volume meriterebbe di essere pubblicato come "omaggio alla memoria di un uomo che tutti amiamo e ammiriamo". Luzzatto propone così di usare il sistema della sottoscrizione per trovare un editore. La partecipazione di Einaudi alla sottoscrizione sarà da stimolo ad altre sottoscrizioni.
nome citato Bachi Riccardo
nome citato Einaudi Giulio
destinatario Einaudi Luigi
mittente Luzzatto Gino




MAT"; sottofascicolo "Mattioli

Il fascicolo conserva la corrispondenza tra Mattioli e Einaudi tra il 1945 ed il 1952. Interessanti le lettere su "Unionbanca", sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Antonio D'Aroma a Raffaele Mattioli

D'Aroma chiede a Mattioli, in partenza per gli Stati Uniti, di procurarsi per conto di Einaudi le seguenti opere di Carey: The Principles of social science e The Principles of political Economy.
nome citato Carey H.
mittente D'Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi
destinatario Mattioli Raffaele

Corrispondenza: Raffaele Mattioli a Luigi Einaudi (08-09-1945)

Mattioli contesta il decreto, di cui Einaudi gli ha parlato alcuni giorni prima, in base al quale le imprese industriali potrebbero ottenere garanzie dello Stato per crediti da concedersi fino a 3 miliardi. L'astensione della Banca Commerciale da questo genere di fidi non dipende solo dal fatto che si tratta di operazioni "cattive", ma attiene anche a considerazioni sul fondamentale problema della politica creditizia, per cui il credito non deve essere usato per rendere più costoso e lento il processo di liquidazione di imprese non vitali. Questi interventi sono in realtà veri e propri sussidi; e la coesistenza sul mercato di imprese sussidiate ed imprese vitali creerà sicuramente problemi. Mattioli precisa che l'aver previsto nel decreto la presenza di un rappresentante delle sei banche e quindi anche della Banca Commerciale non deve far nascere l'illusione che le banche siano disposte a questo tipo di operazioni, ed spera che si rifletta bene, prima di dar corso al decreto, sulla opportunità di far entrare il sistema creditizio italiano nel campo di mascherati interventi erariali.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mattioli Raffaele

Corrispondenza: Raffaele Mattioli a Luigi Einaudi (27-08-1945)

Avendo consultato anche gli Amministratori Delegati del Credito italiano (infatti la lettera è firmata anche da Brughiera), Mattioli scrive che la comune decisione in merito al progetto "Unionbanca" propende per l'istituzione di un ente giuridicamente distinto dalla Banca, a cui affidare il nuovo lavoro. Il nuovo ente potrebbe utilizzare l'organizzazione periferica della banca per l'esecuzione delle sue operazioni attive e passive. Il motivo di questa scelta risiede nel fatto che le caratteristiche dei due mercati (il credito di esercizio e il credito finanziario) sono diverse e accorpando le due funzioni in un unico organismo si rischia di perdere di vista il confine che esiste tra i due campi. Mattioli e Brughera hanno voluto informare Einaudi prima di dare inizio alle pratiche ufficiali, che desiderano sia iniziate solo dopo aver conosciuto il suo pensiero a riguardo [Sull'argomento di veda anche la lettera del 27 ottobre 1945, sintetizzata nel database ASE in questo fascicolo, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mattioli Raffaele

Corrispondenza: Raffaele Mattioli a Luigi Einaudi (27-10-1945)

Mattioli scrive in merito alla "pratica" Unionbanca, trasmessa da Einaudi al Ministero del Tesoro con il parere favorevole alla costituzione di due organismi distinti, uno da parte della Banca Commerciale ed uno da parte del Credito Italiano. Mattioli comunica ad Einaudi di aver ricevuto una lettera da parte di un amico svizzero che manifesta l'interesse della Svizzera per la ricostruzione italiana, tanto da voler partecipare ad una organizzazione di credito da costituirsi in Italia. Mattioli afferma che a questo punto le divergenze tra Einaudi ed il Commissario dell'IRI dovrebbero cadere, ma comunque egli si dichiara a disposizione per ridiscutere eventualmente tutti gli aspetti della soluzione congiunta Comit-Credit [Sull'argomento di veda anche la lettera del 27 agosto 1945, sintetizzata nel database ASE in questo fascicolo].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mattioli Raffaele




MOR"; sottofascicolo "MORGENSTERN

Il fascicolo contiene corrispondenza di cortesia, ed alcune lettere (sintetizzate nella sezione "Documenti") che riguardano la commemorazione di alcuni grandi economisti ed il progetto di Morgenstern di pubblicare le loro biografie.

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Oskar Morgenstern (22-01-1947)

In risposta alla lettera di Morgenstern del 26 novembre 1946 [sintetizzata nel database ASE in questo fascicolo, NDR], Einaudi comunica a Morgenstern di aver anch'egli intenzione di scrivere una commemorazione di de Viti de Marco. Molti economisti di pregio sono morti in questo periodo e meriterebbero di essere ricordati: Achille Loria, Augusto Graziani, Emanuele Sella. Einaudi si augura di poterlo fare, impegni permettendo [Sull'argomento di vedano anche le lettere del 27 ottobre 1947 e del 24 marzo 1950, sintetizzate nel database ASE in questo fascicolo, NDR].
nome citato de Viti de Marco Antonio
mittente Einaudi Luigi
nome citato Graziani Augusto
nome citato Loria Achille
destinatario Morgenstern Oskar
nome citato Sella Emanuele

Corrispondenza: Oskar Morgenstern a Luigi Einaudi

Morgenstern informa Einaudi di essere in contatto con la figlia di de Viti de Marco per raccogliere le informazioni necessarie alla redazione di un "paper" sull'economista pugliese. Morgenstern ha ricevuto la copia della lezione di Einaudi all'Università di Torino e l'ha trovata di grande interesse [Sull'argomento di vedano anche le lettere del 26 novembre 1946, del 22 gennaio 1947, del 27 ottobre 1947, sintetizzate nel database ASE in questo fascicolo].
nome citato de Viti de Marco Antonio
destinatario Einaudi Luigi
mittente Morgenstern Oskar

Corrispondenza: Oskar Morgenstern a Luigi Einaudi (26-11-1946)

Morgenstern ha appreso con tristezza la notizia della morte di Ricci e ne ha letto la commemorazione scritta da Einaudi sull'"American Economic Review". Morgenstern ricorda che in occasione della morte di de Viti de Marco non fu pubblicata alcuna commemorazione e invita Einaudi scriverne una. Sarebbe apprezzata dai molti ammiratori americani di de Viti de Marco. Morgenstern si augura di incontrare Einaudi al Fondo monetario o alla Banca internazionale [Sull'argomento di vedano anche le lettere del 22 gennaio 1947, del 27 ottobre 1947 e del 24 marzo 1950, sintetizzate nel database ASE in questo fascicolo, NDR].
nome citato de Viti de Marco Antonio
destinatario Einaudi Luigi
mittente Morgenstern Oskar
nome citato Ricci Umberto

Corrispondenza: Oskar Morgenstern a Luigi Einaudi (27-10-1949)

Morgenstern ha letto le commemorazioni di Achille Loria e Vilfredo Pareto, scritte da Einaudi. Morgenstern ricorda che in occasione della morte di de Viti de Marco non fu pubblicata alcuna commemorazione. Morgenstern esprime tutta la sua ammirazione per questo grande economista italiano e vorrebbe scriverne la commemorazione, nonostante siano trascorsi diversi anni dalla morte [Sull'argomento di vedano anche le lettere del 26 novembre 1946, e del 22 gennaio 1947, e del 24 marzo 1950, sintetizzate nel database ASE in questo fascicolo, NDR].
nome citato de Viti de Marco Antonio
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Loria Achille
mittente Morgenstern Oskar




MOR"; sottofascicolo "Mortara

Il fascicolo custodisce alcune interessanti lettere di Mortara, sintetizzate nella sezione "Documenti". Il fascicolo contiene inoltre corrispondenza di cortesia, tra cui una richiesta di udienza del 30 novembre 1951 e la lettera di accompagnamento del 1° dicembre 1951 relativa all'invio da parte di Einaudi di "Dalla leggenda al monumento".

Appunti di Giorgio Mortara: "Per un Istituto di studi brasiliani"

Appunti del 19.10.1949 consegnati da Giorgio Mortara al prof. Milone di Roma per uno studio intitolato "Per un istituto di studi brasiliani". Mortara auspica la creazione di un istituto di studi brasiliani presso una università italiana. Egli riscontra che in Italia c'è una scarsa conoscenza delle condizioni socio-economiche del Brasile. In previsione di un incremento delle relazioni tra i due Paesi, l'istituto potrebbe utilmente impartire insegnamenti riguardo gli aspetti fisici e sociali del Brasile, e contribuire alla diffusione di informazioni precise ed obiettive. In allegato un piano dei corsi.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mortara Giorgio

Corrispondenza: Giorgio Mortara a Luigi Einaudi (05-03-1946)

Mortara riferisce a Einaudi che il Vice presidente dell'Istituto americano di statistica Stuart Rice gli ha chiesto a gennaio informazioni sugli accademici che avevano aderito al partito fascista o nazista, in modo da procedere alla loro espulsione dalla Società. Mortara riferisce ancora di aver risposto che lui stesso aveva in un primo momento aderito al partito fascista e quindi di aver suggerito a Rice di chiedere consiglio a Einaudi, che non ne aveva mai fatto parte e si era sempre tenuto "al di sopra della mischia". Mortara ritiene che De Stefani e Savorgnan possano essere ritenuti "indegni", ma questo giudizio non spetta a coloro che, pur avendo aderito al partito fascista, sono stati giudicati dal governo attuale degni di conservare le cattedre.
nome citato De Stefani
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mortara Giorgio
nome citato Savorgnan
nome citato Stuart Rice

Corrispondenza: Giorgio Mortara a Luigi Einaudi (08-04-1950)

Mortara promette ad Einaudi di inviargli altri studi monografici su argomenti di demografia e statistica economica, ed il corso di statistica recentemente pubblicato. Il corso ha il merito di diffondere quei metodi obiettivi di indagine, che Einaudi con tanta autorità sostiene. Qui in Brasile, scrive Mortara, più che altrove è difficile scindere l'economia dalla politica, tuttavia si comincia ad intendere la necessità e l'utilità dell'indagine scientifica. Mortara dichiara di restare uno statistico ed un demografo, pur con qualche incursione nell'economia applicata, come è accaduto per lo studio sul rendimento delle saline in base alla loro dimensione.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mortara Giorgio

Corrispondenza: Giorgio Mortara a Luigi Einaudi (20-12-1953)

Mortara scrive a Einaudi che sta lavorando affinché il congresso demografico mondiale previsto per l'anno successivo (di cui Mortara ha parlato ad Einaudi nel settembre precedente) riesca bene. La maggiore difficoltà consiste, specifica Mortara, nell'evitare intrusioni politiche nella discussione scientifica. Mortara assicura ad Einaudi che la delegazione italiana sarà abbondante e di buon livello; quella brasiliana, una dimostrazione di buona volontà!
destinatario Einaudi Luigi
mittente Mortara Giorgio




PAP- PAR", sottofascicolo "Papi

Oltre allo scambio di pubblicazioni tra Einaudi e Papi, il fascicolo contiene il testo dell'intervento di Papi tenuto in occasione dell'inaugurazione della Società per il progresso delle Scienze a Perugia, alla presenza di Einaudi. L'intervento è sintetizzato nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Ugo Papi a Luigi Einaudi (16-06-1952)

Lettera inviata da Papi ad Einaudi il 16.06.1952. Alla lettera è allegato il testo del discorso pronunciato da Papi a Perugia per l'inaugurazione della Società per il progresso delle scienze, alla presenza di Einaudi. Nel discorso Papi individua nella sottonutrizione tipica dei Paesi ad alta densità di popolazione un pericoloso stimolo per le popolazioni locali ad aderire a ideologie totalitarie ed una istigazione all'odio tra i popoli. Questa situazione, lacuna imperdonabile della civiltà occidentale, può trovare una soluzione nell'incremento della capacità produttiva, possibile a sua volta solo mediante la collaborazione internazionale. Papi loda il ruolo della FAO come motore di studio e consultazione ma soprattutto come promotore di convenzioni e di piani di assistenza tecnica. Papi ritiene che non vi sia alcuna contraddizione tra il liberismo e la pianificazione, in quanto la pianificazione serve ad guidare la libera iniziativa in modo che vengano utilizzate al meglio sia le energie umane sia i mezzi di produzione.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Papi Giuseppe Ugo




PAP- PAR", sottofascicolo "Parenti

Il fascicolo contiene corrispondenza tra Parenti ed Einaudi tra il 1945 ed il 1946.

Corrispondenza: Antonio D'Aroma a Giuseppe Parenti (10-05-1946)

D'Antona risponde a Parenti [lettera del 6 maggio 1946, sintetizzata in ASE in questo fascicolo, NDR] che Einaudi non può aiutarlo in quanto non è più rappresentante della Rockfeller.
mittente D'Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi
destinatario Parenti Giuseppe

Corrispondenza: Giuseppe Parenti a Luigi Einaudi (06-01-1944)

Parenti, tagliato fuori dal suo istituto, rivela a Einaudi di non aver più la serenità di riprendere gli studi sulla storia dei prezzi, ma si propone per collaborare allo studio di problemi attuali ed urgenti che Einaudi credesse opportuno segnalargli, per aiutare "questa nostra povera Italia"
destinatario Einaudi Luigi
mittente Parenti Giuseppe

Corrispondenza: Giuseppe Parenti a Luigi Einaudi (06-05-1946)

Parenti scrive ad Einaudi di essere interessato all'econometria e a prendere contatti con i colleghi anglosassoni che hanno studiato al tecnica econometrica. Chiede perciò se è possibile accedere ad una borsa di studio presso la Società Rockfeller, di cui Einaudi è rappresentante [La risposta di Einaudi del 10.05.1946 è sintetizzata in questo fascicolo, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Parenti Giuseppe




PES-ET-EY-EZ", sottofascicolo "Pesenti

Il fascicolo contiene la corrispondenza tra Pesenti ed Einaudi tra il 1945 ed il 1951. Interessante la corrispondenza che riguarda la costituzione della rivista "Critica Economica" e due lettere di Einaudi sull'imposta sui frutti dei titoli azionari (lettera del 12 marzo 1945) e sull'imposta sui fabbricati (lettera del 29.5.1945), sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Antonio Pesenti a Luigi Einaudi (14-01-1947)

Pesenti chiede ad Einaudi di aderire alla rivista "Critica economica". Fedele al suo programma, la rivista non tratta solo di argomenti teorici ma anche di problemi concreti e vitali per la rinascita dell'economia del Paese. Pesenti spera che Einaudi si abboni e che contribuisca, sia diffondendo la rivista sia inviando studi di problemi che riterrà di particolare interesse.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Pesenti Antonio

Corrispondenza: Antonio Pesenti a Luigi Einaudi (17-04-1946)

La lettera di Einaudi del 14.04.1946 [presente in sintesi in questo fascicolo, NDR] ha rafforzato il proposito di Pesenti di non ricorrere ad un Comitato direttivo di comodo: la rivista [Critica economica, NDR] uscirà con il nome del solo Pesenti come Direttore responsabile. Pesenti concorda sull'utilità dei quaderni, cioè di numeri della rivista diretti da Einaudi o da altri che intendessero dare un loro contributo. Naturalmente Pesenti prevede che sarà necessario un po' di tempo perché ci sia materiale sufficiente su cui lavorare, a meno che Einaudi non disponga di collaboratori pronti e disposti ad offrire i loro lavori come articoli.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Pesenti Antonio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Antonio Pesenti (12-03-1945)

Einaudi comunica a Pesenti di aver ricevuto un pro memoria sull'imposta sui frutti dei titoli azionari e sugli interessi dei titoli di Stato. Tra gli istituti finanziari che vorrebbero partecipare al buon esito del prestito è diffusa la preoccupazione circa la tassabilità dei nuovi buoni del Tesoro, attraverso l'imposta cedolare. A Einaudi pare che questa preoccupazione sia fondata, ed essa può provocare un grandissimo danno al buon esito del prestito. Einaudi prega quindi Pesenti, Ministro delle finanze, di emanare una interpretazione ministeriale o di considerare la convenienza di una modifica legislativa che chiarisca il punto.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Pesenti Antonio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Antonio Pesenti (14-04-1946)

Einaudi respinge l'invito rivoltogli da Pesenti di partecipare al Consiglio direttivo della rivista "Critica economica". A tal proposito Einaudi ricorda che tempo addietro accettò insieme a Croce e a Paratore di figurare nel Comitato direttivo della rivista "Città libera". Non avendone però realmente preso parte, si ritirò dal Comitato subito dopo la pubblicazione del primo numero della rivista. Così fecero anche Croce e Paratore. Einaudi ritiene invece interessante l'idea di scrivere personalmente, o con persone con le quali si trova in perfetta armonia, un intero fascicolo che uscirebbe con la consueta numerazione, ma con la dicitura "Quaderno compilato da Luigi Einaudi". Ciò avverrà quando Einaudi avrà materiale interessante da pubblicare.
nome citato Croce Benedetto
mittente Einaudi Luigi
nome citato Paratore
destinatario Pesenti Antonio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Antonio Pesenti (14-04-1947)

Einaudi ringrazia Pesenti per l'invito a partecipare alla Conferenza nazionale dei Centri economici, promossa dal Centro Economico per la Ricostruzione. Il tema proposto da Pesenti, "Osservazioni sulla politica finanziaria dopo la fine della guerra", interessa Einaudi in modo particolare ed egli sarà quindi lieto di predisporre un suo scritto sull'argomento.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Pesenti Antonio

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Antonio Pesenti (29-05-1945)

Einaudi scrive a Pesenti, Ministro delle finanze, in merito all'imposta terrena e sui fabbricati. Imporre l'obbligo di dichiarazione per i piccoli agricoltori e per i piccoli proprietari di fabbricati avrebbe come conseguenza l'aumento del reddito degli azzeccagarbugli e degli scrivani, classe la cui fortuna non coincide con quella del Paese. Einaudi suggerisce di esentare queste categorie. In tal modo la dichiarazione unica potrebbe entrare in attuazione senza disturbare un numero strabiliante di contribuenti e senza pesare troppo sulla capacità di lavoro dei funzionari del Ministero. Una volta che la dichiarazione sia entrata nelle abitudini dei contribuenti e dei funzionari, si potrebbe estendere l'obbligo della dichiarazione.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Pesenti Antonio




Piano per la ricostruzione. Verbali delle riunioni

Il fascicolo contiene i verbali delle riunioni del Comitato interministeriale per la ricostruzione. Sono presenti appunti autografi di Einaudi relativi ad alcune sedute (presumibilmente quelle dell'11 e del 14 settembre 1945, del 3 ottobre 1945, e del 26 marzo 1946). Il fascicolo contiene inoltre due lettere del Ministro dell'Industria e Commercio Giovanni Gronchi del 7.3.46 e del 19.04.46, sintetizzate nella sezione documenti di questo fascicolo.

Lettera

Giovanni Gronchi, ministro dell'Industria e del Commercio, afferma che un programma organico deve abbracciare un lasso di tempo almeno triennale. Non potendo giungere a questo risultato in pochi mesi, Gronchi ritiene che sia opportuno prospettare l'ipotesi di una collaborazione con tecnici stranieri. Durante l'anno 1946 l'economia italiana sarà alimentata da materie prime provenienti da tre fonti: residuo dei Piani di transizione (che si esauriranno nel 1946), dal Piano UNRRA (che si esaurirà a settembre - ottobre ) e da importazioni negoziate con trattati commerciali, già stipulati o da stipulare. In questa situazione emerge il problema di prevedere il deficit di materie prime per il 1946 e confrontarlo con le fonti di rifornimento su cui si potrà contare. Gronchi traccia quindi un programma di lavoro: egli prevede di ultimare entro marzo il programma integrativo per l'anno 1946 ed il programma di massima per il triennio 1947-1949. Gronchi propone inoltre di inviare un'apposita missione a Washington per ottenere il finanziamento dei due Piani.
destinatario De Gasperi Alcide
destinatario Einaudi Luigi
mittente Gronchi Giovanni

Lettera

Lettera del Ministro dell'industria e Commercio, Giovanni Gronchi al Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi ed ai membri del Comitato interministeriale per la ricostruzione. Gronchi esprime il parere che la domanda di finanziamento presentata per il 1946 dalla delegazione italiana sia di ammontare eccessivo rispetto al fabbisogno italiano e sprovvisto di fondata documentazione. Le nostre ulteriori necessità, sostiene Gronchi, per il 1946 sono di importo esiguo (solo un centinaio di milioni di dollari), e riguardano materie che gli Stati Uniti non forniscono (carbone, legname, polli). Il problema si è spostato quindi dal piano tecnico, di acquistare prodotti nordamericani, a quello finanziario di manovrare disponibilità finanziarie su mercati che hanno le merci occorrenti. Gronchi ritiene che si debbano precisare i compiti della delegazione tecnica a Washington ed istituire una delegazione finanziaria che abbia il compito di procurare i milioni di dollari occorrenti per acquistare le merci necessarie sul mercato.
destinatario De Gasperi Alcide
destinatario Einaudi Luigi
mittente Gronchi Giovanni




Pietro Sraffa

Il fascicolo contiene corrispondenza relativa alla presentazione dell'edizione delle Opere di Ricardo curata da Sraffa all'Accademia dei Lincei. Si segnala inoltre una lettera che riguarda l'elenco di libri di economia pubblicati durante la guerra e i ricordi di Clapman e di Keynes, inviati da Sraffa a Einaudi.

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Piero Sraffa (06-12-1952)

Einaudi scrive a Sraffa riguardo la presentazione dei 9 volumi su Ricardo all'Accademia dei Lincei. Einaudi gli consiglia di depositare i volumi presso un amico a Roma. Einaudi aggiunge che la presentazione dei volumi implica che egli debba stendere qualche pagina, diversa da quelle pubblicate sul "Giornale degli economisti", e che egli cercherà di farlo in modo da "non far troppo brutta figura". Quando Einaudi avrà effettivamente scritto le pagine, avvertirà l'amico a cui Sraffa avrà depositato le copie e alla prima seduta utile farà la presentazione personalmente. [Sulla presentazione dell'edizione delle Opere di Ricardo curata da Sraffa all'Accademia dei Lincei, si vedano anche le lettere del 18 febbraio 1950, del 10 dicembre 1951, del 27 novembre 1952, del 6 dicembre 1952 in questo fascicolo, NDR].
mittente Einaudi Luigi
destinatario Sraffa Piero

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Piero Sraffa (25-06-1949)

Einaudi ringrazia Sraffa dell'invio degli articoli in ricordo di Clapham e di Keynes. Quest'ultimo gli è particolarmente piaciuto: Keynes, anche quando era "irritante" scriveva sempre bene e effettivamente gli "Essays in Biography" sono un classico della prosa inglese. Einaudi conclude che naturalmente si augura che nessun economista muoia, ma in caso di disgrazia, chiede a Sraffa di inserirlo nella lista per l'invio delle commemorazioni.
mittente Einaudi Luigi
nome citato Keynes John Maynard
destinatario Sraffa Piero

Corrispondenza: Piero Sraffa a Destinatario ignoto (18-02-1950)

Sraffa chiede al destinatario della lettera di ringraziare da parte sua il Presidente Einaudi per la sua sollecitudine. Sraffa afferma di aver considerato "la cosa" sotto tutti gli aspetti e di essere arrivato ad una conclusione negativa: non lascerà Cambridge, e vi resterà fino alla completa pubblicazione del lavoro su Ricardo, cioè almeno per tutto l'anno in corso. Ciò che preme a Sraffa è però che la pratica di reintegrazione vada presto in porto.
nome citato Einaudi Luigi
mittente Sraffa Piero

Corrispondenza: Piero Sraffa a Luigi Einaudi (10-12-1951)

Sraffa ringrazia Einaudi per l'impegno a presentare il suo lavoro su Ricardo all'Accademia dei Lincei. Sraffa prevede che gli ultimi 4 volumi saranno pubblicati ad aprile o maggio del 1952. [Sulla presentazione dell'edizione delle Opere di Ricardo curata da Sraffa all'Accademia dei Lincei, si vedano anche le lettere del 18 febbraio 1950, del 27 novembre 1952, del 6 dicembre 1952 in questo fascicolo, NDR].
mittente Einaudi Luigi
destinatario Sraffa Piero

Corrispondenza: Piero Sraffa a Luigi Einaudi (15-04-1949)

Sraffa invia ad Einaudi la lista dei libri di economia pubblicati durante la guerra, che questi gli aveva richiesto. Il risultato secondo Sraffa è magro: la lista, compilata da un libraio specialista in economia, è grossolana e non scelta [l'elenco è allegato alla lettera, NDR]. Sraffa ritiene invece che una migliore lista si trovi nel volume collettivo "Survey of Contemporary Economics" curato da Howard Ellis e pubblicato da Blakiston Company, nel 1948. Gli articoli, afferma Sraffa, sono nel complesso "disappointing" ma le note bibliografiche sono utilissime
destinatario Einaudi Luigi
nome citato Howard S. Ellis
mittente Sraffa Piero

Corrispondenza: Piero Sraffa a Luigi Einaudi (27-11-1952)

Sraffa riferisce a Einaudi di essere ritornato a Cambridge dopo aver trascorso tre mesi e mezzo di ospedale in conseguenza di una caduta in montagna. Egli chiede a Einaudi se ritiene ancora opportuna l'iniziativa di presentare i 9 volumi su Ricardo all'Accademia dei Lincei. Nel caso Einaudi sia ancora d'accordo, Sraffa chiede dove inviare i volumi: mandandoli anonimamente all'Accademia potrebbero perdersi. [Sulla presentazione dell'edizione delle Opere di Ricardo curata da Sraffa all'Accademia dei Lincei, si vedano anche le lettere del 18 febbraio 1950, del 10 dicembre 1951, del 27 novembre 1952, del 6 dicembre 1952 in questo fascicolo, NDR].
mittente Einaudi Luigi
destinatario Sraffa Piero




Rapporti tra l'Ufficio di collegamento e le autorità alleate"; sottofascicolo "Stone, Parri, De Gasperi

Il fascicolo contiene corrispondenza tra il Commissario Capo della Commissione Alleata, Ellery Stone, il Presidente del Consiglio dei Ministri Ferruccio Parri e il ministro degli Affari esteri (e successivamente Presidente del Consiglio) Alcide De Gasperi. Si segnalano le lettere del 31.07.1945 e del 21 gennaio 1946, sintetizzate nella sezione "Documenti".

Lettera

Il Commissario Capo della Commissione Alleata, Ellery Stone comunica al Presidente del Consiglio dei Ministri Ferruccio Parri che le attività della Commissione Alleata relative alle esportazioni italiane cesseranno il 31.07.1945. Stone traccia le modalità di applicazione di questa decisione, in relazione ai controlli che la Commissione alleata continuerà ad esercitare.
destinatario Parri Ferruccio
mittente Stone Ellery

Lettera

Il Commissario Capo Ellery Stone comunica al Presidente del Consiglio dei Ministri De Gasperi e al Governatore Einaudi, che non è più necessario che le autorità italiane per il controllo dei cambi si consultino con la Commissione alleata prima di autorizzare operazioni finanziarie all'estero intraprese da compagnie di assicurazioni italiane e da loro filiali all'estero.
destinatario De Gasperi Alcide
destinatario Einaudi Luigi
mittente Stone Ellery




Sap-ar-au-av", sottofascicolo "Saraceno

Si segnala la lettera dell'8 luglio 1948, inviata da Saraceno a Einaudi, sintetizzata nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Pasquale Saraceno a Luigi Einaudi (08-07-1948)

Saraceno invia a Einaudi il libro di Myrdal "A Survey of the Economic Situation and Prospects for Europe". Saraceno specifica che sta studiando il lavoro di Myrdal dal punto di vista dell'interesse italiano e potrà quindi presto fornire ad Einaudi dati e notizie in merito.
destinatario Einaudi Luigi
mittente Saraceno Pasquale




Sap-ar-au-av", sottofascicolo "Sauvy

Il fascicolo contiene corrispondenza tra Einaudi e Sauvy relativa alla pubblicazione di una riedizione delle opere di Cantillon. Le lettere sono sintetizzate nella sezione "Documenti"

Corrispondenza: Alfred Sauvy a Luigi Einaudi (26-12-1950)

Lettera in francese su carta intestata Institut National d'études démographique.Sauvy comunica a Einaudi che l'Institut National d'études démographiques ha intenzione di pubblicare una riedizione delle opere di Cantillon. Non si tratterà di una semplice ristampa ma di una vera e propria nuova edizione che comprenderà anche dei lavori inediti. Il prof. Fanfani ha accettato di scriverne l'introduzione. Sauvy prega Einaudi di voler partecipare a questa edizione, che sarebbe incompleta senza il suo contributo. Sauvy si rende conto degli impegni di Einaudi ma spera che egli comunque voglia partecipare [La risposta di Einaudi, del 10.01.1951, a questa lettera è presente in sintesi in questo fascicolo ASE, NDR].
destinatario Einaudi Luigi
mittente Sauvy Alfred

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Alfred Sauvy (10-01-1951)

Einaudi elogia l'iniziativa di Sauvy di ristampare le opere di Cantillon [si veda la lettera del 26 dicembre 1950, sintetizzata in questo fascicolo ASE, NDR] ed ipotizza che il titolo a partecipare a questa iniziativa risieda nell'aver pubblicato sulla "Riforma sociale" nel 1932 una recensione all'edizione franco inglese a cura di Higgs e nell'aver tradotto l'introduzione di von Hayek alla versione tedesca di Cantillon. L'aver tradotto la versione di von Hayek fa dubitare Einaudi di poter aggiungere qualcosa di più o di meglio a quanto scrisse von Hayek su Cantillon. Il suo saggio è un vero modello di storia delle dottrine economiche. Hayek studia Cantillon nella sua natura di puro teorico. Cantillon è grande perché ha adoperato per primo nella scienza economica gli strumenti di indagine che si chiamano "studio dei puri rapporti di causalità"; "da tali premesse derivano tali conseguenze"; "esclusione dei giudizi di moralità"; "ipotesi del coeteris paribus". Ma, tornando all'introduzione di von Hayek, sarà difficile correggere ciò che egli scrisse sulla fortuna e la riscoperta del Saggio, sui tentativi di plagio, sulla vita e la famiglia di Cantillon e sulla influenza del suo libro sul pensiero economico del suo secolo e di quello successivo. [Nel fascicolo sono presenti due copie della lettera, una in italiano ed una in francese].
mittente Einaudi Luigi
destinatario Sauvy Alfred




Scritti e articoli. Pubblicazioni e discorsi

Il fascicolo contiene una interessante lettera di Einaudi al ministro del Bilancio Zoli sulla pubblicazione "Relazione economica generale", sintetizzata nella sezione "Documenti"

Lettera

Einaudi rileva che la relazione generale sulla situazione economica del Paese è stata notevolmente perfezionata. Egli ritiene che sia stata una buona idea quella di chiudere nella prima parte le informazioni essenziali, di guisa che il resto possa essere considerato un'appendice. Dopo la lode la critica: la prima è la superbia statistica e l'utilizzo di un linguaggio specialistico e poco comprensibile. Un'altra critica riguarda il modo in cui sono valutati i redditi da fabbricati, cioè sulla base dei fitti bloccati percepiti dagli proprietari, cosa chiaramente falsa. Inoltre osserva che cambiare il formato della pubblicazione potrebbe rendere il documento più leggibile. In conclusione, Einaudi consiglia quindi: che la relazione sia stampata in un formato più maneggevole, che essa sia divisa in due tomi e che il primo tomo sia sottoposto ad una accurata revisione per renderlo intelligibile ai lettori senza ricorrere a spiegazioni esterne. La lettera è inviata in copia, per conoscenza, a Giuseppe Medici (ministro del Tesoro), a Giulio Andreotti (ministro delle Finanze), e a Donato Menichella (Governatore della Banca d'Italia).
nome citato Andreotti Giulio
mittente Einaudi Luigi
nome citato Medici Giuseppe
nome citato Menichella Donato
destinatario Zoli




sottofascicolo "Bertolino Alberto

Il fascicolo tratta della nomina di Einaudi a socio della Reale Accademia dei Geogofili.

Corrispondenza: Alberto Bertolino a Luigi Einaudi

Si tratta della lettera con cui Alberto Bertolino comunica a Einaudi la nomina a socio ordinario dell'Accademia del Georgofili, e lo invita ad inaugurare il nuovo anno accademico. La posizione politica di Einaudi, la sua personalità scientifica e la sua concezione politico-economica darebbero al momento inaugurale un alto valore storico. Nessuno meglio di Einaudi può riprendere la tradizione del pensiero politico ed economico proprio dell'Accademia. Qualunque argomento Einaudi voglia trattare sarà una affermazione autorevole della tradizione liberale dell'Accademia.
mittente Bertolino Alberto
destinatario Einaudi Luigi

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Alberto Bertolino (13-03-945)

Einaudi ringrazia Bertolino di avergli comunicato la notizia della nomina di socio ordinario dell'Accademia dei Georgofili e lo prega di comunicare ai soci la sua accettazione. Einaudi apprezza il significato della nomina in un momento in cui la tradizione di libertà, continuamente affermata in passato dall'Accademia, deve trovare nuovo alimento nelle generazioni future.
destinatario Bertolino Alberto
mittente Einaudi Luigi




Spadolini

Oltre a corrispondenza del marzo 1955 relativa ad una visita promossa da Spadolini di un gruppo di studenti della Facoltà di scienze politiche e sociali dell'Università di Firenze al Presidente della Repubblica Einaudi, il fascicolo contiene una lettera di Einaudi a Spadolini del 20 marzo 1955 che riguarda il saggio "L'opposizione cattolica da Porta Pia al 1898", sintetizzata nella sezione "Documenti"

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Giovanni Spadolini (14-04-1947)

Einaudi ricorda a Spadolini che questi gli aveva inviato il saggio storico "L'opposizione cattolica da Porta Pia al 1898". Einaudi definisce il saggio originale e ben documentato e si congratula con Spadolini per l'opera, che ha ricevuto ben 3 edizioni.
mittente Einaudi Luigi
destinatario Spadolini Giovanni




Steve

Il fascicolo contiene le due lettere sintetizzate nella sezione "Documenti".

Corrispondenza: Luigi Einaudi a Sergio Steve (14-03-1945)

Einaudi ringrazia Sergio Steve delle spiegazioni fornite sulla tassa di registro sull'enfiteusi. Esse hanno chiarito ad Einaudi la situazione attuale dell'applicazione dell'imposta. Riguardo le disposizioni di favore per l'acquisto di fondi rustici o della casa ad uso di diretta abitazione, Einaudi rileva che una legge non chiara genera uno stato di incertezza, e ciò costituisce la situazione peggiore che si possa immaginare per chi debba decidere se stipulare o meno un contratto. Formulare una legge in modo da lasciare un dubbio su un punto essenziale è un "atto antico, bensì non per questo meno deprecabile".
mittente Einaudi Luigi
destinatario Sraffa Piero

Corrispondenza: Sergio Steve a Antonio D'Aroma (12-12-1950)

Steve chiede a D'Aroma se, a suo parere, il Presidente Einaudi gradisca leggere le parole scrittegli dal prof. Duncan Black alla notizia della morte di Fasiani. Black, ricorda Steve, insegna all'Università di Glasgow ed è autore del volume "The Incidence of Income Taxes", del quale discusse con grande onore Fasiani nel fascicolo n. 1 del 1940 del "Giornale degli economisti". In allegato la lettera in cui Black ricorda Fasiani. Pur non avendolo conosciuto personalmente, Black ritiene che Fasiani fosse uno studioso di grande profondità, capace di esprimersi con grande chiarezza. Dal suo lavoro traspare la figura di una persona di una "inusuale bontà morale".
nome citato Black Duncan
destinatario D'Aroma Antonio
nome citato Einaudi Luigi
nome citato Fasiani Mauro
mittente Steve Sergio




Stolfi

Il fascicolo contiene una lettera in cui Einaudi caldeggia l'assegnazione a Di Fenizio della cattedra di Economia politica all'Università di Padova.

Corrispondenza: Luigi Einaudi al prof. Stolfi (06-10-1945)

Einaudi scrive al prof. Stolfi caldeggiando l'assegnazione a Di Fenizio della cattedra di Economia politica all'Università di Padova. Di Fenizio, sostiene Einaudi, sa trovare problemi meritevoli di essere studiati, è un attento studioso, ha un'ottima preparazione ed i suoi scritti meritano di essere tenuti d'occhio. Non vi è dubbio, a parere di Einaudi, che Di Fenizio dal punto di vista scientifico valga più di Garino Canino. L'unico cruccio di Einaudi, se Di Fenizio verrà chiamato a Padova, sarà che Garino Canino tornerà all'Università di Torino, cosa dannosa per gli studenti torinesi.
nome citato Di Fenizio Ferdinando
mittente Einaudi Luigi
destinatario Stolfi